Il tuo nome e la tua croce
di Chiara Bertoglio | 17 aprile 2019
«Nel profondo del mio cuore brilla in ogni tempo e ogni ora il tuo nome e la tua croce, e per questo posso essere gioioso» scriveva Bach in uno dei corali della Passione secondo Giovanni che amo di più

 

Quest'anno, la Quaresima si è intrecciata con le prove della Passione secondo Giovanni di Bach, un capolavoro che ho sempre sognato di poter cantare (insieme con la sua "sorella" secondo Matteo, s'intende...) e che finalmente posso assaporare "dal di dentro". Si vive diversamente la musica di Bach quando si può entrarvi di persona; si vive diversamente la Passione di Cristo quando la musica di Bach ti ci porta dentro nella pienezza delle sue parole, dei suoi sentimenti, dei suoi avvenimenti.

Il coro della Passione secondo Giovanni è proprio come noi esseri umani: siamo quelli che gridano "Kreuzige, kreuzige" ("crocifiggilo, crocifiggilo") e quelli che intonano uno dei miei corali preferiti: "Im meines Herzens Grunde / dein Nam und Kreuz allein / funkelt all'Zeit und Stunde / drauf kann ich fröhlich sein": "Nel profondo del mio cuore brilla in ogni tempo e ogni ora il tuo nome e la tua croce, e per questo posso essere gioioso".

Il nome e la croce di Cristo che brillano nel profondo del cuore: davvero è in questo che possiamo essere salvati, noi che spesso, per superficialità, malvagità o debolezza, siamo lì a gridare "crocifiggi, crocifiggi". Noi, impastati di luce e di fango; noi, in cui abita una scintilla divina e noi, che così spesso la affoghiamo nel nostro egoismo, nel nostro "non dire di no" al male.

Ieri abbiamo provato gli ultimi cori della Johannes Passion nei locali di una chiesa dedicata al santo che più di tutti promosse la venerazione al "nome di Cristo", quel nome che brilla nel profondo del cuore. Dopo la prova, alcuni membri del coro sono venuti con me a fare un dono molto speciale: cantare un altro brano che amo alla follia, If ye love me di Thomas Tallis, come regalo di compleanno per un frate che compiva novantasette anni. Io questo frate lo conosco da qualche anno, e ho avuto modo, nel tempo, di conoscere la sua grandezza, nascosta sotto un apparire molto umile, piccolo e fragile. I miei amici cantori non lo conoscevano, e il loro dono del loro tempo e della loro musica è perciò ancora più prezioso.

Questo frate è innamoratissimo della musica e delle cose belle; dice sempre che la musica, i fiori e la Vergine Maria aprono la porta del cielo. Nel profondo del cuore di questo frate così anziano brilla davvero "solo" il nome e la croce di Cristo; si vede dai suoi occhi, liberi, limpidi e trasparenti, che dicono una lunga vita vissuta nella bontà e nel servizio.

Io ho avuto la grande grazia di potermi confessare da lui tante volte. E ogni volta ne ho ricevuto una felicità unica e nuova, tanto forte da commuovermi spesso fino alle lacrime. Perché percepisci che questo frate ti guarda con lo sguardo di Dio; e quello sguardo di Dio è più misericordioso di quanto tu sia con te stessa. Io so perfettamente quanto fango c'è, intorno alla scintilla di luce che Dio ha seminato nel mio cuore; so benissimo quante volte non sono come dovrei, non amo come potrei, non ascolto la voce di Dio che sussurra al mio cuore. Ma questo frate non mi fa prediche, non mi dice come dovrei essere, né tantomeno mi rimprovera per come sono. Invece, mi semina in cuore una nostalgia infinita di bellezza e di bontà, perché mi mostra, in modo innegabile ed inequivocabile, come è bello essere amici di Dio, come è bello lasciar brillare "il nome e la croce" di Cristo nel profondo del cuore, e come anche la mia vita potrebbe essere bella se fossi come Dio sogna che io sia. Io poi ricado, ogni volta, sempre manco di fedeltà a quel sogno; ma quel sogno continua a brillare, perché è nascosto proprio in quel "nome" e in quella "croce".

Nella domenica delle Palme, ancora una volta abbiamo ascoltato la narrazione della Passione di Cristo; abbiamo sentito parlare di quella croce, di quel nome appeso in un cartellino sopra di essa, di quell'Uomo che è morto lì, per me, per te, per noi.
Di quell'Uomo le cui ultime parole sono state: "Oggi sarai con me in Paradiso". La misericordia di Cristo è senza fine; il suo cuore è sempre aperto per me, per te, per noi. Anche all'ultimo istante, le porte del Cielo possono aprirsi, la felicità può nuovamente sgorgare in ogni cuore.

Quando abbiamo cantato per lui, il frate novantasettenne ha sorriso dicendo: "Se è così, val la pena di andare in Cielo!". Beh, sicuramente non abbiamo cantato come gli angeli, ma quella gioia che la musica più pura può dare è un'anticipazione del paradiso promesso a tutti coloro che si fermano a contemplare quel nome e quella croce. E trovano, fra quelle braccia spalancate, il perdono e la pace. 

19/04/2019 12:31 Chiara Bertoglio
Francesca: grazie infinite!
PB: quando incontriamo persone luminose come il frate di cui scrivo, ci aiutano davvero a piangere di gioia davanti alla croce.
Grazie a tutti!



19/04/2019 10:08 pit bum
... la tua croce, e per questo posso essere gioioso".
Chiunque sente, non credente, perlomeno ci darebbe dei masochisti...

Forse conscia di questo, la chiesa si è affrettata ad aggiungere:
" Perché così hai redento il mondo"a così non ha certo convinto il non-credente.
Togliamo quella insipiente ed illogica frase...
Cosa resta?
Lui, sulla Croce.
Noi.. io..tu...
E.............
tanta gioia nel cuore del Cristiano.
Se così è...
Riusciamo davvero a capire il perché?
Riusciamo davanti alla Croce a piangere di GIOIA??



19/04/2019 05:50 Francesca Vittoria
Se si potesse ascoltare questa musica ad accompagnare la nostra preghiera al Cristo crocifisso, tutto Quanto di pene, sconforto che il nostro cuore ha accumulato si scioglierebbe e troverebbe rispondenti quelle note che più delle parole raggiungerebbero il cuore di Dio . A certi musicisti Dio ha messo nel cuore certa musica tratta dal libro che è cantato dai suoi angeli,nel Suo regno, quel Regno di pace, gioia, amore che in questo mondo ci giunge soltanto da musicisti ispirati e di cui il nostro animo ha sete, tende e spera. In cose buone belle e grandi. Ci accontentiamo di sentirlo raccontare qui da chi può goderne la presenza e sarebbe auspicabile che davvero in tante più numerose chiese, ci fosse un musicista a suonarle, a mettere nell'animo dei comuni mortali i quali si a volte si sentono impastati di delusioni, acrimonia per colpa delle difficoltà che la vita fa incontrare, è però anche di gratitudine a quel Dio che non sa stare appresso a questa umanità sofferente la quale si supera con molta faticaper tanta bellezza alla quale è possibile accedere nell'eterno. Questa sera giovedì, il sacerdote ha lavato i piedi a dei bambini, e c.'era un giovane musicista all'organo: alcune note di speranza insperate, una navata eccezionalmente riempita!
Francesca Vittoria



17/04/2019 14:36 Chiara Chiara
grazie infinite, Maria Clemenza!


17/04/2019 13:14 Maria Clemenza Berti
Che meravigliosa riflessione. Profuma di verità e amore a Cristo.


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Chiara Bertoglio

Chiara Bertoglio è una giovane concertista di pianoforte, musicologa, scrittrice e docente italiana. Laureata e dottore di ricerca in musicologia, ha scritto diversi libri e numerosi saggi per riviste specialistiche italiane ed internazionali, partecipando come relatrice a convegni prestigiosi (ad Oxford, Londra, Roma etc.).

Impegnata nell'approfondimento dei rapporti fra musica e spiritualità cristiana, ha pubblicato libri sull'argomento; inoltre, scrive articoli e libri non musicali per diffondere storie positive di speranza. Svolge intensa attività didattica privatamente ed in importanti istituzioni italiane ed estere, sia come docente di pianoforte sia come musicologa.

Gli articoli che pubblichiamo su Vino Nuovo sono tratti dal suo blog. Per conoscere meglio (e anche ascoltare) la sua attività di musicista www.chiarabertoglio.com

 

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