Il tema del mese
Cercando chi ha parole di vita
di Roberto Beretta | 11 febbraio 2019
Resiste una quota parte di persone in cui le domande fondamentali premono al di là dei recinti dove la cultura consumista volentieri le confinerebbe. E quest'ansia di verità spinge tanti a muoversi per cercare qualcosa che abbia senso per la propria vita.

Il prete sembra un ragazzino: spunta fuori appena dall'ambone, con la barbetta rada e le mani magre che sbucano dalle maniche a bella posta ampie del camice; nemmeno il tono è roboante, tutt'altro dai potenti quaresimali dei tempi andati. Eppure che forza nella sua parola, capace di tenere avvinta la piccola folla di fedeli della messa domenicale.

«Fedeli» poi in due sensi: perché nella navata non ci sono soltanto i praticanti abituali della parrocchia, ma anche un notevole numero di «fans» che quel pretino lo seguono in qualunque chiesa i turni della celebrazione lo portino; hanno persino formato un gruppo social per informarsi sul posto dove di volta in volta il giovane sacerdote terrà la liturgia: a tal punto è giunta la fame di omelie che nutrano davvero, di parole che dicano qualcosa agli spiriti.

Qual è mai il segreto? Non c'è una tecnica retorica particolare nel pretino, tanto meno una presenza scenica importante; cultura senz'altro, ma detta in parole semplici e senza ostentazioni. «Perché a te, Francesco, tutto il mondo viene dietro?»; vien voglia di ripetere l'interrogativo che, secondo i Fioretti, frate Masseo (uno dei primissimi compagni del Poverello) pose al santo assisate: «Ogni persona pare che desideri di vederti e di udirti e di obbedirti. Francesco, perché a te?». Ci sono in effetti persone che godono del dono di una parola efficace e vengono ricercate proprio per la facoltà di fare eco al desiderio di riflessione che ancora alberga in tanti cattolici (e no), per la capacità di rispondere - magari ponendo a loro volta domande... - alla ricerca di confronto cristiano tra la vita e il Vangelo.

Curioso: di solito tocca ai sacerdoti interrogarsi sui metodi per «svegliare» le loro comunità, smuoverla dalla pigrizia delle abitudini, indurre i fedeli a una partecipazione finalmente attiva; qui avviene il contrario e sono i laici a volere di più e di meglio. Perché è pur vero che distrazione e superficialità fanno spesso da unico cifrario per l'interpretazione di questo mondo sazio e caotico; tuttavia resiste una quota parte di persone (come, all'interno di ciascuno, una parte di se stessi) in cui le domande fondamentali premono al di là dei recinti dove la cultura consumista volentieri le confinerebbe.

Un'ansia di verità spinge tanti a muoversi per cercare qualcosa che abbia senso per la propria vita: come -­ ormai - ci si muove disinvoltamente, e magari seguendo le indicazioni del passaparola social o delle recensioni dei siti di viaggio, alla ricerca del ristorante o dell'albergo che meglio risponde alle proprie esigenze, così anche per le messe, per le prediche.

Qualcuno potrebbe scandalizzarsi, sostenendo che nel cristianesimo il Maestro è uno solo e che è un errore «personalizzare» la propria appartenenza alla Chiesa legandosi a questo o quell'altro. Sia pure; d'altra parte, tuttavia, è qualità del raziocinante nutrirsi del cibo di cui si sente di aver bisogno, anziché accontentarsi di quel che -­ stavolta letteralmente - «passa il convento». E del resto quel Maestro in persona non si sentì di replicare nulla al seguace che gli opponeva: «Da chi andremo? Tu solo hai parole di vita eterna».

Proprio queste «parole di vita eterna» la gente cerca ancora: e non soltanto i cattolici, e non soltanto nella Chiesa. Quel pretino evidentemente gliene offre alcune, mettendosi in gioco e senza mostrar presunzione; in tanti vanno ad ascoltarlo solo per questo. E forse si tratta di una lezione da meditare anche per chi lamenta il calo di praticanti nelle parrocchie e/o un diminuito impatto sociale e culturale del cristianesimo: se l'offerta è utile e la merce buona, il mercato esiste tuttora, anzi addirittura viene a cercarti in casa.

 

 

13/02/2019 10:01 Sara
"Hai una formazione fortemente cattolica. Viene dalla tua famiglia?
No, i miei genitori non lo erano particolarmente. Sono cattolico io. Il punto fermo è la messa domenicale, la liturgia. Non faccio parte di movimenti o parrocchie. Anche se ho avuto negli anni ’90 una fascinazione verso Comunione e Liberazione, pur non facendone parte e adesso sono felice di non averlo fatto. I gruppi ti danno il calore umano, sono abbastanza necessari, purtroppo sono uno più sbagliato dell’altro. Non ho conosciuto la Cl di Giussani. I fondatori hanno carisma, lo spirito soffia in loro, ma Julián Carrón è un uomo totalmente privo di carisma. È un dramma. Cerco nei movimenti lo spirito, la presenza e oggi non la trovo."


"No, i miei genitori non lo erano particolarmente. Sono cattolico io." Questo è molto interessante perchè molti tradizionalisti hanno questa storia, cioè in realtà non hanno storia e cercano di costruirsene una.



"Hai parlato di “evaporazione dei movimenti”.
Negli anni ’80 e ’90 erano importantissimi, sostenuti da Papa Giovanni Paolo II. Sembravano il futuro della Chiesa. Oggi non si sa cosa rappresentino. Cl era il movimento cattolico che univa Vangelo e cultura. Un intellettuale non poteva che stare lì. Non certo nei focolarini, con le donnine che parlano d’amore o con i neocatecumenali, che fanno 12 figli e abitano nelle borgate romane. Vanno benissimo, ma non è il mio mondo. Io frequento santuari, conventi e monasteri, tendo a evitare le parrocchie e il clero diocesano. Non voglio fare il profeta, ma i movimenti e le parrocchie si stanno svuotando, sempre peggio verso l’estinzione. Però credo nei miracoli."

E' un cristianesimo fai da te e un po' disincarnato, io che vengo dall'AC paradossalmente ho un'impostazione molto più classica e preconciliare, si va nella parrocchia sotto casa, si "sopportano "i fedeli e il sacerdote anche quando non piacciono al 100%, ha ragione a dire che tutto ciò sta scomparendo.



13/02/2019 09:53 Sara
https://www.linkiesta.it/it/article/2019/02/13/camillo-langone-papa-francesco-un-blasfemo-insensibile-alla-bellezza/41076/


Avevo già segnalato la guida Michelin con le candele al posto delle forchette di Langone (Storia vecchia almeno di 10 anni) del resto quando il criterio è l'accesso soggettivo alla norma oggettiva, perchè no?

Buona giornata



13/02/2019 09:39 Pietro Buttiglione
Giocoforza segnalare su LINKIESTA intervista a Camillo Langone, che ha scritto un libro su 100 messe..
Roba x dotati di discernimento😎



12/02/2019 13:23 Pietro Buttiglione
Ma anche Striscia di iersera😫


12/02/2019 08:38 Sara
https://www.avvenire.it/agora/pagine/achille-lauro-sanremo-droga

È un genere molto particolare però mi ha colpito subito quella mezza preghiera...



12/02/2019 08:12 Paola
Grazie Sara per la segnalazione. Proverò ad ascoltarla. La vera fede nasce sempre da un ascolto interiore, e la musica aiuta molto in questo percorso, ne sono convinta.


11/02/2019 23:27 Sara
https://www.youtube.com/watch?v=GHvx64ppsVw


"Amore mio sei il diavolo
Che torni ma
Solo per dare fuoco al mio cuore di carta
Dio ti prego salvaci da questi giorni
Tieni da parte un posto e segnati sti nomi"

A proposito di senso, brano di Achille Lauro sentito al Festival Sabato sera, ho notato che aveva degli orecchini con la croce, ho sentito questo riferimento a Dio nel testo, ho fatto una ricerca e ho trovato che il ragazzo ha raccontano che la mamma gli leggeva il vangelo tutte le mattine e qualsiasi cosa succeda nella vita, questo è quello che sei e sarai.è e sarà.. (anche se forse si è cambiati e non è così facile)

Amando la musica mi piace trovare come pollicino delle briciole perdute che aiuteranno magari qualcuno in giro per il mondo a trovare la strada verso casa..
Buona notte. (canzone davvero bella tra l'altro)



11/02/2019 22:12 Sara
"Quanti invece ritengono di avere una fede matura o di possederla e pertanto non cercano e si accontentano di riti che hanno di fatto perso la loro forza motrice per una vita piena e autentica. E sono spesso quelli più saccenti e critici verso quelli diversi da loro. "

Ma perchè invece di partire lancia in resta a giudicare gli altri non cerca di capirli?

Matura nel senso che riesce a superare le piccole contingenze, una delusione, un'antipatia, cose così, senza dare sempre la colpa agli altri ma facendosi carico dei propri sentimenti (anche quando sono negativi).

Addirittura inquietante?



11/02/2019 21:30 Yolanda
Però se uno ha una fede matura....Parole che inquietano. Cosa vogliono dire?la fede come la vita sono un dono ed hanno un percorso più o meno accidentato e condizionato da tanti fattori. Nella fede come nella crescita nessuno può dirsi totalmente maturo. Ci sono parti di noi che crescono a velocità diverse.La fede nasce a volte inaspettata da un esperienza che ti cambia la vita o la prospettiva o,altre volte,cresce piano piano tra dubbi e incertezze o domande senza risposte che spingono nella ricerca.Quanti invece ritengono di avere una fede matura o di possederla e pertanto non cercano e si accontentano di riti che hanno di fatto perso la loro forza motrice per una vita piena e autentica. E sono spesso quelli più saccenti e critici verso quelli diversi da loro.
Perché è importante l' omelia e il predicatore ,nella messa? Forse perché tutti cercano parole e gesti che diano senso e valore alla vita. Ciascuno di noi potrebbe farlo con chi gli e'vicino se avesse fede.



11/02/2019 18:41 Sara
" Se poi respiri un clima di estraneità o ostilità,se tocchi con mano ipocrisie,cattiverie o prevaricazioni nella comunità qualunque fede vacilla. "

Sapesse cara Yolanda come vacilla di fronte certe cattiverie e ipocrisie...

Però se uno ha una fede matura perdona 70 volte 7, soprattutto perchè in fondo non ha motivi di sentirsi troppo superiore anche a chi lo ferisce.



11/02/2019 18:10 Sara
Anche io ho vissuto la stessa esperienza Paola, mi vergogno anche a prendere Avvenire in edicola.


11/02/2019 17:50 Paola
Punto di arrivo perché prima bisognerebbe interessarsi alle cose di Dio. Forse io vivo in un mondo parallelo, ma sono sempre più circondata da atei che se gli dici che magari preghi ti guardano come se fossi una povera ingenua che parla con l'amico immaginario..


11/02/2019 17:08 Yolanda
Arrivarci e'un punto di partenza non di arrivo. Se poi respiri un clima di estraneità o ostilità,se tocchi con mano ipocrisie,cattiverie o prevaricazioni nella comunità qualunque fede vacilla. Occorre condividere il senso e il valore di ciò che si celebra nel rito. E i pastori hanno il dovere di educare e formare a questo.Ma è molto scomodo. Richiede impegno,coerenza,una fede autentica e un bel po di coraggio. Se anche Cristo è in mezzo a due o tre riuniti nel suo nome non è detto che questi siano disposti a salire su quella croce.


11/02/2019 15:59 Sara
In effetti: ""Dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro" doverebbe valere pure se in Chiesa ci trovassimo solo io e Pietro con un sacerdote non molto sveglio.

Arrivarci però è un punto di arrivo, e se nel mezzo del cammino si trova qualcuno che con la sua "simpatia" ci aiuta, perchè no....



11/02/2019 15:57 Yolanda
Ha ragione Pietro. L' essenziale. Ricordo anni fa un profondo e preparato predicatore . Un anno decise di usare le omelie quaresimali per spiegare far approfondire tutte le parti della messa collegandole al vissuto quotidiano. Chiare, spiegate con semplicità,spiegando anche gesti e simbologie. Le registravano e io le ho ancora. La messa è il centro se non è un rituale solo di parole o solo di eucaristia o solo di omelia. E' un insieme unitario che ha valore e senso nel suo insieme e che cambia il cuore e le azioni solo se tutti i partecipanti, preti e laici, fanno la loro parte.Senza prevaricare nel ruolo e funzione. Solo così si può favorire in comunità la creazione di "un piccolo angolo di paradiso" come diceva lui. E in quella comunità accadevano cose straordinarie di cui con discrezione faceva partecipi tutti. Senso e valore nella vita hanno bisogno di concretezza e relazioni che tocchino il cuore e la mente. Non bastano i bravi predicatori.


11/02/2019 15:17 Pietro Buttiglione
Ricordo le lezioni al Poli... I prof piū coinvolgenti, col linguaggio semplice e che passava, erano quelli più dentro nella materia.
OT?
Sicuri?

Messa è una conferenza? Dove x uno buono ce ne sono tanti out?
Sai cara, io vado in quella Chiesa xchè c'è un pretino tanto bravo!!!

Mi sa che ci siamo persi x strada qualcosa.
Il ? della Messa.
E del personificante.



11/02/2019 14:38 paola
Questo brano è molto bello, concordo che non servono paroloni ma parole semplici. Se abbiamo qualcosa dentro di autentico da comunicare, questo arriva senza ombra di dubbio, ovviamente a chi ha voglia di mettersi in ascolto.
Leggendo l'intervento di Yolanda, però leggo di clericalismo e mi viene un'ulteriore considerazione. Come mai capita sempre più spesso che tante persone(io sono una di queste) non riescano a trovare risposte nella Chiesa? Per carità, la colpa non è mai da una parte sola, ma siamo sicuri che la Chiesa si stia rendendo veramente conto di quello che sta succedendo? il clericalismo di cui parla Yolanda non sarà forse l'atteggiamento di una Chiesa sul piedistallo che ha trasmesso l'idea di un Dio al di fuori dell'uomo, che dispensa grazia ma anche castighi, meritati magari, ma non compresi? Cioè: forse un tempo bastava dire di comportarsi bene se no si andava all'inferno, ora a nessuno importa più. Il destino della fede secondo me deve passare necessariamente dalla razionalità, dal pensiero autentico. L'uomo si deve avvicinare a Dio soprattutto perchè capisce che solo un rapporto autentico, interiore con Dio lo renderà veramente libero.Se non scopro l'infinito dentro di me, sono solo un essere umano che costruirà dei surrogati di senso alla propria vita, anche l'istituzione Chiesa paradossalmente può diventarlo se non ne capisco lo scopo. Ecco perchè c'è un bisogno disperato di preti come quello del brano sopra, che semplicemente trasmettono Ciò che hanno dentro di sè e che è dentro ciascuno di noi.



11/02/2019 11:48 Yolanda
"se l' offerta e' utile e la merce buona"....c'è qualcosa che si chiama talento e un mix di fede e convinzione che traspare nella comunicazione e arriva a toccare corde profonde insite in tutti.Si comunica ciò che si è e ciò che si ha dentro.Il pretino e'giovane e non ha ancora fatto i conti con l'invidia di chi non ha o non ha saputo usare i propri talenti,o di chi ha una fede appannata da clericalismo,opportunismo,convenzioni,e quant'altro. Gli auguro di conservare a lungo acceso il sacro fuoco che lo muove con la semplicità e sincerità che gli permettono oggi di comunicare proficuamente.purtroppo i tarli dell' invidia,dell' arrivismo,dell' opportunismo albergano come sempre ovunque ,e molto nella chiesa tra preti e laici. Ma i talenti continuano ad essere distribuiti ,occorre solo imparare a riconoscerli accettarli e valorizzarli senza esaltarli o tarpando loro le ali, ma come quella normale distribuzione che la vita e lo Spirito fa per il bene comune.Ma quanto è difficile che ciò avvenga......


11/02/2019 05:18 Francesca Vittoria
Un certo tempo fa, forse nel periodo pasquale, è accaduto che predicatori talentuosi come questo citato qui, capitassero a parlare di Dio e della importanza della nostra esistenza in rapporto con lui;chiesa piena e dopo la fila a voler parlare con lui. Nella città da qualche anno hanno luogo gli incontri di spiritualita, in chiese e teatri ma gli oratori sono laici, filosofi, oltre che teologi, incontri che riguardano lo spirito nei diversi campi e che attirano gente come per la visione di uno spettacolo di successo e dove alla fine c'è spazio per domande. Io penso che sarebbe buona cosa se la Chiesa offrisse di queste voci fuori dal coro che hanno il dono di essere scopritori di cose nuove nella Parola, che interessano da vicino il nostro "io" dove andiamo e per cosa viviamo" che ci costringa a fare due conti- riflessioni circa il senso da dare al nostro fare, dove porta coltivare il credere principalmente in Cristo . Per esempio, sentire di vita eterna come en passant, quasi cosa inventata, dare senso al perché si sopporta un portare una "croce " anche per vita che " non muore" ! L'amore che dovrebbe sostenerla sempre, perche ogni nostro sforzo sia finalizzato non solo a successo o superamento di difficoltà , ma anche perche non siamo come l'erba che spunta per poi morire senza lasciare traccia, far pensare dell'inutilità della vita . Si legge di molti casi di gente che si toglie la vita, che accetta sfide dove il rischio è perderla per motivi che proprio fanno pensare non come un "bene che è prezioso, non da paragonabile a gemma preziosa, metallo prezioso, cosa finita . Perché non credere che è l'amore da renderla piena tanto da farla esistere per l'eternita? Credo che se vi sono di tali pretini, si debba metterli all'opera come strumenti a salvare vite umane, (si pensi a quanti giovani la perdono ogni giorno) la sciupano inconsapevolmente come sia giusto opporsi a ogni ogni intenzione di guerra , così a dare senso anche al cercare rimedi alle malattie. Pretini, non solo studiosi, per essere più ascoltati.
Francesca Vittoria



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