Il tema del mese
Per favore, non fateci la predica
di La redazione di Vino Nuovo | 02 febbraio 2019
Oppure fatela, ma differente... Raccogliamo le impressioni, le critiche, i consigli, i desideri, le proposte dei cristiani laici di oggi davanti a uno dei momenti cruciali (e più discussi) del rapporto tra clero e fedeli.

 

"L'omelia, tormento dei fedeli": così il titolo di un libro di qualche decennio fa... La predica è da sempre una delle questioni pastorali più dibattute (e criticate) dai fedeli; lo è ancora oggi. Per questo dedichiamo il Tema del mese a una domanda semplice ma  che certamente farà discutere:

Che cosa ti aspetti, da laico, da una predica? 

Chiunque lo desidera - sia tra gli autori di VinoNuovo sia tra i lettori - può partecipare inviando il proprio contributo (anch'esso breve e concreto...) all'indirizzo mail iltemadelmese@gmail.com; la redazione lo pubblicherà nella forma grafica identificata dal colore sullo sfondo.

Le regole per partecipare, oltre a quelle di concisione ed educazione comuni a qualunque blog, sono semplici: la pertinenza (attenersi alla domanda, NON ad eventuali altri testi già pubblicati) e la possibilità di intervenire di norma una sola volta.

Man mano che verranno pubblicati i link agli articoli saranno pubblicati anche qui sotto:




Omelia, lezione di umanità di MARIA TERESA PONTARA PEDERIVA
21/02/2019 10:56 MAURIZIO T.
Io mi aspetto che in una predica, si colleghi il sacro con il profano, l'antico con il moderno, lo spirituale con il pratico, il cielo con il terreno.
Mi piace molto quando si riesce a riflettere sulle questioni più ostiche e incomprensibili, e renderle pratiche e attuabili.
Per fare ciò ci vuole tanta preparazione teologica e capacità psicologiche.
Credo che le persone gradiscano essere indirizzate, se qualcosa le colpisce nel cuore e nella mente.
Credo che Gesù, in quei tempi abbia colpito molto proprio in questo modo.



06/02/2019 06:14 Francesca Vittoria
Che cosa mi aspetto..?...che un po' di quella luce che è nella Sacra Scrittura arrivi a me che la prendo come si porta una candela accesa a illuminare i passi nel nostro vivere il quotidiano. Un po' di quel calore a far sentire il cuore battere , anche parole diverse da quelle che arrivano da strumenti di comunicazione che ci rendono impermeabili a vedere e sentire sentimenti per gli altrii. di avere un cuore di carne e non di pietra. Mi aspetto di sentire parole confortanti al cuore addolorato, che sono invece rare a infondere coraggio, speranza e non soltanto le lodi al Dio Buono per quanto ha fatto della sua vita, perché esiste anche il Dio Risorto, di cui si dovrebbe parlare oggi di più visto lo scoraggiamento e l'incredulità che serpeggia nella società per tutto ciò non si tocchi, non si veda . Si sta creando un mondo nuovo immaginario a consolazione di frustrazioni che delusioni provocano, Dalla Parola mi aspetto quel l'aiuto, a dire "alzati e cammina perché più avanti c'è altro, che puoi fare, che i tuoi sforzi saranno compensati ed è cosa grande costruire un mondo migliore, a dare senso alla nostra vita stessa, a come confermarci nella nostra fede anche quando sembra esserci il vuoto intorno o la sofferenza fiacca il coraggio,. Mi aspetto un sostegno al credere in quella fede che ti sollecita "a essere anche per gli altri sostegno, forza perché è certa quella Parola , niente del buono Buono va perduto e tutto perdonato per un gesto d'amore È' l'amore che viene da Cristo , Egli pure uomo come noi ha portato la croce si è fatto pane spezzato per farsi vicino, per insegnarci ad essere fratelli , ad assicurarci che esiste la gioia da provare uguale alla Sua.da Risorto , consolazione sicura perché la sua Parola è certa e non mente.


05/02/2019 10:39 Sara
Articolo pubblicato in latino per la rubrica Laelius, a suo tempo lo trovai geniale:

https://www.avvenire.it/rubriche/pagine/eleanor-rigby_20131210



Si può vedere un'omelia anche così.

:-)



05/02/2019 10:37 Sara
Mi è tornato in mente questo vecchio articolo di Avvenire:


"Eleanor Rigby: la misericordia in una canzone
Luigi Castagna
martedì 10 dicembre 2013
Non sempre cogliamo esempi utili dai nostri libri polverosi, specie se ci rivolgiamo ai gio­vani che c’interrogano. Mi chiese una volta mia figlia allora di 13 anni che cosa significasse misericordia e come potessi spiegarle chi è misericordioso. Non riuscii a richiamare esempi alla mente ed ecco mi venne in mente una can­zone con le sue parole («cantus» riguarda la musica, «canticum» le parole del canto) che e­rano notissimi quando ero studente a Pavia. Era un canto composto da quattro musicisti nati nella città inglese di Liverpool. Il nome di questi musicisti lo riferirò in inglese: «Beatles».
Il testo narrava dell’immedicabile solitudine, senza speranza, senz’amore, senza gioia, sen­za amici di due personaggi che però alla fine del canto si riunivano. A mio parere dimostra­va che nel cuore di chi aveva scritto quelle pa­role (John Lennon e Paul McCartney) c’era mi­sericordia e perciò invitai mia figlia ad ascol­tare quella canzone che ignorava. Eleanor Rigby è una donna non più giovane che vive in solitudine vicino alla chiesa. Nessuno mai l’aveva chiesta in sposa ma lei si recava sem­pre in chiesa specie quando c’erano matri­moni da celebrare. Nessuno le prestava at­tenzione ma quasi in sogno fingeva di esser lei la sposa di quella cerimonia e raccoglieva a terra i chicchi di riso che ritualmente si get­tano sugli sposi quando escono di chiesa.

Il secondo personaggio è padre McKenzie, un vecchio prete di quella stessa chiesa che è descritto mentre di notte alla luce della lam­pada lima il sermone che dirà domani in Chie­sa: ma nessuno ascolterà le sue parole; e poi rammenda nelle ore notturne le sue calze bu­cate. Ma quando Eleanor morì padre McKen­zie la tumulò con le sue mani: così le due so­litudini si riuniranno almeno una volta e giun­geranno alla fine. Perché nessuno è inutile e solo nel regno di Dio.​"



05/02/2019 10:34 Sara
"Padre McKensie
Scrive le parole di un sermone che nessuno sentirà
Nessuno si avvicina
Guardatelo lavorare
Rammenda i calzini di notte quando non c'è nessuno
Che gli importa?"

https://www.youtube.com/watch?v=HuS5NuXRb5Y



04/02/2019 17:56 Sara
A me succede un po' il contrario. proprio perchè tendo a esagerare da sola, mi piace che il sacerdote abbia una sua semplicità, trovo che sia utile mettersi in ascolto mettendo da parte un po' del proprio bagaglio di formazione, pensieri ecc per lasciarsi anche un po' stupire dall'altro...

Però, è tutto molto soggettivo in questo campo.



04/02/2019 17:53 Sara
MEister Eckart era l'equivalente di un Martini di un Kasper o di un Biffi.

Gente con preparazione fuori dall'ordinario.

Anche un gesuita meno famoso come Albert Vanhoye (lo conosco per alcuni scritti su San Paolo)

https://www.ibs.it/letture-bibliche-delle-domeniche-anno-libro-albert-vanhoye/e/9788873576037
ha pubblicato degli strumenti utili per l'approfondimento delle letture domenicali.

Da anni io prendo questa serie della edb che all'inizio era curata da Fratel MichaelDavide Semeraro e adesso da un gruppo di benedettini, si trovano riflessioni molto delicate sulle letture del giorno.



https://www.dehoniane.it/messa-quotidiana-online

Voglio dire: si trova per i laici immagino per i sacerdoti....


Il livello di preparazione del basso clero è stato sempre altalenante in realtà, dai racconti di Canterbury in giù sui difetti di frati e sacerdoti penso ci sia di tutto in letteratura, non ci vedo nulla di particolarmente nuovo.



04/02/2019 17:14 Maria
Un aspetto che nessuno prende in considerazione e’ che per fare una buona predica il prete deve prima prepararla. Prepararla vuol dire uno sforzo, uno sforzo intellettuale inanzi tutto. L’ omelia dovrebbe spiegare e chiarire gli aspetti oscuri delle Scritture. Non dovrebbe essere un discorso raffazzonato, emotivo , pieno di belle intenzioni., e neppure uno sfoggio di retorica tipo arringa dell’ avvocato, tanto meno un comizio politico.
Se uno legge per esempio le prediche che un grande, il domenicano MEister Eckart, faceva in volgare ( Sermoni tedeschi) e quindi non per un uditorio di colti ma per il popolo, trova che il grande mistico prendeva un versetto del Vangelo del giorno e lo sviscerava nei suoi potenziali significati SPIRITUALI, ne metteva in luce la profondita’ , la luce divina, quasi mai in chiave moralistica “ dovete fare” ma appunto in chiave spirituale. Cosi’ ogni versetto della Scrittura diventa come un tesoro di spiritualita’. “ implicita” . Come chi togliesse gli strati piu’superficiali per arrivare al nocciolo. Certo capisco che e’ uno sforzo, uno sforzo intellettuale, di studio, di ricerca,di approfondimento personale. Un sacerdote che prepara i le sue omelie, deve magari studiare a sua volta i Padri, ii Mistici, i Santi, perche’ non puo’ essere tutta farina del suo sacco.
La mia impressione e’ che il novanta per cento dei preti di oggi non ha alcuna voglia di preparare una predica, che dice quel che gli salta in testa, parole spesso superficiali e noioso, spesso politiche e fuori tema, spesso moralistiche. Insomma come chi non si e’ affatto preparato e non ha affatto riflettuto sulle Scritture che dovrebbe commentare.



03/02/2019 22:55 giovanni g.
Mi aspetto che non mi ripeta quanto ho appensa sentito dalle letture, soprattutto che il prete non ripeta il vangelo con parole sue e magari mettendoci dentro qualche fantasia per colmarne le lacune.
Mi aspetto che non mi parli d'altro. Mi aspetto una predica ad hoc e non una predica generica. Mi aspetto che non serva un frullato di pace, amore amore pace accoglienza pace amore perchè ne ho piene le balle di queste cretinate. Mi aspetto che non inventi episodi per fingere che la predica parta dalla vita reale.... che tanto poi si dementica e l'anno dopo la ripete con lo spetto incipit "qualche giorno fa un fedele mi ha detto che...". Che non faccia il "moderno" parlando di "essere connesso con Gesù" e altre stronzare del genere. Mi aspetto che non faccia la predica per i bambini (che non ci sono più ... quelli cristiani almeno... grazie Bonino!)davanti ad una platea di ultra sessantenni. Mi aspetto che se vuole affrontare problemi concreti dia soluzioni concrete o almeno ci provi evitando la melassa dell'amore, del perdono ecc. E soprattutto mi aspetto che stia zitto se non ha nulla da dire.



02/02/2019 14:54 Sara
A me va bene più o meno tutto tranne Papa Francesco (troppo duro e criticone).

Forse perchè nelle parrocchie piccole anche i sacerdoti sono sgarrupati e fanno tenerezza...



Commenta *






Versione stampabile
Invia ad un amico
Scrivi a Vino Nuovo





Ogni opinione espressa in questo sito è responsabilità del singolo autore. www.vinonuovo.it è un blog in cui ci si confronta su temi e problemi dei cattolici oggi in Italia.
Come tale non rappresenta una testata giornalistica e non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001

Cookies: ai sensi della normativa sulla privacy si informano gli utenti del presente sito che, ai fini di garantire un ottimale funzionamento dello stesso, viene fatto utilizzo di cookies. I cookies sono piccoli file di dati che i siti visitati dall'utente inviano solitamente al suo browser, dove vengono memorizzati per essere poi ritrasmessi agli stessi siti alla successiva visita del medesimo utente. Alcune operazioni non potrebbero essere compiute senza l'uso dei cookies, che in alcuni casi, sono quindi tecnicamente necessari. I cookies utilizzati nel presente sito sono di tipo tecnico ed hanno lo scopo di garantire il corretto funzionamento di alcune aree del sito stesso e di ottimizzare la qualità di navigazione di ciascun utente. Non vengono utilizzati cookies di profilazione.
Web Design www.horizondesign.it