Canto, incanto e disincanto
di Chiara Bertoglio | 23 aprile 2019
La croce, come simbolo, può essere accolta anche dai "sapienti e dagli intelligenti". Ci vuole invece un animo da bambino per credere alla risurrezione

Ci vuole umiltà, per credere nella risurrezione. Ci vuole la disponibilità ad essere presi per bambini che credono alle favole.
La croce, come simbolo, può essere accolta anche dai "sapienti e dagli intelligenti": tutti sappiamo che la vita umana è costellata di momenti duri, di sofferenze, di ingiustizie, di dolore; e nella croce qualcuno può vedere il simbolo di ogni sofferenza umana, qualcun altro un simbolo dell'oppressione ingiusta, qualcun altro addirittura uno j'accuse contro Dio.

Ci vuole invece un animo da bambino per credere alla risurrezione. Perché è l'affermazione più radicale della speranza; del credere che l'essere umano non si può sbagliare quando segue il proprio istinto alla speranza.

Non esiste un bambino cinico. Esistono bambini simpatici, bambini intelligenti, bambini anche un po' maligni, qualche volta; ma il cinismo è degli adulti, di quelli che pensano di avere capito tutto, e che in questo "tutto" che hanno capito non ci sia spazio per la speranza vera.

Si chiama anche "disincanto".
L'incanto del bambino che scopre il mondo e se ne innamora fa spazio al disincanto dell'adulto. E in certa misura è necessario, altrimenti il nostro credere sarebbe davvero un credere alle favole. È necessario, molto spesso (non a tutti) attraversare una o più fasi di dubbio, di incertezza, di "crisi" e di "critica"; in certa misura, questa dimensione continua ad attraversare l'esperienza del credente un po' in tutta la sua vita.

E anche nella vita di Gesù si è passati dall'incanto del presepio al "disincanto" del grido sulla croce: "Perché mi hai abbandonato?". Chi passa da questo crogiuolo di dubbio, di sofferenza, di pensiero e anche di ribellione può poi sbocciare nel canto.
Canto che è il prorompere di un fiume in piena che finalmente riemerge dal suo inghiottitoio carsico; di un fiume che è entrato nelle viscere della terra e poi risboccia, purificato e arricchito, a "riveder le stelle". Canto che, come il Christus musicus, è entrato nelle viscere della terra per poi ri-sorgere, tornare lui ad essere la nostra luce.

Alcuni teologi antichi si appassionavano a dibattiti che oggi fanno quasi un po' sorridere: come faremo, si chiedevano, a cantare da risorti, se nel cielo non c'è l'aria per respirare? È un dilemma scientificamente un po' improbabile, ma che ci dice qualcosa di essenziale: chi se lo poneva aveva una visione molto chiara della "risurrezione della carne", e capiva che - in un modo che non riusciamo ad immaginare - questo nostro corpo brillerà di vita e di luce. Di nuovo.

Io conosco e sono conosciuta tramite il mio corpo; sono più del mio solo corpo, ma, come dico sempre, se incontrassi l'anima delle persone a me più care per strada non la riconoscerei... E questo corpo, in un modo che non conosco, tornerà a vivere. Tornerò a poter abbracciare chi amo e chi ho amato; tornerò ad udire la loro voce; tornerò a vedere i tratti amati del loro viso. E nello stesso tempo non soffriremo più, saremo liberi da quello che oggi ci frena e ci opprime, ci limita e ci pesa.

"Canteremo" come canta chi è felice, come canta chi è libero da ogni male, come chi ama. Canteremo come canta il Christus victor, e il suo canto è l'amore per il Padre.

Non è facile avere una speranza così radicale; non è facile fidarsi che una cosa così bella possa essere anche vera. Siamo troppo disincantati per credere a qualcosa di infinitamente più grande di ogni nostro sogno.
Eppure, proprio oggi, questo canto risuona, e non si può fermare più.
Buona Pasqua!.

Buona Pasqua! 

26/04/2019 04:27 Francesca Vittoria
Il Cristo glorioso dipinto da mano d'artista, si erge sempre agile,,giovane,pieno di energia nuova (non forzuto) , rispetto al corpo di prima, come da una crisalide si libra "farfalla". L'idea risponde anche per quel cambiamento che viene suggerito per ogni persona che passa da vita terrena a una nuova e non può che essere bello anche quel corpo che in vita ha fatto scelte secondo Cristo, suggerite da sentimenti di amore, passate come da un crogiolo a diventare simili a oro fino, depurate dalle scorie , è tutto questo è costato sofferenze sopportate, sacrifici, dolore, e viene da immaginare, realisticamente, che si, la nuova persona così depurata splenda nuova pur riprendendosi il corpo di carne suo, rinato a vita nuova, come il fiore a primavera, profumato. Speriamo solo che i legami affettivi famigliari , Continuino a esistere! Gesù parla di Maria come "madre", piange l'amico Lazzaro, richiama in vita ...la figlia....Giuseppe e pianto da Maria , tutti questi legami sono specificati esistenti, e ci sono cari, Effettivamente tutto questo rimane nel mistero, rimane una bella speranza per come sentiamo nel cuore.
Francesca Vittoria



25/04/2019 10:43 Paola
Grazie Chiara per la risposta, concordo, e devo dire che mentre la leggevo, ho pensato che in fondo un uomo di pace, quale dovrebbe essere un cristiano, è innanzitutto un costruttore di armonia, di unione, e forse quello che tu chiami "sogno di Dio su di noi", non è altro che l' unione di quello che di migliore abbiamo, sia nel corpo che nello spirito, scusa se sogno un po' troppo, ma non riesco a farne a meno..Un caro saluto anche a te!


25/04/2019 08:03 Chiara Bertoglio
Paola: davvero è un mistero grande di cui non è possibile dire molto. Il mio pensiero è questo: il corpo risorto E' un corpo, è carne, è il nostro corpo; eppure è anche diverso da come l'abbiamo avuto in vita e da quello che avevamo al momento della morte. Posso pensarlo come "il sogno di Dio su di noi": la pienezza e la perfezione del nostro essere. Ciò che Dio vede quando ci guarda, a dispetto del nostro peccato.
Per usare una metafora, potremmo parlare di bruco e di farfalla, anche se ovviamente si tratta di una metafora semplicistica. Però se pensiamo solo ad una "sopravvivenza dell'anima" priviamo l'annuncio cristiano della sua stessa ragion d'essere. Un caro saluto!



24/04/2019 16:53 Paola
Certo siamo immersi nel mistero, in questo serve davvero essere bambini che guardano alla vita con incanto, infatti, se non nego che ciascuno manterrà una sua individualità, altrimenti non ci sarebbe responsabilità, è pur vero che è difficile, per me, immaginare il Regno dei Cieli riprodurre la stessa dinamica di quello terreno. Un disabile, ad esempio, come risorgerà? E il povero, l'ignorante, saranno sempre tali, o prevarrà il loro Spirito, uguale in ognuno di noi, tanto da poterci chiamare fratelli? Per questo mi piace pensare più ad una resurrezione dello Spirito, perché sarà in base a quello che sarò bella o brutta nel regno di Dio, e la mia personalità, la mia simpatia, la mia intelligenza, che valore avranno al cospetto dell'infinito?


24/04/2019 12:54 Pit bum bum bum
La vetta è la stessa, ma diversi i sentieri...
Davanti al lenzuolo della Sindone mi dissi:
" Quanto deve aver sofferto qs uomo!!"
Ma il C14 sulle fibre, non dalle spore, non può mentire
Ma chi bigolo sarei se avessi bisogno di essa o di gambe ricresciute o altro x credere!!
E che misera figura ci farebbe Lui, Passio inclusa!!



24/04/2019 11:54 Francesca Vittoria
Ma è chiaro come il sole che l'anima della persona si riprenderà il proprio corpo, in quanto deve non solo vedersi di nuovo la persona tutta, ma anche distinguersi l'uno dall'altro. Io non sono mia madre o mia sorella né la mia amica, come mi distinguo per carattere anche lo sono nei tratti del viso etc. Fino a che punto non lo sappiamo, perché anche Gesù Cristo non era stato riconosciuto, però, cosa importante ci si distingue uno dall'altro. Altrimenti che senso avrebbe anche il resuscitare se diventassimo un insieme indistinto. Questo futuro non può essere speranza "radicale" .....le non per il fatto che uno "non creda", cosa possibile, ma in questo caso convengo che uno si ancori a "speranza", oppure che abbia collezionato solo cose negative, commesso delitti di cui non si pente, in tale caso è chiaro che non sia in grado di coltivare speranza di paradiso visto che non aspira ad esso neppure in questo pianeta. È' soltanto il mio un ragionamento forse molto terra terra, che non poggia sul miracolistico, o fantasia da sentimenti che volano alti. Solo semplice realtà, quella vista è riportata per noi dalle sacre scritture, ma che si è materializzata per più persone attraverso testimonianze come i miracoli di Lourdes, presenza di aMaria, viva voce di chi l'ha sentita, viva persona, vestita non da Angelo, ma con tanto di bambino in braccio. Certo non possiamo spiegare come Cristo non aveva bisogno di aprire por te o bussare per entrare,ma questi sono altrettanti fatti reali come la Sindone, tante apparecchiature e indagini con ultima tecnicologia non hanno che appurato la certezza di essere perfettamente rispondenti alla descrizione delle scritture, quel "ben riposti, piegati, in altro luogo o angolo. Tutto questo mi dice che ,1) Gesù non aveva bisogno di portarsi dietro bende e lenzuolo, che Lui semplicemente li ha trapassati lasciando l'impronta dell'uomo di prima perché il vittorioso era si lui ma nuovo. Non una macchina credo sia possibile inventare che possa registrare questo passaggio, certamente ha dimostrato di volerlo lasciare ai posteri un segno reale, tangibile visto come siamo capaci di capire soltanto se possiamo vedere con occhi e usare il tatto delle mani. È' un ragionamento personale che è soltanto mio, per dire che la ragione a questo punto si può incontrare con la fe de, la quale la precede, .Pero non è detto che la raggiunga una macchina che avendo visto il buco nero, non veda anche ....? La Luce?
Francesca Vittoria



24/04/2019 08:37 Pietro Buttiglione
Senza nulla voler togliere all'incanto di Chiara, alla sua poesia... azzardo che quasi tutte le componenti dell'ebraismo credevano già alla resurrezione..
Centrare il buon-msg sulla resurrezione imho ci appiattisce tra quelli che credono in Gesū xchè ha fatto MIRACOLI... Cosa che invece Lui faceva mal-volentieri, per pura pietà, e facendo riferimento a Suo Padre e raccomandando di NON " alzare il bando ".
Mi/vi chiedo:
Non ci basta che il Divino si sia fatto Umano?
Altro che disincanto! Tutto cambia!
Ma non basta.
QUALE Umano Gesù Cristo, nostro Signore, che il Suo Nome risuoni ogni momento nei ns cuori, ci ha personificato?
Quale è la vera essenza di Umano?
Badate bene: non qualcosa che forse, tramite sequela, penitenze, digiuni, o peggio cammini esoterici o gnostici potremmo raggiungere..!!
NO.
Gesù ci dice che essere Umano è così.
Punto e basta.
PS
Onde evitare i soliti equivoci/sovrapposizioni
" è così " non come essenza/ ontologia...
Ma come vita/relazioni/scelte/priorità operative/ impegno/ ecc ecc



24/04/2019 04:24 Francesca Vittoria
Ma se non ci fosse la risurrezione come obiettivo o premio finale, che senso avrebbe vivere soltanto per un po' di tempo, Sarebbe una vita ben diversa, senza anima, molto animale, credo. Non sarebbe valsa la presenza di Cristo , i sacrifici da sopportare ..Per finalità buone, da ricercare l'amore in tutte le declinazioni a E dal momento che non è pensata da noi, inutile porci domande di come saremmo visti che esiste la promessa niente più sofferenze e lacrime, perche le cose saranno tutte nuove.....l'amore trionferà ...Insomma, perché non credere? Se deve essere la nostra una bella storia, pensata così da un Dio che ci vuole bene? Non sarebbe oggi Pasqua per andare soltanto ai musei o in vacanza! Non avremmo la Pasqua..........Per avere questa speranza, è importante conoscerla da bambini, Rimane nella memoria tanto da vincere il disincanto di quanto accade in seguito, rimane come luce di speranza in fondo al cuore e alimenta il vivere secondo Cristo.
Francesca Vittoria



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Chiara Bertoglio

Chiara Bertoglio è una giovane concertista di pianoforte, musicologa, scrittrice e docente italiana. Laureata e dottore di ricerca in musicologia, ha scritto diversi libri e numerosi saggi per riviste specialistiche italiane ed internazionali, partecipando come relatrice a convegni prestigiosi (ad Oxford, Londra, Roma etc.).

Impegnata nell'approfondimento dei rapporti fra musica e spiritualità cristiana, ha pubblicato libri sull'argomento; inoltre, scrive articoli e libri non musicali per diffondere storie positive di speranza. Svolge intensa attività didattica privatamente ed in importanti istituzioni italiane ed estere, sia come docente di pianoforte sia come musicologa.

Gli articoli che pubblichiamo su Vino Nuovo sono tratti dal suo blog. Per conoscere meglio (e anche ascoltare) la sua attività di musicista www.chiarabertoglio.com

 

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