Il tema del mese
Seguire il bene che attrae
di Gilberto Borghi | 19 marzo 2019
Mi sono trovato spesso ad assistere a catechesi e omelie in cui la crescita spirituale veniva presentata quasi sempre come una lotta tra una razionalità buona e un'istintività che fa "problema" per la fede o addirittura è "sede del peccato". Ma non è sempre così.

Una cara amica mi ha segnalato questo video. Personalmente sono molto d'accordo con le indicazioni in esso contenute, su come fare una buona quaresima. La cosa che mi ha colpito, però, è la dinamica spirituale che l'autore del video, don Giammario Pagano, presuppone nella sua antropologia, a confronto invece di altre dinamiche che vengono di solito maggiormente suggerite nelle catechesi o nelle omelie.

Don Giammario non parte dall'idea che l'uomo possa migliorarsi se vive sempre in modo spontaneo senza mai chiedersi obiettivi anche "faticosi". Al contrario mostra come la vita spirituale sia proprio il tentativo di discernere quali istinti vadano assecondati e quali no. Qui l'idea è che l'uomo possiede istinti diversificati in termini di valori, e che quindi alcune spontaneità siano corrette e favoriscano la crescita anche spirituale della persona, mentre altre non la favoriscono.

Mi sono trovato spesso, invece, ad assistere a catechesi, omelie, ritiri, in cui la dinamica di crescita spirituale veniva presentata quasi sempre come una lotta tra una razionalità buona, perché illuminata dalla fede e dalla grazia, e un'istintività che nel migliore dei casi veniva indicata come "problema" per la fede, nei peggiori come "sede del peccato". In altre parole il discernimento cristiano si dovrebbe fare tra pensieri positivi e istinti negativi. Senza mai ipotizzare l'esistenza di impulsi istintivi al bene, ma che, invece, il bene vada ricercato solo con lo sforzo della volontà volente, che sarebbe mossa dalla verità che la ragione riconosce.

Nel primo modello di dinamica spirituale, invece, si ipotizza che l'uomo possa assecondare il bene non solo e non tanto perché lo ha riconosciuto razionalmente come tale, ma soprattutto perché è attratto da quel bene e la decisione di seguire quell'attrazione, se ripetuta nel tempo, porti a trasformare quell'istinto di bene in un sentimento di bene, cioè in un vissuto di carattere emotivo che si è stabilizzato nel fondo dell'anima e diventa la bussola interna per farci percepire dove sta il bene nella nostra vita concreta. La razionalità in questo caso tende solo ad organizzare le forme, i modi, i tempi, di queste scelte di bene, ma senza pretendere di essere lei a prendere le decisioni esistenziali su cosa fare.

In questo modello testa, cuore e pancia si ritrovano in sintonia nel fare il bene, ma il luogo delle decisioni è il cuore, non la testa, permettendo un baricentro spirituale equilibrato, nel centro di sé, in cui tutta la persona è attivata verso l'obiettivo spirituale. Qui, la grazia di Dio raggiunge l'uomo su tutte e tre le dimensioni (testa, cuore, corpo), quando suggerisce, attraverso l'istinto, il desiderio di quel bene, quando stabilizza nel sentimento la percezione di gioia che si vive nel fare il bene e quando fa luce alla mente per permetterle di organizzare quella decisione in termini concreti, possibili e compatibili coi vincoli della realtà.

Nel secondo modello di dinamica spirituale, invece, le cose non stanno così. L'ipotesi di partenza è che l'uomo possa assecondare il bene solo se ne ha chiarezza razionale sufficiente. Questo a sua volta muoverebbe in automatico la volontà razionale, quella per intenderci che ci permette di autoimporci qualcosa anche quando non ci piace, costruendo così un'azione reale in cui noi possiamo cercare quel bene solo con sforzo, quello necessario per tenere a bada, o tenere fuori campo, le interferenze dell'istinto.

E' evidente che qui la frattura fra istinto e ragione non solo non è ricomposta, ma addirittura può essere presa come segno della vera vita spirituale. La sofferenza interiore derivante da questa frattura può segnalare alla persona che la sua scelta è buona: più soffro e più sono nel giusto. In questa prospettiva la grazia di Dio raggiungerebbe l'uomo solo nella dimensione razionale, solo nel fare luce sulle verità di fede da riconoscere come tali. Da lì in poi, invece, la spiritualità sarebbe opera dell'uomo che dovrebbe metterci di suo lo sforzo della buona volontà, partecipando in questo modo alle sofferenze di Cristo, appoggiato però solo sulle proprie forze razionali. Il cuore infatti dovrebbe essere tenuto chiuso, o di lato, perché potrebbe inclinarsi agli istinti, che, a loro volta, andrebbero semplicemente spenti.

Invece, "la perfezione morale consiste nel fatto che l'uomo non sia indotto al bene soltanto dalla volontà, ma anche dal suo appetito sensibile, secondo queste parole del salmo: «Il mio cuore e la mia carne esultano nel Dio vivente» (Sal 84,3)" (CCC 1770). Se vogliamo tendere alla perfezione credo, perciò, che il secondo modello non sia sufficiente.

 

 

22/03/2019 10:26 Francesca Vittoria
Senza Dio, anche inconsciamente, non c'è salvezza?
Sono andata ad ascoltare al circolo dei lettori la storia di uno che è stato incarcerato per vari reati reati compiuti contro la legge che per le disagiate condizioni della famiglia il solo modello educativo che aveva avuto era dalla vita in strada , e anche questa con le sue leggi senza scelta. La storia diventa interessante tanto da essere stata raccontata in un libro con il titolo "la Tempesta di Zaza'" che consiglio di leggere. Questa persona è diventata un'altra quando in carcere, grazie a una buona iniziativa , si è pensato di costituire un gruppo teatrale scelto tra i residenti , la lettura di testi letterari compreso Shakespeare. Il nostro Zaza da questo scrittore inglese ha scoperto un patrimonio di se che gli era sconosciuto, dalla bravura come attore autodidatta a una capacità di approfondimento del significato. "libertà". Shakespeare gli ha cambiato la vita, fa uscire dal carcere un uomo nuovo che testimoniando di se può entrare in una aula scolastica a insegnare di valori che sono importanti per la vita. C'entra in qualche modo Dio? Si, non attraverso l'Istituzione Chiesa, Cristo al di fuori, Shakespeare in luogo di Chiesa ha operato nella mente di questa persona , per questo Dio si può credere che è in tutti, il creatore che nel dare vita ha anche infuso il suo Spirito e questo è emerso, come l'acqua nel fenomeno carsico. Vizi/virtù si sono succeduti e conseguenti azioni su se stessi ed altri
Una bella storia vera, una vita che ha conosciuto il vicolo cieco e la chance di un portone che si è aperto all'aria della vera libertà
Francesca Vittoria



20/03/2019 12:25 Francesca Vittoria
Non se sia possibile aspirare a una perfezione morale in quanto sfuggono alla valutazione umana quegli elementi che risiedono e nel cuore e nella mente di una persona tutti diversi come questa e'. Per esempio, si legge che in un certo paese delnord una prima processione in onore della Madonna è stata sponsorizzata da "clan mafiosi", cioè una usanza dal sud è stata fatta rivivere dalle stesse persone in altro luogo. Mi domando, tanto attaccamento al sacro da dove proviene, e il sacro che unisce, ma Quale è la fede ? E se siamo tutti figli della stessa madre, questi che colpa hanno di intendere, di non capire un modo di pensare che sembra essere opposto, di servire il male anziché il bene se hanno ricevuto, vissuto questo tipo di istruzione,educazione? È' un esempio estremo per dire come presumere un grado di perfezione, per quanti libri esistano di santi, credo proprio sia un giudizio neanche da porsi in quanto la Mente e la Misericordia divina si dice sia infinita. Francamente mi sembra più consolante stare tranquilli, ognuno fare il possibile e lasciare sia Dio a pensarci, tranquillamente ognuno si presenterà con quanto è stato capace a mettere a profitto, basta avere anche solo una monetine data di cuore dove c'è anche naturalmente il proprio volere, anche questo ha grande valore perché ne ha uno aggiunto, l'essere costato e magari anche molto.
Francesca Vittoria



19/03/2019 17:52 Sara
Oggi poi si parla anche di intelligenza emotiva per cui il divario tra emozioni e razionalità può essere minore di quello che si pensa.


19/03/2019 17:06 pit bum
@Sara: Tutto passa x intelletto
@Maria: ogni Persona costituisce eccezione.



19/03/2019 15:32 Sara
Quando ho portato al richiamo del vaccino mio figlio l'anno scorso c'era un bel cartello di tipo informativo sui benefici della prevenzione ecc.

Lo stesso si sta facendo sul clima con incontri che spiegano cosa succede se non si interviene.

L'istinto di tenere acceso un grado in più il riscaldamento viene contrastato anche da una serie di ragionamenti di tipo intellettivo, effetto serra, spreco di risorse non rinnovabili ecc.

Certo ci sono gli obblighi di legge, però in genere qualsiasi strumento puramente repressivo se non accompagnato da campagne di informazione e sensibilizzazione porta a scarsi risultati.

Forse con intellettivo intendiamo cose diverse.

In genere gli approcci sono di tuo tipi:

Volontaristico (lo devi fare perchè lo dice il potere)

intellettualistico (lo fai perchè sei in grado di comprendere perchè è necessario farlo).

Volntarismo: Agostino Occam e in generale il diritto moderno

Intellettualismo, Socrate, Tommaso diritto naturale.

Grosso modo e se ho capito bene il senso del discorso. (andando di fretta).



Mio marito ad esempio è diabetico insulino dipendente da quasi 30 anni e la frattura tra istinto (voglio mangiare lo zucchero) e la ragione (se lo mangi stai male) la vive ogni giorno, i medici puntano ad informare sugli effetti negativi di un'alimentazione sbagliata, perchè ci sono situazioni in cui ci devi solo ragionare su.

Poi ovvio che non è automatico e c'è un vissuto emotivo complesso però la molla che fa scattare tutto è sapere che se continui a mangiare zucchero con il diabete prima o poi muori.



19/03/2019 15:16 Gabri
"Tutte le campagne di prevenzione, soprattutto in campo medico, sono basate sull'intellettualismo. Sull'idea cioè che conoscendo gli effetti negativi delle mie azioni (alcool fumo, possibile trasmissione di infezioni ssssuali) sarò portato a prendere delle precauzioni e a comportarmi correttamente".

Non sono d'accordo.
Questo tipo di campagne basate solo sulla logica sono state abbandonate perché associate a nessun documentato miglioramento. Quello che è sicuro è che è l'esperienza che porta a dei cambiamenti. Inoltre anche questa deve essere inserita in comprovata metodologia scientifica altrimenti è meglio lasciar stare per evitare interventi dannosi.



19/03/2019 13:15 Paola
Se identifichiamo il male con il diavolo, cioè la divisione, la meta, cioè Dio, e quindi l'azione per Lui, come dice Maria, non sarà la ricerca dell'unione o di quell'armonia che abbiamo toccato prima con Sara? Che poi non è quell'ama il tuo prossimo come te stesso, ama il tuo nemico, condividi, compatisci, cioè patisci con..?
Quindi azione compiuta con quel fine, non azione buona fine a se stessa, ma azione giusta, equilibrata, per quanto possibile ad un essere umano..ovvio, ma con quel traguardo, credo.



19/03/2019 12:56 pit bum
Il ns essere niente di fronte a Dio non costituisce alibi x quello che facciamo...tanto!
Ed è contraddetto platealmente da Uno che si è fatto Uomo ed ha parlato di "azioni", non di categorie dell'essere...imo, of course..😍



19/03/2019 12:34 Maria
Don Divo Barsotti, un grande maestro di spiritualita’ ,per non dire un santo oggi purtroppo dimenticato to mentre si canonizzanopersonaggi discutibili, disse che ognuno di noi quando si trovera’ nel momento della morte non dira’ Caro Dio, io ho fatto questo e quello, ho compiuto questa e quella buona azione, ho realizzato questo e quell’ altro” , ma dira’ tremando Mio Dio sono un miserabile , abbi pieta’ Di me! Perdonami!
Cioe’ l’ Essere piuttosto che il Fare nell’ ora della morte sara’ essenziale. Nessuno di noi si potra’ vantare di cio’ che ha FATTOma tutti noi , davanti a Dio, ci vedremo quali SIAMO., cioe’ miserabili.Fra l’ essere e le sue azioni c’ e’ un abisso. Lo disse gia’ San Paolo Potrei dare tutti i miei beni a poveri e farmi bruciare, ma se non ho la carita’ non SONOnulla, un cembalo che tintinna. Un guscio vuoto.
E’ l’ essere che importa a Dio, non le azioni piu’ o meno virtuose. Essere PER DIO, o essere PER SE STESSI.Questo fa la differenza.
Quante buone azioni compiute per sofddisfare il proprio EGO! Quando Gesu’ dice che le prostitute ci precederanno nel Regno dei cieli vuol dire questo: le azioni virtuose che un uomo puo’ rivendicare al cospetto dell’ Onnipotente per Dio sono un nulla. La piu’ infima della prostitute e Madre Teresa di Calcutta di fronte a Dio , cioe’ all’ Infinito, possono solo invocare la Sua Misericordia. Nessuno puo’ rivendicare diritto al Paradiso per le proprie azioni. Solo se si E’ compatibile con la visione beatifica di Dio si puo’ vedere Dio. Non se si Fanno azioni virtuose.
Per questo una prostituta e un virtuoso parrocchiano che non perde una Messa possono essere l’ una (la prostituta)compatibile cn la visione beatifica, l’ altro , il virtuoso parrocchiano, no.



19/03/2019 11:04 Sara
Si, est modus in rebus, qualsiasi idea anche la migliora se estremizzata diventa negativa


19/03/2019 10:39 Paola
Sì Sara, armonia, in fondo è la chiave di tutto, credo.


19/03/2019 10:30 Sara
Le diverse strade possono anche completarsi a vicenda, non è detto debbano necessariamente escludersi l'una con l'altra.


19/03/2019 10:28 Sara
L'idea del combattimento (Miles Christi) è presente anche in Erasmo che è stato forse uno dei primi pacifisti della storia.

C'è tutta una Lunga tradizione ascetica che deriva dai padri del deserto e che arriva fino ai grandi mistici (Giovanni della croce).

L'intellettualismo invece è figlio della filosofia greca e forse non è corretto liqauidarlo su due piedi come un retaggio del passato.


Tutte le campagne di prevenzione, soprattutto in campo medico, sono basate sull'intellettualismo. Sull'idea cioè che conoscendo gli effetti negativi delle mie azioni (alcool fumo, possibile trasmissione di infezioni ssssuali) sarò portato a prendere delle precauzioni e a comportarmi correttamente.



19/03/2019 10:14 Paola
Credo che l'idea stessa di lotta, sia sbagliata, anche se mirata ad ottenere il bene, infatti, sempre di guerra si tratta, non è ancora la vera pace, secondo me. Questo non significa rinunciare a prendere posizione, a scegliere, ma è partendo dall'insegnamento di Gesù che ci insegna ad amarci in quanto fratelli, parte gli uni degli altri, che cambia l'atteggiamento in maniera
radicale: cioè le mie azioni sono per soddisfare me stesso, il mio ego, o sono dettate da esigenza di unione vera, perché è la divisione il vero male?
Questo discernimento parte però secondo me dal vero pensiero, che risiede nello spirito, non nell'emotività che è legata all'ego personale, che è ancora istinto, non ragione, non volontà. .
L'unica strada, essendo io credente, credo sia la preghiera, il contatto con il Dio interiore, perché dentro di me risiede la scintilla divina, il vero bene, il senso, come significato e direzione.



19/03/2019 10:11 Francesca Vittoria
Non è facile definire quale Bene e migliore uno se ottenuto dal I Will e l'altro istintivo? ". cioè un istinto di bene che diventa sentimento di bene nel vissuto da un carattere emotivo che si è stabilizzato nel fondo dell'anima e diventa la bussola interna a far percepire dove sta il bene nella vita concreta" e da questo viene e si concretizza l'azione.
Il Bene pertanto si concretizza in tutti e due i casi, seguendo volontà e istinto, due vie come l'acqua nel fenomeno carsico? Non siamo tutti uguali. C'e chi è dotato di una tendenza a maggiore generosità, l'ha in se, attinge dal suo fondo perché prova soddisfazione e gioia a darsi per una persona o causa, non gli costa sforzo, anche se per realizzarlo spende molte energie, da molto di se, ciò gli sta così a cuore perché impegna cuore e anima e energia a difendere questo credo che è amore poi verso una persona o un ideale. Certamente che la mente anche in questo esempio è impegnata in un disegno del Cuore? che la volontà segue.
Se ho bene inteso, l'altro caso si svolge in altro modo. È' importante avere a far scuola il Bene che è in quel Dio al quale si dà fiducia e si cerca di non interrompere il legame, anzi si consulta il suo Vangelo di fronte a un decidere quale percorso intraprendere che sia bene per me ma che mi appare, ragionando, meno attraente, per le doti che ho vuol dire fare sforzo di volontà, sacrificio, rinuncia a quanto attrae e anche che si vorrebbe per godere per quanto appare fonte in gradimento e gioia. Eppure quello è il dettato secondo il Vangelo. La volontà in questo caso è il volano, il costo è alto ma altrettanto alto l'obiettivo suggerito dalla Mente Superiore. Risultati : tutte e due questi percorsi portano a realizzare il Bene.
Ogni persona è diversa, solo il Bene che ci affascina e esterno, al di sopra , e o entra nella persona, imperscrutabile il suo agire, la sua presenza nell'uomo che ha creato a sua immagine e somiglianza ..ma libero di essere come vuole.......o anche diventare ...con il patrimonio di geni/genialità e istinti di cui dispone a scegliere come ....essere... To be or not To be, that's the question......questo è in fondo il dilemma che conta se si vuole vivere e vivere bene
Francesca Vittoria



19/03/2019 08:48 Pietro Buttiglione
Grande GIL!!
Imo x la de-costruzione del modello RAGIONE basta:
1) la ragione riceve certi INPUTS (interni/esterni) li rielabora ---> OUTPUTS..OK?
Il problema è che cosí non aggiunge nessun contenuto ( neanche un bit, insegnano i cibernetici da cui sta arrivando una IA-intelligenza artificiale ben superiore!!)
2) il fulcro di qs modello sta nella VOLONTÀ.
Dove casca l'asino? Semplicemente nel fatto che avendo assodato che io sono una COSA SOLA, la volontà porta ad un DISSOCIATO in cui in me si contrappongono due IO. COSA ESTREMAMENTE PERICOLOSA. Infatti tanti comportamenti conseguenti sono da strizzacervelli ( bastano i flagellati?).
Perdonatemi ma qui devo citare il problema del FREE WILL, al centro con la coscienza degli studi dei migliori scienziati mondiali. Che ad es sono arrivati a negare il libero arbitrio (F.W) a seguito di esperienze di LIBET x cui PRIMA dell'emergere alla coscienza della della decisione presa, essa è già nell'MRI dei neuroni. Verissimo. Ma:
-- non ci si era detti che siamo una COSASOLA?
-- allora ció che esce da noi da dove deve passare? La mia mente, il mio subconscio non sono sempre io? O anche voi credete ad un io dissociato?
-- incidentalmente, anche se OT, discutono tanto di coscienza senza averla prima definita, cosí ognuno dice quello che vuole!

ISTINTI/BUONI&CATTIVI
1) gli istinti ci sono. E vanno innanzitutto riconosciuti ed accettati. Qui io sono ZEN:
tutto è uno. Il discernimento va fatto sulle azioni che intendo mettere in atto.
Ad es comprimere e/o sublimare nn credo serva.
Da qui in poi io navigo a vista ( senza certezze..)
-- senza Dio, anche inconsciamente, non c'è salvezza?
-- serve, anzi è diventata urgentissima una educazione sentimentale, alla relazione ( ma nn parlatemi di arte di amare😁)
-- se, come dice il don, eliminata una abitudine cattiva ne sorgerå un'altra.. che fare?
-- che dire di quei devoti che praticano il bene x soddisfazione personale??
-- vizi/virtù o meglio conseguenze delle mie azioni su me ed altri?
( anche il lessico va cambiato x cambiare davvero ed essere convincenti..

A voi l'ardua sentenza!!😎

PS da incorniciare qs frase del don:
@ CAMBIARE SE STESSI NON VUOL DIRE DIVENTARE QUALCUN ALTRO @



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