Il tema del mese
La spada nella Grotta
di Roberto Beretta | 10 gennaio 2019
Fin dalle origini francescane il presepio è un atto divisivo, di contestazione. E il problema non è tanto chi ci mettiamo (o non ci mettiamo) dentro, bensì come ci specchiamo dentro di esso.

«L'Epifania tutte le feste le porta via». E così da qualche giorno anche il detto popolare ci autorizza a riporre nei bauli tutto l'armamentario natalizio del presepe, fino al prossimo dicembre. Forse con un sospiro di sollievo, perché mai come quest'anno muschio e statuine sono stati divisivi: altro che ai "bei tempi" in cui il massimo della disputa era tra i fan della grotta contro i cultori dell'albero di Natale...

Sarà anche per questo che - dico la verità - quest'anno forse per la prima volta ho avuto voglia di non allestirla, la mia domestica rappresentazione della Natività, per non cadere nella strumentalizzazione di quanti agitavano la stella cometa come una bandiera nazionalista (anzi sovranista). Ma, d'altra parte, pure non facendo il presepe mi sarei inevitabilmente schierato, cedendo al ricatto di chi per i suoi fini politici vuole appropriarsi della grotta (e del cristianesimo in genere: ne abbiamo già discusso qui).

«Non sono venuto a portare la pace, ma la spada» - avrebbe d'altronde poi detto quel Bambino, una volta divenuto adulto, in una controversa espressione che molto ha fatto discutere gli esegeti. E allora, se proprio questo clima di contrapposizione avesse contribuito a ricollocare il presepe (e il cristianesimo) al suo giusto posto, fuori cioè dai buonismi consolatori e dalle commoventi nenie, non più soprammobile nostalgico ma segno di contraddizione e di vera differenza cristiana?

Lo dico con una segreta, ma poco fondata speranza: so bene, infatti, che purtroppo lo scontro di cui parliamo non si è svolto (da una parte e dall'altra) sulla base di una sincera ricerca di verità spirituale, bensì per opposti interessi. Tuttavia so pure che proprio il presepe nacque come sottile mezzo di contestazione: alla maniera francescana, ovviamente, ovvero come una rivoluzione che si trasforma in tenerezza pur restando di severità adamantina.

In quel Natale del 1223 in cui si fermò a Greccio, difatti, il Poverello veniva da Roma e dalla peggiore sconfitta della sua vita: Curia e confratelli l'avevano "costretto" ad accettare una Regola nella dovuta forma canonica, mentre egli - il fondatore - non avrebbe mai voluto altra obbedienza se non al puro Vangelo «sine glossa»,­ senza note. Dunque Francesco si concede in quella prima figurata Betlemme sia una consolazione (nell'abbraccio affettuoso del Bambino), sia una simbolica rivendicazione; come a dire: voi tenetevi l'esattezza giuridica, a me importa solo restare fedele a Cristo piccolo e povero.

Acquista allora significato che in quel primo presepe non ci fossero personaggi umani, ma soltanto l'asino, il bue e un po' di fieno - oltre al Bambinello poi apparso in visione: il vero Natale si risolve in fondo in un personale corpo a corpo (scontro o incontro che sia) con il Neonato, tutte le statuine essendo solo specchi parziali di chi guarda. Riponiamole pure nelle scatole senza rimpianti, il presepio continua.

10/01/2019 14:32 Sara
https://www.repubblica.it/politica/2019/01/09/news/migranti_il_presidente_di_azione_cattolica_truffelli_salvini_non_parli_a_nome_dei_cattolici_-216206469/?ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P1-S4.2-T1


10/01/2019 12:42 Sara
migranti_il_presidente_di_azione_cattolica_truffelli_salvini_non_parli_a_nome_dei_cattolici_-216206469

A proposito di politica: dal momento che ho la tessera AC anche io sono contenta dell'intervento del nostro presidente.



10/01/2019 11:19 Sara
Anche su cosa sia il Vangelo "sine glossa" non siamo d'accordo; per padre Sosa infatti non c'era il registratore a quei tempi e bisogna imparare a "discernere".

Discernere quindi: is the new glossa.

Alla fine vince sempre la politica: sia nel discernere che nel vivere sine glossa che in tutto il resto.

Accettiamolo e buona notte.



10/01/2019 10:36 Maria
Nessuno impedisce a nessuno di noi di vivere il Vangelo fino in fondo “ Sine glossa”, come nessuno ai tempi di San Francesco d’ Assisi neppure il Papa poteva impedire la santificazione personale. Se tu, tu Roberto Beretta, vuoi seguire fino in fondo il Cristo, come fece San Francesco , chi te lo impedira’ ?
Chi ci impedisce di seguire Cristo non sono gli “ altri” , la Chiesa ufficiale, i preti ecc, siamo noi stessi. Noi non siamo santi non per colpa degli altri ma di noi stessi. Non sono la Chiesa ufficiale, non sono le regole, il Catechismo, che ci impediscono di essere santi.
Ciascuno di noi lo sa: se non siamo santi come San Francesco non possiamo dare la responsabilita’ ad altri, ma solo a noi stessi. Siamo noi stessi che se ci guardiamo con sincerita’ Nel fondo dell’ anima, ci accorgiamo che non vogliamo veramente seguire il Vangelo sine glossa. Siamo noi che chiediamo attenuanti, postille, semplificazioni delle massime evangeliche che sono dure a seguire, e che esigerebbero sforzi e sacrifici. Noi vogliamo seguire un Vangelo comodo e facile . Se il tuo occhio ti e’ di scandalo cavalo. Dice il Vangelo, ma chi di noi vuol seguire sine glossa questo detto evangelico ? Per la “ durezza del vostro cuore Mose’ vi dette la possibilita’ dell ripudio “ . E oggi per la durezza del nostro cuore noi non seguiamo sine glossa in Vangelo ma ci inventiamo nuove note a pie’ Pagina, nuove deroghe , nuove giustificazioni che ci permettano di tenere il piede in due scarpe.
Gesu’ e’ sempre lo stesso, quello che ci chiede non e’ cambiato ne’ dai tempi degli apostoli, ne’ dai tempi di San Francesco.
Siamo noi ad essere cambiati e appartenendo ormai ad una societa’ postcristiana , le parole di Cristo le abbiamo deformate e cambiate ed adattate al punto che ormai seguiamo il CONTRARIO di quanto olriginariamente ci era chiesto.
Anche per il Natale sta andando cosi’ , ormai non e’ piu’ il Natale dove rifulge la Gloria del Dio fatto uomo, e’ il Natale postcristiano i cui personaggi non hanno piu’ nulla a che vedere con Gesu’ nato a Betlemme di Giudea.



10/01/2019 10:16 Pit Bum
A proposito di aggiunte successive: leggevo ieri nell’ultimo di Dennett
che, fatto =x il numero di informazioni necessarie per definire chi era Gesù,
con quanto risulta dalla Parola, questo numero non è cambiato di molto fino al 1500
Mentre nell’ultimo secolo in particolare se ne sono ( arbitrariamente!) aggiunte fino a
SESSANTAQUATTRO volte tanto!! Presepi da ripulire ma quanto altro da buttare via
Per tornare all’original??😭😭



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