La Via Crucis del malato
di Giorgio Bernardelli | 15 marzo 2019
Questa settimana proviamo a far dialogare la Passione di Gesù con le esperienze quotidiane di tanti ammalati nei nostri ospedali

Abbiamo provato tante volte in questi anni a far dialogare la Passione di Gesù con le notizie della settimana. E torneremo a farlo ancora in qualcuno di questi venerdì di Quaresima 2019. Ma la Croce di Gesù entra anche nelle esperienze più quotidiane e più personali della vita. E' il motivo per cui quest'anno ho voluto scrivere questa Via Crucis, che prova a trasformare in racconto e preghiera l'esperienza di tanti ammalati nei nostri ospedali. I testi non si ispirano a una singola persona reale ma a situazioni che in forme anche tra loro diverse ho avuto modo di incontrare. 

 

 

 

I STAZIONE
GESU' E' CONDANNATO

 

Ti adoriamo o Cristo e ti benediciamo
perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo

"Allora lo consegnò loro perché fosse crocifisso" (Giovanni 19,16)

Eccomi qui ad aspettare che quella porta si apra. Lo conosco bene quest'ospedale: anche i miei figli sono nati qui. E quante volte ho attraversato queste corsie per venire a trovare un amico. Stavolta tocca a me e so già che è una cosa seria. Ti arriva chiusa in una busta bianca la tua "sentenza"; hai fatto anche la coda per ritirarla. Quando non capisci che cosa c'è scritto ormai te lo spiega lo smartphone se devi cominciare a preoccuparti. E ad affrontare le paure e le domande più vere.

"Che cos'è la verità?"
chiedeva Pilato a Gesù.
Aiutami Signore
a fare di quest'esperienza
della malattia
un tempo di verità.
Per tornare a mettere
al centro della mia vita
ciò che vale davvero

 

II STAZIONE
GESU' SALE AL CALVARIO

 

Ti adoriamo o Cristo e ti benediciamo
perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo

"Dopo essersi fatti beffe di lui, lo spogliarono della porpora e gli fecero indossare le sue vesti, poi lo condussero fuori per crocifiggerlo" (Marco 15,20)

Da un esame all'altro, da uno specialista all'altro, da un reparto all'altro. No, non è esagerato paragonarlo a un Calvario. Quante attese faticose, quanta burocrazia, quante procedure macchinose per poter vedersi riconosciuto il diritto a un'esenzione. E poi quanti tentativi anche solo per riuscire a prendere la linea al call-center per prenotare una visita. Non c'è solo il dolore fisico della malattia, c'è anche tutto quello che in nome dei bilanci da far quadrare gli abbiamo costruito intorno. Lo so, non è facile gestire un servizio sanitario e sono grato ai tanti Cirenei col camice bianco che mi aiutano a orientarmi in questa Babele. Ma resta comunque una strada in salita.

Signore insegnami
a camminare
come hai fatto tu
sulla via della Croce.
Con la pazienza

di chi sa sopportare

e gli occhi aperti

per vedere anche il fratello

che poco lontano

sta faticando quanto me.

 

III STAZIONE
GESU' CADE A TERRA SULLA VIA DEL CALVARIO

 

Ti adoriamo o Cristo e ti benediciamo
perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo

"Eppure egli si è caricato delle nostre sofferenze, si è addossato i nostri dolori; e noi lo giudicavamo castigato, percosso da Dio e umiliato" (Isaia 53,4)

Mi è sempre piaciuto camminare, fare lunghe passeggiate al mare o in montagna. Ora invece faccio fatica a reggermi in piedi. Mi hanno sempre colpito le cadute di Gesù nella Via Crucis; solo che concentravo l'attenzione sul peso della croce sulle spalle. Ora, invece, capisco che il peso lo si può sentire anche tutto nelle gambe. E che stare forzatamente in un letto - in fondo - non è poi così diverso dal finire prostrati per terra.

Signore dammi forza
affinché io
non mi lasci
cadere per terra.
Aiutami a vincere
la rassegnazione.
Rialzami per camminare
insieme a Te
anche in questo tempo
della malattia.

 

IV STAZIONE
LA VERONICA ASCIUGA IL VOLTO DI GESU'

 

Ti adoriamo o Cristo e ti benediciamo
perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo

"Non ha apparenza né bellezza per attirare i nostri sguardi, non splendore per poterci piacere. Disprezzato e reietto dagli uomini, uomo dei dolori che ben conosce il patire, come uno davanti al quale ci si copre la faccia; era disprezzato e non ne avevamo alcuna stima" (Isaia 53,2-3)

Se c'è una cosa che la malattia ti insegna è il valore delle piccole cose, dei gesti che tendiamo a dare sempre per scontati. Come asciugarsi il volto, appunto. All'inizio lasciarlo fare a qualcun altro mi costava fatica: «Mica sono un bambino, almeno questo lo potrò pur fare da solo...». Invece adesso ne riconosco tutta la tenerezza. E capisco che no, non è umano pretendere di vivere la propria malattia da soli.

Grazie Signore
per le persone
che mi hai messo accanto

in quest'ora della prova.
Aiutami a non far pesare

su di loro la mia paura

e il mio cattivo umore.

Aiutami ad accettare

la loro mano tesa

per sostenermi

nella mia fragilità

 

V STAZIONE
GESU' E' SPOGLIATO DELLE SUE VESTI

 

Ti adoriamo o Cristo e ti benediciamo
perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo

"I soldati poi, quando ebbero crocifisso Gesù, presero le sue vesti, ne fecero quattro parti - una per ciascun soldato - e la tunica. Ma quella tunica era senza cuciture, tessuta tutta d'un pezzo da cima a fondo" (Giovanni 19,23)

Siamo tutti in pigiama qui in ospedale: i vestiti sono là nell'armadietto, in attesa del giorno in cui potrò finalmente tornare a casa mia. Ma alla fine sono solo un simbolo di tutto ciò di cui mi sono dovuto spogliare a causa di questa malattia. Da quando sono qui ogni cosa mi è di impaccio, non trovo lo spazio per appoggiare nulla su questo comodino, non riesco nemmeno a leggere in questa stanza. Vorrei liberarmi di tutto.

Signore, quando hai detto
"Beati i poveri"
non ho mai pensato
a quella forma estrema di povertà
che è la malattia.
E anche adesso
faccio tanta fatica
a lasciarmi spogliare di tutto.
Ma aiutami lo stesso a scoprire
che l'unica ricchezza
che non scompare
dalla mia vita sei Tu.


VI STAZIONE
GESU' MUORE SULLA CROCE

 

Ti adoriamo o Cristo e ti benediciamo
perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo

"Era già verso mezzogiorno e si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio, perché il sole si era eclissato. Il velo del tempio si squarciò a metà. Gesù, gridando a gran voce, disse: «Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito». Detto questo, spirò. Visto ciò che era accaduto, il centurione dava gloria a Dio dicendo: «Veramente quest'uomo era giusto" (Luca 23,44-47)

Quanto tempo ho davanti? Qualche giorno, qualche mese, qualche anno? Non lo so. E forse non lo sa nemmeno chi mi sta accanto. Certo, mi piacerebbe almeno non morire qui, in questo letto d'ospedale. Mi piacerebbe poter rifare almeno un'altra volta i piccoli gesti che a casa, prima che cominciasse tutto questo, scandivano le mie giornate. Mi piacerebbe avere il tempo di dire a quella persona una cosa importante. Sì, quante cose avrei ancora da sistemare e qui invece non riesco a fare proprio nulla... Una cosa, però, mi dà forza: guardare alla Tua croce. E sentirmi vicino a quel fratello così uguale a me a cui Tu hai promesso: "Sarai con me in Paradiso".

"Nelle tue mani
consegno il mio Spirito".
Come hai fatto Tu
lo dico anch'io, Signore.
È l'unica parola
che mi dà pace
quando penso alla mia morte.
Quel giorno
accoglimi nel Tuo abbraccio
misericordioso,

più forte di ogni male.

 

VII STAZIONE
GESU' E' DEPOSTO NEL SEPOLCRO


Ti adoriamo o Cristo e ti benediciamo
perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo

"Ora, nel luogo dove era stato crocifisso, vi era un giardino e nel giardino un sepolcro nuovo, nel quale nessuno era stato ancora posto. Là dunque, poiché era il giorno della Parasceve dei Giudei e dato che il sepolcro era vicino, posero Gesù" (Giovanni 19,41-42)

Non è questa la mia ora, la mia Via Crucis andrà avanti ancora in questo letto d'ospedale. E probabilmente ci vorranno ben più di tre giorni per uscire da questo sepolcro. Ma guardare la tua deposizione nelle braccia della Madre parla lo stesso a questa mia sofferenza. Mi riconcilia con il mio corpo malato, lo riassaporo come un dono prezioso. In attesa di ritrovarlo glorioso nel mattino della mia Pasqua.

Signore, depongo
anch'io nel Tuo sepolcro
tutto ciò che non ha vita.
Risanami nello spirito
per ritrovare

anche il mio corpo.
E tornare a cantare
ogni giorno
le meraviglie
del Tuo amore


Per i meriti della Sua Passione e Croce
il Signore ci benedica e ci custodisca.

Amen

 

16/03/2019 10:51 Paola
Non ho ancora vissuto la malattia sulla mia persona, fortunatamente, ma l'ho vissuta attraverso il calvario, nel vero senso della parola, dei miei genitori, uno afflitto da un tumore tra i peggiori e lei dal morbo di parkinson per oltre dieci anni. Credo fortemente nella vita eterna, forse per questo quando in pronto soccorso mi dissero che non c'era più nulla da fare, provai quasi un senso di sollievo per mia madre, ovvio, ma egoisticamente anche per me, che ero stremata a star dietro a lei e alla mia famiglia. Questo senso di sollievo però non me lo sono perdonato, ancora oggi, a distanza di cinque anni, fa capolino, come ora, anche se sOno convinta che lei ora sia finalmente in pace, che un giorno ci rivedremo, che lei è sempre con me e che sa l'amore che ho sempre provato per lei, ma noi esseri umani siamo fragili, e forse questa è la nostra grandezza, aver cioè questa coscienza dentro di noi che ci obbliga a indagarci, a metterci in discussione, per poter migliorare , non certo flagellarci, ma credo che il dubbio sia, quando serve per avanzare, una buona arma a nostra disposizione.


16/03/2019 09:25 Pietro Buttiglione
Chiedo a chi mi sta vicino: cosa mi aspetta!?
E il suo viso mi dice più della sua risposta...
Ho capito che mi aspetta di morire.. vorrei solo sapere come morirò...
Quali funzioni perderò...
Quali sofferenze mi attendono..
Meglio solo e ben assistito oppure a casa tra i miei?
Marcello Candia confessava al prete che assisteva i suoi ultimi GG in una clinica di MI:
Sono anni che vivo con gente che soffre ma non avevo mai capito COSA fosse..
Ora sul mio corpo lo so.
E il Crocifisso, Lui, lo sento tanto vicino...

PS
Grazie a chi ha scritto : una preghiera x lui e x tutti.



16/03/2019 09:21 Francesca Vittoria
Eppure se oggi piango mia sorella che ci ha lasciati proprio inaspettatamente, dopo aver festeggiato insieme un compleanno, potrei scrivere la sua via crucis con la malattia , la sclerosi multipla, ringraziando Dio per tutta la forza che l'ha sostenuta. Fin da piccola soggetto facile ad essere aggredita da vari malanni, li ha tutti affrontati con una forza di carattere riconosciuta anche dai medici eccezionale, non solo ma sostenendo con il contributo del suo lavoro i genitori, i fratelli. Sempre sorridente, mai lamentando a Dio anzi fedelissima alla Madre di Lourdes, che nell'amore della propria ha conosciuto l'amore che viene dall'alto. Aggiungo qui una attestazione di quanto bene fa "la carezza del Papa" cha gua do nella foto ritratta a Roma mentre Papà Francesco le e di fronte e del quale ci ha riportato la gioia di aver scambiato parola. Si, un grazie a Cristo che le ha tolto la croce proprio quando stava per essere un torto alla fede e al coraggio di averla manifestata con grande forza di dignità. Piangiamo ma fida di che Dio l'abbia sollevata e cammini al suo fianco felice. . Grazie a Renata e a tutti coloro che sono Alfieri di fede nelle prove della vita e che lasciano orma profonda del loro vissuto per averci fatto vedere l'Amore di Cristo

Francesca Vittoria



16/03/2019 09:13 Manuela
Grazie! Da oltre un mese sono bloccata a casa con una spalla operata dopo una frattura. La vita normale, troppe volte ignorata o addirittura maledetta, ora manca come l'aria. Grazie per questa via crucis


15/03/2019 17:08 Mari
Grazie per queste riflessioni e provocazioni. Troppo spesso diamo per scontato il DONO della salute e magari non ci accorgiamo della Via Crucis che vive chi ci sta accanto.


15/03/2019 11:04 Gabri
Bellissima questa via crucis. Molto aderente alla realtà. A una realtà che tendiamo a rimuovere ma che in qualche modo abbiamo vissuto o incrociato nel nostro cammino.
Grazie!



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Giorgio Bernardelli

Giorgio Bernardelli, giornalista della rivista Mondo e Missione e del sito mondoemissione.it, ha lavorato per dieci anni alle pagine di informazione religiosa di Avvenire, quotidiano con cui tuttora collabora oltre che con il portale internazionale di informazione religiosa VaticanInsider. Porta nel cuore Gerusalemme, città a cui ha dedicato diversi libri e che racconta nella rubrica La porta di Jaffa sul sito www.terrasanta.net.

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