Il manifesto interreligioso sul fine vita
di Paola Springhetti | 09 febbraio 2019
Quando la scienza e la tecnica diventano impotenti, ma le persone mantengono inalterate la propria dignità, diventa ancora più importante prendersi cura di loro, anche nella dimensione spirituale

fine vita

 

Dialogare si può. E fa bene. Nella città più caotica e dispersiva del nostro Paese, Roma, le diverse comunità religiose, il volontariato e le istituzioni sanitarie si sono seduti attorno a un tavolo per affrontare insieme un problema delicato e significativo: l'accompagnamento delle persone nel percorso verso la fine della vita. Quando la scienza e la tecnica diventano impotenti, ma le persone mantengono inalterate la propria dignità, diventa ancora più importante prendersi cura di loro, anche nella dimensione spirituale, la più importante sempre, particolarmente in questa fase. Il percorso è stato lungo, ma alla fine ne è uscito il "Manifesto interreligioso dei diritti nei percorsi di fine vita", che è stato presentato nei giorni scorsi, durante la settimana Mondiale dell'Armonia tra le religioni, in cui Papa Francesco firmava con il Grande Imam di al-Azhar il "Documento comune sulla fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune".

I soggetti che hanno promosso il progetto sono tre: Asl Roma 1, Tavolo interreligioso, Gmc-Università Cattolica del Sacro Cuore, e il percorso è interessante non solo in quanto frutto del dialogo fra comunità religiose diverse (è stato firmato da avventisti, ortodossi, evangelici, islamici, buddisti, ebrei, induisti, oltre ovviamente ai cattolici), ma anche tra istituzioni (la Asl, e quindi ospedali e strutture sanitarie), volontariato (AVO, Cittadinanzattiva, CSV del Lazio) ed esponenti religiosi: soggetti che parlano linguaggi diversi e non è scontato che riescano a collaborare. Ma, alla fin fine, proprio il riconoscimento dei diritti è la piattaforma comune di valori su cui è possibile costruire convivenza e rispetto reciproco.

In questo caso, in comune c'è il riconoscimento dell'importanza della dimensione spirituale della vita e del diritto ad avere sostegno, a pregare, a celebrare riti secondo la propria fede e la propria religione. Cosa facile a dirsi, ma difficile a farsi nella rigidità delle procedure ospedaliere e anche nella scarsa conoscenza delle religioni da parte del personale, medico e non, e del volontariato stesso, in alcuni casi.

Ora comincia il vero lavoro: far sì che queste affermazioni di principio diventino spazi, procedure e pratiche abituali nella vita quotidiana delle strutture sanitarie. Ma intanto il primo passo è stato fatto, la strada è tracciata.

Questi i diritti riconosciuti da Manifesto interreligioso

1. Diritto di disporre del tempo residuo

Ogni persona ha il diritto di conoscere ed essere reso consapevole del suo percorso di cura e del possibile esito, secondo i protocolli terapeutici più aggiornati, affinché possa gestire la propria vita in modo qualitativamente soddisfacente, anche in relazione alla propria spiritualità e fede religiosa.

2. Diritto al rispetto della propria religione

Ogni persona ha il diritto di comunicare la propria fede religiosa alla struttura sanitaria affinché possa essere rispettata, in conformità alla normativa sulla privacy.

3. Diritto a servizi orientati al rispetto della sfera religiosa, spirituale e culturale

Ogni persona ha il diritto di usufruire di servizi rispettosi della sua sfera religiosa, spirituale e culturale, compatibilmente con le possibilità organizzative. A tal fine la struttura sanitaria deve promuovere adeguati percorsi informativi e formativi per gli operatori.

4. Diritto alla presenza del Referente religioso o Assistente spirituale

Ogni persona ha diritto di avere accanto il proprio Referente religioso o Assistente spirituale cui sia garantito l'accesso, compatibilmente con l'organizzazione dei servizi sanitari.

5. Diritto all'assistenza di un mediatore interculturale

Ogni persona ha il diritto nel percorso di fine vita di potersi avvalere di un mediatore interculturale o altra persona competente autorizzata, il cui intervento viene favorito dalla struttura sanitaria.

6. Diritto a ricevere assistenza spirituale anche da parte di Referenti di altre fedi

Ogni persona ha il diritto di chiedere, qualora l'Assistente spirituale della propria fede non fosse disponibile, l'assistenza da parte di un Referente di altra fede.

7. Diritto al sostegno spirituale e al supporto relazionale per sé e per i propri familiari

Ogni persona ha il diritto di ricevere all'interno della struttura sanitaria il sostegno spirituale e il supporto relazionale per sé e per i propri familiari.

8. Diritto al rispetto delle pratiche pre e post-mortem

Ogni persona ha diritto al rispetto delle pratiche pre e post mortem previste dalla religione di appartenenza. La struttura sanitaria è tenuta a conoscere tali pratiche, a formare adeguatamente il proprio personale e a creare le condizioni perché queste pratiche possano essere realizzate, in conformità con la normativa vigente.

9. Diritto al rispetto reciproco

Ogni diritto porta come conseguenza il dovere di ognuno di rispettare il credo religioso degli altri, siano essi pazienti, familiari o personale di cura.

 

Foto: Flickr / Rick Kampel

 

 

11/02/2019 22:41 giovanni g
Sento tanta puzza di anticattolicesimo in questo "manifesto". Fateci caso, le altrre fedi sono sempre disposte al dialogo quando si tratta di allargare i loro diritti, il loro campo d'azione, la loro influenza ecc. insomma l'essere equiparate alla chiesa cattolica per offuscarne la presenza. Insomma quando si tratta di acquisire diritti sono sempre d'accordo. Molto meno quando si tratta di concederli come ci mostrano tutti i paesi islamici nei confronti dei cristiani. Ma non solo: pensiamo ai paesi induisti, buddisti ed ebrei (non faccio nomi)... chiediamoci come vivono lì i cristiani prima di scrivere grandi documenti ecumenici.


11/02/2019 12:23 Alberto Hermanin
Brava Sara, come sempre.


09/02/2019 16:09 Sara
Ritiro quello che ho detto Pietro, voglio morire da atea..pure sul letto di morte riuscireste a litigare.


09/02/2019 15:33 Pietro Buttiglione
Mi sembra di assistere alle discussioni di decenni fa sul divorzio. Maria vuole reprimere il diritto di libera scelta di una Persona che non condivida le sue idee/scelte. Ma davvero la ns religione si basa sulle reprimende di un Muller e sulle coercizione di Maria?
Vi rendete conto di DOVE ciò ci ha portato?? e magari, con grande ipocrisia,volete incolpare di qs risultati chi vuole tali assurdità. Qui sono in discussione i diritti fondamentali dell'uomo, sanciti in quella Carta che la CC tardò a firmaree, leggendo Maria, capisco xchè 😎



09/02/2019 13:33 Sara
Maria sono sfinita e non ho più voglia di litigare, se non ci fosse nessun altro sarei felice di condividere un momento di spiritualità con qualcuno di un'altra religione, trovo che il paragrafo sia di grande delicatezza, fine della discussione.


09/02/2019 13:19 Maria
Quindi secondo Sara, se uno Spagnol cattolico arrivato nel Nuovo Mondo fosse stato in fin di vita doveva chiedere i conforti del sacerdote del Dio Aphachompipul degli Atzechi, il Serpente Piumato, quello che voleva sacrifici umani con gran spreco di sanguegni giorno?
In questo ecumenismo non nella verita’ma Menzogna si arriva, logicamente, a dei veri paradossi. Come rispondete , logicamente, a questi paradossi! Paolo o Pietro morente dovevanoo cercare i confronti dei seguaci di Mitra o di Osiride!?il problema e’ aver dimenticato la cosa fondamentale: esiste una sola VERAreligione, quella di Gesu’ Cristo le altre sono false religioni. Perche’ in fin di vita chiedere conforto alla Falsita’ ? Se io morissi in Tibet non vorrei che un prete buddista mi tenesse la mano . La falsita’ in fin di vita e’la peggiore delle illusioni.



09/02/2019 13:01 Sara
Bel testo scusate.


09/02/2019 11:34 Sara
"Diritto a ricevere assistenza spirituale anche da parte di Referenti di altre fedi

Ogni persona ha il diritto di chiedere, qualora l'Assistente spirituale della propria fede non fosse disponibile, l'assistenza da parte di un Referente di altra fede."

Questo è molto bello io non avrei problemi a chiedere una benedizione da un pastore protestante, un rabbino o un iman se fossi all'estero.

Nel testo.



09/02/2019 11:23 Maria
“La Settimana Mondiale dell’ Armonia delle Religioni
Fa tanto pensare al libro “ Il Signore del mondo” di Benson o a un romanzo distopico.Chissa’ perche’ mai queste iniziative di Giornateae Mondiali dell’ Armonia delle Religioni non furono mai prese da Gesu’ , dagli apostoli e dai primi cristiani insieme ai seguaci di Mitra, di Osiride, di Astarte e di Dioniso!



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Paola Springhetti

Paola Springhetti, giornalista freelance. Dirige il bimestrale«Reti Solidali» e collabora con varie testate, tra cui «Il Sole 24 Ore» e «Segno». Insegna giornalismo alla Pontificia Università Salesiana. Il suo ultimo libro è "Donna fuori dallo spot" (ed. Ave 2014). 

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