Il funambolo
di Assunta Steccanella | 09 gennaio 2019
Nel tempo del frammento, del caos, della difficoltà a trovare un significato agli eventi della storia, comunitaria e spesso anche personale, la dinamica eucaristica ci abbraccia e ci nutre nello Spirito del Risorto, rendendoci parte di un tempo sensato, nel quale ciascuno di noi ha un posto

 

Premetto che non sono un'esperta di arte. Certo mi affascina, e lascio che musica e pittura ristorino il mio spirito ogni volta che posso, ma su un testo artistico non saprei dire altra parola che quella derivante da un'intuizione personale, senza alcun peso se non quello soggettivo. Tuttavia, sulla scia del bel contributo sugli angeli, vorrei condividere anch'io un pensiero su un'opera di Paul Klee a cui sono molto affezionata. Si intitola "Il funambolo". Ho scoperto questo quadro molto tempo fa, mentre cercavo un'immagine adatta per un incontro con i genitori di catechismo.

Il punto di partenza della ricerca riguardava il senso del presente.

Un piccolo esercizio di autocoscienza (nel silenzio, prima, e poi nella condivisione di gruppo) aveva condotto a riconoscere un'apparente ovvietà, di cui però normalmente non ci accorgiamo: il presente è inafferrabile. Nel momento stesso in cui lo si afferma... è già passato. È fatto di piccoli istanti, frammenti accostati l'uno all'altro ma che non si possono trattenere, sfuggono come sabbia tra le dita.

Ciascuno quindi è come un funambolo, che cammina incessantemente in equilibrio precario su una corda tesa, fatta di innumerevoli istanti e capace di sostenerlo solo se è ancorata a due punti fermi:

  1. al passato, alla memoria, a tutto quello che ci ha condotto fino a qui,

  2. e al futuro, ai progetti, a tutto quello che ci spinge ad andare avanti.

Passato e futuro sono dunque i due saldi pilastri che sorreggono il presente e gli conferiscono unità e senso; memoria e progetto sono indispensabili per guidare l'azione.

Questa dinamica, profondamente umana, si afferma e si rinsalda nell'Eucaristia: nella celebrazione, OGGI, facciamo memoria un evento avvenuto nel passato (IERI), ri-presentato perché ci aiuti a vivere la nostra vita e vivifichi la nostra speranza (DOMANI).

Lo diciamo ogni domenica: (oggi) annunciamo la tua morte, Signore, proclamiamo la tua risurrezione (eventi fontali), nell'attesa (futuro) della tua venuta.

Ancorati al nostro fondamento che è Cristo, possiamo vivere e camminare nel nostro oggi rivolgendo al futuro uno sguardo pieno di speranza: fede e speranza per sostenere la carità.

Mi sembra che questo sia, nel contesto attuale, un elemento particolarmente prezioso: siamo nel tempo del frammento, del caos, della difficoltà a trovare un significato agli eventi della storia, comunitaria e spesso anche personale. La dinamica eucaristica ci abbraccia e ci nutre nello Spirito del Risorto, rendendoci parte di un tempo sensato, nel quale ciascuno di noi ha un posto, una vocazione, una preziosità.

È stato proprio cercando un'immagine capace di aiutarmi a trasmettere questi concetti che ho trovato 'Il funambolo'. Il quadro per me è meraviglioso. C'è un uomo che cammina su una fune, tesa tra due punti fermi, in equilibrio sopra il magma del reale. Il suo cammino incrocia degli ostacoli, ma la linea fondamentale lungo la quale si dipana è offerta dalla luce della croce. È il braccio orizzontale, quello della storia terrena, di cui non si colgono i confini (la linea bianca va oltre i bordi del quadro) ma alla quale il piccolo segmento della storia personale appartiene. C'è poi un altro braccio di luce, il verticale, anch'esso in-finito: è Dio che si fa presente, tocca la vita dell'uomo (il suo braccio destro è illuminato) e penetra lo scenario del mondo offrendogli senso. Non a caso le uniche linee che ne seguono l'andamento sono i due sostegni della fune, della storia personale.

In un suo testo, tradotto in italiano nel 1959, Klee affermava: "Se insisto su questo, è per evitare il sorgere del malinteso per cui l'opera d'arte sarebbe mera forma. Ma ancor più devo insistere su questo: che la conoscenza scientifica della natura, di piante e animali, della terra e della sua storia, delle stelle, a nulla ci serve, se non siamo provveduti di tutto l'armamentario per la loro rappresentazione; che la più ingegnosa interpretazione dei loro rapporti nell'universo a nulla serve, quando ancora una volta non si sia provvisti di forme; che la mente più profonda, lo spirito più sottile a nulla serve, quando non s'abbiano a portata di mano le forme convenienti" (Analisi come concetto, in Teoria e forma della figurazione, vol.I).

Chiedo perdono agli esperti se azzardo, ma a me sembra di aver intuito che per Klee, in questo quadro e in questo tempo (1923), la forma conveniente, con la quale è possibile scoprire un senso nel caos magmatico della storia, sia la croce.

Questa fede è la mia. Andrò a vedere la mostra.

 

 

16/01/2019 15:52 antonio57
Phippe Petit, in un’intervista a Le Figaro: «Una traversata sul filo è una metafora della vita: c’è un inizio, una fine, un progresso, e se si fa un passo di lato, si muore. Il funambolo avvicina le cose destinate a restare lontane, è la sua dimensione mistica».
Che cosa di più lontano da Dio di Adamo ed Eva dopo il peccato? Gen 3, 15, però, già annuncia il sorgere della speranza.
E il filo? Le tre Moire, certo, ma anche la vita "sentita" col cuore dell'adolescente: "E a quattordici anni sei un funambolo a piedi nudi sul tuo filo e l'equilibrio è un miracolo." (Alessandro D'Avenia).
L'unico tempo che s'innesta nell'eterno è l'attimo presente vissuto con "l'abbandono a" (per ciò che è ormai passato) e "la confidenza in" Dio, Padre di misericordia, nella Sua volontà; attimo presente offerto a Lui, con purezza di cuore, per amore di Lui (nell'altro, nel gesto da compiere, nella parola da dire ecc.).
Contando il numero dei giorni che ci separano dall'Incontro atteso...



10/01/2019 11:11 Francesca Vittoria
De Chirico con le sue statue,monumento dell'uomo all'uomo in una piazza vuota, silente che sembra senza vita, sembra aver profetizzato l'oggi, dove certi valori esistenti da sempre sembrano stati risucchiati dai tempi nuovi, con l'esaltazione delle scoperte interstellari, avventurose. Astronauti entusiasti che al ritorno sulla terra dicono che tutto ha un costo come dieci anni di energie già consumate al fisico...Quanto è bella la terra vista da fuori!, klee l'autore di questo disegno, anche ci parla del tempo presente, quella impalcatura che assomiglia tanto a quando si edifica un edificio e offre ai muratori la possibilità di lavorare a una certa altezza, come nel circo ammiriamo tutte quelle doti di equilibrio, di destrezza, che ben evidenziano la bellezza anche fisica dell'uomo, il coraggio di osare, di dominio di se che il funambolo qui ci rimanda. Ogni movimento è stato provato, pensato mirato a osare e far stupire perché va oltre la comune idea del possibile; Si l'uomo è un universo di elementi concentrati in ogni sua parte fisica, e i ricercatori fanno sempre strabilianti scoperte o, anche, tentativi falliti , sa amare fino all'eroismo e odiare compiendo le cose peggiori. Cerca la perfezione aspira al bello, a salire la scala dei valori che lo rendano capace, come il funambolo, di non cadere, come il funambolo molo vuole arrivare al sicuro, dopo aver superato le prove da equilibrista che le difficoltà della vita gli fanno trovare, e che per superare ha bisogno di guardare in alto, di confidare nell'aiuto che il suo spirito necessità per non sbagliare e se anche accade, rimanere e recuperare l'equilibrio interiore per riprendere coraggio e sperare di farcela, perché Cristo ha vinto la sfida, non è morto, arrivato a realizzare il progetto del Padre, la salvezza per l'uomo che lo imita, confida e crede nel suo aiuto. Oggi si va in alto a cercare bellezza?successo?gloria? Ma in basso cosa c'è, campi di gente senza terra, di gente che ha fame quando da un'altra parte il troppo marcisce, aumentano gli oggetti utili a risparmiare energie, ma viene a mancare il lavoro per tutti, fa paura quanto vi è di spregiudicato, insensibile al bene comune, nel divulgare il commercio di droga, senza supporre al danno che questa procura, senza aver prima istruito i più giovani che non è soltanto procurarsi ore di falsa distensione, cosa ben diversa dal piacere vero che procura l'amicizia,la fratellanza, la condivisione di uno stare e fare insieme. Si oggi siamo tutti funamboli sul filo della vita, tanti li vediamo cadere, incredibile quanti anche senza contare le guerre. Forse non basta più pensare a reggersi singolarmente, occorre scendere e farci carico delle povertà che ora sono davvero troppo, chiedere, pretendere la pace dove c'è chi decide per la guerra, una terra a chi viene tolta, il pane distribuito equamente, condiviso il progresso dove manca il minimo per vivere e che ogni popolo viva dignitosamente la propria storia sapendo di poter contare sul l'aiuto solidale , perché Dio ci ha fatto tutti uguali stesso cuore, stessa intelligenza, stessa dignità di essere sue creature. Se una mano e malata, tutto il corpo e risente.
Questo disegno apre a tante considerazioni le più diverse, anche vere.
Francesca Vittoria



09/01/2019 12:31 Yolanda
Grazie Assunta per questa splendida riflessione a partire dall' arte per i più,credo come me,sconosciuta.
Aiuta a pensare oltre le solite manfrine del nostro tempo per ridare senso e speranza alla vita.



Commenta *






Versione stampabile
Invia ad un amico
Scrivi a Vino Nuovo





Assunta Steccanella

Sono nata in provincia di Vicenza nel 1960. Dico spesso che, dopo il diploma, ho frequentato due diverse università: prima, per diciotto anni, l'ateneo della famiglia; quindi, in parallelo, la Facoltà Teologica, dove ho completato il dottorato.

Ho insegnato religione in un liceo fino al 2010. Adesso, oltre alla ricerca, mi dedico alla formazione: sono impegnata in vari modi nella catechesi di adulti e bambini e nella preparazione dei catechisti e cerco di condividere parte di questo lavoro attraverso il mio blog (www.asteccanella.altervista.org). La famiglia però è e resta la mia prima vocazione: mio marito e i miei tre figli sono preziosi, tra mille altri motivi, anche perché mi fanno capire quando la speculazione mi fa staccare troppo i piedi da terra.

 

 

leggi gli articoli »
Ogni opinione espressa in questo sito è responsabilità del singolo autore. www.vinonuovo.it è un blog in cui ci si confronta su temi e problemi dei cattolici oggi in Italia.
Come tale non rappresenta una testata giornalistica e non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001

Cookies: ai sensi della normativa sulla privacy si informano gli utenti del presente sito che, ai fini di garantire un ottimale funzionamento dello stesso, viene fatto utilizzo di cookies. I cookies sono piccoli file di dati che i siti visitati dall'utente inviano solitamente al suo browser, dove vengono memorizzati per essere poi ritrasmessi agli stessi siti alla successiva visita del medesimo utente. Alcune operazioni non potrebbero essere compiute senza l'uso dei cookies, che in alcuni casi, sono quindi tecnicamente necessari. I cookies utilizzati nel presente sito sono di tipo tecnico ed hanno lo scopo di garantire il corretto funzionamento di alcune aree del sito stesso e di ottimizzare la qualità di navigazione di ciascun utente. Non vengono utilizzati cookies di profilazione.
Web Design www.horizondesign.it