Le parole della fede secondo Müller
di Gilberto Borghi | 12 febbraio 2019
Che cosa rivela un'analisi lessicale del «Manifesto della fede» diffuso in questi giorni dall'ex prefetto della Congregazione per la dottrina della fede?

Mi sono permesso di sottoporre il testo del Manifesto della fede del card. Muller ad una analisi lessicale. Lo so è scorretto. Si potrebbero, infatti in questo modo, rivelare le tracce profonde, non sempre consapevoli, che guidano il pensiero di uno scritto. Ma io sono un peccatore e lo ammetto. Mi permetto perciò qualche riflessione sui numeri che ne sono derivati.

L'area più coperta dalle parole significative è quella ecclesiologica, il 28%. A guardare questi termini appare evidente come 2 su 3 siano legati al ruolo sacramentale che il sacerdote svolge all'interno di essa. (ad es. sacramento, ordinazione, confessione, comunione, battesimo, sacra, vescovi, sacerdoti, potere, maestri). Una sola volta appare il termine popolo: "Compito del Magistero della Chiesa nei riguardi del popolo di Dio è quello di salvaguardarlo dalle deviazioni e dai cedimenti", dove è palese che il magistero e il popolo siano due entità diverse. Mai compaiono le parole mistero, comunità, servizio, carisma, riferite alla vita ecclesiale. Due volte compare la parola ministero entrambe riferite al potere del sacerdote, una sola volta appare il termine comunione, ma riferito all'essere in comunione con la fede, intesa come un deposito astratto di verità da credere.

Al secondo posto si piazza l'area antropologica con il 23% di parole significative. Due su cinque ricoprono la base essenziale di questa area: ad es. uomo, persona, vita. Altre due su cinque attengono invece all'area dell'adesione razionale a Cristo: ad es. fede, verità, luce, dottrina, catechismo. L'ultima su cinque riguarda l'area percettiva sensoriale emozionale: ad es. vergogna, terribile, beatitudine. Nell'appello finale si legge: "Chiediamo al Signore di farci conoscere quanto è grande il dono della fede cattolica". Una frase che incornicia bene il quadro antropologico: un uomo molto centrato sulla testa, illuminata dalla fede, volto a cogliere una verità su Gesù Cristo, che porta però in sé l'obbligo interiore di doverla riconoscerla e crea quindi la paura di essere sconfessata. Non c'è traccia della fede come di una relazione tra persone (l'uomo e Dio) e dei concetti di adesione libera a Cristo, o della gradualità di tale adesione. E soprattutto sembra che il mondo emozionale dell'uomo sia irrilevante rispetto alla fede, se non quando segnala la paura di essere condannati. Anche la parola amore compare due sole volte, non riferita né a Cristo, né all'uomo, ma alla verità che da Cristo arriva, ed in entrambi i casi è posta sotto il segno della paura (rifiutare l'amore causa la dannazione eterna).

Ciò è in sintonia con la lettura cristologica, terza area semantica più gettonata, col 18%. Salvezza, redenzione, sacrificio indicano come Cristo si sia incarnato solo per "redimere" l'uomo dalla stato di peccato, che essenzialmente è non riconoscere la verità di Cristo stesso. La grazia infatti è citata solo due volte e sempre in connessione con la possibilità di riconoscere la verità. Noi sappiamo bene come la cristologia neotestamentaria sia molto più larga e veda nell'incarnazione di Cristo anche la realizzazione piena della creazione, che da sempre lo attendeva. Perciò sottolinea anche la glorificazione e la resurrezione di Cristo. Nel testo invece, la gloria di Cristo è citata una sola volta, in rapporto non a suo essere incarnato, ma al suo stato finale nel regno, mentre di resurrezione di Gesù non si parla proprio.

Sarà forse per questo che le parole relative all'area biblica compaiono solo per il 2,9%? Mentre di etica si parla quasi per il 10%. E qui campeggiano termini molto eloquenti: peccato, legge, comandamento, ammonire, volontà. Ovviamente non esistono termini come libertà e discernimento. La parola coscienza compare una sola volta per dire che non è adeguatamente formata. La parola misericordia compare una volta come causa per adempiere i comandamenti e una seconda per indicare che ripristinare la verità è un'opera di misericordia spirituale. La parola carità non compare mai. Un'etica nettamente segnata solo dal dovere, quasi kantiano, del rispetto della regola, dove la volontà volente si deve imporre su un mondo psichico ed emotivo che non ha alcuno spazio positivo possibile nella vita di fede. E in cui la grazia è solamente una luce aggiuntiva alla nostra comprensione della verità, ma non tocca le nostre "passioni".

Infine uno spazio particolare è riservato alla dimensione escatologica e i novissimi, il 5% delle parole significative. Qui due parole su tre sono connesse a due soli concetti: morte eterna e giudizio di Dio. Ora, benché l'area delle parole con cui si descrive Dio arrivi al 12%, in essa non prevale mai il tono del Dio misericordioso. A sottolineare, se ce ne fosse ancora bisogno, una concezione di Dio principalmente legata al concetto di giudice.

In tutta onestà, a me sembra davvero un manifesto molto riduttivo della fede. Che si lega ad una visione teologica della fine '800, inizio '900. Non è questo però che mi fa problema. Ognuno può scegliere di desiderare di vivere nell'epoca che vuole. Quello che non accetto è che una visione limitata e parziale della fede sia spacciata per la visione globale e perfetta, visto il titolo, il tono e la risonanza cercata nella pubblicazione del testo. Qui davvero si vede come avesse ragione chi, in tempi non sospetti, scriveva: «Un pensiero puramente sistematico, che ammette soltanto la presente forma giuridica della Chiesa come criterio delle sue riflessioni, e quindi necessariamente teme che qualsiasi movimento al di fuori di essa sia cadere nel vuoto, si radica nella estraneità alla storia e quindi in fondo in una "carenza" di Tradizione, cioè di apertura verso l'insieme della storia cristiana» (futuro Benedetto XVI). Non mi risulta che, da Papa, abbia mai smentito questa affermazione.

 

Foto: Elke Wetzig

 

18/02/2019 10:43 Sara
Tra l'altro è più concreto dire che il sacramento unisce due persone con sicurezza che non buttarla sul "chi può decidere come fa Kasper".

Cosa c'è di concreto nel dire "chi può decidere" di fronte ad una coppia? E' una coppia si o no? Quello con cui vivo da 23 anni è mio marito si o no?

Più concreto di così...

Aiuta tantissimo partire anche dalla semplicità: si è mio marito, l'ho scelto, ne ero consapevole e continuiamo il viaggio insieme con l'aiuto del signore...



18/02/2019 10:32 Sara
Il manifesto non gli è venuto granchè, del resto Muller va ramingo da un anno e sarà abbastanza incavolato.

La sua Dogmatica invece è molto bella e fresca nello stile, ha anche curato l'edizione italiana di diverse opere di Bonhoeffer (io ad esempio ho Vita Comune che è un testo assolutamente delizioso e consigliatissimo)

Non è un sciocco bacchettone come l'articolo di Borghi potrebbe lasciare intendere.


Tra l'altro Gutierrez (e la teologia della liberazione) l'ha sdoganato lui, lo ha ammesso il grande capo proprio in questi giorni:



"Gutierrez il peruviano. E oggi noi vecchi ridiamo per quanto ci eravamo preoccupati riguardo alla teologia della liberazione. Quello che allora mancava era la comunicazione all’esterno di come le cose stavano per davvero. C’erano molti modi di interpretarla. Certo, alcuni sono scaduti nell’analisi marxista. Ma vi racconto una cosa divertente: il grande perseguitato, Gustavo Gutiérrez, il peruviano, ha concelebrato la Messa con me e con l’allora prefetto della Dottrina della Fede, il card. Müller. Ed è successo perché proprio Müller me lo portò come suo amico. Se qualcuno a quell’epoca avesse detto che un giorno il prefetto della Dottrina della Fede avrebbe portato Gutiérrez a concelebrare con il Papa, lo avrebbero preso per ubriaco."

Io ho conosciuto Gutierrez tramite Muller dopo che era stato eletto a prefetto ben prima del bergoglismo imperante, (e secondo me è stato Ratzinger a farlo dietro di lui) per cui: non è che uno vuole fare la dogmatica la maestrina o essere non cristiana come dice Yolanda, però nemmeno si può liquidare una figura particolare e un'esperienza forte e concreta con un post di poche righe basandosi sul suo breve scritto.


Secondo me in molte cose ha ragione, proprio perchè viene da un'esperienza molto solida, io sinceramente preferisco sempre la solidità, forse perchè nella vita sono stata male e quando si sta male e si vive un forte senso di precarietà si ha bisogna di un punto di riferimento.

Anche per metterlo in discussione o scavalcarlo andando oltre, ma hai bisogno per partire di un qualche cosa che ti tenga stretti i piedi.

Per cui ha ragione a dire che non si capisce più nulla e questa confusione non aiuta nessuno.


Troviamo un punto di accordo volendo però se la Chiesa non ti da risposte a che serve?



18/02/2019 00:25 Giuseppe S.
Mi sembra che i commenti si siano un po' allontanati dal tema e dalle osservazioni del post, che invece trovo molto interessanti.
L'analisi lessicale mi sembra riveli "numericamente" una sensazione che a me ha colpito leggendo il testo in modo più semplice: la distanza tra il proposito del "Manifesto", ben spiegata all'inizio, e l'efficiacia della sua realizzazione.
Mi spiego: si dice inizialmente che lo scopo è dare "pubblica testimonianza verso la Verità della rivelazione. .... A proposito ammoniva l’Apostolo: «A voi infatti ho trasmesso, anzitutto, quello che anch’io ho ricevuto". Si parla essenzialmente di fede da testimoniare e trasmettere, il proposito quindi più alto, del valore paragonabile al Vangelo. Provate però a far leggere questo testo in blocco ad una persona che non sia già addentro/formata/consueta con il linguaggio, la teologia, le verità morali del catechismo: scommetterei che la maggior parte delle persone non capirebbe o rimarrebbe indifferente da quanto c'è scritto, magari chiedendosi cosa ci sia di affascinante in una costruzione così astratta e rigida in cui vogliamo incasellare la Verità ultima dell'esistenza umana, riducendola ad alcune paginette di sintesi.
Questa è almeno la sensazione che io provo, cercando di leggere il testo in modo distaccato dalla mia formazione.
Occorre davvero presentare il Cristianesimo e Gesù come un pacchetto completo, definito e rigido di verità gestite in esclusiva dall'Ordine sacramentale? Può un messaggio di questo tipo veramente convincere ed affascinare qualcuno?
Posso proporre ad un collega non credente questo testo per trasmettergli in qualche modo il significato della fede? Alla fine, queste parole sono interessanti per la mia esistenza, le mie scelte, il mio destino? Davvero la straordinaria evoluzione dell'esistenza umana e il suo significato può essere ridotta a 4 pagine di "sana dottrina"?
Personalmente ne dubito, e penso che continuare a concentrarsi su questo approccio permetta solo di recintare ostinatamente una verità che rischia di diventare irrilevante per la maggior parte delle persone. Forse, oltre alla verità, un po' più di umiltà non guasterebbe....



14/02/2019 16:10 Sara
"Come presunto "protetto" di McCarrick il nuovo Camerlengo è stato attaccato dal "dossier Viganò". Farrell si è difeso dalle accuse dell'ex Nunzio anche pubblicamente, sostenendo di non aver mai saputo nulla degli abusi dell'ex cardinale di Washington. Da questo punto di vista è significativo che la sua nomina a Camerlengo avvenga nell'imminenza della pubblicazione della Decisione della Congregazione della Dottrina della Fede nei confronti di McCarrick ( quasi sicuramente la laicizzazione). Dopo che, evidentemente sono state svolte accurate indagini sul suo conto. Una scelta che denota una buona dose di coraggio da parte del Papa avendo il nuovo camerlengo avuto a che fare con due ecclesiastici condannati dalla Santa Sede per pedofilia Maciel e McCarrick.



Io ragazzi sarò un po' fissata, sarò non cristiana come dice Yolanda e ci sta, ho un caratteraccio e lo ammetto, ma con il summit sulla pedofilia in corso e l'America praticamente in rivolta era proprio necessario nominare come camerlengo della Chiesa un protetto di McCArricK?



https://www.huffingtonpost.it/2019/02/14/un-americano-nuovo-camerlengo-di-santa-romana-chiesa_a_23669458/?ncid=other_twitter_cooo9wqtham&utm_campaign=share_twitter


Un gesto distensivo, una mano tesa verso l'avversario invece del solito pugno, non è che si chiederebbe poi così tanto...



14/02/2019 14:15 Fabio
Grazie a Pietro e a Giuseppe per i loro efficaci e preziosi controcanti. E grazie a Gilberto per la sua rilettura di un testo che (forse per la sua stringatezza) non pare all'altezza del suo prestigioso autore.

Fabio



13/02/2019 19:03 Sara
Quando ho conosciuto mio marito avevo 19 anni, vivevamo a 450 km di distanza così primi tempi facevo fotografie e avevo un piccolo album dove le attaccavo.

Nella prima pagina avevo messo una foto mia e sua a Firenze il giorno in cui ci siamo messi insieme e cercando una frase bella e romantica ricordo che alla fine caddi sulla Genesi:

"Per questo l’uomo abbandonerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una sola carne."

Una carne sola: trovo enormemente offensivo che Papa Francesco insista a parlare di legalismo.

Cosa c'entra il legalismo con l'indissolubilità del matrimonio? Pensarlo vuol dire proiettare sugli altri sentimenti che sono solo tuoi e sono sentimenti bassi che disonorano il ruolo che ricopre.

Il Papa dovrebbe ricordare alla coppie che sono una sola carne anche quando non se ne ricordano più, stop.


Non dormo e ho gli occhi aperti per te
Guardo fuori e guardo intorno
Com'è gonfia la strada, polvere e vento
Nel viale del ritorno

Quando arrivi quando verrai per me
Guarda l'angolo del cielo
Dove è scritto il tuo nome, scritto nel ferro
Del cerchio di un anello

E ancora mi innamora e mi fa sospirare così
Adesso e per quando tornerà l'incanto

E se mi trovi stanco
Se mi trovi spento
Se il meglio è già venuto e non ho saputo
Tenerlo dentro me

I vecchi già lo sanno il perché
E anche gli alberghi tristi
Che troppo e per poco,
E non basta ancora ed è una volta sola

E ancora proteggi la grazia del mio cuore
Adesso e per quando tornerà l'incanto
L'incanto di te, di te vicino a me

Ho sassi nelle scarpe
E polvere sul cuore
Freddo nel sole
E non bastan le parole

Mi spiace se ho peccato
Mi spiace se ho sbagliato
Se non ci sono stato
Se non sono tornato

Ma ancora proteggi la grazia del mio cuore
Adesso e per quando tornerà nel tempo
Il tempo per partire, il tempo di restare
Il tempo di lasciare, il tempo di abbracciare

Ricchezza e fortuna, in pena e in povertà
Nella gioia e nel clamore, nel lutto e nel dolore
Nel freddo e nel sole, nel sonno e nel rumore
Ovunque proteggi la grazia del mio cuore
Ovunque proteggi la grazia del tuo cuore

Ovunque proteggi, proteggimi nel male
Ovunque proteggi la grazia del tuo cuore


https://www.youtube.com/watch?v=GuN1g5h7Uog



13/02/2019 18:11 Pietro Buttiglione
La buon'anima della mia amatissima mamma, tanto religiosa ma senza cervello all'ammasso, soleva dire:
Ma se è x qs tutti ci saremmo dovuti scocchiare!!
Intendeva che i motivi non mancherebbero a nessuno...
Azzardo io:
Ottenebrati dal ns EGO dilagante..
Vediamo solo uno dei due piatti della bilancia...
e magari siamo anche incapaci di pre-vedere il futuro...
Ed aggiungo, sconsolato: siamo entrati in una fase dell'umanità di autodistruzione... Cfr i suicidi, anche commissionati, e, ha ragione il Papà, gli omicidi dei nostri piccoli, anch'essi demandati ad ALTRI...



13/02/2019 17:46 Sara
"Che bello il Cristianesimo senza anatemi e codicilli, col CUORE in mano..."


Pietro nella mia parrocchia ci sono stati nell'ultimo anno 63 funerali, 28 battesimi 4 matrimoni.

Tra i catechisti solo una decina sono regolarmente sposati gli altri (la maggior parte) divorziati conviventi e separati.

Io ricordo che si cominciò quando ero ragazza (anni '80) a dire: tranquilli che con la diffusione delle convivenze non avremo più divorzi perchè uno prima si conosce, vede come va, è sicuro, non c'è la pressione dei genitori......


https://www.repubblica.it/cronaca/2016/07/07/news/matrimonio-143583963/

https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/09/06/istat-report-sulla-popolazione-in-calo-i-matrimoni-e-quadruplicati-i-divorzi/4607370/


Due sinodi sulla famiglia.



Per me si può anche abolire ripeto, se deve essere ridotto a una festa di compleanno e poco più è meglio un contratto in comune. Giuro, io oggi non mi sposerei.

La mia migliore amica del resto me lo ha detto chiaro e tondo: mia sorella è divorziata (il marito la tradiva e l'ha scoperto dal cellulare) le mie amiche sono tutte divorziate, che mi sposo a fare? Non si è sposata nemmeno quando è nato il figlio e ha fatto bene col senno di poi...



13/02/2019 17:17 Pietro Buttiglione
Ma di più e meglio!
Arrivare al matrimonio senza esperienze sex sia con l'altro che con gli altri: è BELLO!! Anzi BELLISSIMO
Se con una donna piace,, con CHI si ama, con CHI ci ama è meraviglioso!!
Se poi si riesce, con l'aiuto di Maria, a restare fedeli, difficilmente il matrimonio si romperà..
Ma siccome si è in DUE, persone libere, può succedere
Se ci sono dei figli, magari piccoli, x loro è sempre una catastrofe .
Responsabilitá.
Ma quanti oggi siamo adulti e responsabili??
Forse x qs le famiglie "mono"la oggi sono la maggioranza?
Giudizio.
Gilberto su questo ha insistito tanto: lasciamolo a Dio! E noi pratichiamo la misericordia, aiutiamo il fratello a trovare pace e serenità.
Che bello il Cristianesimo senza anatemi e codicilli, col CUORE in mano...



13/02/2019 17:01 Sara
"Davvero pensa che Francesco sia troppo accondiscendente nei confronti della rottura del vincolo matrimoniale per poter poi intervenire, a matrimonio fallito, con eccessiva misericordia nei confronti dei separati/divorziati (abbandonati o abbandonanti)? "

Più che accondiscendente l'ha proprio rotto il matrimonio come sacramento, non esisterà più come l'abbiamo conosciuto noi, altrimenti Kasper non avrebbe scritto: "Chi può decidere?" come se l'unione o meno di una coppia fosse qualche cosa da decidere: i ministri del matrimonio cristiano sono gli sposi e un matrimonio rato e consumato nemmeno il Papa ha il potere di spezzarlo, cosa devi decidere? Che due cardinali litighino pubblicamente su questi punti più che a Lutero rimanda allo scisma di Avinione. Vi rendete conto?

Prima o poi rimetteranno mano a una discussione migliore su quello che è però effettivamente ha ragione Muller, o butti il catechismo perchè come è scritto ora non serve più a nulla, oppure...


Tenere in piedi un simulacro ridotto a "dottrina astratta" e quindi inutilizzabile a che serve? E' ipocrita.

"Credo che ci si dovrebbe accoppiare a vita, come i piccioni o i cattolici." diceva Woody Allen e non varrà più....



13/02/2019 16:39 Giuseppe Risi
Sara: abbiamo capito tutti che questo papa non le sta simpatico, ora però mi pare che stia esagerando descrivendone ad ogni suo intervento una caricatura veramente poco veritiera. Davvero pensa che Francesco sia troppo accondiscendente nei confronti della rottura del vincolo matrimoniale per poter poi intervenire, a matrimonio fallito, con eccessiva misericordia nei confronti dei separati/divorziati (abbandonati o abbandonanti)?
In realtà, la Chiesa, continuando a promuovere il matrimonio cristiano in tutti i suoi elementi essenziali, sta semplicemente prendendo atto della realtà, cioè che tra 30 e il 50% dei matrimoni (religiosi o civili non mi pare vi sia poi tanta differenza) falliscono. Che facciamo? Diciamo a metà della popolazione (italiana almeno) che saranno dannati per sempre se non si rimetteranno insieme al ex-coniuge? O pensiamo che, confermando senza se e senza ma la prospettiva della dannazione eterna per i separati e divorziati, i coniugi d'ora in poi prima di separarsi ci penseranno due volte?
Io penso semplicemente che affermare i principi sia fondamentale, ma poi occorre rimanere vicino alle persone, in ogni situazione, anche le più difficili, senza pretendere che la realtà debba per forza rientrare, subito e senza mediazioni, in uno schema ideale. E' il giudizio caso per caso compiuto in coscienza e responsabilità in base a principi generali. Altrimenti ricadiamo nell'errore del fratello maggiore della parabola…
G.R.



13/02/2019 16:34 Yolanda
Tranquillo Pietro. E' quello di Sara un NON cristianesimo. Non vale la pena di prendersela. Non c'è commento che le sfugga per randellare Papa Francesco. Viene certo da indignarsi e sentirsi offesi.
A Sara ricordo: Due discepoli seguivano Gesù che chiese loro CHE CERCATE? Ed essi" maestro dove abiti?" "VENITE E VEDETE " ed essi andarono e stettero con Lui.
Cosa cerchi veramente con tutti questi interventi e con tali modalità? Giusto per cercare di capire te.....



13/02/2019 15:26 Sara
Ho sbagliato moglie invece di marito. ovvio che dopo che sei stato lasciato sei una condizione di difficoltà ma se chi si sposa prendesse più sul serio la realtà del matrimonio e si ricordasse che non si dice Ti amo così come dire Buongiorno ci sarebbe tanta sofferenza in meno al mondo..


Una mia amica con figlia di 3 mesi è stata abbandonata, il che significa che il marito la tradiva mentre era incinta, non sarà cristianesimo il mio ma non è cristianesimo nemmeno tradire tua moglie incinta e il Papa tra un attacco ai rigidi e l'altro potrebbe anche ricordarsi di chi subisce il lassismo altrui.



13/02/2019 15:15 Pietro Buttiglione
Sempre + allucinante..
" Marito abbandonato..." NON = marito abbandonanTE..
( Ne avevo già parlato qui, x qs mi sono conciso)..
Ma la cosa più allucinante è vedere che si vuole ridurre una PERSONA ad un QUIZ di items!!
Stavolta sono io che gridò: se questo è il Cristianesimo, voglio scendere,!!



13/02/2019 14:48 Sara
"RISPONDA per favore a quel marito abbandonato con tre figli ecc ecc!!"

Forse non ci siamo capiti: perchè quel marito ha abbandonato una moglie con tre figli?

LEI HAI MAI SENTITO PAPA FRANCESCO DEDICARE UN'OMELIA A QUEI MARITI CHE VIGLIACCAMENTE ABBANDONANO LE LORO MOGLI?

no, rispondo io, sempre il contrario, a sentirlo pare che sia più facile vincere all'enalotto che rimanere fedeli.

Come se non fosse possibile pensarci prima e la Chiesa si dovesse occupare dei matrimoni solo a sfascio avvenuto.


Detto ciò, premesso che le parrocchie sono già molto lassiste di loro, sarebbe bastato emettere delle indicazioni CHIARE per i confessori con dei criteri minimamente condivisibili da una diocesi all'altra e non solo a sentimento del sacerdote di turno rigido o morbido a suo insindacabile giudizio.

Non si può fare perchè il Papa ha messo subito le mani in avanti dicendo no alla casuistica (che hanno inventato i gesuiti tra l'altro) mentre è impossibile venirne a capo senza ricorrere alla vecchia casustica (caso per caso).

Così ognuno decide come si sveglia la mattina e amen.

Che cavolo costava cercare una posizione di accordo e di chiarezza?? Così onestamente è meglio sposarsi solo in comune, almeno sai quello che fai e non tiri a indovinare.

E poi il matrimonio cattolico è diventata una farsa, altrochè rigidità dottrinarie; Valeria Marini sposata in pompa magna in diretta televisiva: divorzio dopo un anno; Belen matrimonio da favola con figlio che già camminava: un anno, Carfagna idem.

Ci mancava solo il Papa che randella colazione pranzo e cena quelle poche persone che ancora ci credono..



13/02/2019 14:24 Pietro Buttiglione
Quando leggo certi fratelli nella fede sono allucinato. Accusano Francesco di coprire : ma DOVE erano loro e i loro papi quando, tanto x dirne solo una, il fondatore dei Legionari..ecc?? Pazzesco!!
Davvero sta gente, pardon, sto fratelli, credono che sti Clerici, vecchiacci, siano diventati improvvisamente quelli, quando Francesco Papà?! Un vero insulto alla loro intelligenza!
E cosa vuol dire " io con tot anni di matrimonio,, * invece di dare la risposta alla domanda? RISPONDA per favore a quel marito abbandonato con tre figli ecc ecc!! Risponda a me di come mia figlia con due figli ed un marito che lei ha cacciato x la sua ludopatia ha potuto avere l'annullamento? Con che criterio? Ma davvero siamo così indietro da non capire che invece della legge ci vuole il "caso x caso" che l"Uomo non è riducibile ad un QUIZ??
Scusate il tono ma sono veramente disgustato da certe prese di posizione, semplicemente assurde e aprioristiche, MAI argomentate.



13/02/2019 10:42 Sara
Io vorrei chiarire che non voglio fare un controcampo tradizionalista al Blog, anzi il contrario , al massimo mettere in evidenza i limiti di una posizione che a volte sa un po' di aria fritta, perchè senza solidità non ci può essere nessun progresso vero.

"Ho controllato due volte e non ho trovato quella frase. Non conosco altre dichiarazioni dogmaticamente vincolanti in cui la frase si trovi in questa forma. Per inciso, il Manifesto parla di divorziati risposati, il cui primo matrimonio è ancora valido «davanti a Dio». Quindi evidentemente assume che ve ne siano anche, il cui primo matrimonio non sia valido davanti a Dio. Chi può decidere questo, e che si fa in tal caso?"

Questa la risposta di Kasper. Domanda da donna sposata da 23 anni: che significa chi può decidere? C'è un qualche criterio per sapere se un matrimonio è valido o meno o ce la giochiamo ai dadi?

Stiamo parlando della vita delle persone, affetti, casa, figli, divisione dei bene. A questo punto meglio il matrimonio civile almeno riconosce la realtà sia nella convivenza sia nella separazione e tutela il più fragile dei due dal punto di vista economico.


La famosa Cirinnà del resto è nata con lo scopo di dare "solidità" a quelle coppie che non l'avevano e non solo a quelle omosessuali escluse in passato per ovvi motivi, ma anche alle modernissime forme di convivenza.

Ovvio che quando ci sono figli di mezzo un minimo di concretezza serve, era più moderna la Familiaris consortio da questo punto di vista quando riconosceva al matrimonio civile almeno il pregio di un'assunzione di responsabilità.


Cioè possibile che un cardinale (teologo di grande pregio e spessore e lo riconosco avendolo studiato) come Kasper se ne esca dicendo "chi può dirlo?" così come niente fosse?

Ragazzo: se non me lo sai dire tu che ci stanno a fare i teologi e i cardinali??



13/02/2019 10:09 Davide M.
Totalmente d'accordo con Sara, prezioso controcanto di questo blog.
Tacciare la teologia di Muller come datata mi ricorda l'ultimo Martini che lamentava una Chiesa in ritardo di 200 anni.
Qualcuno avrà sicuramente fatto anche l'analisi lessicale dei vangeli, chissà con quali risultati.
Penso invece che Muller sarebbe stato, nella logica dell'ET-ET, un elemento di moderazione rispetto alla corte di papa Francesco che porta avanti con determinazione la propria agenda liberal e contestualmente copre comportamenti immorali diffusi nella gerarchia ecclesiastica oltre ogni limite di decenza.



12/02/2019 19:45 Sara
"Sembra che il Vaticano sia pieno zeppo di omosessuali... "


Capirai: sono anni che dall'abate di Montecasssino ai carmelitano di Roma passando per il segretario di Coccopalmerio escono notizie di ogni tipo.

il problema non è tanto che sono omosessuali ma che si divertono un pochino troppo....


Per questo da casa uno si chiede: ma se vicino al Papa fanno le orge perchè dedicare 800 omelie ai rigidi?

Una strigliatina anche a chi sbaglia invece che solo ai "perfettini" che gli stanno tanto sulle scatole..

Una volta per uno, oppure facciamo tana libera tutti e non ne parliamo più.



12/02/2019 19:35 pit Bum
A proposito.. leggo dal Guardian che è appena uscito:
In the Closet of the Vatican .
Il libro di 570 pagine dell giornalista e autore francese Frédéric Martel
Sembra che il Vaticano sia pieno zeppo di omosessuali...
Naturalmente la colpa è dell'ultimo venuto, vero?
SE quello che dice Martel fosse vero, ha solo due scelte:
1) Chiudere bottega..
2) accettare che un prete, un Cardinale, magari anche un Papa, che differenza fa? sia omosex..



12/02/2019 19:26 Sara
"prima vs a braccetto con la teologia della liberazione, poi si erge a ortodoxisdimus... Altro cova sotto.."

Gutierrez è un domenicano con una teologia tutto sommato classica, tomista, non postmoderna, pensa a Renzi e Bersani: il primo è più moderno ma non necessariamente più di sinistra...

I liberali sono più interessati alle libertà individuali che alla giustizia sociale.

Ha sbagliato a scrivere tanto non frega nulla a nessuno e poi in Germania stanno cominciando a martellare il Papa sulla questione del celibato mettendolo tra due fuochi, già hanno i guai loro figurarsi..

Però se penso che il Papa si fida al posto suo di 2+2=5....



12/02/2019 18:32 Pietro bum bum
Condivido
Ho imparato, vedendo litigare due fratelli nipoti, che PRIMA si cova il sentimento 'rancore".. poi lo si corporalizza magari creando occasioni banali x fare a botte...
Abituato a stare attento ai particolari:
€ come osserva Giuseppe. Era così importante quella nota x tutto sto casino? Da azzannare e non lasciare il morso? Altro cova sotto..
# prima vs a braccetto con la teologia della liberazione, poi si erge a ortodoxisdimus... Altro cova sotto...
€ Azzardo : che ci sia sotto una Px??



12/02/2019 15:35 Giuseppe Risi
Non ho certo le competenze per criticare/commentare uno scritto "manifesto" di un emerito cardinale che ha fatto il prefetto della Congregazione per la dottrina della fede dal 2012 al 2017. Mi par comunque di capire, da questo commento come da altri interventi non scritti da tradizionalisti militanti, che il cardinale non ha fatto un buon servizio alla teologia.
Si tratta in ogni caso di un fatto eclatante, perché la critica al papa è chiara e feroce.
Ma com'è possibile che un papa da tutti stimato come un fine teologo, Benedetto XVI, abbia nominato prefetto per la dottrina della fede un mastino della tradizione preconciliare?
Da dove nasce, poi, se anche l'ex prefetto non ama il nuovo corso di Francesco, tutta questa necessità di dare pubblicità ed evidenza mediatica alla divisione nella Chiesa, anche ai più alti livelli del collegio cardinalizio? Forse che tutti i vescovi e tutti i cardinali al tempo di Giovanni Paolo II o di Benedetto XVI erano totalmente in sintonia (teologica e pastorale) con i papi regnanti? Sicuramente no, ma non ricordo opposizioni tanto clamorose nei contenuti e nelle forme. Tutti sapevamo che Martini non era "culturalmente" in sintonia con Woytila e Ratzinger, ma mai si sarebbe sognato di lavorare per la divisione nella Chiesa o per sminuire l'operato dei papi stessi.
Ora, invece, (con buona pace della signora Sara che parla di Francesco come di un aguzzino) alcuni cardinali e vescovi, proprio quelli che in teoria hanno fino a ieri sostenuto il primato e l'infallibilità del papa, si permettono di criticare apertamente ed in modo spesso sguaiato il papa regnante solo perché non ne condividono l'impostazione teologica e pastorale.
Il tutto per una noticina in calce al capitolo VIII di AL…
O interpreto male?
GR



12/02/2019 08:24 Pietro Buttiglione
Sono me "dentro" di te, ma non vedo qs autoritarismo di B anzi!
Ha nominato tanti che poi hanno tradito la sua fiducia ( segno dello stato della ne Chiesa!)
E semmai non li ha smosso al volo!
Ok a pensieri diversi, no.ad accanimenti basati su avversioni, ben evidenti da _il prossimo__



12/02/2019 08:02 Sara
Purtroppo papa Bergoglio ha riportato in auge la cortigianeria.
Invece del calore sudamericano (ne trovi di più in Gutierrez) ha sdoganato lo stile populista-autoritario.
È non c'entra nemmeno la storia della prassi contro la teoria perché Muller andava in Perù ad aiutare mentre padre Sciabolaro non mette il naso fuori da Twitter. Eppure il Papa non respira senza di lui.

Non so, alla fine a parte i bergogliani di stretta osservanza che lo hanno subito impallinato di default non se l'è filato nessuno il che per lui è ancora peggio.

Umanamente mi dispiace molto, conosco il suo lavoro da tempi non sospetti e lo stimo, purtroppo Bergoglio promuove solo persone di scarso spessore intellettuale (tutto il resto ormai è bollato come "astratto") e spinge tanti su posizioni più conservatrici di quanto siano in realtà.

Non gli interessa e buona notte. Speriamo il Prossimo pontefice sia in grado di ricucire, sempre che non ci sia una forte reazione tradizionalista, cosa che mi spiacerebbe, ma che sarà invetibale se continuerà il muro contro muro.

Si sarebbe potuto fare mooolto di più con un Pizzico di delicatezza e diplomazia, invece un'occasione mancata che lascerà grossi strascichi nella vita della Chiesa.



12/02/2019 07:40 Pietro Buttiglione
Due note
1) non nominare il Papà. Che dite?
_ x rispetto??
_ x timore di incappare in reprimende ?
_ x ipocrisia?
Invece nn ho dubbi come incolpare Francesco del fatto che la CC sia mal_ridotta:
Antistorico e ipocrita.



12/02/2019 01:54 Sara
"Dal tema dell’amicizia con monsignor Müller prende le mosse la lunga conversazione di padre Gutiérrez con Jesus: «L’ho conosciuto nel 1988», ci spiega, «quando padre Josef Sayer, all’epoca missionario a Lima e poi direttore fino all’anno scorso di Misereor (l’agenzia della Conferenza episcopale tedesca che si occupa di cooperazione allo sviluppo, ndr), invitò un gruppo di professori tedeschi per un seminario cui mi chiese di partecipare. Il professor Müller, che insegnava Teologia dogmatica a Monaco, alla fine dell’incontro mi disse che la discussione gli aveva ricordato l’importanza della pratica, per cui mi propose di venire periodicamente in Perù a dare una mano come professore. Per 15 anni ha sempre trascorso 3-4 settimane delle sue ferie annuali insegnando nel seminario di Cuzco, i cui alunni erano indigeni con una scolarizzazione molto bassa, e dedicando i fine settimana al lavoro pastorale nelle aree rurali. Io non ho visto molti professori europei impiegare così le proprie vacanze! Naturalmente quando è diventato vescovo è potuto tornare in Perù solo per periodi più brevi. Negli anni la nostra amicizia è cresciuta. Insomma, penso sia una persona intellettualmente molto aperta che ha avuto la semplicità e il coraggio di dire che la prospettiva liberatrice ha mutato il suo modo di concepire la teologia».

Crede che il giudizio positivo di monsignor Müller sia limitato ai suoi scritti o si estenda alla Teologia della liberazione nel suo complesso?

«Non gliel’ho mai chiesto e, in effetti, quando parla della Teologia della liberazione, subito mi cita. Posso però immaginare, senza sbagliarmi di molto, che il suo giudizio non riguardi solo la mia riflessione, perché le posizioni di noi teologi della liberazione sono essenzialmente le stesse e io non l’ho mai sentito criticare un altro autore».


http://www.stpauls.it/jesus/1310je/gutierrez.htm

Quando divenne prefetto lessi sia la sua Dogmatica (non tutta tutta perchè è un gran librone) sia Teologia della liberazione di Gutierrez, da allora li associo e infatti hanno scritto anche un testo a 4 mani.

Studioso di Bonhoeffer tra l'altro, trattato malissimo dal misericordioso in chief, mi spiace se con questo testo si è messo nei guai.


Notte



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Gilberto Borghi

Sono nato a Faenza all'inizio degli anni 60, ho cercato di fare il prete, ma poi ho capito che non era affar mio. E dopo ho studiato troppo, forse per capirmi e ritrovarmi. Prima Teologia, poi Filosofia, poi Psicopedagogia e poi Pedagogia Clinica... (ognuno ha i suoi demoni!). Insegno Religione, faccio il Formatore per la cooperativa educativa Kaleidos e il Pedagogista Clinico.... Lavoro per fare stare meglio le persone, finché si può... In questo sito provo a raccontare cosa succede nelle mie classi e a offrire qualche riflessione. E da qui è nato il libro pubblicato nel 2013 dal titolo: "Un Dio inutile".

 

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