SECONDO BANCO
In classe dopo Verona
di Gilberto Borghi | 15 aprile 2019
«Ma prof. non è più semplice e normale riconoscere che l'omosessualità è un dato naturale, che ci si nasce?»

Era inevitabile. Troppo fuori dalle righe le dichiarazioni di alcuni partecipanti per non diventare oggetto di attenzione, critica e sarcasmo da parte dei miei studenti. Ero entrato in classe con l'idea di fare un passo avanti dentro il grande tema dell'amore. Già avevamo aperto la questione "omosessualità". Oggi è impossibile parlare di amore con gli adolescenti senza che qualcuno di loro tiri dentro, come dato assolutamente scontato, che anche una relazione omosessuale sia una forma di amore.

"Prof. ma l'ha sentita l'intervista de "Le iene" sul congresso di Verona?". In modo rispettoso, ma deciso, Valentina mi interpella fissandomi negli occhi. "Sì, l'ho sentita, ma credo che non tutti quelli che erano a Verona pensino quelle cose", rispondo. "Ma quali cose? Che cosa hanno detto?". Dall'altro lato della classe arriva la domanda di Angelo. La sua compagna di banco gli riassume grosso modo le cose più estreme: "Che gli omosessuali vanno all'inferno, che è una malattia e va curata con la conversione a Dio". Angelo la guarda e scoppia a ridere fragorosamente.

"Va bene ragazzi. Credo che su questa cosa ci sia bisogno di discutere. Se volete si può fare". "Si va bene prof., però senza pregiudizi", ribatte Valentina. "Beh, nessuno mai ne è esente, Vale, non illudiamoci. E forse se uno se li riconosce è probabile sia più "pulito" nei suoi ragionamenti di uno che invece non se li riconosce. Io ci provo sempre a tenere a bada i miei pregiudizi, dovreste saperlo. E devo riconoscere che molti di voi pure ci provano. Mi piacerebbe ci provassimo tutti". "Ma prof. qui non si tratta di pregiudizi - ribatte Valentina - dire che l'omosessualità è una malattia è semplicemente una grossa balla. Ci sono le prove".

"Ecco vale - le rispondo - cominciamo da qui. Difficile parlare di prove. Ci sono degli indizi e dei dati che, per ora, sono stati interpretati almeno in tre modi diversi". E provo a spiegare le tre teorie maggioritarie sull'origine dell'omosessualità, quella genetica, quella sociale e quella psicologica. "Ma prof., - riprende Valentina - non è più semplice e normale riconoscere che l'omosessualità è un dato naturale, che ci si nasce, e che, come l'eterosessualità, è una delle possibilità della natura di definire l'orientamento sessuale degli esseri umani, senza dover per forza immaginare che sia una malattia o qualcosa di negativo?". "Capisco Vale. Secondo te uno nasce con questo orientamento sessuale e ciò è perfettamente normale come l'eterosessualità". " Eh. Certo prof.". "Ok. Se seguo il tuo pensiero faccio però fatica a rispondere a due domande: come mai il dato statistico, offerto dalle stesse organizzazioni degli omosessuali, indica una stima massima dei non eterosessuali attorno al 9% dell'umanità? Se l'orientamento sessuale fosse un dato puramente naturale ci dovremmo aspettare dei numeri molto diversi. Seconda domanda. Come spieghi che la natura produca un orientamento sessuale che renderebbe impossibile, per natura, la riproduzione, quando questo istinto è uno di quelli essenziali, non solo della specie umana, ma di tutti gli esseri viventi? Sul piano evolutivo non avrebbe senso". "Eh prof., lo vede, lei ragiona con dei pregiudizi. Per lei l'omosessualità è sbagliata a prescindere". "Vale, ho solo posto due domande e credo che meritino una risposta a partire della tua stessa idea di fondo".

Angelo interviene: "Per me invece l'orientamento sessuale è un dato acquisito: non ci si nasce, ma è costruito nel contesto sociale in cui uno cresce. E perciò non è certo una colpa. Perciò non vedo perché un omosessuale non dovrebbe avere gli stessi diritti di un etero, ad esempio di avere dei figli". "Scusa Angelo - ribatto - se essere omosessuale fosse una colpa, allora non avrebbe diritto ai diritti?". "Eh prof, se fosse una colpa potrebbe anche non averne diritto".

"Un momento  - dico - i diritti delle persone non stanno in piedi sul fatto che uno sia senza colpe e che la sua condizione sia esente da negatività. Qui credo davvero che ci sia una distorsione della realtà. Guardate, io credo che anche a Verona alcune persone ragionassero alla stessa maniera. Chiedevano di non riconoscere il diritto agli omosessuali di avere figli perché l'omosessualità viene pensata come grave imperfezione, contraria alla natura umana. Nel modo di pensare di Angelo, il rischio è che si usi lo stesso criterio, ma rovesciato nel contenuto. Siccome gli omosessuali sono perfettamente imperfetti come tutti, hanno diritto ad avere figli, come tutti. Capite che il principio formale per concedere i diritti è lo stesso, la non negatività della propria condizione?

A Verona giudicata solo dall'oggettività della natura umana, qui giudicata solo dalla soggettività della volontà del singolo. A Verona la negatività da eliminare starebbe nell'orientamento omosessuale, qui starebbe nel non poter avere figli senza un rapporto eterosessuale. Entrambi i ragionamenti chiedono di eliminare una negatività e nessuno dei due ipotizza che la negatività si possa accettare, e attraversare".

 

18/04/2019 10:00 Francesca Vittoria
Probabilmente a Verona si è usato/rivestito il tutto del congresso con la tunica di Cristo! Proprio a parlare di famiglia, non esattamente quella benedetta, quella strumento del concetto di amore secondo il Padre che l'ha mandato tra gli uomini nato da un padre e una madre, che ha benedette le nozze a Canaan. Questo appello alla famiglia laico si distacca dalla verità, la verità è politica, acquisire voti da cittadini di ogni ben pensare, un misto eterogeneo di cittadinanza. Per aiutare la famiglia, quelle numerose di contano e magari sono abbienti anche, sarebbe normale è semplicemente intelligente sostenere, dal momento che nel nostro Paese si sente dichiarare di povertà tale che vi è il vuoto di presenze a scuola, in certe parti, o taluni scolari non potendo pagare la mensa, suscitano scandalo perché fanno il break con un panino. Senza contare la penuria di nascite ! Forse dovuta anche ai vantaggi offerti dalla farmaceutica per il controllo delle nascite. E per questo è non, fa meraviglia il suo contrario che cioè, vi sia richiesta di trattare il " seno materno" come una macchina un apparecchio di laboratorio dove far nascere e crescere un essere umano, il quale poi è così preparato a qualsiasi situazione venga a stare nel mondo. La fantasia non ha né limiti né trova ostacoli, siamo tutti facenti parte della grande famiglia umana, e per favore almeno si risparmi a descrivere emozioni quando la cosa accade in alto mare, se non siamo così sensibili e ormai abituati ai miracoli che con ricerca e tecnica ormai ci vengono comunicati tutti i giorni. Chiedo scusa per la libertà , ma mi domando se vi sia qualcuno, se si pone in atto tutto quello che di bene c'è necessità, supportando persone in difficoltà, andando loro incontro in modo da essere presenti nelle comunità anche facendo uso dei mezzi di comunicazione, perche queste future madri ricevano quelle possibilità, senza andarle a cercare. Nella nostra società si fa tanto uso di pubblicità per vendere prodotti, o nomi di Istituzioni che sembrano facili da raggiungere, quando poi un numero rimanda ad altri e infine la persona smette di credere che esista quell'Ufficio. Siamo nella settimana santa, per i cristiani tempo di fare coscienza di se, pensiamo anche al problema Vita, il Risorto ne è la finalità, che non siamo fatti per morire ma per "vivere" seguendo la scia di una croce, proprio d'oro come è apparsa dalla fuliggine nel rogo di Notre Dame
Francesca Vittoria



17/04/2019 12:23 Diadhuit
Sara, che bel commento!
Su un argomento che può dividere così facilmente, hai colto nel segno!
Il linguaggio, cosa intendiamo per natura, é il centro di tutto, e sogno un congresso di Verona dove si possa parlare di omossessualità, di Chiesa, di natura creando ponti e non muri.
Perché ci sono omosessuali nella Chiesa che rispettano 'la regola' e si astengono dall'atto sessuale, ma dubito che vengano accolti nella loro umanità da tutti i membri della Chiesa.



16/04/2019 11:08 Sara
Nel cattolicesimo quando si parla di natura si parla di natura secondo il progetto divino.
Mentre a Verona si intende natura fisica, tanto più che Salvini che difende la famiglia tradizionale non è sposato e ha figli da famiglie diverse.
Natura non è il sangue (e quindi la razza come nella peggiore tradizione di destra).
Il limite più evidente del congresso è questo.

Nella bibbia non c'è differenza tra corpo e spirito come esiste spesso nel pensiero greco tanto più che nel Vangelo dell'Annunciazione per indicare la sua Verginità Maria usa la bellissima espressione "non conosco uomo".

Rispetto a questa unità gli attuali studi di genere sono un platonismo di ritorno in cui sono la. Mente e il desiderio a plasmare il proprio corpo come fosse creta, o al contrario a incatenarlo nella sua condizione fisica.

Sono due approcci molto diversi che non è facile mettere a confronto.



16/04/2019 10:39 Pietro Buttiglione
Dimenticato:
La pretesa connessione tra omosex e pedofilia esiste eccome ma chiamiamoli per favore ambedue col loro vero nome in qs caso: si tratta di CLERICI DEPRAVATI VIZIOSI, nulla a che fare con l'amore. Quindi mettiamo in fila per bene:
__> CLERICO VIZIOSO cerca rapporti omosex, anche x strada ( cfr Le Iene)
--> CLERICO VIZIOSO desidera rapporto con bambini
Come tacerlo sul fatto che la privazione dal sesso e la promiscuitá con bambini esercita pure un suo ruolo??



16/04/2019 10:16 Pietro Buttiglione
Rompo il silenzio xchè anche qs è Passione.
1) sotto la stessa parola "omosex" rientrano casistiche diverse, anche, spesso, di veto e proprio VIZIO!!
2) che però ci possa essere un sentimento di coesione, unità, amore tra Persone dello stesso sesso solo chi nn ne ha fatto esperienza può affermarlo: i.e. ne è "ignorante".
3) circa il rapporto ONAN due note a margine;
* se lo praticano due etero basta una confessione? Davvero fa differenza?
* Ma non di era detto che sarebbe cosa buona se il confessore NON entrasse nel talamo e relative pratiche?? Cfr il grande Eurokimov .
3) io non digerisco che tra gli omosex emergano comportamenti che invece di prendere atto del proprio stato tendono a forzarlo x sembrare quello che NON di è. Cmq si tratta di frange e mi sembra che le cose stiano cambiando

4) infine l'adozione.
Come x TUTTO qs tema DEVE prevalere l'interesse del minore. Nello specifico dobbiamo chiederci cosa penserà/proverà da grande. Già assistiamo ad adottati traumatizzati alla disperata ricerca dei veri genitori, spesso ancora rifiutati da essi. Quindi:
4a) no a seme donato da chi non si saprà MAI. Trauma certo. Meglio un'adozione.
4b) no a utero in affitto
Ma solo x questione di soldi.
4c) una adozione da coppia omosex è preferibile all'orfanotrofio qualora non sia disponibile una coppia etero. Chiederei a chi ha ancora dubbi quante coppie single con figli ci sono oggi. Quindi...

PS. Senza grida e strilla dovremmo TUTTI dirci che essere omosex resta comunque una fonte di sofferenze per chi lo è. E non x colpa della società...



16/04/2019 09:56 Francesca Vittoria
Certamente ogni persona ha diritto dignità e rispetto da avere e riconoscere nei confronti degli altri. E che oggi queste buone maniere sembrano essere state sostituite da un voler imporre,prevalere sugli altri anche con una certa sfacciataggine forti di diritto a godere di qualsiasi libertà non solo a casa propria . Non si tratta di nascondere o esibire nec'e bisogno di sbandierare cose che non interessano se non in privato.Io credo che tutto andrebbe anche meglio e riceverebbe comprensione se non condivisione. La Chieda non può essere matrigna , parlo del clero che è fedele a Cristo.Certo il Vangelo E stato scritto a via che conduce a Lui. È difficile supporre vi siano altre risposte. F


16/04/2019 08:27 Paola
Spesso si dice che per comprendere bene una situazione occorra mettersi nei panni di quello che quella situazione la vive sulla propria pelle. Ora: abbiamo mai provato ad immaginare cosa significhi sentirsi dire che il proprio modo di essere non fa parte del disegno di Dio?
Siamo proprio sicuri che chineremmo il capo docilmente o forse non sentiremmo un moto di ribellione, che ci porterebbe a voler dimostrare, anche con la provocazione, di essere come o addirittura meglio degli altri?
L'essere umano è fragile, e credo che ognuno di noi debba dare il suo contributo per creare una società inclusiva, perché dall'esclusione e dal dolore non nascano brutture anche peggiori di quelle che dal piedistallo crediamo di dover combattere.



16/04/2019 01:29 Francesca Vittoria
Dio ha creato l'uomo è la donna, nessuno dei due senza l'altro può generare, Questo è un bene, i due per un figlio sono genitori dai quali eredità somiglianze e riceve dalla diversità dei due un insegnamento completo, nascerebbe orfano se avesse i due uguali, anzi non avrebbe senso, il bambino ha bisogno di vedere, sentire imparare dalla completezza di due diversità. Perciò se l'omosessualità è peccato non è. Tanto perché è proibito dalla diventa, ma perché non produce un bene né per la persona né per la società. Se po porta vanto di questo suo stato, forse che uno se gli manca un braccio se ne vanta? Allora viene di pensare che davvero siano altro che una disgrazia, tanto è vero che a nessun ragazzo in altre stagioni, avrebbe notato la presenza di così tanta gente orgogliosa della propria originalità. Se devo disegnare un quadrato, deve ave re tutti i lati uguali, se no, non è più un quadrato e altro. Due donne, due uomini non sono padre e madre, sono altro, un bambino non può essere figlio dei due ma diventa oggetto dei due come una cosa. Ora pensare che Dio il Perfettissimo consideri questo "bene", ! Senza con questo venir meno al rispetto della persona, dico semplicemente che come ci sono piante diverse così la natura umana ma nella particolarità può trovare motivazioni per vivere senza contravvenire a ciò che deve essere in quel modo voluto da Dio perché solo produce quel bene destinato a perdurare nel tempo/tempi.
Francesca Vittoria



15/04/2019 18:28 Giuseppe Risi
Un altro importante campo di studio dal quale mi aspetterei orientamenti scientificamente riconosciuti e, quindi, fondati è quello psicologico-pedagogico: in fondo per quale motivo non si dovrebbe riconoscere la possibilità di adottare da parte di coppie omosessuali, maschili o femminili, se non sul fatto che per una adeguata crescita-educazione-formazione psicologica dei figli sono necessari due genitori di sesso differente? Non mi pare che su questo punto, tanto importante a prescindere dalla questione omosessuale, i signori pedagogisti e psicologi si siano espressi con la necessaria chiarezza. Lo potranno mai fare?
GR



15/04/2019 18:17 Giuseppe Risi
Concordo con Paola.
Delle argomentazioni espresse in classe da Borghi non mi convincono quella del numero ridotto di omosessuali (a parte che il 9% non mi sembra poco, io ricordavo il 5%), perché non vedo cosa possa dimostrare circa la legittimità-liceità-naturalezza della loro esistenza, né quella della incoerenza rispetto all'obiettivo dell'evoluzione, essendo il rapporto omosessuale non funzionale alla riproduzione della specie (e chi ha detto che debba essere questo della riproduzione l'unico scopo lecito della sessualità?).
In generale, penso che sul tema dell'omosessualità non abbiano ancora fatto abbastanza sia la scienza, probabilmente condizionata dai pregiudizi e dalle contrapposizioni viscerali che si scatenano nella società sul tema, che la Chiesa, perché le motivazioni fino ad ora addotte per delegittimare i rapporti omosessuali (peccato contro natura) non tengono più e, se proprio si vuol conservare la dottrina tradizionale sul punto, occorre un approfondimento ulteriore di natura scientifica, esegetica, teologica… che non si potrà fare nel breve perché nella Chiesa non si può modificare una virgola di ciò che si è sempre detto senza sollevare scismi a destra e a sinistra.
GR



15/04/2019 16:24 Paola
Parlo per me: più che cattolica mi sento cristiana, e cerco nella mia vita di mettere in pratica ciò che ha detto Gesù Cristo: ama il prossimo tuo come te stesso, non giudicare, ama i tuoi nemici, perdona, sii compassionevole; questi sono, credo, i pilastri a cui devo cercare di guardare, pur nella mia limitatezza.
Il peccato o il male è a questo punto la scelta consapevole di arrecare danno a qualcuno o qualcosa, e francamente due persone che si amano, dello stesso sesso o no, non credo rechino danno a nessuno, in questo senso hanno diritto ad essere accettati ed amati per quello che sono, cioè due persone che, come possono, vivono la loro vita, sapendo che quell'equilibrio o meglio armonia universale, data dall'unione degli opposti, che tutti cerchiamo, nessuno di noi può dirla di possederla veramente in ogni campo della propria vita, anzi.
E' pur vero che in ogni relazione umana ad ogni diritto deve corrispondere un dovere, e questo a volte sembra non essere sempre tenuto a mente: quindi al diritto del gay di essere amato e accettato per quello che è, deve corrispondere il dovere del gay di amare e accettare gli altri per quello che sono, e, ad esempio, un bambino non è un oggetto su cui sfogare il pur normale desiderio di genitorialità, e mettere al mondo un figlio, con pratiche che già appena nato, lo potranno far sentire vittima di una "mancanza", in una vita già difficile di per sè, non risponde di sicuro a quel rispetto e a quel desiderio di giustizia a cui tutti, credenti o non, dovremmo guardare.



15/04/2019 15:07 Maria
Secondo la dottrina cattolica gli atti fisici omosesuali non sono una "grave imperfezione" sono un peccato. C'e'una bella differenza.
Chi e'imperfetto non e'colpevole di nulla.
La col p a e quindi il peccato presuppongo una lubera scelta della coscienza:compio questo a tto oppure non lo.compio.
Pet questo tutte la lobby omosessuale vuol far passare il messaggio "gay si nasce". SEfosse vero, ma nessuno studio medico l'ha mai dimostrato, non vi sarebbe alcuna colpa morale.
Invece per la dottrina cattolica si puo'liberanente scegluere se compiere certi atti oppure non compierli. Se si sceglie di compiere atti sessualu con persone dello stesso sesso si compie un leccato. Punto.
Questo fino ad oggi:oggi il relativismo morale ha sovvertito tutta la morale cattolica e l'atto sessuale con persone dello.stesso sesso da "p eccato che grida vendetta a d ospetto di D io " e'd i ventato secondo alcuni teologi preziosa diversita'.Ha Ragione Rat z ingerblo slogan sessantottino proibito proibire ha datto strada dentro la chiesa cattolica.



15/04/2019 10:43 Davide
Bel momento, complimenti! Un confronto/dialogo che penso abbia fatto ragionare i ragazzi, che hanno ricevuto delle risposte credibili e ragionevoli. Purtroppo non è sempre così, ahimè...
L'unica aggiunta che avrei inserito è una chiarificazione su Verona: non era un convegno della Chiesa, né tantomeno di confessione Cattolica (anche se alcuni cattolici vi hanno partecipato) perchè si è fatto confusione volutamente da parte della stampa facendo l'equazione Verona = Chiesa.



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Gilberto Borghi

Sono nato a Faenza all'inizio degli anni 60, ho cercato di fare il prete, ma poi ho capito che non era affar mio. E dopo ho studiato troppo, forse per capirmi e ritrovarmi. Prima Teologia, poi Filosofia, poi Psicopedagogia e poi Pedagogia Clinica... (ognuno ha i suoi demoni!). Insegno Religione, faccio il Formatore per la cooperativa educativa Kaleidos e il Pedagogista Clinico.... Lavoro per fare stare meglio le persone, finché si può... In questo sito provo a raccontare cosa succede nelle mie classi e a offrire qualche riflessione. E da qui è nato il libro pubblicato nel 2013 dal titolo: "Un Dio inutile".

 

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