L'ecclesiologia del caso Barbarin
di Gilberto Borghi | 11 marzo 2019
Dalla vicenda per cui è stato condannato l'arcivescovo di Lione emerge una concezione di Chiesa malata, in cui l'essere "corpo mistico" arriva a sacrificare il singolo membro, per il bene di tutto il corpo

La vicenda del Card. Barbarin si aggiunge alla lunga (troppo lunga, purtroppo) serie degli scandali sulla pedofilia in cui la Chiesa si trova invischiata. Non entro nel merito perché credo che in qualsiasi di questi casi sia davvero immorale rischiare di fomentare l'utilizzo del dolore e della colpa a fini ideologici o bassamente politico ecclesiali. Tolleranza zero non significa che siamo autorizzati a sparare sulle vittime e sui colpevoli, veri o presunti che siano. La cosa che mi colpisce - e su cui vorrei riflettere, sperando che anche i possibili commentatori restino su questo - è invece come in questo caso sia possibile intravvedere alcuni meccanismi con cui il clericalismo funziona in rapporto ad una certa ecclesiologia.

Il cardinale Barbarin è accusato di aver coperto gli abusi del sacerdote Bernard Preynat, avvenuti negli anni '70-'80, sotto l'allora arcivescovo di Lione cardinale Billè. Nel 2014 uno delle vittime, Alexandre Hezez, denuncia a Barbarin le violenze subite, benché fossero già prescritte per la legge francese. Il cardinale lo invita a denunciare alle autorità i fatti e a ricercare altre vittime di fatti non ancora prescritti. Poi chiede consiglio su che cosa fare a Roma, alla congregazione per la dottrina della fede. Il cardinale Ladaria, allora prefetto della congregazione, risponde a Barbarin di adottare «appropriate misure disciplinari», ma di «evitare lo scandalo pubblico». Barbarin allora sospende il sacerdote, ma non denuncia alle autorità i fatti di cui era venuto a conoscenza. In questi giorni il tribunale francese lo ha condannato a sei mesi con la condizionale per aver taciuto tali violenze. Ora, ci sono tre elementi che mi colpiscono.

1) La risposta del cardinal Ladaria. Siamo nel 2015, Francesco ha già parlato, almeno una volta di tolleranza zero su questo tipo di violenze, ma la necessità di "salvare" l'onore dell'istituzione è ancora più forte del richiamo della coscienza a non essere conniventi con il peccato. La difesa dell'istituzione ecclesiale, in questo modo di agire, ha più valore del rispetto delle persone. E ciò non dipende essenzialmente solo dalle condizioni etiche dei soggetti implicati, ma anche da un'ecclesiologia malata, che fa da sfondo "istintivo" di riferimento, in cui l'essere "corpo mistico" arriva a sacrificare il singolo membro, per il bene di tutto il corpo, applicando Mc 9,43 contro 1 Cor 12,26. San Tommaso giustificava allo stesso modo la pena di morte. Ma in realtà il bene del "corpo mistico" non è la difesa di sé stesso, ma l'essere strumento di salvezza per tutto il mondo, perciò andrebbe applicato 1 Cor 12,26, come Francesco già ha dimostrato di fare, proprio su questa faccenda, e non Mc 9,43.

2) Quando nel settembre 2018, il cardinale Ladaria riceve una convocazione a comparire in tribunale come testimone, al primo processo contro Barbarin (sullo stesso caso, poi assolto), il prefetto romano oppone l'immunità "ratione materiae, per atti compiuti in nome del sovrano Pontefice". A mio avviso, una istituzione che esiste per la salvezza di tutto il mondo dovrebbe trovare tutte le vie possibili per rendersi credibile e veritiera agli occhi delle istituzioni del "mondo". Ma anche qui sembra che il "segreto" a difesa degli affari interni sia utilizzato, dalla Chiesa, nelle stesse identiche forme degli stati nazionali, preoccupati della difesa di sé stessi. Quindi, anche la Chiesa utilizza la stessa logica, in cui per prima cosa si lavora per salvare sé stessi e per difendersi dagli altri. Se Cristo avesse ragionato così sarebbe ancora vivo, ma noi saremmo ancora "morti".

3) La linea difensiva del cardinale Barbarin, nell'ultimo processo, in cui è stato condannato, è quella di non aver mai coperto nessuno, ma di aver "dato corso alle indicazioni arrivate da Roma". Ora, già dal concilio Vaticano II la Chiesa locale era stata indicata come il luogo della pienezza della Chiesa, attorno alla sua unità visibile, il vescovo. Era già stata superata, sulla carta, una visione ecclesiologica piramidale in cui il Vaticano era l'espressione suprema e piena della Chiesa, e si era riconosciuto alla Chiesa di Roma solo il "primato petrino" dell'ultima parola nelle definizioni delle questioni di fede e di morale. Il ché non giustifica, però, che la singola Chiesa locale debba "eseguire" direttive provenienti da Roma su questioni che riguardano la sua vita interna e la moralità dei suoi membri. In effetti, ancora oggi però, su moltissime cose interne, le chiese locali si "sottomettono" al parere di Roma. E la difesa di Barbarin è perciò coerente con una ecclesiologia piramidale che, di fatto, ancora pervade il nostro modo di essere Chiesa, al di là delle parole scritte.

Il clericalismo è molto più strutturale a questa Chiesa di quanto si creda, e per debellarlo non bastano i provvedimenti giuridici, o un aumento della collegialità; si deve davvero cambiare la percezione del nostro essere Chiesa, in cui ci riconosciamo inconsciamente.

 

Foto. Flickr / Pierre Metivier

17/03/2019 23:47 g. g.
Chi accusa un prete di pedofilia deve andare dai giudici non dal Vescovo. Il Vescovo - a mio parere - se viene a conoscenza di accuse contro un prete deve rendere costui innocuo non mettendolo a contatto con le possibili vittime ma non deve denunciarlo. A denunciarlo ci devono pensarci le vittime. Scherziamo? L'istituzione deve prendere le necessarie misure per evitare che il "presunto" fatto si ripeta... e così facendo si è già molto prudenti. Immaginiamoci se ad ogni accusa di qualunque tipo il vescovo dovesse spostare i suoi preti. Ridicolo. Ma concediamo pure che si faccia così. Ma denunciare lo trovo un cedimento al laicismo. Riflettiamo un attimo su un fatto: non mi risulta che quando uno viene arrestato per furto finiscano in galere tutti quelli della sua famiglia perchè non lo hanno denunciato. O sbaglio?


12/03/2019 20:56 Sara
Chiedo scusa: non so se sia OT, in caso contrario mi metto sui ceci, vado in pellegrinaggio e mi do due frustate per penitenza da sola, però volevo segnalare (in risposta alla domanda di Pietro) un'intervista al cardinale Coccopalmerio sul rapporto tra codice di diritto canonico e Vangelo e quindi indirettamente sulla Chiesa e sulla sua struttura che mi pare interessantissima:


http://www.settimananews.it/chiesa/card-coccopalmerio-vangelo-diritto-vissuto-cristiano/#comment-12197

(il Cardinale però deve vigilare sui suoi segretari..)



12/03/2019 17:55 Lorenzo Pratesi
Se non sbaglio il Cardinale Di Nardo, subito dopo essere stato ricevuto dal Papa in conseguenza dell'affare McCarrick, stava per far approvare dalla Conferenza Episcopale degli Stati Uniti la proposta di affidare l'istruzione dei casi di pedofilia/pederastia ad una commissione di laici, ma la proposta è stata bloccata in extremis dallo stesso Papa Francesco che ha avocato al recente summit di febbraio ogni potere decisionale. Una politica accentratrice piuttosto sorprendente se si considera che in EG aveva dichiarato di voler lasciare ampi spazi persino dottrinali alle singole Conferenze Episcopali.
Peraltro, la montagna ha partorito un topolino, perché al di là di una pretesa "tolleranza zero" mi pare che gli esiti siano piuttosto controversi. Senza contare che la proposta Di Nardo aveva il merito, almeno in linea di principio, di far uscire queste tristissime vicende dalle pastoie clericali, mentre il summit non mi pare davvero si sia mosso in analoga direzione.
E del resto ci possiamo davvero aspettare qualcosa di diverso? Farrell, Ladaria (che a questo punto dei clericalisti porta la bandiera), Zanchetta... non godono tutti di ottima "salute vaticana"? E' da loro che dobbiamo aspettarci "tolleranza zero"? Si può davvero ritenere che potrà essere questa generazione di alti prelati, cresciuta proprio negli anni nei quali pedofilia e pederastia dilagavano, e che nella migliore delle ipotesi facevano come le tre scimmiette, a risolvere il problema? Non è un problema di volontà: è un problema di categorie mentali, di cultura, di interessi personali, di scheletri nell'armadio, quindi di mancanza di libertà.

Condivido quindi le perplessità e le conclusioni di Borghi (che personalmente ringrazio per questa stimolante riflessione), ma questa è la Chiesa che abbiamo. A noi Popolo di Dio, un compito di amore e di lotta.



12/03/2019 11:15 Sara
Volevo solo dire che tante cose possono sembrare una sovrastruttura mentre invece certe riflessioni (anche molto sofisticate) servono a dare risposte pratiche a situazioni complesse.

Certo la Chiesa sembra un mastodonte sia rispetto alla semplicità del Vangelo sia alla velocità del mondo moderno, ma si tratta di una realtà che va avanti da 2000 anni ed è spalmata su 5 continenti, con differenze sociali, culturali, politiche enormi.

Noi ad esempio in occidente possiamo essere anche contenti di affidare alla giustizia secolare queste situazioni ma lo saremmo anche in altre parti del mondo dove la giustizia funziona diversamente?


Sicuramente questa crisi avrà ripercussioni molto importanti nella vita dei cristiani, anche solo per i rapporti con il potere civile.



12/03/2019 10:46 Paola
Certo Sara, infatti ho detto che l'organizzazione pratica non è il problema, è l'atteggiamento quello che conta..ma se tu vedi soprattutto in alto che si coprono come neanche i bambini dell'asilo, ti cadono un po' le braccia..


12/03/2019 10:38 Sara
La chiesa ama anche pagando la bolletta del riscaldamento per i locali parrocchiali, per cui penso ci debba essere un po' di tutto nella sua organizzazione: spiritualità, praticità, gestione anche quotidiana delle cose.

Una canonizzazione non può avere la stessa data di scadenza di uno yogurt (4 ani fa non il Concilio di Efeso), tra essere monolitici e cambiare idea ogni 5 secondi ci sarà un punto di incontro...



12/03/2019 10:03 Paola
Tra l'altro quando Francesco nomina Pell già si sa che il suo nome è legato a scandali di pedofilia, ricordo che mi aveva fatto effetto, ma poi nessuno ne riparlo' più ..

Pietro ieri chiedeva che provassimo a rispondere ad alcune sue domande: io ci ho provato:
1-2: l'istituzione terrena chiesa deve rispondere ad un unico comandamento: ama il tuo prossimo come te stesso, ogni credente in Cristo dovrebbe avere questo stampato in fronte, a maggior ragione chi si candida a rappresentare chi quell'insegnamento ci ha trasmesso. A me non importa il tipo di organizzazione che si darà quell'istituzione, divisione in gerarchie o altro, ma se non vedo quell'amore, non ne capisco la funzione
3: ci saranno condanne civili o ecclesiastiche, ma la vera condanna è del popolo di Dio, che se non dorme sa che Gesù è l'unico Maestro da seguire e che non inganna.



12/03/2019 09:05 Sara
La crisi attuale in ogni caso mi pare molto più seria di quella scoppiata 10/15 anni fa.

In primo luogo perchè allora c'era la scusa dell'ingenuità e della sorpresa, si trattava di un problema sottovalutato, di un forte cambio di sensibilità (l'infanzia è un'invenzione recente perchè fino ad un secolo fa si cresceva in fretta) insomma un insieme di situazioni che potevano anche giustificare certe leggerezze.

Oggi no. Se il Papa conosceva i problemi con la giustizia di Pell doveva già da tempo averli affrontati con un giusto processo non puoi muoverti dopo che ti hanno messo in prigione la terza carica dello Stato Vaticano (dopo lui stesso e Parolin).

Se la storia di Zanchetta (e altre cose che girano in Argentina) si rivelassero fondate che facciamo: mettiamo a processo il Papa? E chi avrebbe l'autorità per farlo?

Del resto tra lui e Pell c'è uno scarto piccolo così, davvero può pensare di scaricare le colpe sul clero come se il clero non fosse affare suo?

I numeri che escono poi sono allucinanti, in America le diocesi pubblicano liste con centinaia di nomi.

Cento casi in una singola diocesi mi sembra una cifra folle rispetto a cui le solite geremiadi puzzano veramente di ipocrisia. Più che un ospedale da campo la Chiesa è un lazzaretto.

E in tutto questo macello un turbo-bergogliano come Massimo Faggioli rilancia la proposta di decanonizzare GPII

https://twitter.com/MassimoFaggioli/status/1105054679094964224

Ora dico: a parte la finezza di scaricare le colpe sui morti come se non ci fossero stati casi eclatanti sotto il naso del Papa anche di recente, si rende conte di che significa decanonizzare un Papa?

Fai tabula rasa e poi pensi davvero che Bergoglio possa rifondare da capo? Con quale autorevolezza poi dato che GPII l'ha canonizzato lui?

C'è qualche cosa nell'aria che fa male ai cervelli della gente ultimamente, non c'è altra spiegazione...



11/03/2019 20:02 Roberto Beretta
Vero. ma era giudice ecclesiastico a Lione, e da 25 anni


11/03/2019 19:42 Piera Barrel
A Roberto Berretta ore 15.38
Una precisazione : il prete che ha lanciato una petizione contro il cardinale di Lyon ed è stato estromesso dal tribunale ecclesiastico non appartiene alla Diocesi di Barbarin ma ad un’altra Diocesi, quella di Valence



11/03/2019 18:21 Francesca Vittoria
Se la Chiesa non ne esce distrutta da quanto le viene contestato, vuol dire cha c'è Qualcuno che la tiene in piedi, c'è ancora chi tiene le mani alzate verso l'alto come Mose, e sono tutti quelli che lottano per vivere fuggendo da fame e guerre, da disastri di calamità naturali, da frustrazioni per insicurezza lavorativa, da vergognosi comportamenti di giovani che non hanno recepito dagli adulti se non rabbia, rivendicazioni di un mondo meno barbaro che cova odi e usa ipocrisie per raggiungere propri tornaconti. È tutto questo nel nostro Paese, fatti riportati tutti i giorni. L'attuale Papà non agisce come dovrebbe? Ogni persona si è fatta una propria opinione anche diversa, vivendo non di episcopati o a domandarsi che chiesa e quella che abitiamo. Debbo dire che per quanto fosse e appaia disastrata agli occhi dei suoi fedelissimi, c'è pur sempre quella voce che si alza a dirsi fortunata per aver incontrato "Papà Francesco, che anche nel lasciare questo mondo li ha portati fin sulla soglia dell'ala di là provando un piacere vivo a ricordarlo, e pertanto mi dico, ma avrà pur dei meriti se non da una persona, ma da altre si sente ripetere questo ringraziamento ad aver reso possibile l'aver lo incontrato. Per molti la figura di Cristo, anche Lui è stato ingannato, ridicolizzato, insultato per non essere il re che si aspettavano, criticato il suo messaggio. A Papà Francesco meno male che ha ereditato un carattere dai suoi genitori veramente pionieristico, sotto le intemperie riesce a tenere la finestra spalancata, a dire buon pranzo quando per uno di noi verrebbe da vuotare un secchio d'acqua a chi sta sotto, ma non Santa. Viviamo in una società dove si abusa ormai su tutto, sull'onesta, sulla fiducia di chi ha consentito alla classe dirigente di
gestire il potere senza che si vedano quei risultati dati per certi , giovani che volano dai balconi. Si vuole apparire soccorritori di chi arriva dal mare e non ci si emoziona per le povertà che esistono in certe parti del nostro Paese, non si fa abbastanza per tutti quei ragazzi che abbandonano la scuola , non si fanno gemellaggi tra scuole del nord e quelle del sud, Di don Ciotti non si sente parlare come di tutti quelli che vivono nella chiesa di frontiera. Francamente fin tanto che la chiesa ha tali pilastri, poco importa di muri franati, Ci pensa Cristo a ricostruirla.....con il Suo Resto
Francesca Vittoria



11/03/2019 15:45 Sara
" Insomma, se il papa ha detto che il clericalismo è la causa principale degli abusi, mi pare che il modo con cui il clero, la comunità dei laici e la stampa cattolica francese hanno preso lo "scandalo Barbarin" esprima esattamente un metodo non clericale, dunque vada alla radice del problema: occorre cambiare il nostro modo di guardare, vivere, essere la Chiesa. "

Il fatto è che Bergoglio è il capo del clero, di cui fa parte a tutti gli effetti, e quando si parla di clericalismo bisogna includere anche lui e la sua corte, altrimenti sa solo di riverniciata un po' di parte.


Nel dubbio è meglio non fidarsi più di nessuno.



11/03/2019 15:38 Roberto Beretta
Mi ha molto colpito come la stampa cattolica francese ("La Croix") ha trattato la questione. Nessuna difesa d'ufficio del cardinale, anzi il riconoscimento che egli "non ha saputo accogliere come avrebbe dovuto la parola delle vittime". Molto spazio dedicato alla personalità "forte" (ma forse anche per questo controversa) del cardinale e alla sofferenza patita negli ultimi anni dalla diocesi, spaccata a metà nei giudizi sul caso. Sicuramente sono state improvvide certe sue prese di posizione, come quando disse che "la maggioranza degli abusi grazie a Dio sono prescritti"... Teniamo presente che un autorevole sacerdote della diocesi ha promosso una petizione per chiedere le dimissioni dell'arcivescovo (110.000 firme!) e - guarda caso - qualche mese fa non gli è stato rinnovato l'incarico di giudice del tribunale ecclesiastico... La Croix riporta anche, e in massima parte con nome e cognome, i pareri molto schietti e critici di esponenti del mondo cattolico, anche responsabili di enti e associazioni (in Italia una cosa del genere quando mai avverrebbe??). La maggior parte di tali commenti, preti compresi, è assolutamente favorevole alle dimissioni del cardinale. Insomma, se il papa ha detto che il clericalismo è la causa principale degli abusi, mi pare che il modo con cui il clero, la comunità dei laici e la stampa cattolica francese hanno preso lo "scandalo Barbarin" esprima esattamente un metodo non clericale, dunque vada alla radice del problema: occorre cambiare il nostro modo di guardare, vivere, essere la Chiesa. Così come giustamente dice Borghi


11/03/2019 15:07 Maria
Inutile notare che all’ interno della Chiesa ci sono dei Capri espiatori, e altri che sembrano “ intoccabili”
Barbarin a processo, Delpini neppure sfiorato.
Pell in galera, Zanchetta , sotto “ indagine” per scandalo sessuale ,documentato con foto e film pornografici , e’ ora bello tranquillo agli esercizi spirituali ad Ariccia insieme a Papa Francesco e gli altri prelati della Curia. La citta’ degli ardenti desideri.
Speriamo che gli ardenti desideri del vescovo Zanchetta vengano opportunamente fatti “ sbollire” dagli esercizi spirituali !



11/03/2019 14:43 Maria
L’ arcivescovo Delpini a Milano ha fatto la stessa identica cosa di Barbarin.venuto a sapere di un abuso su minore commesso da un prete lo ha semplicemente spostato di parrocchia e di oratorio , sempre pero’ a contatto con minori. Ha anche offerto soldi alla famiglia del minore perche’ stessero zitti. Che bell’ Esempio di sensibilita’ pastorale !
Ma i genitori non sono stati zitti, si e’ arrivati al processo e il prete e’ stato condannato. I genitori hanno chiesto ripetutamente di poter parlare a Papa Francesco, non hanno mai avuto risposta. Certo L’ arcivescovo Delpini non sara’ Incriminato come Barbarin perche’ siamo in Italia dove i preti sono ancora molto potenti e ben protetti, almeno per ora. Fosse stato in USA o in Cile o in Francia Delpini sarebbe gia’ sotto processo.
Al di la’ della retorica , questa gerarchia ecclesiastica non ha ancora capito veramente la situazione.E cioe’la Collera montante della gente, il suo desiderio di giustizia e di punizione dei preti colpevoli e deivescovi insabbiatori, Pensano veramente di poterla fare Franca utilizzando l’ Arma delle belle parole, della retorica, dei comunicati, dei mea colpa ipocriti.
Finira’ penso in una strage giustizialista in cui verranno colpiti insieme innocenti e colpevoli, preti accusati solo per malanimo o preti realmente pedofili.



11/03/2019 14:30 pit bum
Qui è in ballo quello che si intende x CHIESA ( GIL la chiama 'ecclesiologia' ma lui è un prof di religione😄).
* Quante divisioni??
* Verticistica e autoritaria forse?
* Ognuno decide x conto suo?
* Last.. vi prego di sforzarvi nel rispondere😭:
1) dovrebbe oppure no differenziarsi da qualsiasi istituzione terrena?? Sí o no?
2) se avete risposto SI' ...In che cosa?
Essendo composta di uomini.. anzi di uomini di RIFERIMENTO cosa chiediamo loro? Come dovremo trattarli noi? E se loro non si comportassero così.. se non mostrassero alcuna coscienza ... Nella Chiesa= Verità = nella Chiesa di Cristo ... Non vi pare che la loro in+coscienza sarebbe la peggiore delle condanne?
3) CHI dovrebbe esprimere la condanna/disgusto?!
* L'Autoritá civile?
* L'Autoritá ecclesiastica?
* Il Popolo di Dio??

PS adesso mi taccio e mi dormo anch'io, come il popolo...



11/03/2019 13:07 Sara
Pietro per il cardinal Bertone c'è un regolare processo in cui Previdi è stato condannato (non mi ricordo di che reato specifico).

E' risultato che la ditta si è fatta pagare due volte (dalla Santa Sede e dal cardinale) per cui Bertone è stato anche raggirato volendo. Ha fatto un ulteriore contributo al Bambin Gesù e la Enoch ha dichiarato chiusa la questione.

Sui metri: se il Papa pensava che i metri dell'appartamento fossero troppi doveva affidargliene uno più piccolo. Semplice, questa cosa che lui è andato in 70 metri (come se Santa Marta non fosse tutta a sua disposizione peggio del vecchio palazzo) e gli altri continuano a fare quello che vogliono va a demerito del Papa, perchè forse era meglio occupare le vecchie stanze e prevedere una riorganizzazione più razionale degli alloggi.

Senza proclami e sbandieramenti ma concretamente e nel tempo.

Amministrare e' noioso ma non puoi farne a meno quando sei a capo di un'organizzazione che comprende quasi un miliardo di persone.



11/03/2019 12:00 Paola
Pietro, lei avrà anche ragione, però se ti poni come il cavaliere senza ombra e senza macchia, poi è più difficile giustificare certe nomine, o certe espressioni, o certi processi...
Riconosco di avere il dente avvelenato e certe discussioni non mi fanno bene, quindi mi taccio, e comunque, davvero, spero di avere torto.



11/03/2019 11:48 pit bum
Sarà parla di abusi, ingiustizie, ruberie di vario genere.
Mi chiedo:
Come mai al Card. Bertone è stato permesso di... E a Marcinkus? E al legionario di Cristo? Ecc ecc.punto e a capo.
Il VAT II aveva definito Chiesa = Popolo di Dio. Qualcuno invece = popolo del Vatikano.
Solo contro tutti?
No. Ma contro tanti CAPI sí.
Ecco xchè Francesco fa quello che fa e lo fa così. Ma se solo cercando di cambiare alla radice certe impostazioni raccoglie la vs tempesta, se davvero usasse il raso zero...



11/03/2019 11:11 Paola
Io trovo insopportabile questo uno contro tutti, qui ci si deve chiedere se la chiesa, così strutturata ha una qualche possibilità, e secondo me non dobbiamo illuderci che papa Francesco sia un'altra cosa, magari avrebbe anche voglia di svecchiarla, ma ne è anche lui invischiato, non ci si rialza grazie a uno solo, ma tutti insieme.


11/03/2019 11:03 Sara
"Dio misericordioso x combattere l'immagine di Dio punizioni e condanne cui è stato ridotto da predicazioni e catechesi pluricentenarie. "

Ok però nel concetto di punizione rientra anche questa roba qua: abusi, ingiustizie, ruberie di vario genere.

Perché altrimenti così si cade nella dottrina dei due regni luterana: il cristiano nell'interiorità risponde solo della grazia e della sua libertà e all'esterno diventa succube dello stato che amministra la giustizia senza tanti complimenti.

Perché se il male esiste e ha effetti negativi sulla società qualcuno alla fine se ne deve occupare.



11/03/2019 10:31 pit bum
Distinguo e discerno;
1) Dio misericordioso x combattere l'immagine di Dio punizioni e condanne cui è stato ridotto da predicazioni e catechesi pluricentenarie.
Inoltre x rendere giustizia alla Parola.
2) O si butta via x sentito dire, come sembra voi vorreste, o si hanno prove certe ed esiti di processi. Nello specifico Barbar.&Delp. hanno solo obbedito ai superiori. Circa 35 anni fa in Francia un Vescovo si difese come Ladaria. Dice niente? Non fu condannato dalla giustizia F.
3)Francesco è un gesuita. Sa bene con chi ha a che fare. Ceffi che reclamano le sue dimissioni, ad es. Quindi ha convocato un Sinodo di tutte le Chiese xchè sperava che poi si sarebbero uniformate a quanto deciso.
Davvero voi credete che lo faranno? Sapete interpretare il senso delle decisioni prese?
Credetemi, creeranno enormi difficoltà.A loro Pontefice. Come molti di voi.



11/03/2019 10:04 Sara
E' cambiata anche l'agenda laica in questi 6 anni, il Papa ha usato la misericordia per sdoganare le situazioni "irregolari" mentre la società inaspriva la sua visione della sessualità, incapsulandola
nuovamente in una serie di rigidi paletti giuridici.

In 50 anni si è passati dall'amore libero a politici che si dimettono per avere sfiorato un ginocchio 20 anni prima e come il solito non si è saputo prevedere questo cambiamento finendo per aggiornarsi fuori tempo massimo.


Adesso il clima è questo e non viene perdonato nulla, bisognava un minimo prevederlo e farsi trovare in "ordine".



11/03/2019 09:22 Paola
Io non so se Papa Francesco abbia mai avuto davvero intenzione di cambiare quella certa visione ecclesiologica di cui parla Borghi, forse all'inizio, chi lo sa, di sicuro credo non ne abbia la forza. È un uomo figlio di quella chiesa, non arriva da Marte, e soprattutto illudersi, come ho fatto io, che un uomo solo possa fare la differenza è almeno da ingenui. Fa male ammetterlo, prima di tutto a me stessa, ma penso sia così.


11/03/2019 08:44 Sara
Io no sinceramente, i cardinali non sono più eleggibili perchè ci ha pensato la giustizia umana, punto e basta, possibile la Chiesa non abbia ancora effettuato un processo canonico attendibile per Pell? In modo da poterlo accusare se è vero quello che il tribunale dice o difenderlo se è falso? Ad oggi non sappiamo nulla di nulla e dobbiamo leggere i giornali laici dato che quelli ufficiali sono ridotti a veline in mano a lecchini di basso livello intellettuale e morale.

A Papa Francesco le regole danno sommamente fastidio e lo sappiamo tutti fosse stato per lui....

Del resto ha dedicato tutte le sue energie a predicare contro il catechismo e il codice di diritto canonico come se fossero questi strumenti a chiedere di fare le orge e i festini con la cocaina.

Un Papa che conosce la crisi etica e morale del clero e dei fedeli lavora per risolverla partendo dall'Abc non dai voli pindarici e dalle telefonate alle persone più improbabili.

In ogni caso ci sono stati storicamente periodi ben peggiore, che devo dire? passeremo anche questo...



11/03/2019 08:31 assunta steccanella
Sara
Se non ci fosse stato Francesco, ad un ipotetico Conclave i tre cardinali sarebbero ancora elettori ed eleggibili: pensa alle conseguenze possibili...
Con tutti i limiti legati all'umanità, continuo a pensare che Francesco sia stato e sia una Grazia.



11/03/2019 08:13 Sara
Ma Ladaria non c'è l'ha messo Francesco? Se non ti puoi fidare dei cardinali che lo hanno eletto o dei suoi predecesssori perché dovrei fidarmi di Francesco?
Sospendo il giudizio fino a data da destinarsi e cerco di comportarmi bene almeno nel mio piccolo, pregare e sperare nel futuro.
Più di questo non posso fare, pero che si facciano ricadere le colpe dei singoli sulla Chiesa e sui fedeli no, le colpe sono peorsonali.
Nessuno ha costretto questa gente a casa mportarsi male e tradire il vangelo.



11/03/2019 08:05 Pit Bum
1) Gilberto entra nel merito! Che imo sta nel prete non mangia prete.
2) Io salvo Barbarin e Delpini, brave persone.
3) Quello che butto a mare ę la Chiesa, nella sua struttura, quella che Francesco cerca di cambiare sotto i fuochi incrociati di chi vuole buttarlo giù xchè cambia e quelli del cambia poco e tardi.



11/03/2019 07:36 Sara
Ci fosse un conclave oggi avremmo un cardinale in prigione, uno condannato e uno spretato e tenuto conto che il Papa è eletto dai cardinali...
Rispetto ad una situazione che non si vedeva dai tempi dei Borgia a volte penso che Papa Francesco si sia occupato solo del traffico....



11/03/2019 07:19 gilberto borghi
Erroneamente indico Ladaria come prefetto della congregazione per la dottrina della fede all'epoca della lettera inviata a Barbarin, ma in verità era segretario di quella congregazione


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Gilberto Borghi

Sono nato a Faenza all'inizio degli anni 60, ho cercato di fare il prete, ma poi ho capito che non era affar mio. E dopo ho studiato troppo, forse per capirmi e ritrovarmi. Prima Teologia, poi Filosofia, poi Psicopedagogia e poi Pedagogia Clinica... (ognuno ha i suoi demoni!). Insegno Religione, faccio il Formatore per la cooperativa educativa Kaleidos e il Pedagogista Clinico.... Lavoro per fare stare meglio le persone, finché si può... In questo sito provo a raccontare cosa succede nelle mie classi e a offrire qualche riflessione. E da qui è nato il libro pubblicato nel 2013 dal titolo: "Un Dio inutile".

 

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