LO SCATTO
Misericordiosi come il Padre
di Sara Sorrentino d'Affitto | 24 febbraio 2019
Non riusciamo a raggiungere quella gratuità che ci chiede Gesù. Ma il Signore ha fiducia in noi e ci sostiene sempre

«Siate misericordiosi, come è misericordioso il Padre vostro» (Lc. 6,27-38)

 

Da anni ci ripetono: "Porgi l'altra guancia". Lo dice la maestra al bambino che sta per litigare con l'amico; lo dice la sorella maggiore alla più piccolina per raccomandarsi di andare oltre le offese dei suoi compagni di classe; lo dice il babbo per chiedere ai due figlioletti di fare pace. Queste frasi ce le ripetono spesso "Amate i vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperarne nulla". Sappiamo che sono cose giuste, ma il più delle volte facciamo fatica a metterle in pratica. Ad ogni azione di bene speriamo di ottenerne qualcosa in cambio. Ogni atto di perdono e di altruismo si trasforma in una fatica, una difficoltà incommensurabile, ci sentiamo a volte costretti sia ad aiutare il fratello che a passare sopra i torti subiti. Non riusciamo a raggiungere quella gratuità che ci chiede Gesù. Ma il Signore ha fiducia in noi e ci sostiene sempre. Infatti, oggi ci dice anche "Siate misericordiosi, come è misericordioso il Padre vostro". Questa è la richiesta di Dio: essere buoni come Lui! Non "un po' meno del Padre" o "al massimo che potete", no: proprio come il Padre. Come facciamo noi uomini ad essere misericordiosi come Lui che è infinitamente buono, onnipotente e riesce ad amarci nonostante tutti i nostri difetti? Probabilmente se Gesù ce lo dice è perché sa che possiamo farlo, possiamo essere come il Padre (e dopotutto ci ha creati a Sua immagine).

Sara Sorrentino d'Afflitto, studentessa dell'ultimo anno al liceo classico Torricelli di Faenza

 

 

27/02/2019 10:35 Pit Bum
Mi piacerebbe leggere da Sarà Sorrentino :
- ha apprezzato qualcosa?
- dispiaciuta da altro?



27/02/2019 08:07 Sara
"Parte un dialogo che usa le parole di Sara come pretesto."

Come ho detto molte volte è proprio la formula del testo+commenti che è farragginosa, perché a volte non è facile commentare quando il testo di suo è già condivisibile.
Anzi mi pare che sia molto peggio quando il testo non riceve nessun commento perché vuol dire che non ha suscitato interesse.

Una community non è un giornale.
È un insieme di persone con le loro storie, il loro carattere e i loro difetti che viene fuori nel tempo. È in questa comunità che i ragazzi dovrebbero entrare per svecchiarla.
Anche in Chiesa.



27/02/2019 07:43 Sara
Scusa Sergio ma perché i ragazzi non scrivono con noi? Sotto non sopra, voglio dire. Su Cattolici Romani scrivono tranquillamente insieme agli adulti, del resto a 18 anni si è adulti, io in quinto ho frequentato un campo base per educatori e facevo la catechista già da anni. A 24 mi sono sposata.
Avete un po' l'atteggiamento del genitore spazzaneve mentre i ragazzi andrebbero incoraggiati a buttarsi anche quando le condizioni non sono l'ideale. Perché ideali nella vita non lo saranno mai. Non ci sarà mai la comunità perfetta per buttarsi, è se ti butti dentro che forse la comunità sarà un po' meglio.



27/02/2019 07:20 Sergio Di Benedetto
Non è irrispettoso nominare TdC, ma farlo in un contesto in cui non c'entra. La ragazza si espone, e mi creda non è facile,commentando con una foto e qualche riga il vangelo. Parte un dialogo che usa le parole di Sara come pretesto. È l'atteggiamento che spesso noi adulti abbiamo con i giovani in campo ecclesiale: non li prendiamo sul serio perché già sappiamo cosa manca loro, cosa sbagliano e perché sbagliano. Diamo loro consigli di lettura non richiesti hanno quando stanno provando loro a dirci qualcosa, ma di quel 'qualcosa' a noi pare non interessarci molto, perché ci interessa di più continuare a dialogare tra noi (spiace poi leggere che non c'è spazio di dialogo quando quasi ogni post ha un'ampia messe di commenti, spesso tra pochi).


26/02/2019 10:57 Sara
E comunque Sergio a 19 anni (mio fiio ne ha uno in meno) si vota, si ha già la patente e si può anche leggere T. De Chardin se lo si reputa interessante per il proprio percorso di fede. A me in Cattolica appena arrivata hanno buttato in mano Introduzione alla fede di Kasper ritendolo evidentemente adeguato alla mia età.
In che senso nominare TdC sarebbe irrispettoso?

Seriamente.



26/02/2019 09:47 Pietro Buttiglione
VINO fa rif.to alla Parola.
NUOVO, IMHO, a noi ACQUA che riusciamo a far sgorgare vino, con l'aiuto dello Spirito.
Ma, sempre IMHO, NUOVO anche come al di fuori dei soliti percorsischemiabitudini.
Il che investe TUTTA la Messa ( cfr omelia), ma addirittura la LITURGIA.
Percorsi NUOVI. Spesso ai margini, xchè proprio la Storia e la Teoria della evoluzione
ci hanno insegnato che da essi nasce la NUOVA vita che impedisce la sclerosi dilagante nella CC.
Se in questi punti base VN non si riconosce, io non mi riconosco in VN.



26/02/2019 09:22 Sara
Il problema della teologia è che spesso è mal considerata per cui un'operazione commerciale come quella di Mancuso ottiene grande successo mentre autori anche molto più "sostanziosi" vengono ignorati.

Nell'ultimo giro in libreria che ho fatto ho notato questo testo (ad esempio)

https://www.ibs.it/invincibile-speranza-libro-christian-de-cherge/e/9788871054131

E ad un rapido carotaggio mi è parso stupendo.

A quante persone arriverà?

Eppure Glossa è la casa editrice della facoltà teologica del settentrione, diretta da Mons. Sequeri se non ricordo male.

Come ho detto molte volte è il punto di raccordo verso il grande pubblico che manca.



26/02/2019 09:10 paola
Ma perchè su questo blog, appena si comincia a discutere, non litigare, ma a parlare liberamente, si viene bacchettati? Credete forse che spegnere le idee serva a qualcosa? E poi scusate, potete chiudere i commenti, se vi dà così fastidio che qualcuno dica qualcosa fuori dal coro.
Sara ha nominato Mancuso, di cui non avrei parlato, ma ora vi chiedo, è innegabile o no che abbia intercettato un bisogno di Dio, diverso da quello tradizionale, che magari teologi più di elite, allineati o meno alla Chiesa, non riuscivano a fare? bisogno, che comunque la si pensi esiste, in persone che non si sentono più rappresentate da una Chiesa che sentono sempre meno dotata di spiritualità genuina, e in ogni caso, pensate che il semplice non parlarne, risolva il problema? Continuiamo a fare gli struzzi?
Non vi ponete il problema del perchè le Chiese si svuotino e soprattutto non avete a cuore un'umanità che, anche per le colpe della Chiesa, è sempre più lontana da Dio?
Non è meglio parlare in libertà di ciò in cui si crede, da persone civili, cercando di trovare un punto di incontro?



26/02/2019 08:30 Pietro Buttiglione
X Sergio
1) se ci si limitasse a convenevoli o similia questo diventerebbe un teatrino con voi attori e noi spettatori. In cui voi siete gli affiliati, di riffa o di Raffa.
Non credo VN sia questo
2) il tema del post è la misericordia=amore e raccorda Padre e noi.
Davvero il punto Omega di TdC non costituisce una interessante proposta ?
E se qualcuna dice: mai letto posso..??



26/02/2019 07:34 Sara
E in ogni caso io l'ho nominato in senso assolutamente potivo, è forse il teologo più ottimista dell'ultimo secolo, è stato Pietro a borbottare sulla CC.
Volevo anche aggiungere un commento su TdC e la messa cosmica e come vivo questo forte senso di comunione nella mia parocchietta, fortuna mi sono trattenuta...

P.s.



26/02/2019 07:23 Sara
TDC era riferito alle parole di Paola sul divenire e la costruzione del regno.

Commento 15.08 è successivo di Paolo.

Poi Pietro ha agganciato i guai di TdC con la CC e io ho aggiunto che non è l'unico ad averli e possiamo anche tenere fuori il discorso per una volta.

L'ultimo su Queiruga non lo dovevo scrivere questo è possibile, però gli altri non sono fuori tema, sinceramente.
Leggendo il filo dei commenti...


Buon giorno in ogni caso.



26/02/2019 06:58 Sergio Di Benedetto
Scusate, ma cosa c'entrano i vostri commenti su Muller, Teilhard De Chardin e soci con il commento al Vangelo domenicale di una ragazza di 19 anni? Vi sembra rispettoso verso quello che ha scritto?


25/02/2019 20:45 Sara
Tra quelli contrastati dalla Cdf io ero tentata da Torres Queiruga, però, bho, non sono sicura sia così interessante.

Qualcuno conosce?



25/02/2019 20:43 Sara
Che noia Pietro, anche Muller adesso è perseguitato dalla CC,anzi l'ha cacciato il grande capo in persona, uno ad uno e palla al centro,
E poi la Cdf se la prende con i teologi in gamba, prenda Mancuso, non si sa che farebbe per una bella accusa di eresia, e invece nulla. Non se lo filano nemmeno di striscio...

Si legga TdC e finiamola lì.



25/02/2019 20:38 Pietro Buttiglione
Theilard fu perseguitato dalla CC fino alla perfidia finale di impedirgli di morire nella sua amata patria, la Francia e mandarlo dalla Cina a morire in USA. La perfidia proseguī nel boicottare la traduzione delle sue opere, che dovetti leggere in francese, visto che non conoscevo il russo..
Di quale terribile eresia si macchiò?? Cercœ di sdoganare la teoria dell'evoluzione. Oggi accettata dalla CC. Terribile!!
PS. Oggi non credo al suo punto Omega che "storico". Lo vedo piuttosto come facente parte del Regno di Dio, dello Spirito.



25/02/2019 18:07 Paola
Sì Sara, De Chardin diceva cose simili,secondo me è stato un grande pensatore, ma anche io non ho letto sue opere, inoltre sono molto ignorante, quindi non mi avventuro più di tanto perché rischio di dire cavolate. Comunque al di là di tutto, come si diceva stamattina, contano i fatti e i risultati, che si vedono nelle piccole cose, le strade sono tante e secondo me tutte rispettabili, se percorse in buona fede.


25/02/2019 15:08 Sara
"Secondo me l'umanità è in cammino, siamo in una struttura dinamica, ma lo Spirito che tutto pervade non muta e supera il tempo, questo è l'eterno dentro di noi e al quale dobbiamo guardare."


Questa immagine ricorda Teilhard de Chardin.

https://www.aggiornamentisociali.it/articoli/pierre-teilhard-de-chardin-una-ricerca-che-fa-dialogare-scienza-e-fede/


E' un autore che conosco senza averlo mai letto, però le sue parole lo ricordano molto.

P.S. teologia cattolica è come la borsa di Mary Poppins: ci si trova veramente di tutto. :-)



25/02/2019 12:20 Paola
Aggiungo una postilla: lo scopo non è essere buoni, così tanto per. Lo scopo è far emergere la parte buona di noi, quello Spirito, appunto che ci abita e immetterlo nel mondo consapevolmente. L'essenza di ognuno di noi è Amore, solo andando in quella direzione, che passa inevitabilmente dalla compassione, dalla condivisione, non rinneghero' me stesso. Quindi amare è paradossalmente un atto egoistico, amo perché non posso fare altro, e se non lo faccio non faccio un dispetto a qualcuno, ma a me.


25/02/2019 10:57 Paola
Io non ho grandi conoscenze filosofico-spirituali, sento solo il bisogno di fare luce dentro me stessa perché credo che le risposte arrivino da lì. Secondo me l'umanità è in cammino, siamo in una struttura dinamica, ma lo Spirito che tutto pervade non muta e supera il tempo, questo è l'eterno dentro di noi e al quale dobbiamo guardare.Siamo esseri divini, perché una parte di Dio , di quello Spirito che tutto pervade, ci appartiene e noi apparteniamo ad Esso.

Poi, però, tutto questo bel discorsetto va messo in pratica, è come? Secondo me, partendo dalle cose semplici, una semplice preghiera, un banalissimo rosario in mano, non serve mica la meditazione zen, basta la semplicità, l'umiltà di riconoscersi in cammino, e volersi migliorare, partendo appunto dalle piccole cose quotidiane. Forse lo scopo è di essere un piccolo sole per quelli chi ci passano accanto.. (questa frase non è mia, l'ho letta da qualche parte, ma mi piace e me la ripeto spesso.. )



25/02/2019 10:26 Pietro Buttiglione
Scrivo x chi nn mi risponde ( forse manco mi legge..😿..
1) Se Paolo nn si fosse aperto allE GENTI quale universale ( katholikos??).
2) quei focolarini aperti a TUTTI, quelli che hanno costruito decenni fa centri di INCONTRO in Africa, in Turchia, in area luterana... a cosa tendono? Quelli che favoriscono in tutto il mondo la nascita di società di lavoro comunitarie.. a COSA tendono? Alla MASSONERIA forse?? Ad una setta nascosta e segreta? E sarebbe questa che poi, a detta della mia interlocutrice zitta, vorrebbe unire tutta l'umanitá?? Attaccare la presa, p.f.
Vorrei tanto che tutti noi ci renderemo conto della fase di cambiamenti epocali che viviamo e delle tremende sciagure ma anche opportunitá che abbiamo. Per favore idee chiare e coerenti.
Ad es.se tu massone hai un obiettivo che condivido..mettiamoci assieme.
Basta con le guerre contro tutto e contro tutti. Non abbiamo né le forze né il mandato (la cosa + importante!) né la credibilità



25/02/2019 09:48 Francesca Vittoria
La studentessa si pone molte domande: ogni atto di perdono si trasforma in fatica a metterla in pratica è ad ogni azione di bene speriamo di ottenerne qualcosa in cambio. Ma è logico, naturale tutto questo che non deve stupire. Senza queste azioni, la prima richiede sacrificio e che sacrificio, che è ciò che offriamo a Dio, un sacrificio il cui profumo sale a Lui gradito, se leggiamo la Parola antica. L'azione di bene che ne è implicita o separata alla prima ha lo stesso scopo, anche se non ne venisse il bene di ricambio. È qui comunque entra Lui, Dio, non è detto che perché agiamo secondo la Sua Parola, ne vediamo subito i risultati. Da esperienza e, posso assicurare che non ci è dato conoscere la mente di Dio se non qualcosa dopo tempo, quando il risultato delle nostre azioni e altrui nel tempo danno frutto, e fa stupire quale frutto, non da noi possibile immaginare prima, questo è evidente non ci è dato di conoscere mentre la Mente di Dio vede tutto il prima, il durante, il dopo. Forse i chiromanti, altra credenza umana hanno cercato di attingere questo segreto che Dio custodisce. Comunque anche la Misericordia e dunque una conseguenza anche di questo nostro agire iniziale, fondato è fatto per fede nostra, che Egli ci fa vedere a distanza di tempo come prova della verità della sua Parola che se ascoltata produce frutto. Ci sentiamo costretti a aiutare il fratello e passare sopra i torti subiti;non solo aggiungo, ma a non odiarlo anzi a provvedere se in stato di bisogno,malgrado essere stati offesi, derisi e altro quando questo si sentiva Dio.
Si, anche noi da umani a pensarci, dopo però aver provato certa esperienze, possiamo provare una parvenza di quella misericordia che Dio il Misericordioso elargisce al genere umano nel volerlo salvare dalla miseria in cui molte volte lo vede vivere.
Misericordia, anche dalla Chiesa che oggi dimette molti suoi membri e intende curare le ferite di chi è stato da questi lasciato, ferito, mezzo morto ai margini. Essa pur punendo non dimentica l'uomo , non inferisce su quell'uomo come la folla vorrebbe, ma gli lascia una chance, la libertà di cercare una altra via di redenzione, anche questa è una luce della Misericordia a imitazione di quella divina. Non possiamo conoscere il futuro di uno "spretato" lo sa Dio.
Francesca Vittoria



25/02/2019 09:42 Sara
Io penso che il cattolicesimo in fondo abbia sempre offerto una vita mediana a tutti. Certo ci sono i grandi santi, però in fondo basta poco anche nella vita reale: esci di casa e sorridi al tuo vicino invece di incavolarti, per questo si "difende" la famiglia, perchè è il primo luogo dove si impara a voler bene agli altri.

Dopo, forse, puoi arrivare a vette più ambiziose, però non è detto che sia la strada per tutti.

Detto da una che ha un carattere che è una vera iattura, quando ero bambina chiedevo sempre a Dio di farmi diventare buona e invece buona non lo sarò mai veramente, forse per questo ci tengo tanto a non essere per lo meno cattiva.



25/02/2019 09:34 Paola
Concordo con Sara, non è facile per niente e più che le belle parole contano i fatti. Credo infatti che, al di là di come la si pensi, basterebbe un po' di buona volontà nel venirsi incontro, nel capirsi, e già saremmo a buon punto. In fondo nasce tutto dalle cose semplici, e noi siamo abilissimi nel complicare ogni cosa, però è anche vero che parlare di questi argomenti aiuta a riflettere, a farsi un esame di coscienza, e in tempi di materialismo lo considero comunque un bel segno.


25/02/2019 08:57 Sara
"Invece nasce solo dalla relazione. Porsi davanti all'altro. Magari schifoso x il ns pensiero. Magari puzza. Cercare di SENTIRE CHI è. Veramente. Amarlo a qs punto è un tutt'uno. Ę nativo. È bellissimo."

E' anche vero che bisogna anche trasmetterlo questo amore, scrivo qua da 7 anni e Maria Teresa Pontara Pederiva mi ha detto che sono un troll che si inventa le cose, non basta scrivere tanti articoli sul dialogo e sull'ammmore per dialogare e amare veramente.

Anzi, a volte è meglio il contrario: essere ruvidi in teoria e amare in pratica. L'Amore non va sbandierato, si vede anche in tante piccole cose.



Detto ciò: Platone nel simposio parla dell'amore come un ascensore. Al piano terra c'è l'amore per una persona o un qualche cosa che ci procura piacere, poi si sale di piano in piano fino ad arrivare al Bene: l'amore disinteressato, l'agape per i cristiani, per questo il legame tra cristianesimo e filosofia greca ha resistito per due mmillenni.

L'amore che viene dal cuore e dal piacere reciproco di stare insieme è l'amore più facile, più immediato, è arrivare al Bene di Platone o all'amare i propri nemici di Gesù che è veramente difficile...


Giovanni della Croce nella notte oscura dice che ad un certo punto bisogna superare anche il piacere della preghiera, devi asciugare le tue emozioni, perchè c'è poco da fare all'altro arrivi se rinunci a qualche cosa di te.

E non è facile per niente.



25/02/2019 08:10 Maria
A me sembra che facciamo tanta teoria è tanto sentimentalismo perche’ poi nelle situazioni concrete della vita e’ li’ che si misura quanto veramente nel PROFONDO del nostro essere e non solo con patina superficiale ed emotiva amiamo e perdoniamo il nostro nemico come Gesu’.
Siamo tutti fratelli, dobbiamo contribuire tutti a costruire la grande casa universale, sono idee massoniche , illuministiche e filantropiche. Ma il messaggio di Cristo e’ piu’ profondo della fratellanza e della beneficenza e della costruzione della casa comune e il Dio di Gesu’ non e’ il Grande Architetto dell’ Universo. Gesu’ ha amato e perdonato coloro che lo crocifiggevano Sarebbe come dire che un ebreo del
secolo scorso amasse e non odiasse i nazisti che sterminavano lui e la sua famiglia. Sarebbe come dire che la madre di Giulio Regeni ami e perdoni e non odi chi le ammazzato il figlio. Amare il proprio nemico e’ OLTRE le forze umane. La filantropia, la beneficenza , la fratellanza universale di stampo massonico, la generosita’ , il pacifismo, sono tutte buone cose a livello umana ma mancano di un qualcosa di fondamentale: La Grazia. Solo per Grazia infatti, non per le nostre forze, noi uomini possiamo fare qualcosa di buono, è davvero amare come Dio ama. Solo per Grazia , e per i meriti di Nostro Signore Gesu’ , che ha dato il suo sangue per noi possiamo immergere la nostra anima in quella Luce spirituale che ci fa capire come ama Dio.
Altrimenti trasformiamo come stiamo facendo il Cristianesimo in un umanesimo come un altro, forse piu’ vagamente sentimentale , come appunto puo’ essere l’ utopia della fratellanza universale e della filantropia di stampo illuministico-massone.
Senza la Croce di Cristo non c’ e’ salvezza e non c’ e’ neppure la possibilita’ di amare i nostri nemici come Dio ama. Anche gli Apostoli cominciarono ad amare i nemici solo dopo la Pentecoste , quando Dio nando’ Loro lo Spirito. Prima anche loro, anche San Pietro non porse affatto l’ altra guancia ma cerco’ di lottare con la spada contro i servi del Sommo Sacerdote che venivano ad arrestare Gesu’ . Senza la Grazia siamo solo uomini, e gli uomini da soli non possono diventare come dei , i santi non si fanno “ santi” da soli per via di sforzi sovrumani di bonta, ma oerche’ Come recipienti vuoti si fanno riempire dalla Grazia ’ senza opporre resistenza.
le nuove eresie che stannonrisorgendo di stampo gnostico-pelagiano stanno illudendoci di poter costruire il Paradiso, o la “ Grande case universale” qui in terra con le nostre sole forze e col “ progresso” e con le conoscenze sempre piu’ illuminate e con i diritti sempre piu’ estesi e con la liberta’ senza piu’ limiti.Crediamo di essere buoni e poter senza dubbio amare i nostri nemici. Ma se non amiamo neppure piu’ Dio ?..



25/02/2019 07:21 Pietro Buttiglione
Volendo condividere qui il pro_fondo:
Ci sono Persone/Spiriti ( preferisco ad anime) con cui siamo più in Unione. Inutile, piccino cercarne motivazioni. É sempre stato così con la mia sposa, pur tanto diversa da me.

Siamo appena stati a trovare due nipotine gemelline Io mi sono sempre sentito unito ad una. Non sapeva che andavo anche io (deciso la mattina, anzi la notte. Mi manda un msg straziante. Nonno! Xchè nn vieni anche tu? Quando potrò ABBRACCIARTI?
NB io nn sono di smancerie, affatto.
Vi risparmio incontro e attenzioni impensabili con cui mi ha espresso se stessa.
Questo sabato.
Ieri sera sono ritornato qui da solo in treno, tardi. La terza coeva, Maya: stesso msg straziante: pur stanchissimo sono passato da lei: stesso abbraccio stretto stretto..

A qs punto forse riesco a passarvi le due considerazioni maturate:
1) questo LEGAME particolare spacca il tempo, non nasce dalle esperienze avute, è un legame ETERNO, che vive tra tutte le nostre vite INTERE, e quindi anche oltre la morte.
2) ma allora sto amore cristiano x il prossimo che cincentra ( direbbe Sarà)??
-- resto convinto che SOLO se percepiamo l'Amore di Dio che pervade il mondo della vita, in modo cosciente o incosciente, diventiamo capaci di questo
---questo "amore" non è nè naturale nę istintivo e non riguarda affatto i nostrani.
, Come sostiene il ministro leghista Ferrari..
E manco è questione di educazione ( Fromm)
---- Invece nasce solo dalla relazione. Porsi davanti all'altro. Magari schifoso x il ns pensiero. Magari puzza. Cercare di SENTIRE CHI è. Veramente. Amarlo a qs punto è un tutt'uno. Ę nativo. È bellissimo.



25/02/2019 01:50 Sara
"Condivido l'idea di una umanità unita come una cosa sola."


https://www.youtube.com/watch?v=BPNTC7uZYrI


Nel fondo del mio cuore io mi sento così, ma spesso sul cuore si deposita la polvere e diventa tutto più difficile.

Buona notte.



24/02/2019 22:08 Paola
Condivido l'idea di una umanità unita come una cosa sola. Mi piace l'immagine di noi essere umani come particelle di un'unica cellula, ogni particella è separata, ha un suo compito specifico, ma è parte di quella cellula. In questo senso il mio prossimo è un'altra parte di me, quindi lo amo come ne stesso perche in lui mi riconosco, siamo diversi, ma facciamo parte dell'unica Fonte comune ed in virtù di questa ci riconosciamo fratelli e lavoriamo insieme per quello che Gesù chiamava Regno di Dio.


24/02/2019 19:38 Sara
Pietro lei a volte, abbia pazienza, mette insieme le mele con le pere, si legga piuttosto questo articolo di Ravasi (dal solo di oggi) su Niebuhr e Peterson.


http://80.241.231.25/Ucei/PDF/2019/2019-02-24/2019022441410872.pdf



P.s. Ha ragione Paola

"Nella pietà che non cede al rancore madre ho imparato l'amore"



24/02/2019 16:47 Pietro Buttiglione
Vedi Paola, io parto dalLA domanda: xchè il BIOS? Pur nn essendo creazionista cerco di decifrare il senso dell'evoluzione. Mi chiedo in vista di CHE COSA l'uomo??
Unico che può capire il mondo? A parte che ormai siamo in panne, ma capire in vista di che? Davvero l'unica risposta possibile, che deve partire da noi ma coinvolgere tutta l'umanità, è che siamo tutti fratelli, che siamo una cosa sola, che lo Spirito pervade tutto e in Lui ci riconosciamo parte.



24/02/2019 10:35 Paola
"Ama il tuo prossimo come te stesso" ci è stato presentato come un comando esterno a noi, ma sappiamo bene che ogni comando, se non è ben compreso, alla prima occasione non verrà rispettato. Forse bisognerebbe risalire al perché, al senso primo della nostra vita, quale è lo scopo?
Così come quando si costruisce una casa, e c'è un progetto a cui via via partecipano tutti, dal primo ingegnere all'ultimo manovale, e tutti sono utili nella stessa misura,perché quella casa venga su bene, , così credo che il fine della nostra vita sia la costruzione di un mondo migliore che, per essere un progetto che funzioni, ha bisogno dell'impegno di tutti quelli che a quel progetto partecipano, dal più grande al più piccolo, ma tutti ugualmente necessari. Finché il lavoro sarà per se stessi, senza capacità di una visione più ampia, non solo non ameremo i nostri nemici, ma arriveremo addirittura ad odiare la nostra stessa vita, perché fermi solo al compito assegnatoci in sé,che magari ci sembra non rispettoso delle nostre capacità, senza vederne appunto lo scopo ultimo.
Credo che il problema di noi uomini sia un po' questo, aver smarrito il senso, su questo occorre lavorare, secondo me.



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