LO SCATTO
Quelle parole all'adultera
di Andrea Mobiglia | 07 aprile 2019
Gesù non dice "non ti condanno" e basta. Prende a cuore tutto di lei, il suo presente, il suo passato (che redime) e il suo futuro

 

 

Nel Vangelo di San Giovanni di oggi colpisce l'atteggiamento di Gesù. Non vieta ai farisei e agli scribi di lapidare l'adultera, come scritto nella legge, ma li pone davanti a una questione di coscienza.

Non condanna l'atteggiamento dei farisei per aver dato un giudizio su quella donna: un giudizio, cioè un riconoscerla per quello che è, ed innegabilmente quella era una prostituta. Il problema non è questo. Gesù non dice che non è un'adultera, lo riconosce anche lui, non fa l'avvocato della donna, ma sfida i suoi accusatori. "Chi è senza peccato scagli la prima pietra". Come dire, se voi avete il potere di emettere una condanna, oltre che un giudizio, fatelo. Mi ricorda il Santo Padre quando dice di essere "un peccatore a cui Dio ha usato misericordia": la coscienza di essere peccatore non impedisce il giudizio e la condanna morale verso il peccato, ma qui sta la differenza cristiana rispetto ai farisei, il riconoscersi peccatori. Solo riconoscendosi peccatori ci si può rendere conto che la condanna vera, "ultima" si potrebbe definire, non è un nostro potere.

Come il figliol prodigo letto la domenica precedente, l'unico che ha il potere di condannare, di lasciare il figlio a marcire con i maiali (o, in questo caso, condannare la donna alla lapidazione) è un Altro. Gesù non solo non la condanna, ma la redime. Non dice "non ti condanno" e basta, facendo una buona azione che non cambierebbe il domani della donna, ma aggiunge "non peccare più". Prende a cuore tutto di lei, il suo presente, il suo passato (che redime) e il suo futuro. Sembra quasi una confessione: non ti condanno (cioè, sei perdonata!) ora va e non peccare più.

Siamo vicini alla Pasqua, che cosa fa si che Gesù la possa perdonare, se non la coscienza che è venuto per salvare tutti, lei compresa? E per tutti, lei compresa, darà la vita. 

 

Andrea Mobiglia, 25 anni, neolaureato in economia, si divide tra Milano e Varese ed è impegnato in diverse attività ecclesiali

08/04/2019 09:51 Francesca Vittoria
...e uno dei frutti di pensiero maschilista che una donna infedele e per forza una prostituta?...... Può essere che si tenti di rigettare la colpa sull'altro (la donna, la quale figura essere si prostituita) senza però si sappia la causa che l'ha indotta a questo....fame di amore? Di pane? Di vita migliore? Tema del prossimo "venerdì santo". È' ora che si parli della condizione della donna oggi, proprio a farne oggetto di catechesi; quale è l'idea di Dio creatore e del Figlio Gesù Cristo, non basta fermarsi al perdono, perché questo indica che dietro c'è una considerazione. Gesù Cristo era a conoscenza della vita di lei, noi non lo sappiamo, e Ci appare o viene presentata dai farisei come una che va contro la legge, ma in realtà erano in due, secondo Gesù Cristo, lei è lui. Oggi per le strade ci sono molte prostitute, addirittura, si pensa che sia un mestiere per guadagnare e qualche politico ipocrita, pensa perché devono stare in strada, meglio il comfort del chiuso con pagamento delle tasse e assicurazione dei servizi. Così la dignità umana e due volte offesa da un suo simile e dalla legge che la mente di certo maschilista ha elaborato. Va quindi fatto oggetto di discussione questo dello sfruttamento, non secondo un modo di pensare di chi non riconosce Dio, perché quello è senza aperture, parla di "io faccio ciò che voglio" non di ciò che è bene anche per se stesso, infatti è nelle conseguenze che questo modo di pensare si distingue, come gli aborti, le malattie fisiche e morali . Mentre il "non tornare a fare questo" il perdono porta ,che qualsiasi sia il motivo del peccato, la persona avrà un ripensamento, uno scoprire di aspirare alla propria dignità rompendo la ignoranza di cui era schiava, Rriabilitata agli occhi di un uomo-dio che vuole bene in modo diverso, che non sapeva. Certo questo cambiamento significa "conversione" e per la prostituta e per lo sfruttatore
Francesca Vittoria



08/04/2019 08:47 Claudia
"Non condanna l'atteggiamento dei farisei per aver dato un giudizio su quella donna: un giudizio, cioè un riconoscerla per quello che è, ed innegabilmente quella era una prostituta. "

Sono curiosa di sapere quando quell'adultera (=violazione dell'obbligo di fedeltà coniugale) è diventata prostituta (=offerta di sesso a pagamento)

... è uno dei frutti di certi tipi di pensiero maschilista che una donna infedele è per forza una prostituta ... ?



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