ROBE DI RO.BE.
Sulle accuse a Francesco su clero e omosessualità
di Roberto Beretta | 13 marzo 2019
Sarà alquanto difficile sostenere che che gli abusi sulle suore, così affini a quelli compiuti su minori, dipendano da una "perversione contro natura" e non piuttosto da abusi di potere e di coscienza, ovvero dal clericalismo...

Non riesco a comprendere del tutto l'offensiva in corso, da parte di molte autorevoli voci del mondo cattolico tradizionalista, per smentire la tesi sostenuta anche da Papa Francesco secondo la quale i crimini di pedofilia dei sacerdoti sarebbero anzitutto generati da abusi di potere e di coscienza, dunque dal clericalismo, e solo per conseguenza da perversione sessuale.

In effetti una pluralità di interventi, anche di chierici, sembra convergere su un presunto "punto debole" dell'ultimo summit vaticano sulla pedofilia, e in genere della strategia adottata in materia da Bergoglio: il fatto che non si pronunci mai la parola "omosessualità", non si indichi mai come causa principale degli abusi la sussistenza di tendenze gay nel clero: non è forse vero - sostengono appunto i fautori di tale teoria - che l'80% dei delitti di questo genere sono perpetrati dai preti su minori maschi, quando invece negli ambienti "laici" la pedofilia ricerca piuttosto (e nella stessa misura percentuale) vittime femmine?

Ora, all'addebito si potrebbe anche rispondere d'impeto; per esempio ricordando il dato di fatto che l'omosessualità del clero è (purtroppo) attestata tanto in ambienti "progressisti" quanto in diocesi "tradizionaliste" -­ eccome! - e dunque l'argomento è debole, qualora si voglia sostenere che papa Francesco abbia «aperto ai gay».... Oppure si potrebbero ricordare le teorie degli esperti più accreditati, i quali in genere spiegano la prevalenza della pedofilia omofila del clero con circostanze contingenti - l'abusatore pescherebbe cioè negli ambienti maschili cui gli è più facile accedere, ovvero sarebbe psicologicamente succube di una fobia molto "cattolica" verso il sesso femminile - e comunque assicurano che non esiste legame diretto e necessario tra omosessualità e pedofilia.

Ma in realtà l'accusa anti-francescana è sottile e mira a colpire diversi punti che si immaginano sensibili nella posizione papale. Il primo e più ovvio è accreditare nell'opinione popolare l'idea che Bergoglio voglia sdoganare tutte le scelte morali più ambigue: dopo il matrimonio dei divorziati e i preti sposati, dunque, anche le coppie gay. Il secondo obiettivo è la difesa del clericalismo in sé, ovvero di un'immagine di Chiesa solo gerarchica, elitaria, assai consonante con un'ideologia da nostalgici, di contro alla pastorale «in uscita» e all'«ospedale da campo» di papa Francesco. Forse però il fine più recondito degli attacchi obbedisce semplicemente a una logica di potere: contrastare cioè una pretesa «lobby gay» che in Vaticano avrebbe attualmente preso il posto di una precedente lobby, legata proprio ai tradizionalisti.

In ogni caso, c'è un argomento che mi pare si opponga in modo non aggirabile alla tesi secondo la quale l'omosessualità sarebbe la prima origine della pedofilia del clero: e sono gli abusi dei preti sulle suore, altro scandalo che pende sulla Chiesa e che - per esempio in Francia - è già finito sotto i riflettori dell'opinione pubblica. Sarà infatti alquanto difficile sostenere che questo genere di crimini sessuali, così affini a quelli compiuti su minori, dipenda da una "perversione contro natura" e non piuttosto da abusi di potere e di coscienza, ovvero dal clericalismo... Proprio come dice Francesco.  

 

 

22/03/2019 17:56 Ale.
Sig. Coco, apprezzo le sue reiterate ampie dissertazioni e mi adeguo; ma - in quanto membro paritario della comunità ecclesiale (dato che è vieto clericalismo ritenere che vi siano dei Pastori e delle “pecore”) - ripeto che a mio avviso – come già avevo scritto – ognuno possa avere un proprio pensiero e sia libero di esprimerlo anche se differisce dal Pensiero Unico (cui chissà perché ci si dovrebbe uniformare, dal momento che anche nella Chiesa – a quanto pare – “uno vale uno”).
Per me, lei è libero di seguire pedissequamente le parole e di citarle a sostegno delle sue affermazioni. Ho già compreso ciò che lei scrive e le riconosco il diritto di tale pensiero.
Io, invece, sono più incline a guardare ai fatti e, constatando che molte volte contraddicono le parole, ne ricevo una sensazione di disagio e di perplessità: e non io soltanto.
Vorrei che anche a me, nel nome del non-clericalismo, fosse riconosciuto il diritto di avere il mio pensiero e di esprimerlo civilmente.



21/03/2019 10:38 salvo coco
Sig. Ale. cerchiamo di comprenderci. Casta o non casta, autoritarismo o non autoritarismo, quello che io sostengo è che nella chiesa da tantissimi secoli vige il clericalismo, ossia un abuso di potere del clero nei confronti dei laici. Dopo che gli storici ed i teologi hanno focalizzato (e criticato) il clericalismo nei loro studi, finalmente anche il magistero se ne è accorto (a causa di quelle manifestazioni estreme e criminali del clericalismo che sono gli abusi a carattere sessuale sui bambini e sulle suore) e nella Lettera al Popolo di Dio del 20 agosto 2018 Francesco denuncia esplicitamente il clericalismo come "un modo anomalo di intendere l’autorità nella Chiesa – molto comune in numerose comunità nelle quali si sono verificati comportamenti di abuso sessuale, di potere e di coscienza ... quell’atteggiamento che non solo annulla la personalità dei cristiani, ma tende anche a sminuire e a sottovalutare la grazia battesimale che lo Spirito Santo ha posto nel cuore della nostra gente. Il clericalismo, favorito sia dagli stessi sacerdoti sia dai laici, genera una scissione nel corpo ecclesiale che fomenta e aiuta a perpetuare molti dei mali che oggi denunciamo." Il clericalismo, caro sig. Ale, non è solo un peccato del singolo che si comporta in maniera non conforme al Vangelo, ma è una forma mentis che per secoli e secoli è stata perpetuata nella chiesa e che si è ben radicata. Le faccio un esempio di come il magistero abbia contribuito palesemente alla formazione della mentalità clericalista. Le parole che seguono sono di Pio X che nel 1906 così si esprime nella "Vehementer nos": "La Sacra Scrittura ci insegna, e la tradizione dei Padri ci conferma, che la Chiesa è il Corpo mistico di Gesù Cristo, Corpo retto da Pastori e da Dottori; cioè una società di uomini in seno alla quale si trovano dei capi che hanno pieni e perfetti poteri per governare, per insegnare e per giudicare. Ne risulta che la Chiesa è per sua natura una società ineguale, cioè una società formata da due categorie di persone: i Pastori e il Gregge, coloro che occupano un grado fra quelli della gerarchia, e la folla dei fedeli. E queste categorie sono così nettamente distinte fra loro, che solo nel corpo pastorale risiedono il diritto e l'autorità necessari per promuovere e indirizzare tutti i membri verso le finalità sociali; e che la moltitudine non ha altro dovere che lasciarsi guidare e di seguire, come un docile gregge, i suoi Pastori." ... E di pronunciamenti simili è costellata la storia della gerarchia cattolica. Cosa voglio dire ? Voglio dire che il clericalismo sorto intorno al terzo/quarto si è fatto dottrina, si è fatto codice canonico, si è fatto liturgia e spiritualità. Ha condizionato ogni ambito della vita della chiesa. Infatti Francesco nella citata lettera fa autocritica ed afferma senza mezzi termini: "ogni volta che abbiamo cercato di soppiantare, mettere a tacere, ignorare, ridurre a piccole élites il Popolo di Dio abbiamo costruito comunità, programmi, scelte teologiche, spiritualità e strutture senza radici, senza memoria, senza volto, senza corpo, in definitiva senza vita". ... Ora, io mi compiaccio che lei, sig. Ale, non abbia avuto esperienze negative, ma è innegabile che nella chiesa esiste un enorme problema che è la causa di tanti abusi di potere, di coscienza e di abusi sessuali. Tale enorme problema si chiama clericalismo e finalmente anche il papa se ne è accorto. Speriamo che anche i vescovi se ne accorgano e che anche tanti presbiteri facciano un esame di coscienza in merito, in modo che le comunità locali acquisiscano consapevolezza. E' l'occasione per riformare la chiesa !


20/03/2019 08:07 Ale.
Sig. Coco,
“ Lei dice di non aver conosciuto preti autoritari “ : io non ho mai scritto la parola “autoritari”, né ho mai parlato di autoritarismo. Ho scritto di non aver mai conosciuto preti che si ritenessero una “casta”, e non c’è bisogno di essere autoritari per ritenersi una “casta”.
E’ cosa assai differente: per sentirsi “casta” basta ritenersi superiori agli altri, e ne vediamo esempi continuamente, non necessariamente nella categoria “clero”…
Questo è un ottimo caso di lettura e interpretazione distorta delle parole altrui - e senza porsi dubbi - e parla da sé circa l’atteggiamento verso gli altri.



19/03/2019 10:38 Sara
Salvo io le assicuro che sono piu fedele al Papa di tanti adulatori dell'ultima ora.
Se però si fa fatica a capire è normale che chieda...

:-)



19/03/2019 10:28 salvo coco
Sig. Sara ... dia tempo al tempo ... Non sia impaziente ... Quello che ha fatto Francesco in 6 anni era impensabile prima di lui ... E si ricordi che tutti noi possiamo fare errori, ma la grandezza di un uomo la si riscontra quando ammette i suoi errori e li ripara ... Perciò, sta serena, mostri pazienza, si disponga anche lei al soffio rinnovatore dello Spirito ed aiuti la chiesa a prendere coscienza dei propri limiti storici e teologici.


19/03/2019 10:16 Sara
Risponda a queste domande: perché lo fa?


19/03/2019 10:12 Sara
Lei però Salvo continua a ragionare come se il Papa fosse altro dalla Chiesa e dalla sua storia.
Una specie di alieno arrivato da fuori e non il rappresentante del Clero nel suo più alto grado gerarchico.
Che in nome del suo potere si porta Zanchetta agli esercizi spirituali.

Ad esempio.



19/03/2019 09:09 salvo coco
Sig. Ale ... i clericalismo è l'abuso di potere (che si manifesta attraverso diversi sintomi) del clero nei confronti del laici. Tale abuso di potere è iniziato intorno al terzo/quarto secolo ed è proseguito sino ad oggi. Lei dice di non aver conosciuto preti autoritari. Me ne compiaccio per lei, ma non è di questo che stiamo parlando. E' abbastanza ovvio che ci possano essere differenze caratteriali per cui un prete più autoritario ed uno meno autoritario. Questo attiene al singolo individuo, sia esso prete sia esso laico. Non è di questo che le sto parlando, quando parlo di clericalismo. Facciamo attenzione a non ridurre il problema ad un faccenda personale. Sforziamoci invece di vedere la dimensione storica e strutturale del problema. Cosa voglio dire con "dimensione storica e strutturale" ? Voglio dire che gli abusi di potere non sono solo una questione che riguarda la condotta del singolo vescovo o del singolo prete, ma sono abusi che sono diventati dottrina. Cioè la teologia ha giustificato tali abusi e li ha fissati in una enciclica, in una riflessione teologica, in un pronunciamento magisteriale. E così pure con il diritto canonico. Il clericalisimo ha ispirato le norme ecclesiastiche e queste norme sono divenute espressione del clericalismo. E questo è accaduto per secoli e secoli, ha plasmato la vita della chiesa, tant'è che Francesco scrive:"ogni volta che abbiamo cercato di soppiantare, mettere a tacere, ignorare, ridurre a piccole élites il Popolo di Dio abbiamo costruito comunità, programmi, scelte teologiche, spiritualità e strutture senza radici, senza memoria, senza volto, senza corpo, in definitiva senza vita". Il papa definisce il clericalismo non come un peccato del singolo bensì come "quell’atteggiamento che non solo annulla la personalità dei cristiani, ma tende anche a sminuire e a sottovalutare la grazia battesimale che lo Spirito Santo ha posto nel cuore della nostra gente". Ecco cosa c'è alla radice dell'abuso di potere: ci sta una prevaricazione del clero che ha annullato la personalità dei battezzati ed ha sminuito lo Spirito. Questo è avvenuto (ripeto) perchè il clero si è messo a parte (clero significa porzione messa a parte) ossia si è separato (sacro significa separato) dal Popolo di Dio. Non solo, si è anche elevato sul Popolo di Dio e si è collocato in una posizione di superiorità in ogni aspetto della vita della chiesa (il clero governa sul popolo, il clero ammaestra il popolo, il clero celebra ed il popolo è passivo). Ed inoltre il clero ha monopolizzato i carismi e li ha concentrati nelle proprie mani. ... Tutto questo (come dicevo prima) si è fatto dottrina, si è fatto articolo del catechismo, si è fatto norma canonica, si è fatto rito liturgico. Le faccio un esempio abbastanza recente. Nella "Vehementer nos" così scrive Pio X nel 1906 (poco più di un secolo fa) " La Sacra Scrittura ci insegna, e la tradizione dei Padri ci conferma, che la Chiesa è il Corpo mistico di Gesù Cristo, Corpo retto da Pastori e da Dottori; cioè una società di uomini in seno alla quale si trovano dei capi che hanno pieni e perfetti poteri per governare, per insegnare e per giudicare. Ne risulta che la Chiesa è per sua natura una società ineguale, cioè una società formata da due categorie di persone: i Pastori e il Gregge, coloro che occupano un grado fra quelli della gerarchia, e la folla dei fedeli. E queste categorie sono così nettamente distinte fra loro, che solo nel corpo pastorale risiedono il diritto e l'autorità necessari per promuovere e indirizzare tutti i membri verso le finalità sociali; e che la moltitudine non ha altro dovere che lasciarsi guidare e di seguire, come un docile gregge, i suoi Pastori" ... Questo è solo uno degli esempi per mostrarle, caro Ale, come il clericalismo non riguarda solo il caratteraccio di qualche prete, ma è una mentalità che nel corso dei secoli ha pervaso ogni aspetto della vita della chiesa ed ha prodotto documenti come quello che le ho appena trascritto. I documenti magisteriali, le norme canoniche, i riti liturgici, prodotti dal clericalismo, hanno condizionato la vita della chiesa per secoli e secoli, per cui oggi non ci rendiamo nemmeno conto di come siamo tutti immersi in tale forma mentis e riteniamo perfettamente conforme al messaggio evangelico che (faccio un esempio) un prete debba governare una comunità, che (faccio un altro esempio) ad una donna sia vietato diventare ministro ordinato, che (faccio un altro esempio) un vescovo non sia scelto dalla comunità. E potrei farne a centinaia di esempi per individuare tutti i sintomi del clericalismo. ... Ecco perchè poi quando scoppia il problema degli abusi sessuali sui bambini, il vescovo tende a coprire tali fatti delittuosi. Sta comportandosi esattamente come dovrebbe comportarsi sulla base di una mentalità clericaista: sta difendendo uno status privilegiato ed intoccabile. Sta difendendo un ruolo separato ed elevato in seno alla comunità. Quello che viene definito una casta di privilegiati. Una casta a cui tantissimi laici tributano una sottomissione perchè tali laici non hanno preso coscienza della loro dignità di battezzati e la loro personalità è ancora annullata dalle strutture impregnate di clericalismo. ... Ci sta tanta strada da fare per riformulare la teologia della chiesa e combattere la "lebbra" del clericalismo. Il concilio vat. II ha appena iniziato il cammino ... Ed oggi Francesco lo sta proseguendo con coraggio evangelico.


18/03/2019 15:58 Ale.
X Salvo Coco:
Non ho potuto rispondere prima, e gli interventi si sono susseguiti. Evidentemente l’argomento è scottante.

Se avesse letto il mio post con attenzione, le sarebbe balzato agli occhi che nel primo capoverso riportavo la comune accezione di “clericalismo” quale sempre intesa (la Treccani è la più prestigiosa enciclopedia italiana, certo non recentissima), mentre nel secondo capoverso evidenziavo la “nuova accezione”, evidentemente quella di Papa Francesco anche se non lo nominavo.

La ringrazio per l’esauriente conferenza sulla storia del clericalismo (ovviamente, secondo la “nuova accezione”). Ritengo però che, pur ammettendo nelle linee generali tale processo storico (è vero che nella mentalità diffusa “la chiesa ERA il clero ed il clero ERA la chiesa”), occorra tuttavia contestualizzare: nel passato, quando ancora la “biblia pauperum” aveva senso, il clero aveva studiato, mentre i fedeli erano per la maggior parte illetterati; inoltre, il clero officiava i “sacri misteri”; per queste ragioni era guardato con particolare considerazione, e la superbia insita nell’uomo tante volte portava ad approfittare di tale considerazione.
Lo stesso però accadeva anche in altre religioni (ad es. Maya, Aztechi…) in cui la posizione del sacerdote era privilegiata. E’ un normale processo psicologico.
Non mi sembra però che al giorno d’oggi tale maggiore considerazione persista, tanto è vero che la maggior parte dei preti si confonde esternamente con qualunque laico, forse anche per non incappare in offese e male parole rivolte al suo status (altro che “casta”!).
Io non conosco la sua esperienza nel suo habitat, ma per quanto mi riguarda non ho mai conosciuto preti che si ritenessero una “casta”, anzi li ho conosciuti come padri o fratelli pronti ad aiutare o consigliare, quindi non generalizzerei sul “clericalismo”.

Io, in ogni ambito, mi pongo davanti ai fatti e cerco di osservarli senza pre-giudizi mentali. Questo mi aiuta a formarmi una idea personale, anche in base ad eventuali incongruenze che a volte noto fra il dire e il fare, in particolare da chi dovrebbe confermarmi nella fede. E non nego che tante volte sono rimasta perplessa, per comportamenti non in sintonia con le parole. Non starò ad enumerarli, perché mi sembrano sotto gli occhi di tutti coloro che non vogliano tenerli chiusi per partito preso, non dissimilmente da coloro che – sempre per partito preso – si pongono invece in modo negativo.
Io ritengo che ognuno abbia la libertà di esprimere il proprio pensiero, ovviamente in modo non offensivo e possibilmente senza pontificare né ritenersi l’unico detentore della verità. Altrimenti, se questo non fosse accettato, anche questo blog non avrebbe senso.



18/03/2019 14:40 Sara
"Poi a mio avviso Sara segue troppe fonti" i siti ufficiali non li leggo da anni compreso il Papa, come ho già detto le sue omelie mi mettevano troppa inquietudine, per il resto basta qualche rassegna stampa.

Purtroppo sono a metà strada tra l'interesse normale e uno più "accademico".

Ho pensato di iscrivermi a qualche facoltà di teologia ma un po' non ce la faccio dal punto di vista organizzativo un po' non mi serve un altro titolo, come autodidatta me la cavo anche da sola, è il confronto che manca, perchè dagli altri si imparano tante cose anche quando si discute e non si è d'accordo.


Siamo mostruosamente OT chiedo scusa.



18/03/2019 13:37 Paola
Signor Coco, che ci siano attacchi a volte ridicoli, esagerati, da un certo mondo, è senz'altro vero, ma credo che ognuno debba sforzarsi per creare pace, pensando nel suo piccolo a quello che può fare. Qui siamo in un blog dove si esprimono opinioni, a volte in maniera "calorosa", altre meno, ma credo sempre in buona fede. Le confesso che a volte questo Papa non lo comprendo, e mi creda, sono tutto tranne che una tradizionalista cattolica, molto probabilmente è colpa mia, però trovo che tra i difensori del Papa a volte vi sia una sorta di assolutismo, per difenderlo dagli attacchi ingiusti, magari, ma che sfiora lo stesso atteggiamento degli altri. Se pensiamo di essere migliori, proviamo a dimostrarlo davvero, solo questo dico, e le chiedo scusa per il mio intervento un po' piccato di prima.


18/03/2019 13:33 Pietro Buttiglione
Comprendo la solidarietà 'femminile" di Paola a Sara...
Ma so anche che io e lei postiamo troppppo...
E questo non va bene... Spesso nasconde problema di vita reale...
Poi a mio avviso Sara segue troppe fonti e questo oggi finisce addirittura x rendere difficile farsi idee proprie, in parole povere ti fai dei pre-giudizi e poi ne cerchi l'alimento e sul web è cosa facilissima..
La vorrei più serena ed equilibrata, senza complesso alcuno.
Da fratello a sorella.



18/03/2019 13:16 salvo coco
Sig.ra Paola, io non sto discutendo del libero pensiero e della fraternità cristiana. Cose buone e giuste. Io sto appena accennando ad una opposizione pretestuosa, giornaliera, a tratti violenta e calunniosa, ben radicata e convinta, che attacca Francesco in nome di una presunta infedeltà del papa e del concilio alla Dottrina ed alla Tradizione (maiuscole per come le scrivono i tradizionalisti). Ci siamo ? Queste accuse sono quotidianamente lanciate da determinati siti internet, da determinati circoli conservatori, da determinati ambienti ecclesiali (cardinali, vescovi, presbiteri e laici) che hanno fatto della faziosità e del tradizionalismo a loro ragione d'essere. Queste persone ostacolano la diffusione del Vangelo e contrastano l'azione rinnovatrice della chiesa. Questi circoli tradizionalisti ritengono nelle loro farneticazioni che gli attuali vertici (Francesco in testa) stiano tradendo i Valori Perenni della Cristianità. Le loro invettive trovano terreno fertile nelle parrocchie dedite ad una pratica cattolica di stampo devozionalistico e ritualistico. E sono spessissimo associate a posizioni dualistiche e disincarnate che vedono nel mondo la sede di ogni male. .... Quindi, sig.ra Paola, quì non si sta insidiando la libertà di parola. Quì non si sta danneggiando la fraternità cristiana. Qu' si sta ponendo in evidenza una maniera malsana di relazionarsi in seno alla comunità. Perchì, le critiche espresse verso il magistero sono senz'altro bene accolte e devono avere luogo dato che la chiesa non è una caserma dove vige la cieca obbedienza, ma è una comunità di uomini e donne libere e consapevoli. Ma tale libertà di critica deve essere esercitata in un atteggiamento di lealtà e di onestà intellettuale. Mentre nel caso dei tradizionalisti tale condotta non è rispettata, perchè le accuse che muovono tali ambienti conservatori sono accuse sleali, immotivate, fantasiose ed in taluni casi violente e calunniose. E questa maniera di dialogare non è una maniera cristiana, fraterna e responsabile di dialogare. ... In questo senso, e solo in questo senso mi permettevo di scrivere di "andare altrove", memore delle parole di Gesù quando si scagliava contro gli scribi ed i farisei, perchè erano persone nocive che non avevano compreso la bellezza e la bontà del messaggio evangelico. .... Spero di essermi spiegato.


18/03/2019 12:29 Paola
Mi scuso se sono andata fuori tema, ma quando ho letto quell'"andare altrove", non ho saputo resistere.


18/03/2019 12:17 Paola
Signor Coco, mi permetta, siamo dotati fortunatamente di libero pensiero, ognuno di noi coglie di un dato fenomeno qualcosa di diverso dall'altro, e a volte ascoltare altre suggestioni al di fuori delle nostre, può arricchire, è quel cercare l'unione nella diversità, di cui parla spesso Francesco, che lei ama a tal punto da perdere di vista che un cristiano deve sforzarsi di amare il proprio nemico, al quale non dice di farsi più in là, perché non la pensa come lui, ma prova a comprenderlo, ad ascoltarlo, perché solo l'unione, l'armonia potranno portare la pace, quella vera però, quella di Cristo.


18/03/2019 11:18 salvo coco salvo coco
sig.ra Sara, lo abbiamo capito tutti che lei è contro Francesco. Non occorre aggiungere altro alle sue accuse. ... Siamo in questa discussione (in particolare) e nella chiesa (in generale) per costruire un futuro diverso dal clericalismo. Siamo cattolici per rinnovare la chiesa sulla scia del concilio .... Chi è tradizionalista sappiamo bene che fa di tutto per ostacolare tale cammino di riforme ... E francamente, potrebbe andare altrove a svolgere la sua opera. Grazie


18/03/2019 09:12 Sara
Scusate: efficace.

E sui nunzi: allora il Papa li utilizzò per controllare che i decreti conciliari fossero messi in pratica, così come ai tempi della riforma gregoriana fu Cluny a rispondere solo ed esclusivamente al Papa saltando l'autorità dei vescovi locali.

Le riforme in effetti nella storia della Chiesa hanno sempre portato ad un rafforzamento del Papato e ad un forte centralismo non mi pare che con Francesco sia diverso.



18/03/2019 09:07 Sara
"Stanotte pensavo al primo atto da Papà di Francesco: santa Marta."

Invece secondo me se c'è un esempio di clericalismo maneggione è proprio Santa Marta (soprattutto qualche gesuita che ben conosciamo).

Invece di riformare apertamente la curia, con calma e razionalità e con i tempi che ogni riforma efficacie richiede per poter essere rodata, si è creata una struttura parallela che non risponde a nessun ordinamento chiaro ma solo alla diretta volontà di qualche persona.


Si saltano costantemente le prerogative dei corpi ecclesiali intermedi per far cadere molti interventi dall'alto senza un minimo di spiegazione.

E' un approccio un po' tridentino, allora furono i nunzi

L'esempio delle richieste dei vescovi americani stroncate senza tanti complimenti è emblematico.

Umo da fuori che vede tutte queste cose rimane spesso basito , non che prima non ci fossero problemi però almeno si sapeva a chi fa risalire atti e decisioni sbagliate, adesso....



18/03/2019 08:50 Pietro Buttiglione
@coco. Bravo!concordo. Da decine di anni uso la parola "autoreferenza".
Stanotte pensavo al primo atto da Papà di Francesco: santa Marta.
Ma ci siamo resi conto del suo significato??
Abbiamo percepito il suo modus di prendere le distanze? Adesso sei tu che devi trarne le conseguenze!Ecco che dopo qs schiaffo plateale abbiamo visto tanti mostri intoccabili, Cardinali o non... abbandonare le ricche dimore x rifugiarsi in celle alla Padre Pio..
Magari abbiamo pensato che non volesse morire avvelenato senza capire il suo profondo anticlericalismo...
E pensare che qualcuno lo accusa di non esserlo.. quella stessa che vorrebbe anche tappargli la bocca!



18/03/2019 08:06 Sara
Non si capisce perché il Papa debba essere esente da clericalismo Salvo dato che del Clero è il capo assoluto. La sua lettera non rientra in quel magistero teologico che lui stesso considera lettera morta? Perché dovrebbe avere più validità degli altri testi precedenti?

E in ogni caso i termini andrebbero utlilozzati correttamente.

Anche la parola discernimento attualmente è utilizzata con un significato diverso da quello originario (vedi esercizi).



18/03/2019 07:37 salvo coco
Per chi non l'abbia ancora letta e meditata ... http://w2.vatican.va/content/francesco/it/letters/2018/documents/papa-francesco_20180820_lettera-popolo-didio.html


18/03/2019 07:30 salvo coco
Sono in totale dissenso rispetto alla posizione assunta da Ale in tema di clericalismo. Innanzitutto il sig. Ale offre una definizione di clericalismo che riguarda la difesa delle proprie pretese di potere che avanza la chiesa nei confronti delle legittima autonomia dello stato. E' questo un significato "politico" che non ha molto a che vedere con l'enorme problema che la chiesa sta affrontando oggi. Oggi infatti quando Francesco utilizza il termine clericalismo (stupisce che il sig. Ale riporti la definizione della Treccani ed ignori papa Francesco) lo fa in un contesto ecclesiale. Ed espressamente parla di abuso di potere, di coscienza e sessuale. Il clericalismo in tale contesto è una distorsione gravissima dell'azione del clero che si manifesta in una serie di abusi nei confronti del Popolo di Dio. Gli abusi non riguardano solo la sfera sessuale, ma sono sintomi di una distorsione dell'autorità del clero che si manifestano in svariati modi. Le cause remote vanno ricercate nel terzo/quarto secolo dopo Cristo, allorquando si verificarono nelle comunità ecclesiali tre distinti "movimenti". Un primo movimento consistito in una separazione del Popolo di Dio in due stati: una porzione (in greco porzione si dice kleros) del popolo di Dio si distaccca dalle comunità e si separa in uno stato di vita diverso da quello dei restanti membri della comunità. Inizia un processo di sacralizzazione assolutamte contrario alla vita ed al messaggio di Gesù Cristo (ricordo che sacro significa separato, appunto). Si ricreano i luoghi di culto (sacri ossia separati), i riti sacri, i "ministri" sacri, le dottrine sacre, i libri sacri, ... Insomma una divisione in due: da una parte il clero e da una parte le comunità composte dal laos (il popolo). Un secondo movimento è consistito in una elevazione del clero sul popolo. La componente clericale non si è solo staccata e collocata a parte, ma si è pure innalzata sul popolo. Si è creato un rapporto di superiorità/inferiorità. Chi governa e chi è governato. Chi ammaestra e chi è ammaestrato. Chi celebra e chi assiste alla celebrazione. L'uguaglianza fondamenntale di essere tutti i battezzati partecipi dei tria munera di Cristo Re, Sacerdote e Profeta è stata infranta. Il clero predomina e spadroneggia, nonostante il Vangelo e gli scritti neotestamentari raccomandassero il contrario. Il potere non venne inteso e non venne vissuto come un servizio. Il terzo movimento riguarda una concentrazione dei carismi-ministeri nelle mani del clero. mentre nelle prime comunità i carismi erano distribuiti in seno a tutti i componenti la comunità ed esisteva una notevole varietà carismatica, intorno al terzo/quarto secolo i ministeri vengono monopolizzati dal clero ed il Popolo di Dio rimane in una condizione di passività assoluta. Questi tre distinti movimenti sono alla radice di quel fenomeno storico-teologico che chiamiamo clericalismo. Tutta la vita della chiesa, ogni suo aspetto, dalla dottrina al diritto canonico, dalla liturgia alla spiritualità, fu plasmata dal clericalismo. Che nel corso dei secoli si radicò e si sviluppò sempre di più, al punto che la chiesa venne identificata con il clero. La chiesa era il clero ed il clero era la chiesa. tale situazione, nonostante i timidi tentativi di rinnovamento avviati con il concilio vat. II, permane ancor oggi. Ed è stata denunciata dalla teologia e dagli storici del '900. Ma non accolta dal magistero che continuava ad ignorare la riflessione le profonde distorsioni provocate dal clericalismo. La novità odierna è per la prima volta un papa, Francesco, esprime il coraggio ed in una lettera (La Lettera al Popolo di Dio del 20 agosto 2018) denuncia il clericalismo. Moltissimi vescovi e moltissimi presbiteri (ed a quanto pare anche tantissimi laici, da quel che si può notare dagli interventi in questa discussione) sono stati colti di sorpresa perchè ignoravano (ed ignorano ancora !!!) come il clericalismo sia la causa di molti mali della chiesa. Invito quanti sono intervenuti in questo thread a leggere la lettera del papa, in maniera tale che possano rendersi conto di cosa sia il clericalismo e possano avviare una personale presa di coscienza in tal senso. Si comprenderà che gli abusi causati dal clericalismo non sono fenomeni criminali legati SOLO alla cattiva condotta del singolo prete (che non riesce a controllare gli "impulsi") ma sono da inserire in un quadro strutturale. Il clericalismo è una mentalità che ha pervaso l'intera vita della chiesa. Si è fatto dottrina e si è fatto diritto. E quindi il singolo individuo agisce in un ambiente clericale, fortemente contrassegnato da abusi di potere, da dottrine perverse e da obsoleti artcicoli del codice canonico. Ci sta tutta una teologia da riformulare in modo che il peccato del singolo non possa più essere "giustificato" e "causato" da una struttura che alimenta (il papa dice "fomenta ed aiuta a perpetuare") i diversi sintomi di abuso. Che ripeto non si manifestano solo come abusi sessuali (sui bambini e sulle suore) ma come una mentalità deviata, un autoritarismo lontanissimo dal Vangelo che ha ispirato ed ha corrotto la dottrina ed il diritto ecclesiale, giungendo a compromettere persino la liturgia e la spiritualità. Non rendersi conto di tale sistemica è un errore gravissimo, perchè si rischia di ridurre la faccenda agli "impulsi" non controllati del singolo, mentre le strutture continuano a produrre devianze e perversioni. Occorre acquisire la consapevolezza di riformare radicalmente la chiesa, le sue strutture, le sue dottrine, perchè tali strutture e tali dottrine sono state elaborate con l'esclusione dei battezzati (pensiamo alle donne, ancora più emarginate degli uomini), carenti dell'apporto dei laici e della vita dei laici nel mondo, dottrine disincarnate dalla storia, astratte e metafisiche. Una casta di separati ha creato infatti una dottrina separata dalla vita del mondo. Un linguaggio estraneo. Una morale lontanissima dalle vicissitudini sociali e culturali. Un chiesa a parte, rinchiusa nei suoi riti e nella sua teologia, un mondo a parte, clericalizzato appunto. Oggi la chiesa invece deve porsi in uscita ed incarnarsi nella storia se vuole che la fede in Cristo ritorni ad essere esperibile per gli uomini e le donne della modernità. Deve farsi carne. Umiliare sè stessa. Uscire in strada. Farsi misericordia. Spogliarsi da inutili e faticose dottrine. E questo lo si fa a partire dal riconoscimento del clericalismo. Se non si accantona tale mentalità non si ritonerà ad essere un vero Popolo di Dio e Tempio dello Spirito Santo. Solo lo Spirito può rinnovare, Lui "che è Signore e dà la vita".


17/03/2019 22:53 Pit Bum
Vedo che mi tocca aggiungere il collegamento che mi sembrava ovvio:
SE io so che x reati di corruzione nn rischio come in USA, se so che andando in appello non rischio NIENTE, idem fino a Cassazione o prescrizione che sia..
Lo stesso percorso x il prete che sa di godere delle coperture che ho già descritto.
1) sento l'impulso?
2) cosa rischio?
Tanto poi mi confesso...
Sono stato abbastanza chiaro?



17/03/2019 21:48 Ale.
X Pit:
“ 1) Il desiderio sessuale è cosa reale, che coinvolge corpo/mente?
2) è in se cosa perversa? Oppure può essere anche meravigliosa? ”
L’atto sessuale non è certamente, in sé, cosa perversa – anzi! -, ma altrettanto certamente lo diventa quando viene esercitato proditoriamente a danno di terze persone indifese, sia da parte di laici che di chierici.

“ Arrivati a qs punto mi chiedo che cincentra il clericalismo ”.
Anche io me lo chiedo, appunto come ho scritto. Se coprirsi a vicenda è chiamato clericalismo, è evidente che esso non è la causa degli atti nefasti compiuti, ma una deliberata conseguenza, che a quel punto chiama in correità.

“ Cosa cincentra in tutto questo la volontà? ”
Ogni atto che si compie – o che si omette – è comandato dalla propria volontà: di fare o di non fare.

“ Davvero che differenza con un corruttore o imputato qualsiasi?? ”
Appunto. Può accadere a laici come a chierici, quindi è evidente che il clericalismo non ne è la causa, ma semmai una conseguenza da parte di chi copre. O di chi fa finta di non vedere.



17/03/2019 20:08 pit bum
Era x Ale, non x Fab


17/03/2019 19:51 Sara
"Cosa cincentra in tutto questo la volontà? "

Ma la tendenza a coprirsi come gruppo non è il frutto di tante singolarità che hanno scelto di non seguire il bene?



"2) è in se cosa perversa? Oppure può essere anche meravigliosa?"

Tra l'altro qua sono presente le due spinte contrapposte della società attuale: da una parte una visione fin troppo ottimistica (anche qua su vino nuovo ...) per cui tutto è bene, tutto è buono, tutto è amore guai a dire stiamo attenti, dall'altra la tentazione a relegare ai tribunali e al potere civile quanto non abbiamo il coraggio di affrontare come singoli spiritualmente, eticamente e concretamente nella nostra vita.

Prenda le relazioni uomo e donna: ormai si parla solo di avvocati , di giudizi, di braccialetti elettronici, di ordinanze, non è legalismo estremo anche questo?


Era una tendenza che notava Paolo Prodi in uno dei suoi libri sulla giustizia . (non so se si possa citare per cui non approfondisco).



17/03/2019 18:49 Pit Bum
@fab:
#Ma la “tendenza” non è generata dall’abuso di potere, bensì dalla propria volontà, a volte perversa#
1) Il desiderio sessuale è cosa reale, che coinvolge corpo/mente?
2) è in se cosa perversa? Oppure può essere anche meravigliosa?
3) il clerico ne può essere travolto? Magari con pulsioni ben più forti di un laico, soprattutto psicologiche...
Arrivati a qs punto mi chiedo che cincentra il clericalismo.
Azzardo: coprirsi a vicenda, giustificarsi, invocare la propria appartenenza ad un ordine superiore e trascendente che ti dá l'immunità ed il diritto di non testimoniare, fino a ... Tanto i soldi delle penalità le paga il mio ordine superiore, magari chiudendo un po'di Chiese..
Cosa cincentra in tutto questo la volontà?
Ma forse alludevi alla volontà della CC di farla sempre franca.. Se una bravissima persona come Barbarin si riduce ad invocare la prescrizione... Davvero che differenza con un corruttore o imputato qualsiasi??



17/03/2019 16:45 Ale.
Commento IT:
Clericalismo: “L’atteggiamento di chi sostiene la partecipazione attiva e determinante del clero e del laicato cattolico al governo dello stato, e di chi, prendendo parte alla vita pubblica, subordina le sue scelte politiche agli interessi della Chiesa” (Treccani).
Nella nuova accezione, sembrerebbe invece trattarsi solo di un abuso di potere da parte del clero, e questo pare essere l’unica causa di tutti i mali della Chiesa.
Ci si dimentica che anche il clero è fatto da uomini, deboli in quanto esseri umani, e non in quanto chierici.

La naturale tendenza di tutti gli esseri umani è l’appagamento dei propri desideri, e solo l’autocontrollo e la coscienza sanno far “discernere” (parola in voga…) quali di questi sono i desideri da non appagare (ad es., in quanto contrari alla Legge di Dio, che pur esiste: o no?).
E’ l’appagamento dei propri desideri (o delle proprie pulsioni) la molla che spinge tanti esseri umani - non solo preti - ad approfittarsi dei più deboli.
Quindi sono le proprie tendenze a determinare l’eventuale abuso di “potere”, e non il contrario.
Più forti sono le tendenze, maggiore sarà la probabilità che si approfitti delle occasioni che si presentano per soddisfarle, se non ci si sa frenare.
E’ a posteriori, nella constatazione dei fatti, che si può determinare quali sono le “tendenze” più diffuse.
Ma la “tendenza” non è generata dall’abuso di potere, bensì dalla propria volontà, a volte perversa.
Non è certamente per clericalismo che il prete del padovano organizzava orge in parrocchia, né che l’altro prete riminese assumeva sostanze, o che il prete romagnolo girava su di un Suv BMW e abusava di minori: era il non saper frenare le proprie tendenze, i propri istinti.

“Clericalismo”, nel senso di abuso di potere, a me sembra piuttosto il voler circondarsi di collaboratori solo consenzienti, benché talvolta di dubbio comportamento, emarginando sic et simpliciter coloro che hanno il coraggio di manifestare opinioni personali non “in linea”. O nel voler tenere chiusi gli occhi di fronte ad accuse circostanziate su persone “amiche”, fino a quando la verità divenuta plateale obbliga a gesti conseguenti, che potevano essere compiuti molto prima.



16/03/2019 10:15 Sara
In ogni caso Coco bisogna fare lo sforzo di incontrarsi e ridurre il fossato tra i due schieramenti, la lotta interna su qualsiasi cosa è un problema gravissimo.


16/03/2019 09:37 Paola
Clericalismo è anche la difesa ad oltranza di un Papa dalle evidenti contraddizioni. Negare che tra i fedeli possano esserci sensibilità diverse e delegittimare come il male assoluto chi non vede quello che vediamo noi, crea quella stessa scissione nella Chiesa, che non è solo scontro tra gerarchie conservatrici o meno, ma parte dal basso, e che il Sig. Coco denuncia come effetti del clericalismo più dannoso.


16/03/2019 09:34 Sara
Nessuno dice che non ci siano abusi di potere però il circoletto del Papa da quel punto di vista te lo raccomando.
Il problema è che un sacerdote non diventa pedofilo per abuso di potere proprio perché ci sono storie di abusi su suore e donne, ci sono sacerdoti con i figli o con l'amante fissa è evidente che certi abuso sono perpretati da persone con una sessualità distorta, da che dipende questa difficoltà sessuale?

Quello che si voleva dire è questo, poi che certi ambienti ci marcino su (con l'ostilità ingiustamente generalizzata verso gli omosessuali) è vero ma non è questo il punto.



16/03/2019 09:21 Sara
Voglio dire la colpa è del clericalismo però Ladaria l'ha messo lui e rimane li.
Zanchetta l'ha chiamato lui ad Ariccia e anche nel caso che sia innocente è indelicato nei confronti di chi lo ha denunciato. (sempre senza esssere ascoltato).
La gestione cilena? Si è passati da "è Claro?" ai riscontri di Scicluna solo dopo la sollevazione popolare....



16/03/2019 09:19 Salvo Coco
Ma chi sta parlando in modo generico di clericalismo ? Francesco ne ha parlato in modo molto preciso nella Lettera al Popolo di Dio e non solo in quella occasione. Il tema del clericalismo che prima era affrontato in ambito storico e teologico adesso sta diffondendosi anche in sede magisteriale. Ne parla il papa, ne parlano i vescovi (a dire il vero ancora pochi), insomma, sta iniziando a circolare nelle comunità e deve giungere ad essere oggetto di riflessione nelle parrocchie... Si tratta di comprendere bene le cause remote del clericalismo (le cui prime manifestazioni si ebbero verso il terzo/quarto secolo), si tratta di individuare ed analizzare la variegata sintomatologia che nel corso dei secoli si è prodotta e si tratta di approntare una efficace terapia per superare il clericalismo, per estirparlo dalla vita delle nostre comunità e poter avviare una autentica riforma della chiesa.


16/03/2019 09:02 Sara
Non ho detto che me ne frego al contrario penso che parlare genericamente di clericalismo sia un modo per sparare nel mucchio senza colpire veramente i colpevoli.
Per questo ho fatto il paragone con la massoneria (che in certi ambienti viene tirata in ballo per qualsiasi problema).

Detto banalmente: tutti colpevi nessun colpevole...



16/03/2019 08:58 Sara
Non ho detto che me ne frego al contrario penso che parlare genericamente di clericalismo sia un modo per sparare nel mucchio senza colpire veramente i colpevoli.
Per questo ho fatto il paragone con la massoneria (che in certi ambienti viene tirata in ballo per qualsiasi problema).

Detto banalmente: tutti colpevi nessun colpevole...



16/03/2019 08:18 Salvo Coco
A Sara non importa nulla del clericalismo. Se ne frega delle parole di Francesco. La chiesa è in ascolto delle vittime e lei, Sara, si volge dall'altra parte. Ne prendiamo atto.La chiesa andrà ugualmente per sradicare il clericalismo, che è la causa dei tanti abusi che si verificano. Non solo sessuali. Io sto con la chiesa e con Francesco. E non mi offendono affatto le parole del papa. Anzi le ritengo una chiara e coraggiosa denuncia contro il clericalismo "un modo anomalo di intendere l’autorità nella Chiesa – molto comune in numerose comunità nelle quali si sono verificati comportamenti di abuso sessuale, di potere e di coscienza – quale è il clericalismo, quell’atteggiamento che non solo annulla la personalità dei cristiani, ma tende anche a sminuire e a sottovalutare la grazia battesimale che lo Spirito Santo ha posto nel cuore della nostra gente. Il clericalismo, favorito sia dagli stessi sacerdoti sia dai laici, genera una scissione nel corpo ecclesiale che fomenta e aiuta a perpetuare molti dei mali che oggi denunciamo. Dire no all’abuso significa dire con forza no a qualsiasi forma di clericalismo." E spero tanto che queste parole, ritenute offensive da Sara, vengano fatte proprie dai vescovi e dai presbiteri e si mettano in campo mille iniziative a livello locale per superare il clericalismo ed avviare una riforma autentica delle nostre comunità.


15/03/2019 09:48 Pietro Buttiglione
Spero che Francesco rientri nell'IT....
LEGGO SU VI un bell'articolo intervento di Valente che ci propone una chiave di interpretazione molto intrigante..
A Francesco non sta bene il ruolo di padre/padrone che vuole lasciare a Cristo.
Lui agisce da 'facilitatore' ma vuole lasciare a chi lo circonda la responsabilità delle scelte e decisioni, probabilmente conscio che le imposizioni nette non servono e che affidarsi a Lui richiede ben altro.
Che dire? Mission Impossible?
Imo l"unica vera saggia fidente via. 👃



15/03/2019 08:44 Sara
Tra l'altro ne approfitto per confessare una cosa: se a volte parlo troppo dei miei libri ecc. è perchè avrei voluto andare avanti nella ricerca dopo l'università.

Mi sono laureata in storia medievale, tesi sugli ordini mendicanti nel '200 e nel '300, ne ho pubblicato un pezzetto su una rivista che gestiva il mio relatore, e nel mezzo c'era un processo all'inquisitore locale che aveva commesso un abuso.

Per capire come funzionava il sistema ho trascritto tutti gli atti che ho trovato nell'archivio di Ascoli, per non perdere tempo facevo le diapositive poi a casa con il proiettore trascrivevo. Ho preso il diploma in paleografia e diplomatica e sono stata anche all'archivio vaticano. (lo sa che ci sono 80 km di scaffali scavati sotto la piazza? 2000 anni di storia minuziosamente raccolti)

Ho iniziato con Medioevo del Diritto di Calasso e proseguito con L'ordinamento giuridico medievale di Paolo Grossi e via via negli anni, potrei citare una lista lunga così.

Quando è nato mio figlio ho smesso e ho fatto altro ma la passione mi è rimasta dentro, non ne parlo mai in nessun altro posto, quando vado in libreria entro strisciando per non farmi riconoscere, se ogni tanto nei miei commenti esce questa passione è solo perchè la passione è grande.


Mi ricordo un rotolone di 8 metri in cui c'erano tutte le testimonianze degli abitanti di un castello locala che avevano subito un attacco da un gruppo di uomini armati.

Andavano davanti al giudice e raccontavano la loro storia, 800 anni fa ma quando le prendi in mano sembra che sia successo oggi.

Per questo non capisco Papa Francesco quando parla di astratto: una cosa è astratta se non te ne curi, se non cerchi di entrarci dentro, nella testa mia mi chiedo, possibile che Il Papa non riesca a farlo?


E' il legislatore supremo della Chiesa e parla del diritto come fosse l'elenco del telefono, non ci fa sempre una bella figura.


E' in ogni caso per queste cose (abusi sessuali,cattiva gestione economica ecc.) storicamente si parla di "rilassatezza del clero" (per questo non comprendo cosa c'entri la rigidità) gli ordini mendicanti nascono proprio come risposta alla crisi del clero secolare che si era arricchito e imborghesito.

Poi si imborghesiscono anche i francescani, allora nasce l'area radicale degli spirituali, spirituali e conventuali se le danno di santa ragione per un bel po', poi nel 400 c'è il rinnovamento dell'osservanza, poi i cappuccini ecc.

La storia insegna che le istituzioni umane quando si allargano tendono a perdere tensione morale, un po' è inevitabile ma la Chiesa ha sempre condannato i settarismi: donatisti, spirituali, giansenisti, lefebvriani...se non vuoi settarismi devi accettare anche le imperfezioni altrui, tertium non datur.



15/03/2019 08:16 Sara
Sa che c'è Salvo? Non me ne importa nulla del clericalismo, ultimamente pare la versione 2.0 della massoneria.

"Quando Francesco denuncia il clericalismo e dice che nella chiesa "abbiamo costruito comunità, programmi, scelte teologiche, spiritualità e strutture senza radici, senza memoria, senza volto, senza corpo, in definitiva senza vita", queste parole del papa, ci hanno sollecitato ? "

Queste parole del Papa le trovo un po' offensive, la mia comunità locale è vivissima, nella memoria è compresa anche quella storia che il bergogliano medio vorrebbe radere a zero, la teologia che ho studiato io è bellissima, appena arrivata in Cattolica approfittavo delle pause di studio per leggermi il Gesù di Nazareth di Rinaldo Fabris che mi avevano indicato al corso.

E' ancora su uno scaffale della mia libreria e le potrei anche raccontare un sacco di cose vivissime, che in quel periodo avevo appena conosciuto mio marito, che studiavo ascoltando la Pianta del te di Fossati e le Nuvole di De Andrè, che traducevo il De Rerum natura per l'esame di latino e in mezzo c'era quel pezzo di Vangelo lì, parte della vita di una diciannovenne esattamente come tutto il resto.

Se Bergoglio pensa che quello non fosse vivo è un problema suo, si mettesse in ascolto delle sue parrocchie invece di fare solo selfie e telefonate..



https://www.youtube.com/watch?v=gu63_HXL_Ag


Tornando OT io non lo se l'omosessualità c'entri o meno in questi casi, lo disse a suo tempo Scicluna e mi sono fidate delle sue parole, se ha cambiato idea l'ha cambiata lui.

Che la Chiesa cambi idea su tutto ormai ci sta, però dare la colpa a noi perchè ci abbiamo creduto anche no.



15/03/2019 08:12 Paola
La causa di tutto questo, per tornare al tema, come dice Francesca Vittoria, ha un solo nome: mancanza di fede. E aver scambiato la chiesa per un posto dove soddisfare interessi personali, per essere gentile. Clericalismo? Omosessualità? Tutti specchietti per le allodole per sviare dall'unico problema: chiesa senza Dio, quel Dio che pretenderebbe di far conoscere al mondo, e poi ci stupiamo se le chiese sono vuote, ma dai, che combinazione!


15/03/2019 07:49 salvo coco
Domanda diretta a Sara: cosa è il clericalismo ?


15/03/2019 07:29 Pietro Buttiglione
Ognuno col suo vissuto, conosciuto, studiato. Ognuno "Persona". Ognuno con una ben precisa collocazione verso la propria Chiesa. Che è fatta così, inutile lamentarsene. Ricordo nei gruppi RnS una signora anziana che ogni volta iniziava la sua preghiera col racconto di tutte le sue sofferenze. Ospedale da campo significa anche questo. Saper convivere la altrui diversità. ( Ma anche la propria!)
A me basterebbe in VN con ancora più umanità, meno parole e elucubrazioni, più "cuore".
Vorrei ascoltare invece più miscredenti, e vedere sempre una luce in fondo al tunnel, una speranza.. dicesi sentimento.



15/03/2019 01:05 Francesca Vittoria
Qualcuno muove rimprovero che non si stia al tema, vuole ricevere risposta al quesito : perché tanti omosessuali nella chiesa, peggio senza scrupoli, abili ad apparire ciò che non sono, non pensano dover essere o diventare. Codardi a non trovare il coraggio di lasciare prima di commettere i reati di cui sono accusati. Deboli se uomini di carriera. Senza scrupoli a profittare di chi è nel bisogno o in una ingenua,falsa fede. Si Sì possono dire le stesse cose in tanti modi, a saperli leggere.le sole opinioni che senso hanno? Tutti ne sono capaci .......anche Gesù invitava a guardarsi attorno per capire in quale tempo uno si trova
La Chiesa e nel mondo, partecipa alla vita e al l'evolversi di questo, e si direbbe che anche in questo rapido progresso e scientifico e tecnologico abbia influito al credere in se stessi, fidando nelle capacità che via via la ricerca scientifica ha permesso di realizzare e a usare la libertà a soddisfare desideri che Dio non ritiene siano il bene dell'uomo. Il Male esiste, ma non appare più tale quando si diventa schiavi delle proprie debolezze, se poi si possiede il potere, come esiste la via alla santità così quella a commettere crimini non trova coscienza a trattenere. A questo punto perché domandarsi perché un prete ha commesso tutto quello che secondo San Paolo vi può essere di male nella natura umana, di cui ne fa condanna. È' la santità il metro, la regola di vita che Dio con i dieci Comandamenti ha indicato, per chiunque, in qualunque stato si trovi, all'infuori da questo tracciato cosa importa dare un nome al misfatto, se questo procura vittime di morte sia nell'anima che del corpo, ! Uno può vendere la propria anima, perché comunque una l'abbiamo, per qualsiasi causa, passioni ce ne sono di ogni genere, potere e denaro sono quelle che fanno più stragi perché coinvolgono addirittura popoli! E questi davvero sono ciechi ,non vedono chi li inganna, o credono o sperano nel dare fiducia. Se anche il sale perde sapore .........da chi andare? Scenderà Cristo a dare la mano al Pietro che predica a tutti di aver fiducia nella Sua Misericordia? Chissà, la Chiesa però in ogni caso non favorisce quella giustizia che è vendetta, un giusto castigo perché la persona abbia in fondo la possibilità di eventualmente pentirsi, se le è dato di riconoscersi colpevole, e provare pentimento. Probabilmente è anche questo secondo la volontà divDio, e che la Chiesa scandalosamente agli occhi di chi non crede, appare debole, possibilista, consenziente
Francesca Vittoria



14/03/2019 23:25 Sara
Caro Franco ieri Papa Francesco si è portato ad Ariccia Zanchetta vescovo molto chiacchierato e sotto indagine, lo ha fatto a mio modo di vedere di proposito come messaggio per i suoi accusatori, però siamo ormai a questo livello.

I peana di certi sostenitori mi passano sopra sinceramente.



14/03/2019 22:31 franco
incredibile. va fuori tema persino replicando a chi le dice che va fuori tema... auguri, sara!


14/03/2019 21:34 Sara
Roberto se ci sono 4 persone a commentare è normale che siano sempre gli stessi i commentatori, ce ne fossero 20 0 30 o 40 come avviene in tanti altri posti 10 commenti in un pomeriggio si perderebbero nel mucchio
Sono meglio i post dove vi commentate solo tra di voi? Grande Roberto, Forza gil, Perfetto Maria Teresa.....


Bho


E poi scusi lei non ha appena pubblicato un instant book sull'argomento? ho visto la recensione sul Sole. 16 euro, nemmeno poco, Borghi li ha messi in vendita i suoi interventi su vino nuovo

https://www.ibs.it/dio-inutile-giovani-fede-nei-libro-gilberto-borghi/e/9788810513262?inventoryId=52579060


Il problema siamo io Paola e Francesca Vittora (bacchettata anche lei la settimana scorsa e ce ne vuole...)



14/03/2019 21:24 Sara
In che modo Salvo se uno fa notare che MC è stato condannato per quello specifico motivo e non uno ariosissimo e fumoso e solo la non osservanza di quello specifico comandamento ha portato ai reati, alle sofferenze e alla condanna successiva, andrebbe fuori tema?

MC non aveva relazioni con i seminaristi? Non è in tema parlare delle relazioni prolungante di un cardinale di Santa Romana Chiesa con seminaristi giovanissimi?

Il bergoglismo sta diventando un'ideologia.

Come ha detto Dario ieri sera molti di noi non si sarebbero mai e poi mai aspettati una degenerazione morale di questo livello, se ne ne parla è anche perchè si è sconvolti.....



14/03/2019 21:13 salvo coco coco
Purtroppo le mie sollecitazioni non sono state accolte. Nessuno si fa quattro domande. Anzi si tenta di eludere il problema andando fuori tema (nonostante il richiamo di Beretta). Amen


14/03/2019 20:10 Francesca Vittoria
Quando l'ex signor cardinale è uscito dal palazzo di giustizia con la condanna a cinque anni di carcere, fuori c'era un drappello di gente che gli ha fatto piovere insulti , se anche meritati è stato uno spettacolo triste che la terza carica dello stato e cclesiale ridotto a , per così dire, coprirsi la faccia come se di tanto fango imbrattata. La sensazione stata effettivamente rispondente a tut to quanto qui si è scritto, ma che ancora non fosse a tal punto. Come se San Pietro cattedrale fosse rovinata improvvisamente in un mucchio di polvere. Gli ebrei ortodossi vanno a quel resto di muro loro rimasto per,forse, stabilire un contatto ancora oggi con il Dio dei loro padri, noi se anche crollano i l'uri, abbiamo soltanto un legno a a croce, presto fatto per avere la Presenza invocata. Come dico è stata una sensazione di disfatta, un'altra volta mi è capitato di sentirmi tanto offesa da certa alterigia clericale da non desiderare di ascoltare nessuna messa in San Pietro. Detto questo, però, Dio è presente in tanti altri sacerdoti che in ogni tempo hanno attirato folle di fedeli bisognosi di dissetarsi. In una località delle Dolomiti, c'è una cappella di legno in un profondo bosco, distante in alto di un paesino che durante la guerrahaospitato i paesani dalle incursioni belliche. Bellissima la passeggiata segnata da via crucis. Alla fine di una amena salita, in mezzo al bosco ci si trova improvvisamente accolti da una statua lignea con il colore del
Intemperie ,tanto che il legno si mimetizza con le piante , e seduto e ai piedi da un tronco cavo arriva gorgogliante acqua da sorgente, un cartello inciso in legno si legge " kommt alle zu mir die ihr schwere lasten zu tragen habt". Mt". Da vedere e come essere ricevuti da un calda accoglienza. Dipende da chi passa , gli hanno cambiato posto mettendo un San Francesca al suo posto e Lui, defilato sotto un masso di roccia, le mani rifatte quasi a elemosinare invece che dispensare. Questo esempio ho citato per dire come vengono cambiate le cose da ispirazioni diverse. Ma chi cerca Cristo lo cerca e poi lo trova e quando lo si trova e con Lui il dialogo. Dipende appunto da che chiesa la Chiesa è rappresentata, non da orpelli ma da una Persona. Il Suo Vangelo non lo si interpreta che per quello che sta scritto
Francesca Vittoria
l



14/03/2019 20:01 Roberto Beretta
Vedo che non si capisce, o non si vuole capire, per cui intervengo di nuovo (contro quello che sono uso fare): ciò che infastidisce non è il segno dell'uno o dell'altro parere, la destra o la sinistra, le critiche, eccetera, e neppure i toni più o meno accesi. Ma il continuo, deliberato e talvolta ostentato andar fuori tema per dire qualunque cosa salti in mente purché abbia per oggetto generalissimo "il papa" o "la Chiesa". Che è né più né meno il blabla che tutti stigmatizziamo nei social, e che vorremmo evitare qui. Per fare un esempio: ieri sera questo post allineava 18 commenti, di cui 12 firmati da solo due commentatori/trici che parlavano una rispondendo all'altra. Per voi questo è rispetto del prossimo che vuole leggere e magari approfondire? Per me no. Esistono altri mezzi, e altri luoghi, dove chattare liberamente anche tra due o poche persone parlando del più e del meno, o anche dei massimi sistemi ma in modo molto generico. Vino Nuovo non vorrebbe essere questo: altrimenti perdiamo tempo tutti. Grazie


14/03/2019 19:30 Alberto Hermanin
Caro Beretta
i suoi risentiti appelli contro i fuori tema mi stupiscono non poco. Inevitabile secondo me, che proprio in presenza di un post stimolante come il suo, si finisca ad allargarsi. Comunque,io invece me attengo al tema per osservare che:
attribuire l'ampiezza del fenomeno degli abusi sessuali (peraltro l'espressione pedofili è molto spesso del tutto impropria) soltanto ad una sorta di delirio di onnipotenza dei clerici sia alquanto riduttivo. Ne sarà certamente una causa, ma dubito fortemente che sia l'unica;
parlando come si fa nel suo post di abusi sessuali sarà lecito anche chiedersi qualcosa in materia di morale sessuale o no? Trova irrilevante che l'80 per cento degli abusi sia di natura omosessuale? Io no.

Badi che non pronuncio anatemi: conosco personalmente dei preti omosessuali che sono ottimi preti. Dico però che quando si è chiamati a dirimere un problema così vasto e tragico, ignorare la componente sessuale, poco importa se omo o etero, per farne esclusivamente un problema sociale, per così dire di status, è alquanto ingenuo. Io del resto non ho soluzioni da dare. Riconosco la pertinenza della sua argomentazione sugli abusi alle suore, ma questo non rimuove affatto il problema.
In buona parte del suo post anche lei parla di massimi sistemi, tradizionalisti versus sostenitori del Papa: la irrita che in un contesto del genere chi la commenta si soffermi anche su questo? Io comunque me ne tiro fuori: trovo insopportabili i clamori di diversi "tradizionalisti", ma francamente non meno quelli di tanti difensori del Papa o presunti tali.
Osservo però con un certo divertimento che le critiche al Pontefice attuale sollevano sempre una sorta di rabbiosa reazione. Eppure, non è che questo blog se ne sia astenuto prima di Francesco, le pare? Oppure ho la memoria corta? Beh, io non mi sento un pasdaran nè degli uni nè degli altri, e quindi posso ringraziarla dell'interessante post senza particolari problemi.



14/03/2019 17:04 Sara
" Le consuetudini con le quali praticano il loro cattolicesimo, le dottrine in cui credono di credere (perchè taluni nemmeno le conoscono bene), i riti che osservano (con tutto il corredo di devozionalismo disincarnato) e le norme morali che dicono (a parole, poi Gesù conosce i fatti) di seguire scrupolosamente, non sono la fede in Gesù Cristo."


Il Cardinal MC è stato ridotto allo stato laicale per "violazione del sesto comandamento del decalogo con minori e adulti" quindi anche volando raso terra (ma raso terra proprio) se si rispettassero i comandamenti già ci saremmo levati di torno tutti questi problemi.

Troppo complicato?



14/03/2019 15:06 pit bum
Anche il più impreparato dei lettori ( quindi il Beretta è fuori..☺️, leggendo i commenti dei fratelli in qs thread capisce che qui si sta discutendo della sopravvivenza stessa della CC.
Al signor Beretta non piace, lo trova troppo OT vs "clero e omosex"?? A parte che 9/10 ne parla... Qui bisogna che ci si intenda: VN come popolo o come laici COLLABORATORI interni dei Clerici??



14/03/2019 13:35 Roberto Beretta
vedo che gli inviti ad attenersi al tema non servono a nulla. peccato. questo è il modo migliore per stroncare qualsiasi vero dialogo, che approfondisca un tema senza sfarfallare in parole in libertà


14/03/2019 13:05 salvo coco
Leggo taluni interventi da cui traspare una modalità di vivere la propria fede in Cristo che non mi sembra possa dirsi cristiana. temo che ancora molti scambiano la propria adesione a Gesù con l'adesione ad un sistema di dottrine, un sistema di riti ed un sistema di norme morali. La fede non è questo. Se quindi ci sono ancora cattolici che definiscono la loro identità sulla base di una adesione a dottrine, riti e norme, questi cattolici abbiano la delicatezza e l'accortezza di non imporre la loro ideologia religiosa agli altri. Non si elevino a fedeli osservanti di dottrine, riti e norme, e non condannino gli altri dall'alto dell'immagine antievangelica che si son fatti della fede in Gesù Cristo. Le consuetudini con le quali praticano il loro cattolicesimo, le dottrine in cui credono di credere (perchè taluni nemmeno le conoscono bene), i riti che osservano (con tutto il corredo di devozionalismo disincarnato) e le norme morali che dicono (a parole, poi Gesù conosce i fatti) di seguire scrupolosamente, non sono la fede in Gesù Cristo. Non sono comportamenti improntati alla carità ed alla libertà. Non esprimono un vissuto che investe l'intimo sacrario di una scelta consapevole. Ma sono, appunto, adesioni ad una pratica ideologica-religiosa che scambiano per discepolato cristiano. ... E la domanda inevitabile è: ma in quali comunità sono cresciute cristianamente questi fratelli e queste sorelle ? Quale cammino di fede hanno intrapreso ? Quando (ad es.) criticano Francesco, oppure quel tal vescovo, hanno compreso quale è il significato profondo di quelle parole pronunciate dal papa ? Prendiamo la Lettera al Popolo di Dio che Francesco ha scritto a tutti noi il 20 agosto dell'anno scorso ? Quanti di noi l'hanno letta ? Quanti l'hanno meditata ? Nelle loro parrocchie è stata commentata ? Quando Francesco denuncia il clericalismo e dice che nella chiesa "abbiamo costruito comunità, programmi, scelte teologiche, spiritualità e strutture senza radici, senza memoria, senza volto, senza corpo, in definitiva senza vita", queste parole del papa, ci hanno sollecitato ? Ci hanno costretto a porci qualche domanda ? Oppure siamo talmente inzuppati di clericalismo che nemmeno ci sfiorano certe riflessioni ? Le nostre comunità riteniamo che siano comunità con una memoria, con le loro radici, con il loro volto, con un loro corpo, con una vitalità cristiana ? Oppure il clericalismo ha reciso tale memoria e tali radici, ha deturpato il volto, ha lacerato il corpo ed ha sminuito la vita ? ... Quattro domande vogliamo farcele ?


14/03/2019 11:49 Sara
Io la penso diametralmente opposto da Maria però sono razionale e mi piacciono le cose chiare, perchè la vita di suo già è complessa e siamo tutti fragili.

Se io sono nelle sabbie mobili chi mi aiuta deve appoggiarsi sul terreno sicuro altrimenti mi prende la mano e viene giù con me.

In genere il sistema "sacramentale e penitenziale" della Chiesa dovrebbe essere di aiuto proprio per le persone più fragili è lo stesso discorso che facciamo sulla quaresima.

Fermarsi, riflettere ri-orientare la propria vita, se uno pensa di essere già perfetto non ha bisogno di nulla.

A me pare che sia proprio il contrario di quello che dice Pietro tanto più che l'idea di una Chiesa degli eletti contrapposta a quella in carne ed ossa con tutti i suoi limiti e difetti è caratteristica del protestantesimo radicale (Hussiti, anabattisti...).

E' evidente che non ci capiamo, come risolvere questa incomprensione?



14/03/2019 11:32 paola
Sono lontana dalla visione di chiesa e di Dio, che può avere Maria, o anche Sara o altri qui nel blog, sono tra quelli che si aspettavano un vero cambiamento da questo pontificato, ma più che dottrinale, che inevitabilmente scontenta qualcuno e accontenta altri, mi aspettavo un cambiamento del cuore, avevo voglia di una chiesa davvero testimone dell'amore di Dio, e anche quel "prete non mangia prete" di Pietro, lo avrei voluto messo un po' di più in discussione.
Sono convinta che l'amore sia inclusione, rispetto e tante belle parole, ma l'amore per il fratello si vede dalle piccole cose, e anche dalla sensibilità verso le ferite degli altri, perchè il grido di Maria, ad esempio, è di dolore, e non può venire ignorato o silenziato, anche se non ne condivido i contenuti. Chi difende questo Papa deve rendersi conto che non lo si aiuta silenziando chi lo critica, anche fosse ingiustamente, ma si aiuterebbe di più questo pontificato, secondo me, prendendo sul serio il disagio di tante persone, l'amore unisce, non divide, mai.



14/03/2019 11:04 Pietro Buttiglione
Vogliamo una GRETA cristiana!
Chiaramente contro la Chiesa Cattolica Apostolica ROMANA.
OK.
Sulle bandiere: "Torniamo alla Parola!"
Ma.. quali contenuti? Quali battaglie cavalcare? Mix di opposti tipo 5*/lega?
Basta con le minacce e le condanne e gli anatemi e il catalogo di ogni peccatuccio..
ma solo Cristiani Perfetti??
Esiste un conundrum..
se non lo si risolve non si va da nessuna parte.
Proposta: buttare via CCC e Canoni del diritto..e limitarsi a:
Sarebbe bene che..
Sarebbe meglio che..
Il ns consiglio è...
Per il bene della Persona.. ecc
Per la sua libertà.. ecc



14/03/2019 09:54 Sara
Gli ultimi interventi erano relativi al commento di Pratesi sul think tank del Papa.

Evidentemente per molti di noi non è chiaro cosa pensi.



14/03/2019 09:28 Ale.
Mi auguro che i vari Beretta e Pontara abbiano letto con obiettività gli interventi, in particolare di Marco N. e di Lorenzo Pratesi, e ne abbiano apprezzato la moderazione, certamente superiore a quella talvolta mostrata dai proponenti il tema.
Questi interventi, che condivido e che certo non provengono da tradizionalisti assatanati, hanno esaminato con lucido equilibrio la questione, chiamando i fatti con il loro nome ed esprimendo rammarico perché nella Chiesa non si fa altrettanto ma si evita anche solo di nominare le questioni più spinose ma più vere, suscitando in tal modo sconcerto e anche dolore nei fedeli più attenti. “ Si è scelto quindi di tacere, di soprassedere. Io credo che questa strategia forse serve ad iniziare processi, ma nel breve periodo inevitabilmente alimenta solo il disorientamento” (Pratesi)
Verosimilmente, la strategia è di fare in modo che nel lungo periodo, in silenzio, senza suscitare clamori, la mentalità dei fedeli si adegui alla mentalità mondana “politicamente corretta”, fino a ritenerla giusta perché approvata dalla Chiesa, dapprima implicitamente e magari un domani –tolta di mezzo l’ambiguità - anche esplicitamente.
Che fare? Resta solo da cercare nel Vangelo di Giovanni le intense parole che Gesù rivolse agli apostoli, circa l’atteggiamento verso il mondo e del mondo, e infine agire di conseguenza.



14/03/2019 09:14 Roberto Beretta
vorrei umilmente ricordare ai commentatori che questo non è - o almeno non vorrebbe essere se lorsignori permettono - uno spazio bianco da riempire a piacimento ma una lavagna su cui scambiarsi opinioni pertinenti col tema. è questione di educazione e di rispetto per gli altri lettori. che è anche una virtù cristiana e una penitenza quaresimale. buona giornata


14/03/2019 09:00 Sara
I gesuiti secondo me sono ottimi all'opposizione, come pungolo, come intellettuali, come Martini, per guardare in avanti e stimolare il dibattito.

Semplicemente non sono adatti a comandare perché tendono a fagocitare tutto.

Impressione dopo 6 anni.



14/03/2019 08:56 Maria
Non dobbiamo dimenticare che Papa Francesco e’ un gesuita e i gesuiti ,fin dai tempi di Pascal e della lotta fra i molinisti e i giansenisti, hanno sempre cercato di attenuare il rigore della morale cattolica per venire incontro al mondo, e per attirare piu’ anime possibile alla Chiesa, anime che si sarebbero spaventate ed allontanate se gli veniva proposta una vita conforme al dettato evangelico, come si spavento’ il Giovane ricco all’ invito di Gesu’ di seguirlo vendendo tutto. . Basta leggere le Lettere Provinciali di Pascal per capire che nella Chiesa ci sono sempre stati due partiti uno piu’ rigorista, che col giansenismo rischiava di finire in una chiesa di “élite”, e uno piu’ lassista o probabilista o benevolo verso le debolezze umane. Tuttavia anche i gesuiti non sono mai arrivati a cambiare i fondamenti della dottrina cattolica. E Papa Francesco questo semplicemente non puo’ farlo, anche se volesse. Cambiare l’ insegnamento evangelico e Paolino su adulterio e omosessualita’ non si puo’ , perche’ c’ e’ il testo evangelico e il testo Paolino e tutta la Tradizione che impedisce di considerare ammessi adulterio e rapporti sessuali omosessuali ( Maschio e femmina li creo’ , e i due si uniranno e saranno una carne sola. Non divida l’ uomo cio’ che Dio ha congiunto. )Il Catechismo si puo’ cambiare , ma il Vangelo e le lettere di San Paolo no e ammettere che si puo’ adattare il Vangelo alle mode dei tempi sarebbe devastante per la Chiesa stessa.
Pero’ i gesuiti sono molto abili, molto astuti per far passare i cambiamenti prendendoli non “ di petto” , ma subdolamente, ambiguamente. Con parole vaghe, onnicomprensive, col “ discernimento” valutando “ caso per caso” si puo’ riuscire a far passare tutto o quasi tutto. Basta costruire una narrativa rassicurante, positiva, come quella del “ costruire ponti” , dell’ “inclusione”;, tutte parole positive che fanno passare l’ idea che tante cose prima proibite dalla Chiesa siano oggi “ welcome” e che lo stesso atto di proibire qualcosa sia sbagliato, che le regole e la morale siano ormai superate, e che chi richiama alla Legge sia un omofobo, o sessuofobo, o poco Misericordioso.
Una Chiesa inclusiva per i peccatori, perche’ siamo tutti peccatori, una Chiesa che assicura il perdono e il Paradiso a tutti,in qualunque modo abbiano vissuto, perche’ Dio e’ tanto buono, una Chiesa che non si arroga piu’ il diritto di giudicare perche’ chi sono io per giudicare?
Cosi’ i gesuiti trovano , dolcemente, il modo di includere tante anime.Con loro si possono servire due padroni senza rimorsi di coscienza . Il giovane ricco non si sarebbe allontanato triste dalla scelta radicale postagli da un Gesu’ poco “ gesuitico” , perche’ col “ caso per caso” gli si sarebbe venuto incontro, magari nel suo caso non c’ era bisogno di vendere proprio tutto tutto....o almeno non tutto subito...bastava avviare processi...poco per volta...



14/03/2019 08:41 Sara
https://www.google.com/amp/s/www.ilfoglio.it/chiesa/2019/03/13/news/via-laureola-a-papa-wojtyla-242722/amp/

Idea rilanciata da Faggioli pappa e ciccia con Spadaro il Richelieu del Vaticano.

Che ne pensa il Papa?

Se il suo entourage crede davvero che Francesco possa rimangiarsi qualche cosa su cui ha impegnato la sua infallibilita' solo pochissimi anni fa figurati sul resto dove può arrivare.

E da casa cosa capiamo? Alla fine si cade nel disinteresse...



13/03/2019 22:54 Lorenzo Pratesi
Io credo invece che se lo avesse voluto fare lo avrebbe già fatto. Un conto è attenuare il giudizio sull’omosessualità, un conto è proporre modelli alternativi di famiglia. In questo il Papa è molto tradizionale: dalle omelie su Maria ai continui riferimenti a Giuseppe e alla Sacra Famiglia.
Francesco è un uomo dalla personalità complessa, che tende a non fare mai quello che ti aspetteresti da lui. Il suo unico criterio è quello di tentare di sottrarre la Chiesa dal continuo scontro sui temi etici che ha caratterizzato il rapporto tra Chiesa e Mondo da Humanae Vitae in poi. Per certi versi lo capisco: ma sono scettico sul fatto che, così facendo, le chiese torneranno a riempirsi.



13/03/2019 21:25 Maria
Io sono convinta che questo papa cambiera’ il Catechismo della Chiesa Cattolica , ( per lui non e’ un problema l’ ha gia’ cambiato Sulla pena di morte) su quello che sono i rapporti omosessuali. Fino a qui considerati dalla Chiesa , in duemila anni di Magistero peccaminosi e contro natura , un tempo addirittura “ peccato che grida vendetta a dispetto di Dio “ poi comunque ritenuti oggettivamente disordinati cioe’ contrari all’ ordine voluto da Dio,
Saranno ( sono) da questo papa benedetti e ritenuti buoni,normali, pii, cattolici e devoti, fonte di santificazione personale ( sulla compravendita di bambini con l’ utero in affitto magari ci sara’ Qualche perplessita’ )
. Cambiera’ il Catechismo. Saranno felici le associazioni LGBT+ . Magari ci sara’ ancheun matrimonio religioso gay ( c’ e’ gia’ fra i protestanti) .
Questo dimostrera’ che Il Magistero della Chiesa cattolica per duemila anni e’ stato FALSO !
Ma comunque sia , davvanti a Dio il peccato rimane peccato e chi dovrebbe confermare nella fede i fratelli non lo fa e cede ai facili costumi del mondo, ne dovra’ rendere conto davanti a Dio. Sempre che ci credano ancora a Dio, cosa del tutto improbabile.



13/03/2019 20:22 Sara
"Ed ecco allora il punto: è ancora accettabile - per tradizionalisti e progressisti - un Catechismo che qualifica l'omosessualità come disordine?"

Questo punto è valido per tante altre tematiche, matrimonio, divorzio, dottrina sociale.

Ieri Coccopalmerio diceva: le norme ci sono è importante farle rispettare, però l'attuale pontefice mi pare che voglia introdurre delle innovazioni allargando le maglie dell'attuale catechismo, diritto ecc.

Non dice cambiamolo, dice teniamone conto così così , perchè è astratto, perchè la realtà è diversa ecc. ecc.

Come diceva Tony Curtis in Operazione sottoveste "nel torbido si pesca meglio", si crea confusione per avviare dei processi.

Non mi pare tanto rispettoso dei fedeli, soprattutto quando nella dicotomia misericordiosi rigidi tanto cara al Papa hai uno spazio ristrettissimo per inserirti.



13/03/2019 19:54 Lorenzo Pratesi
Secondo me il post ha il limite di voler necessariamente ricondurre le contestazioni alla linea della Santa Sede ad una questione di tradizionalisti che attaccano il Papa. Può essere, ma mi sembra semplicistico.
A me pare che, come è accaduto per tutti i Papi almeno da Paolo VI in poi, una parte dei fedeli nutra perplessità o disaccordo circa il modo con cui talune questioni sono affrontate. Poi c' anche chi vuole fare politica, ma costoro servono solo a chi, dall'altra parte, vuole fare altrettanto.
Nel mezzo ci siamo noi, Popolo di Dio, che vorremmo veder combattuto il clericalismo iniziando dal chiamare le cose con il loro nome.
In questo senso, se il clericalismo è la causa, l'omosessualità è stata in almeno l'80% dei casi la precondizione perché il clericalismo assumesse le forme della pedofilia. Non credo sia estraneo a questa presa d'atto, il fatto che Papa Francesco abbia confermato il divieto del Card. Ratzinger di ingresso ai seminari delle persone con tendenze omosessuali. Può darsi sia una misura iniqua, ma evidentemente già dagli anni 2000 si era consapevoli che il fenomeno aveva assunto dimensioni emergenziali e come tale andava trattato.
Ma poi, è proprio vero che il tema dell'omosessualità sia stato rimosso perché, secondo gli organizzatori, posto in maniera sbagliata rispetto alla reale causa rappresentata dal clericalismo? Io non credo. Altrimenti non si spiegherebbe la risposta di Mons. Scicluna a Magister che poneva esattamente la questione in esame: «omosessualità ed eterosessualità... sono condizioni umane, ma non qualcosa che predispone al peccato: tutti abbiamo una propensione al peccato» (conferenza stampa del 21.02). L'equiparazione del portavoce del summit tra i due orientamenti sessuali indica che , se non si è parlato di omosessualità, è soprattutto perché più o meno consapevolmente il think tank intorno al Papa non è troppo convinto della indicazione catechistica dell'omosessualità come "disordine".
Ed ecco allora il punto: è ancora accettabile - per tradizionalisti e progressisti - un Catechismo che qualifica l'omosessualità come disordine? Vista da qua, l'entourage di Papa Francesco non ne sembra tanto convinto e ritiene che la vicenda pedofilia rischi di mettersi di traverso al processo di normalizzazione in atto (quando mai ci si poteva aspettare che un Papa salutasse calorosamente un gruppo di attivisti lgbt+ inglesi, o che autorizzasse l'uso del termine lgbt in un documento ufficiale?). Si è scelto quindi di tacere, di soprassedere. Io credo che questa strategia forse serve ad iniziare processi, ma nel breve periodo inevitabilmente alimenta solo il disorientamento, ma posso sbagliare.
Quanto all'affinità con gli abusi sulle suore, davvero faccio fatica a vederlo. E in ogni caso non vedo come serva ad escludere l'omosessualità quale precondizione dell'80% degli abusi di natura pedofila/pederasta.



13/03/2019 19:09 Maria
“Sara’ un suo successore a mettere , bene o male, fine allo scandalo” .
Invece io non credo che sara’ un papa futuro o un Sinodo o addirittura un futuro il Concilio Vaticano III a mettere fine allo scandalo, perche’ la Chiesa gerarchica e’ incapace di giudicare e punire adeguatamente se stessa, lo abbiamo visto, manca la forza di punite i propri membri,manca il coraggio .pdi tagliare alla radice i rami secchi. Del resto non si puo’ chiedere ad un uomo di amputarsi da solo un braccio o una gamba, deve essere un altro a farlo. Tutti i casi che si sono succeduti, il vescovo Barros in Cile con lo strascico di Errazuriz e ed Ezzati, Barbarin , Pell sono avvenuti perche
le vittime hanno intentato azioni giudiziarie e i giudici civili hanno portato fino in fondo le cose. Altrimenti sia Barros che Pell che Barbarin se era per il Papa erano sempre li’ , come e’ sempre li’ tranquillo ed indisturbato Zanchetta che partecipa pure agli esercizi spirituali. ’
Manca la forza nell’ istituzione Chiesa di autopurificarsi. In questo il Papa ha ragione di parlare di malattia del clericalismo, senza pero’ rendersi conto di esserne affetto anche lui.
Io credo che sara’ dall’ esterno che verra’ la scure che tagliera’ i rami secchi alla radice, i rami nonsi tagliano da se’ stessi. Qualsiasi istituzione umana protegge i propri membri e solo quando costretta da una forza esterna saltano le protezioni. La Chiesa cattolica gerarchica mostra sempre di piu’ , ahime’ di essere una istituzione umana , troppo umana, da quando hanno perso la fede in Dio e nel Giudizio Finale. .



13/03/2019 18:26 Dario Busolini
Credo che dibattere su di chi o di che cosa è la colpa sia in questo momento quasi inutile: il Corpo di Cristo sanguina copiosamente per ferite lasciate aperte da decenni e per forza di cose ci vorranno anni e anni per fermare l'emorragia, se si riuscirà e se l'infezione non avrà prodotto nel frattempo danni irreparabili. Ma qualcuno, prima o poi, a mente fredda, dovrà spiegare come mai certi personaggi hanno raggiunto posizioni di vertice anziché essere fermati per tempo, e non lo invidio. Ho un ricordo personale: circa trent'anni fa, quando ero un ragazzo, frequentavo un gruppo di giovani guidato da un bravo sacerdote, purtroppo mancato prematuramente. Una volta affrontammo anche il tema dell'omosessualità e dopo averne parlato alla luce del catechismo, venne fuori anche il discorso dell'omosessualità nella Chiesa. Non si parlò di abusi, perché all'epoca i fatti di oggi non erano conosciuti e noi nemmeno potevamo immaginarli, però il sacerdote con molta onestà ci spiegò che per molto tempo, soprattutto in certe zone d'Italia e non solo, era considerato normale che le famiglie indirizzassero al seminario un figlio che manifestava tendenze omosessuali ed era altrettanto normale, evidentemente, che il seminario lo accettasse, pensando che il non essere attratto dalle donne fosse nel complesso più un vantaggio che un problema per un prete. Solo negli ultimi anni, diceva il sacerdote, grazie all'evoluzione della Chiesa e della società e all'introduzione della psicologia anche negli studi ecclesiastici si cercava di non accettare più le candidature che presentassero motivazioni diverse dalla vocazione. Quindi nella Chiesa la consapevolezza del problema dell'omosessualità al proprio interno esiste da molto tempo, anche se del tema non si è mai parlato fuori da circoli ristretti e probabilmente non è stato fatto abbastanza per risolverlo. Lo scoppio dello scandalo degli abusi ha solo portato alla luce una situazione esistente da molto tempo e certamente aggravata dal calo delle vocazioni che spinge ad accettare anche candidati al sacerdozio che altre diocesi, magari, hanno già respinto. Un'altra cosa che mi sono sentito dire molte volte è che nella Chiesa vige da secoli il principio del "promovetur ut amovetur", secondo il quale quando in una diocesi o in un ordine religioso un soggetto comincia a dare problemi non più occultabili allora lo si manda in qualche ufficio a Roma per toglierlo di torno; così credo si sia formata la famosa "lobby" e così è stato fatto con Pell e con Zanchetta. Forse sarebbe ora di abolire questa regola perversa. Credo che dobbiamo pregare molto per papa Francesco, perché quel gran ripulisti che tutti noi vorremmo facesse nella Chiesa richiede, temo, tempi e modi incompatibili con un solo pontificato e provocherebbe vuoti enormi e strascichi paurosi... La sua azione è inevitabilmente contraddittoria e per mere ragioni anagrafiche sarà un suo successore a mettere, bene o male, la parola fine allo scandalo, non lui. Comunque, come dicono anche alcuni dei critici meno superficiali del papa, la causa ultima dei problemi della Chiesa non è l'omosessualità e nemmeno il clericalismo ma il venir meno della fede. Quando non c'è più quella arriva tutto il resto.


13/03/2019 17:07 Paola
Sì Sara, sembra lo faccia apposta, boh fammi stare zitta, che è meglio..


13/03/2019 17:03 Sara
https://www.ilmessaggero.it/vaticano/abusi_vaticano_papa_francesco_ultime_notizie_oggi-4356465.html

Dopo la colpa è dei tradizionalisti, anche lui un minimo di sensibilità, era il caso?

Avesse fatto una cosa del genere Ratzinger 10 anni fa avrebbero invaso il Vaticano con i carri armati.



13/03/2019 17:00 pit bum
Sempre x aiutare a dis-cernere..
Chi subisce violenza da giovane è portato a usarla su altri da adulto.
Giorni fa un noto don faceva outing prodigandosi nel:
' Ma io ho superato..ecc"
Cerchiamo di entrare DENTRO il "violentato/a"
Proverá una forma di piacere sí o non
Questo e i modi gentili del violentate generano una specie di coinvolgimento ( Stockolm..)
Resta segnato x tutta la vita.
Resta "diverso".
Da seminarista a prete, magari anche a Vescovo.
Oggi, 2019, ci rendiamo conto che la linea che separa M/F è sempre più incerta?
Quindi...
Toh! Come codice di sicurezza mi è USCITO OGGI...😭



13/03/2019 16:30 Paola
Ma, non vorrei dire una fesseria, ma se non ricordo male Francesco aveva riconfermato quanto deciso da Benedetto circa l'ingresso di gay nei seminari, però secondo me, non è giusto a priori, nel senso che quello che si deve vagliare bene è la vocazione in sé, perché se uno degrada a tal punto non può non essere stata labile fin dall'inizio, secondo me, ovvio, che non so nulla di seminari, per carità. Poi ci sarebbe tutta la questione, anche già un po' posta da Sara, della grande stabilità emotiva richiesta ad un sacerdote, ci sarebbe volendo tutta la questione della castità mal compresa, ma mi sembra davvero che si butti troppa carne al fuoco..


13/03/2019 16:11 Marco N.
Paola, se lei legge bene quello che ho scritto, io non faccio equazioni sommarie. Vero è che parlo di volpi tra le galline, ma non dopo aver parlato di omosessuali e basta, ma di gran numero di preti o seminaristi omosessuali che vivono male il rapporto tra orientamento e scelta (se piace meglio, parliamo di problematica connessa all'omosessualità; a me pare cioè di pensarla circa come lei). Il fatto però è: esiste il problema, lo affrontiamo o... bocche cucite spaventati? (dal fuoco di fucileria da parte del mondo, alla parola "omosessualità").
Se poi vuole il mio parere, glielo dico. Le due questioni sono. Prima, è ancora da mantenere il divieto di ingresso di giovani omosessuali nei seminari (cfr. Benedetto XVI)? per quel che mi riguarda sì. Seconda questione: si dà il caso di giovane omosessuale di quattordici o diciotto anni che viva serenamente la propria vocazione in seminario? io penso che non si dia proprio, direi che fin oltre i trent'anni le due cose (vocazione e castità) si disturbano a vicenda e causano tra l'altro molti dei noti fatti di cronaca.
Non dovrebbe quindi esservi nessun timore ad affrontare il tema "vocazione, omosessualità e rischi connessi" usando chiarozzo chiarozzo queste parole. E lo si sarebbe dovuto fare, anche nel vertice degli abusi. Invece no, tutti zitti, camminando sulle uova... ma queste sono prudenze di cui poi il mondo si fa un baffo.



13/03/2019 16:02 Paola
Può essere Sara, non lo so, certo è che se uno si fa prete per nascondere al mondo la sua natura, tanto tranquillo con se stesso non deve esserlo..diciamo anche che una certa mentalità non li ha aiutati, ora secondo me sta avvenendo il contrario, penso a utero in affitto, ecc. Ma sono un po' I corsi e ricorsi della storia, l'importante sarebbe accettarsi ed essere amati per quel che si è, altrimenti si corre il rischio di voler essere altro..


13/03/2019 15:37 Sara
"Ma il problema non è l'omosessualità in sé, piuttosto una sessualità malata."

Forse, e dico forse, un omosessuale che non ha ancora accettato completamente la sua sessualità può avere più difficoltà a resistere alle tentazioni, e' emotivamente più fragile mentre per il sacerdozio serve molta maturità e solidità, 10 anni fa il clima era così arroventato che non si voleva rischiare più nulla.

Queste discussioni partono da lì secondo me.



13/03/2019 15:19 Paola
Ma il problema non è l'omosessualità in sé, piuttosto una sessualità malata. Se il prete deve essere casto, che problema è essere gay o meno? Allora, diciamo pure che una buona dose di ragazzi omosessuali si sono nascosti nella chiesa senza vocazione, e diciamo pure che vivendo male tale condizione la situazione è degenerata. Ma trovo irrispettoso per le persone gay fare l'equazione prete omosessuale = pedofilo, mi sembra troppo semplicistico.
E comunque se invece di coprirli tutti, si avesse davvero avuto a cuore la sorte dei piccoli, invece che quella dell'istituzione, forse molto scandalo si sarebbe evitato.



13/03/2019 15:13 Sara
Marco io ho citato Scicluna perchè avevo letto a suo tempo l'intervista e la considero ufficiale.

Non so però ad oggi se i dati e le percentuali siano cambiati. (E non ho la forza morale di cercarli)


http://www.osservatoreromano.va/it/news/la-chiesa-di-fronte-ai-delicta-graviora

il link era questo.



13/03/2019 15:12 pit bum
Insisto anche x Maria:
Il VERO problema da cui partire è:
Prete non mangia prete ( figurarsi se vestito di rosso!!)
Nella mia vita ho toccato con mano 3 casi di denunce di preti:
1) uno che si faceva fare la carta di identità da civile e viaggiava nei paesi asiatici
2) uno che usava in oratorio metodi tipo le maestre che oggi vediamo ai domiciliari
3) uno che insegnava al liceo , chiedeva ai ragazzi giornalini porno, parlava come uno scaricatore di porto, ecc
Risultato delle denunce: zero.
Prete non mangia prete.
Ma lo capiamo che in qs situazione il prete si sente al sicuro e non si dà nessun contegno? Tipo il don Euro che dopo aver sperperato soldi della Chiesa in dissolutezze
Pretende dal suo Vescovo l'acquisto di un appartamento meno umido a 250 k€
Ad es. X qs caso ho mandato e-mail ala segr.Cei. la risposta?
....... Come
Prete non mangia prete.
Giå, come fa, poverino a vivere? Presente la condicio dei separati?



13/03/2019 15:03 Marco N.
Come osservato giustamente da Sara, il problema relativo all'omosessualità che sta dietro alla maggior parte dei casi di abusi esiste e non va sottovalutato. Dietro alle affermazioni (non contestabili) che la stragrande maggioranza dei casi di abusi siano riconducibili a molestie omosessuali o efebofilia, stanno nomi e fatti precisi; Sara citava McCarrick e i suoi seminaristi maggiorenni, per l'Italia possiamo citare (tra le sentenze giunte a Cassazione) don Domenico Pezzini, Fra Davide Mordino (il quale, tanto per rispondere a chi parla di semplice "abuso di potere clericale" i suoi 16enni li pagava per compiere atti sessuali, come tutti gli altri clienti rei di abuso delle vittime, anche laici...)... e tanti altri.
Stupisce quindi sentir parlare di offensiva antibergogliana con argomentazioni da arrampicarsi sui vetri. Il problema è invece semplice (e all'origine non c'entra né papa Francesco né papa Benedetto né papa Braccobaldo): un numero impressionante di preti è omosessuale, un numero notevole non vive bene il suo ruolo (vocazione? mah...) per motivi legati al suo stesso orientamento, ed i problemi che la loro permanenza nei seminari suscita (le volpi accanto alle galline) non sono stati adeguatamente affrontati, tanto meno da Papa Francesco (infatti sulla parola "omosessualità" bocche cucite al vertice sugli abusi).
Concludo con un'osservazione. Negli anni '90 la risposta tipica dei cattolici conservatori alle richieste di taluna teologia della liberazione era: "sì, certo, tutto frutto della propaganda di preti comunisti". Certo spesso erano preti progressisti; ma le dittature sudamericane esistevano o meno? Ecco, io non so se oggi diversi cattolici progressisti, nell'ansia di difendere un papato finalmente "amico", non si accorgano che le parti si sono rovesciate (propaganda antibergogliana e antigay). Consiglio una salutare riflessione davanti allo specchio.



13/03/2019 14:40 Maria
Al di la’ degi attacchi dei “ tradizionalisti” a Papa Francesco (le cose sono meno semplicistiche perche’ anche il card. Müller che non e’ un tradizionalista ha parlato di una “ rimozione “ delle vere cause degli abusi) quello che dovrebbe interessare la Chiesa e’ prendere provvedimenti validi contro la piaga degli abusi sessuali dei minori. Per prendere provvedimenti validi si deve guardare con obbiettivita’ e senza tabu’ La situazione: se circa l’80 percento degli abusi viene compiuto su adolescenti maschi o su giovani seminaristi, non si puo’ far finta che tali abusi non siano una situazione di rapporti omosessuali. Dunque il fatto stesso che la parola omosessualita’ non siamai stata pronunciata al summit sugli abusi fa pensare appunto ad una “ rimozione” voluta, ad un tabu’ Che non si vuole affrontare. Come se in un convegno sull’AIDS non si pronunciasse mai la parola omosessualuta’ . i vertici ecclesiastici non vogliono , per partito preso,
, affrontare il problema dell’ omossessualita’pervasiva del clero. Che certo non vuol dire che tutti preti omosessuali siano abusatori di minorenni, ma che vi sia una “ lobby” che si auto-protegge e cheprotegge in certi casi anche gli abusatori che “ fanno parte della parrocchia”
Nel caso delcard.Mc Carrick e’ lampante, egli ha goduto per decenni di appoggi e di una copertura complice all’ interno della Chiesa, altrimenti la sua storia non si spiega.
Il non voler vedere la realta’ porta a NON a risolvere i problemi. Se davvero Papa Francesco vuole risolvere i problemi degli abusi, deve per forza di cose affrontare con coraggio il problema
dell’omosessualita’del clero e di quella estesa rete di favori ed appoggi reciproci che e’ stata definita Lavender Mafia.
Se no fa come quelli che a Palermo dicevano che la Mafia non esiste ed e’solo una invenzione malevola di chi ce l’ha coi siciliani.
Puo’ anche continuare a dare la colpa ai soliti tradizionalisti e ai “ nemici del Papa”macosi’non risolvera’nulla: nel futuro altro preti omosessuali messi a contatto con giovani continueranno a fare quello che hanno fatto fino ad adesso. Anche se tutti i “tradizionalisti””venissero sterminati e non potessero piu’ parlare.



13/03/2019 14:16 Giuseppe Risi
Che sia in corso da anni un attacco a colpi bassi nei confronti del papa da parte dei tradizionalisti (che pure fino a ieri facevano i devoti del dogma dell'infallibilità) è evidentissimo. Per fortuna si tratta di pochi addetti ai lavori, quelli che seguono i blog vetero-ortodossi, che non raggiungono la gran parte del popolo cattolico.
L'accusa più forte, nell'ultimo periodo, dopo quella del relativismo morale e della confusione dottrinale, è quella dell'eccessiva tolleranza nei confronti della presunta lobby gay nella Chiesa, in cui si accettano nei seminari e si promuovono nelle carriere ecclesiastiche troppi sacerdoti omosessuali.
Francamente, almeno fino ad ora, non è che ogni volta che ho incontrato un prete o un monsignore io mi sia chiesto quale fosse la sua preferenza sessuale. Da qualche tempo, in effetti, un po' di più me lo chiedo.
Ma al di là delle critiche, un po' becere, al papa, mi pare che la Chiesa non affronti fino in fondo due problemi molto gravi e complessi, credo da sempre, ma oggi ancor più:
- innanzitutto la questione dell'equilibrio relazionale, psicologico, esistenziale della vita del prete oggi: detto con grande stima per i tanti bravi sacerdoti che ci sono, credo che per fare bene il prete oggi (in occidente almeno) occorra essere degli eroi (come cristiani e come uomini). E non tutti al mondo siamo eroi...
- in secondo luogo il tema del giudizio morale della Chiesa sull'omosessualità, così netto e così lontano dal comune sentire (almeno del popolo non destro-leghista).
Ma affrontare di petto questi temi è molto complicato e difficile, anche per papa Francesco…
GR



13/03/2019 13:12 Sara
"* Nella imminenza Della convocazione a Roma sembrava IL solito interno volersi contrapporre
"

Allora lasciamo perdere tutti i discorsi sulla sinodalità e la parresia, se ti comporti come Pio XI prenditi la responsibilità del tuo comportamento.

La storia della lotta interna ha rotto anche un po' le scatole, il Papa è il Papa di tutti e deve rispondere del suo comportamento a tutti anche ai conservatori che non lo trovano simpaticissimo.



13/03/2019 12:46 pit bum
1) Francesco ha bloccato I Vescovi USA xchë:
* Nella imminenza Della convocazione a Roma sembrava IL solito interno volersi contrapporre
* Una commissione di laici decisa a Roma ha Ben altro peso.
2) credo Che se si accendessero davvero I riflettori sugli Ordini religiosi... Mamma Mia!! Da dove verræ la Mia salvezza??
Forse dai laici??
2)



13/03/2019 11:59 Paola
Che ci sia un attacco al Papa da fonti conservatrici è molto vero, ma a mio modo di vedere non è questo il problema: dividere in buoni e cattivi non basta più, credo che per il bene della chiesa è ora che ognuno si prenda le proprie responsabilità, secondo me, ovviamente, che non sono nessuno, ma se la Chiesa è di tutti, penso di dover e poter parlare.


13/03/2019 11:46 Maria Teresa Pontara Pederiva
L’offensiva antibergogliana da parte del mondo tradizionalista e clericale non ha soste da 6 anni in qua (basta navigare un po’ in rete, se si ha lo stomaco di reggere certi siti che mostrano tutti i problemi irrisolti di un clero arroccato e “cattivo” ben aiutato da alcuni laici conniventi).
Ma ciò che preoccupa è quell’offensiva, subdola e in malafede, tesa a colpire alcuni punti sensibili dell’attuale pontificato, come scrive Roberto, con tesi che sembrano arrampicarsi sui vetri e affette dall’ossessione antigay. Nessuna differenza di stile con la propaganda di regime che nel Novecento, salvo pochissime eccezioni, ha ottenebrato le menti.
Neppure il nuovo scandalo emerso da pochi mesi circa gli abusi sulle donne consacrate riesce ancora a smascherare l’inganno e la propaganda continua incessante in attacchi contro Francesco, più spesso diffusi proprio da clero e religiosi in affanno per la perdita di quel potere che sembra diventato la loro stessa ragione di vita.
E dire che proprio quel potere, maschilista e sessista, autentica “casta” clericale, è alla fonte degli abusi contro bambini, ragazzi e donne, considerati inferiori e da “possedere” alla stregua di cose, denaro, onorificenze varie. Ma vogliamo parlare della “corsa” ai titoli o all’ufficio di un clericalismo deviato? O del linguaggio, offensivo e sessista, che pervade il mondo del tradizionalismo, volto a screditare qualunque parola femminile che solo ricordi il sacerdozio comune dei fedeli e la comune dignità umana? L’Unione Internazionale delle Superiore generali (UISG) affronta il nuovo versante degli abusi con encomiabile fermezza: “non è un tempo per scoraggiarsi, ma per rimboccarsi le maniche” ha detto suor Tiziana Merletti, canonista, in un seminario via Internet. Credo che le suore abbiano davvero bisogno del sostegno di tanti, donne e uomini laici, ma ci auguriamo anche consacrati, almeno quelli migliori che non si nascondono certo nell’anonimato.



13/03/2019 11:37 Paola
In ogni caso non credo si possano ricercare le cause in eventuali aperture ai gay di Bergoglio, qui si tratta di potere, il Papa risponderà ad una cordata diciamo un po' più "progressista" e proteggerà piu quelli a lui vicino, qualcun'altro ad una più conservatrice, ma sempre di potere si tratta, a mio avviso.


13/03/2019 10:49 Sara
Un po' non hanno preveisto l'ondata del me-too che ha cambiato radicalmente l'approccio alla sessualità rispetto a quello libertario degli anni '60.

Ci sono attrici che proibiscono alle figlie di vedere Biancaneve perchè inneggerebbe allo stupro, giuro:

https://27esimaora.corriere.it/18_ottobre_19/biancaneve-cenerentola-vietare-bell-knightly-classici-sessisti-948c8638-d371-11e8-8205-0a376a81469f.shtml?refresh_ce-cp


Il clima è questo, qui su vino nuovo si vive in una bolla da questo punto di vista.

Proprio perhè c'è isterismo serve mantenere la calma, fare i giusti processi per ottenere giustizia verso tutti vittime e colpevoli, in modo che non finisca come ha detto Cristiana l'altro giorno in un delirio giustizialista.



13/03/2019 10:43 Paola
È abbastanza scoraggiante tutto questo, ma davvero l'impressione che ho è che non si siano resi conto, Francesco per primo, che le belle parole non bastano più, anzi cominciano ad essere controproducenti, perché puzzano troppo di ipocrisia..


13/03/2019 10:24 Sara
C'è differenza tra pedofilia e efebofilia, lo disse Scicluna stesso anni fa, però non so se i dati in possesso siano diversi oggi, le cose cambiano velocemente

https://www.avvenire.it/chiesa/pagine/intervista-pedofilia-scicluna_201003130801409170000_201003311353481630000


Nota che si parlava di 3000 casi in 50 anni (300 di pedofilia in senso stretto) mentre adesso le diocesi pubblicano liste con centinaia di casa alla volta:


https://www.lastampa.it/2019/02/16/esteri/la-diocesi-di-brooklyn-pubblica-i-nomi-di-preti-pedofili-k3SSoE3wVv2t4v5yhMSomI/pagina.html



13/03/2019 10:03 Paola
Sicuramente la Chiesa ha rappresentato, soprattutto in passato un rifugio per chi, omosessuale, aveva paura a manifestarsi in una società non ancora pronta. Però la pedofilia è un'altra cosa, non sono psicologa e non mi permetto di discettare di ciò che non conosco, ma le cause credo sia ben più complesse di una semplice tendenza omosessuale.

Ma il grave problema e scandalo che colpisce la chiesa dipende secondo me soprattutto dall'aver sottovalutato il fenomeno e, per ragioni di paura di perdita di potere, aver cominciato a nascondere sotto il tappeto la questione, cosa che una volta scoperchiata, si è rivelata un boomerang.
Purtroppo penso che se non fossero stati scoperti, sarebbero ancora lì adesso a nascondere, è umano,quando si perdono di vista i veri valori, agire così, siamo esseri umani, sbagliamo tutti e non mi va di giudicare col dito puntato, però non è tanto normale e giustificabile persevare, cosa, che al di là delle parole, temo stia continuando.
Ma la chiesa non è un'azienda qualunque dove i panni sporchi si lavano in famiglia, purtroppo non bastano più le riverniciatine, quando il muro è marcio va rifatto, c'è poco altro da fare. Francesco dice che non bisogna aver paura della verità e sono d'accordo, e bisogna anche sapere che per risorgere occorre morire, nel senso che se il marcio non si ha il coraggio di estirparlo definitivamente, prenderà il sopravvento, facendo crollare tutto il muro, portandosi via anche la parte sana.



13/03/2019 02:15 Sara
Da quello che so io non dicono che gli abusi dipendono dalla perversione ma che statisticamente sono in numero esagerato, dato che i sacerdoti sono uomini dovrebbero esserci molti più abusi sulle donne perchè il clericalismo non cambia l'attrazione sessuale delle persone e invece le vittime sono per lo più adolescenti maschi.

Lo stesso cardinal McCarrick ha avuto per lo più storie con seminaristi maggiorenni, è tanto meglio moralmente solo perchè per la legislazione vigente non è reato?


Se secondo Martel (Sodoma) per per molto tempo la Chiesa per gli omosessuali è stata una soluzione migliore della società civile, più "materna" (accondiscendente?) per questo ce ne sono così tanti.

Parla di un 70%, a me pare esagerato come numero sinceramente, poi vai a sapere...

p.s. ricordo che Benedetto in Luce del mondo disse apertamente che il sacerdozio non poteva diventare un rifugio per scapoloni.



Commenta *






Versione stampabile
Invia ad un amico
Scrivi a Vino Nuovo





Roberto Beretta

Roberto Beretta, giornalista e saggista. Ha scritto 25 libri, quasi tutti di argomento religioso, di «destra» (Storia dei preti uccisi dai partigiani , Il lungo autunno, controstoria del Sessantotto cattolico ) e di «sinistra» (Chiesa padrona , Le bugie della Chiesa). Gli ultimi lavori sono: Fake pope. Le false notizie su papa Francesco (San Paolo), Fuori dal Comune. La politica italiana vista dal basso (Edb), Oltre l'abuso. Lo scandalo della pedofilia farà cambiare la Chiesa? (Ancora) Ha due figli e ancora una gran voglia di dire la sua.

leggi gli articoli »
Ogni opinione espressa in questo sito è responsabilità del singolo autore. www.vinonuovo.it è un blog in cui ci si confronta su temi e problemi dei cattolici oggi in Italia.
Come tale non rappresenta una testata giornalistica e non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001

Cookies: ai sensi della normativa sulla privacy si informano gli utenti del presente sito che, ai fini di garantire un ottimale funzionamento dello stesso, viene fatto utilizzo di cookies. I cookies sono piccoli file di dati che i siti visitati dall'utente inviano solitamente al suo browser, dove vengono memorizzati per essere poi ritrasmessi agli stessi siti alla successiva visita del medesimo utente. Alcune operazioni non potrebbero essere compiute senza l'uso dei cookies, che in alcuni casi, sono quindi tecnicamente necessari. I cookies utilizzati nel presente sito sono di tipo tecnico ed hanno lo scopo di garantire il corretto funzionamento di alcune aree del sito stesso e di ottimizzare la qualità di navigazione di ciascun utente. Non vengono utilizzati cookies di profilazione.
Web Design www.horizondesign.it