Il tema del mese
Cari preti, prendetevi un critico
di Claudia * | 04 febbraio 2019
Se nessuno dice agli interessati quando sono banali, noiosi, fuori tema o saccenti oppure quanto al contrario sono coinvolgenti, credibili e interessanti da ascoltare, credo sia difficile che la situazioni migliori.

Anni fa, un po' per caso, mi sono trovata a fare da "critico" alle omelie di un anziano sacerdote amico mio. La cosa è nata un po' così, tra un "bello l'aver spiegato meglio il passaggio X" e il " forse se spiegavi meglio Y...". Scoprii che apprezzava molto le mie osservazioni, che gli arrivavano via mail la domenica sera o il lunedì.

Ora lui non c'è più ma l'abitudine d'ascoltare con una certa attenzione mi è rimasta. Andiamo così dalle prediche prese da internet e semplicemente lette, al prete nella piccola parrocchia che spesso perde il filo del discorso. A volte ci sono quelli che la predica è un comizio politico o che parlando a braccio gli scappano espressioni di bieco maschilismo da far strabuzzare gli occhi. Ma lascio da parte i singoli sacerdoti, che sono convintissimi - tutti - che la loro predica è il meglio del meglio e non c'è nessuna necessità di migliorare.

Qui in zona ho due esempi di omelie sicuramente entrambe ben curate e di stile esattamente opposto. Il primo, assolutamente sempre pulito e perfetto. Commento al momento liturgico, approfondimento delle letture. Ma freddo, glacialmente asettico.Tanti faticano ad ascoltarlo e la predica non resta in memoria. Per fare una sintesi in una sola frase: "I cristiani dovrebbero...". O al massimo: "Dovete..."

La secondoa omelia è sempre troppo bella per non essere stata ben preparata, però suona sempre molto spontanea come se fosse di getto. Il sacerdote commenta le letture e passa a incarnare nella realtà concreta che cosa ci indicano. Sempre appassionato, è impossibile non ascoltarlo quando parla. Frase di sintesi: "Tutti noi dovremmo... Lo so, è difficile. Lo è anche per me, ma tutti noi dovremmo...". Ovviamente, preferisco il secondo.

Come origine uno è un sacerdote diocesano e il secondo è un frate. Credo che la formazione possa incidere parecchio, perché mi capita spesso di sentire omelie di frati molto più appassionate e partecipate rispetto ai sacerdoti diocesani. Però se nessuno dice agli interessati quando capita che siano banali, noiosi, fuori tema o saccenti oppure quanto al contrario sono coinvolgenti, credibili ed interessanti da ascoltare, credo sia difficile che la situazioni migliori. Sarebbe bello avere un modo per segnalare i migliori.

08/02/2019 10:21 Yolanda
Capovolgerei il problema. Non si tratta di criticare l' omelia ma di preparare insieme a dei laici l' omelia.Poi di assecondare lo Spirito e quanto suggerisce. Nell' approfondimento insieme delle letture i collegamenti e le esperienze e sensibilità ed esperienze diverse si integrano più facilmente.Certo è difficile trovare laici disponibili a dedicare sistematicamente del tempo per questo ma forse offrendo questa possibilità a persone diverse ogni settimana si lascia spazio alla provvidenza di agire. Lasciando fisso l' orario e aperta la possibilità di intervenire più che il pregiudizio o il desiderio di criticare ci sarebbe la curiosità di vedere cosa ne viene fuori. Questo il mio piccolo suggerimento al prete aperto,e rarissimo,alla collaborazione.


08/02/2019 00:23 Sara
"Senza voler capovolgere la provocazione che mi piace molto e stimola, mi chiedo però quanti abbiano la voglia, la pazienza e forse il coraggio di fare osservazioni su un'omelia."

Io personalmente non ne sarei in grado, mi piace molto leggere ma non sono brava a scrivere e capisco che non è facile, soprattutto non è facile accontentare tutti dato che siamo così diversi.

Generalmente mi piacciono le omelie che ascolto (tranne quelle di Papa Francesco) non mi è mai venuto in mente di poter dare consigli.



07/02/2019 21:21 Federico Cattarelli
Sono un prete. Da anni cerco chi sappia darmi un rimando critico dell'omelia domenicale. Il risultato è stato tuttavia insoddisfacente: o generici quanto inutili elogi o niente.
Forse ho sbagliato persone cui chiedere.
In ogni caso a me farebbe molto piacere trovare chi mi aiuti a tenere un'omelia che sia non solo pertinente alle letture ma anche calata nel concreto del vissuto quotidiano.
Senza voler capovolgere la provocazione che mi piace molto e stimola, mi chiedo però quanti abbiano la voglia, la pazienza e forse il coraggio di fare osservazioni su un'omelia.
don Federico



05/02/2019 10:01 Francesca Vittoria
Purtroppo cosa esce dalla bocca e la persona stessa che si tratti di uno qualunque o di un sacerdote che trasmette i messaggi del Maestro Cristo. Non si tratta di opinioni personali per il prete celebrante ma appunto di messaggio evangelico, lo stesso che il Santo Padre al meeting sulla "fratellanza umana" e quindi tutto quanto in questo si contempla, "si è schiavi senza libertà" credente assetato di pace" custodire la pace, prendersi cura gli uni degli altri, e ringrazia i residenti per come vivono il Vangelo ascoltato, un coro polifonico di una varietà di nazioni, lingue e riti". Ecco un esempio di omelia, che dal più semplice prete all'ora torre può essere imitata, cioè a seconda della comunità alla quale il celebrante si rivolge, perché è certa una cosa che va messa ogni cura a che il messaggio raggiunga mente e cuore di chi è presente e la Parola diventi "luce per il proprio cammino". La forma è ininfluente se si raggiunge questo obiettivo è ogni critica cade nel vuoto se in se il messaggio e a priori rifiutato. L'altro giorno a una assemblea riunita per un rosario di persona defunta, con parola alla mano ha detto" per chi crede, la persona e viva, continua a vivere anche se non la vediamo, questo è quanto Cristo è venuto a portare, la vita eterna ....etc......Anche se tra i presenti non si fossero credenti, questa affermazione udita può lasciare segno, chissà, quindi non si dovrebbe considerare le parabole alla stregua di favole ripetute perché comunque vengano commentate, sarà sempre un ribadire concetti che sono vie tracciate per essere per ore o no. Il Santo Padre andando nelle comunità che vivono in angoli e nelle realtà della terra più diversi, non cambia la Parola, essa brilla della medesima luce. Se c'è chi già la conosce non dovrebbe essere noiosa, banale inutile in una messa dove si celebra la presenza di Cristo e lo si prega in una unica voce con i presenti, in unità di Spirito. Altra cosa e andare ad ascoltare filosofi o studiosi delle scritture,. Il prete deve anche fare altro, ascoltare sopratutto le croci dei fedeli e non è cosa da poco, come andare dal medico di famiglia, solo che se si ammala lo spirito neppure il corpo sta bene. Quindi ricevere parole che incoraggiano, che fanno sentire quanto di beneficio certo modo di vivere reca al corpo umano e cosa giusta e buona, e meno male che vi sia così libertà religiosa dov'è ognuno esprime se stesso nella comunità variegata anche di fedeli.
Francesca Vittoria



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