Notre Dame, oltre l'emozione
di Marco Pappalardo | 16 aprile 2019
La questione non è la cattedrale che brucia, quanto quale sarà l'anima della ricostruzione

Scusate ma non riesco a commuovermi per "Notre Dame"!

Sarò insensibile, poco romantico, "a-social", però le mie lacrime voglio dedicarle ad altro. Le cattedrali nei secoli sono cadute per catastrofi naturali, colpite dalle guerre, bruciate per incendi casuali o dolosi; sono state sempre ricostruite, spesso più belle e più maestose. Ciò che viene da Dio ha un fine, ciò che viene dall'uomo ha una fine!

Le cattedrali, le chiese (anche le moschee ed altri templi) bruciano ancora purtroppo, e non per incidenti e fatalità, soprattutto per la violenza e la cattiveria degli uomini; ardono con i fedeli dentro, pianti solamente dai parenti e dagli amici, in tanti casi nel silenzio assordante dei vecchi e nuovi media. Piange per loro "Notre Dame", la Madonna, ma nessuna lacrima dai tanti che piangono per "Notre Dame", l'edificio!

Non ditemi che quest'ultimo è un simbolo, in special modo non fatelo diventare il simbolo dell'Europa che già da tempo brucia e che ha deciso di escludere il cristianesimo; molti dei volti lacrimevoli e autori di straziati commenti nelle scorse ore sono gli stessi che negano le radici cristiane dell'Europa! Le chiese, in Francia e nel vecchio continente, sono in buona parte deserte e disertate, il secolarismo dilaga, i valori evangelici messi al bando.

Da luogo sacro, Notre Dame infuocata, viene trasformato più o meno inconsapevolmente in un'offerta sull'altare dei sacrifici del neopaganesimo, escludendo naturalmente quanti con cuore sincero hanno pregato, magari non tanto per la struttura bensì perché nessuno si facesse male. La questione non è la cattedrale che brucia, quanto quale sarà l'anima della ricostruzione. L'esperienza - nella stessa Francia -  del santo Curato d'Ars, di santa Bernardette, di santa Teresa di Lisieux ci insegna, lontani dalle grandi cattedrali, che Dio è presente e vivo nelle chiesette remote, che la Madonna "Notre Dame" appare ai piccoli, che agli ultimi si mostra la misericordia.

Non è più il tempo delle cattedrali, soprattutto di quelle di pietra (e forse non lo è mai stato), e la Pasqua di Resurrezione ce lo ricorda con forza nelle parole e nel sacrificio di Cristo: «"Distruggete questo tempio e in tre giorni io lo ricostruirò". Allora i Giudei dissero: "Ci son voluti quarantasei anni per edificare questo tempio, e tu lo ricostruiresti in tre giorni?". Ma egli parlava del tempio del suo corpo. Quando poi egli fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che egli aveva loro detto questo e credettero alla Scrittura e alle parole che Gesù aveva detto». 

Di questo abbiamo bisogno, di cuori infiammati!

 

23/04/2019 09:27 fab
Mi viene da aggiungere anche la più recente esperienza Francese: Taizé !!!! A opera di Frére Roger https://it.wikipedia.org/wiki/Roger_Schutz


18/04/2019 07:15 Pietro Buttiglione
Tanto x dare una mano agli psichiatri segnalo una ? Che attraversa l'oceano, da Francia a Usa:
Ma questi ricchi che donano miliardi x ND, cosa danno x i miserabili?
PS ma la ns è la religione delle pietre/arte/cultura....
O non piuttosto dell'Umano??
Imo qs intendeva Marco...



17/04/2019 18:23 Roberto L.
Sarebbe ora che sorgesse uno psichiatra del web che davvero sappia diagnosticare i compulsivi che hanno sempre l'ultima parola (risposta). Che godono nell'attaccare sempre e comunque per vivere (si fa per dire) un attimo di attenzione perché di solito sono persone talmente frustrate da rintanarsi in una pseudo realtà con l'illusione che la patologia di cui soffrono sia una risorsa.


17/04/2019 11:35 Sara
A proposito di islamici: diciamo che questo articolo sa di iconoclastia, nemmeno la povera Notre Dame fosse una Palmira occidentale da buttar giù a colpi di bulldozer!!

In ogni caso è andata di lusso, per come si era messa i danni sono stati molto più contenuti di quello che si temeva inizialmente.

Già hanno raccolto un sacco di soldi, la si rifà e via.



17/04/2019 11:22 Francesca Vittoria
Leggo:almeno gli islamici esultano e hanno il cuore di festeggiare ......mentre i moderni cattolici rimangono freddi,indifferenti.............affermazioni
critiche un po' da fare di ogni erba un fascio...perché c'è chi piange e a chi dispiace. Su La Stampa: promessa di Macron ai Francesi"Notre Dame ricostruita in 5 anni" Sarà più bella di prima, la nostra storia non si ferma" Un azzardo circa il tempo e il costo appunto, il materiale che non sarà più lo stesso, né il tempo che necessiterà l'opera a essere compiuta.Inoltre, in riferimento al sacro nel contenuto dell'edificio. L;la ministra degli Affari europei ha messo nel suo programma di campagna una messa cattolica di preghiera, ma subito è stata attaccata da un no contrario: la fede è un affare privato difendiamo la laicità,; la Ministra ha subito cancellato la messa e dello stesso parere un'altra ministra: la laicità va rispettata. Insomma l'edificio Chiesa è un monumento che parla a tutti i cittadini, non forse tutti in quel che vi è nel la Croce . Se facciamo questo distinguo, allora è cosi per anche tutti gli altri edifici di culto i quali attirano visitatori per quanto in essi vi sono di opere d'arte, Luoghi dove ammirare opere di rara bellezza, vertici di bravura e capacità raggiunti dall'uomo in ogni tempo, come anche in quello di oggi. Si legge di come accoppiare algoritmi ed etica; un robot pensante, un aereo gigante lancerà i mini satelliti in orbita.......Poi giro pagina ,un tank si prepara pronto a dare battaglia se necessario. Di fronte a tutti questi bravure realizzate in bene e non....cosa c'entri Dio visto che tutto sembra verso un umano egocentrico pensare, volere, intendere realizzare. Ma per questo non dico "brucino le cose, godo del male altrui, tutto quanto di bellezza e ingegnosità costruito, Semmai penso quanto a immagine Sua, di Dio creatore, noi si corrisponda, le opere ne sia segno evidente, sia un tank che un pizzo all'uncinetto in quanto a creatività. La differenza sta nel riconoscere che lo dobbiamo a Lui Vera fonte ma la decisione di creare cosevolteal bene o al male quello dipende da noi, sia ieri che oggi. L'errore è pensare che la fede e il credo religioso siano separate dalla persona, da prendere o lasciare come un cappello in anticamera durante tutto il tempo in cui siamo occupati nel quotidiano. Ognuno può pensare ciò che vuole , di certo chi è cristiano vive da cristiano e pensa da cristiano malgrado impedimenti., Ma anche per questo può soffrire se il bello , il buono, il grande viene oubliato, gettato, calpestato, la vita giudicata insignificante se di un vecchio o povero. O in casa di riposo ritenuto fuori dal mondo, Quella croce che è emersa dalle fiamme e un segno rimasto resistente invito coraggioso a seguirla e a credere
Francesca Vittoria



17/04/2019 07:37 Pietro Buttiglione
Scrive Maria:
"Almeno gli islamici sui loro blog hanno il cuore di esultare e festeggiare l incendio di Notre Dame. I cattolici moderni che rimangono indifferenti e freddi sono peggio.Senza cuore."
Mentre tutto il mondo esprime la sua vicinanza, mentre tutti i media dei paesi islamici esprimono il loro sentimento di vicinanza, inclusa Indonesia, inclusi Paesi Arabi, mentre lo stesso imam di Parigi piange.. Maria va a cercare non so dove, forse su Libero che io non leggo, frange estremiste e confinate..
Quanta differenza abissale a fronte del comportamento di nostro Signore Gesù Cristo!
Mi/vi chiedo: qs modus che aizza reazioni inconsulte e virali può definirsi "cristiano"?

PS in cui in Spirito e Verità.. cosa intendeva?



17/04/2019 03:51 Francesca Vittoria
Certo quel l'incendio era qualcosa che sembrava di vedere una fiction di film tanto era una torcia quella chiesa, fuoco vero, devastante con quella guglia che cadeva in tizzoni ardenti, come se la mano potente di un Dio, avesse ricorso a questo per scuotere gli animi sopiti nei suoi confronti. Naturalmente era vero, speriamo si tratti di una sbadataggine invece che di un gesto intenzionale. Quello che anche mi ha colpiti, forse una ripresa casuale, la gente affluita la a riempire le vie intorno, sembrava silente e però a guardare, senza far nulla, attonita nello stupore, di quel l'incredibile che vedeva. La Francia passa per essere un Paese che ha bandito la religione cristiana, come non necessaria. Anche in altri paesi europei la religione sembra un affetto del cittadino che trova ancora latente ostilità politica, che è freno a certe libertà. Ma certamente ogni pietra di quell'edificio ha vissuto la storia dei suoi abitanti nei secoli e delle generazioni aveva in esso segno, un edificio dove leggere la propria storia magari come una Photoshop ingiallita che però è memoria del proprio passato, caro anche in tutti gli alti e bassi della vita umana. Guai che questa Photoshop cara vada in pezzi meglio salvarla rifacendo una copia. Così magari si ragiona e come certi rifacimenti sono sorti quasi identici dopo calamita o guerre. Non sono la stessa cosa, le pietre e i materiali usati non sono di quel passato dove il sentimento, il gusto sensibile a interpretare emozioni del cuore rendevano quelle pietre annerite dal tempo, quei pezzi di legno delle sue foreste, parlanti, le voci e le persone che hanno edificato con amore volendo lasciare segno tangibile e verso la divinità e verso i posteri. Quel quadro trasmesso di brutto mi è rimasto nella mente ieri visitando quel gioiello di Santa Maria Novella in Firenze, e pensando in preda alle fiamme, tutto questo tesoro di arte,storia, di queste mura parlanti che ancora rimandano volti noti, storia vera diventata sigillo artistico,volto di un Paese unico come quello bruciato. Se si vuole conservare occorre anche sempre farlo ancora oggi con amore, cura cPer l'affetto oltre che l'arte che ancora sanno emanare, essere memoria del passato da non dimenticare, di quanto la persona umana che le hanno realizzate e anche persona divina per bellezza . Si, non è la stessa cosa il rifacimento se vi è ricordo , mah...Come è stato per il sacro Lino, subito l'animo è stato interessato a salvare la cosa più preziosa, meno male che in precedenza alcune statue erano state prelevate per un restauro, test parlanti e dialoganti con i cittadini di oggi a monito che la vita diventa imperitura attraverso la religione dell'amore, che va salvaguardata sia delle cose che . di ogni essere vivente . Ci entriamo partecipi del dolore che questo incendio ha recato a tanto popolo
Francesca Vittoria



16/04/2019 17:54 Roberto Beretta
Io sono stato colpito dalla bellezza delle immagini di ieri sera. E' strano dirlo, ma è così: quelle fiamme viste attraverso lo scheletro del rosone del transetto, i riverberi rossastri sulle guglie e sui gargoyles, la croce che crolla dal pinnacolo e l'altra croce dorata che si staglia sul paesaggio grigio dell'interno della cattedrale una volta domato l'incendio... So che sembra di essere Nerone che canta con la cetra sulle rovine di Roma, eppure è stato così: forse certi capolavori sanno trasmettere una bellezza arcana persino quando vengono distrutti. Osservate la croce fiammeggiante formata da navata e transetto in pieno incendio e fotografata da un drone in volo sopra la basilica: non sembra uno straordinario messaggio, nel cuore della città più "laica" d'Europa? In fondo l'olocausto era costituito appunto dal bruciare la vittima fino a completa consumazione, dunque un enorme "spreco" di ricchezza (la vittima era spesso una primizia o un capo animale particolarmente pregiato) a onore di Dio. Accanto all'ovvio e necessario rimpianto per la perdita - per fortuna parziale - subita, potremmo vederla anche così.


16/04/2019 17:35 Sara
ok ragazzi mio figlio ha appena postato sul gruppo WA in comune con i nonni questa foto:

https://tg24.sky.it/mondo/photogallery/2019/04/16/notre-dame-cattedrale-croce-altare-salvi.html#2


C'è sempre un punto da cui ripartire...



16/04/2019 17:26 Mario Boldrini
Pur rispettando le legittime posizioni di ciascuno, faccio veramente fatica a sopportare un articolo come questo.
Ma Sig. Pappalardo, se fosse andata a fuoco la cattedrale di Catania (comunque difficilmente paragonabile a Notre Dame), lei come avrebbe reagito mi scusi?
Stiamo parlando di opere d'arte straordinarie di un valore culturale incalcolabile e non tanto di un simbolo religioso, smettiamola di buttare tutto in politica (religiosa) di bassa leva!
Ma se la Francia è un paese secolarizzato cosa c'entra? E perché dobbiamo sempre pensare che la causa della secolarizzazione venga sempre da alcuni personaggi brutti e cattivi che ce l'hanno con noi credenti, ma per favore!
Ma apriamo gli occhi e guardiamoci allo specchio, e ammettiamo i nostri errori!
Mi scuso per il tono un po' forte ma con queste posizioni non andremo da nessuna parte secondo il mio modesto parere e presto faremo la fine della Francia e degli altri paesi europei, completamente o quasi scristianizzati.
Mario Boldrini



16/04/2019 16:58 Lucio Fabbian
Gesù nel Vangelo combatte contro l'uso sbagliato del Tempio da parte della classe sacerdotale; combatte contro l'uso ambiguo di far commercio con Dio, ma davanti al Tempio si è anche commosso, prevedendo la distruzione, ma anche lodando la maestosità e la bellezza di quella costruzione.
Davanti all'incendio di Notre Dame, non c'entra la fede o il turismo, il simbolo religioso o lo scrigno d'arte: ognuno ci soffre per quello che per lui rappresenta.
Preferisco un turista commosso, i Parigini poco cattolici che piangono e pregano, che un signore che collabora a tutta quella sfilza di riviste e testate cattoliche e che di fronte a quel fuoco dice quasi: "Non me ne frega nulla".
Almeno prima di scrivere si legga il messaggio di papa Francesco al Vescovo di Parigi.



16/04/2019 16:23 Dario Busolini
Magari tornasse il tempo delle cattedrali, quando gente di ogni estrazione era capace di unire forze, lavoro e risorse in nome di un'ideale di bellezza e di spiritualità che attraversava le generazioni e si prolungava nel tempo. La nostra Europa è nata ed è cresciuta con le cattedrali e forse non è solo per un caso, purtroppo, che il suo precario stato di salute dei nostri giorni coincida con l'incendio di una delle sue chiese più rappresentative. Certo, il cattolicesimo francese di oggi è solo l'ombra di ciò che è stato fino ad un recente splendido passato ed è fin troppo facile lasciarsi andare a facili giudizi su laicisti arrabbiati e credenti deboli... ma siamo sicuri che tra qualche anno da noi non potrebbe essere anche peggio? E poi, nonostante la drammatica crisi di vocazioni e di fedeli che vive la Francia, la sua Chiesa è ancora capace di esprimere gente capace di dare la vita per Gesù, come padre Hamel e i monaci di Thibirine.
Personalmente sono stato molto colpito dalle immagini dell'incendio ma anche da quelle delle persone accorse che pregavano, anche con il canto e spiritualmente mi sono unito a loro elevando un pensiero a Notre Dame perché nessuno si facesse male, certamente, ma anche - mi dispiace per l'autore che non ne ravvisa la necessità - perché la ricostruzione della chiesa possa diventare un fattore di unità per francesi e non e di rinascita per la Chiesa in Francia e in Europa e pure per la salvezza dell'edificio e delle testimonianze d'arte e di fede che racchiude, patrimonio di tutta l'umanità. Infine aggiungo, da frequentatore di una chiesa di carmelitani, che la contrapposizione tra la cattedrale e santa Teresa di Lisieux non la capisco proprio: penso che santa Teresina, fosse viva oggi, avrebbe pregato dal suo monastero esattamente come i francesi di ieri sera, anzi sono certo che continua a farlo dal cielo.



16/04/2019 14:50 Sara
In un suo famosissimo saggio Erwin Panofsky sosteneva che le cattedrali gotiche sono delle enormi summe teologiche in pietra.

Mentre bruciava ieri sera pensavo sempre a questo,ci sono stata una ventina di anni fa, ma ero in una compagnia un po' frettolosa e l'ho visitata troppo di fretta, pensavo sempre ci tornerò ci tornerò, e invece...

Dolorissimo.

p.s, ho visto sui social una passione che mi ha stupida molto positivamente anche in settori e persone lontanissime dalla fede, non me lo sarei mai aspettata.



16/04/2019 14:38 Diadhuit
Anche a me ha colpito molto come l'incendio in settimana santa ricordasse quel passo della scrittura.
Il resto mi sembra molto forte e molto negativo: sono contenta nessuno si sia fatto male e il fatto che persone intonassero l'Ave Maria fa vedere che forse, dentro, i cuori sono ancora rivolti a Cristo, molti di più di quelli che vediamo in Chiesa, magari molti piangono segretamente per le chiese che bruciano con i fedeli dentro.
E se questo fuoco volge anche un solo cuore in più verso Dio, la cattedrale dove molti han pregato ha fatto il suo dovere fino in fondo.



16/04/2019 14:34 Maria
Certo il dolore e la commozione se uno non li prova non se li puo dare ma questo post e' desolante e sintomatico.
Quando la fede diventa ideologia politica o moralista non si comprende piu'le lacrime e il dolore spontaneo e istintivo del popolo francese e di tutti i cattolici :perche il "cuore",quello che si dovrebbe commuovere sulla veneranda cattedrale inghiottita dalle fiamme, simbolo della fede nei secoli, della preghiera e della storia di una intera il cuore diventato una pietra e la mente un coacervo di slogan e luoghi comuni.
Moraleggiano e filosofeggiano ormai su tutto, persino sull'istintivo dolore.
Almeno gli islamici sui loro blog hanno il cuore di esultare e festeggiare l incendio di Notre Dame. I cattolici moderni che rimangono indifferenti e freddi sono peggio.Senza cuore.



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Marco Pappalardo

Marco Pappalardo, classe 1976, giornalista pubblicista di Catania e docente di Lettere. Collabora con Avvenire, con il quotidiano La Sicilia per il quale cura la rubrica "Diario di Prof", per il mensile Mondo Erre, per siti che si occupano del mondo adolescenziale, giovanile e della scuola. Già membro della Consulta Nazionale per la Pastorale Giovanile della CEI, è impegnato nella diocesi etnea in vario modo e da anni nel mondo dell'educazione attraverso l'oratorio; tra le esperienze di volontariato quotidiano, condiviso con colleghi, amici, alunni ed ex-alunni, ci anche sono la cura e il servizio agli immigrati, ai senza dimora e alle famiglie disagiate. Scrive per la Libreria Editrice Vaticana, la Elledici, l'Effatà, Il pozzo di Giacobbe, per la San Paolo con cui ha pubblicato un nuovo libro dal titolo "Nelle Terre dell'Educazione".

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