Fantaecclesia/4
Troppo buio in sala
di Fabio Colagrande | 08 gennaio 2019
Grande partecipazione, ma anche qualche polemica, all'inaugurazione del Cineforum della diocesi di Prosciutto

 

Non si sono spenti gli echi suscitati dalla cerimonia inaugurale del Cineforum annuale tradizionale organizzato dalla Diocesi di Prosciutto, nella parrocchia di san Daniele. Don Severino Gambuccio, l'ottuagenario presbitero infaticabile promotore di questo ornai classico appuntamento culturale, ha voluto inaugurarlo organizzando una serata dedicata al discusso ultimo film del regista Fedele Devoto intitolato: "Grazie a Dio, sono ateo". 

Dopo la proiezione della pellicola, purtroppo disturbata dal lancio di pop-corn di alcuni chierichetti, don Severino ha infatti animato un vivace dibattito cui hanno preso parte l'attrice Laura Boll, recentemente convertitasi al cattolicesimo, il vaticanista Ubaldo Maria Monti, recentemente convertitosi, e mons. Claudio Alberto Paternò, docente di teologia della tecnica cinematografica applicata, recentemente e basta.

"Eh sì, però non è sufficiente!", ha tuonato in apertura il vaticanista Monti, accendendo la discussione con la sua sottile quanto chiara provocazione. "Eppure in questo film c'è molto anelito e molto trascendente", ha commentato pensoso mons. Paternò. "Comprate il mio libro", ha ribattuto Laura Boll, agitando una copia del suo best-seller "Ero una donna e sono una santa" i cui proventi della vendita andranno a finanziare la costruzione della casa per minori Moe et Chandon da lei gestita a Cortina d'Ampezzo.

Particolare agitazione ha però suscitato il momento finale degli interventi liberi dell'uditorio, al solito magistralmente moderati dall'implacabile don Severino. Alle vivaci critiche di Marco Golfetta, dell'AGP (Associazione genitori preoccupati) che ha denunciato il carattere fortemente diseducativo della pellicola ha replicato placidamente don Paternò: "Ama e fai il film che vuoi". Di film sessista e retrogrado ha invece parlato Arianna Mortadella, casalinga, catechista e ballerina di zumba, che ha stigmatizzato il perpetuarsi degli stereotipi di genere nella pellicola. "Donne, tu du du, in cerca di guai" gli ha risposto con una colta citazione il vaticanista Monti sciorinando la sua tipica ironia, molto gradita in sala dalle signore.

Ma l'attacco più duro all'iniziativa ecclesiale è arrivato da don Pasquale Lonza, il burbero parroco di Colonnata, che ha parlato di serata "dannosa e inopportuna". Il prelato proprio nello stesso giorno, alla stessa ora, nella stessa diocesi, aveva organizzato il convegno "Camminiamo insieme: sinodalità, coordinamento e collegialità negli eventi diocesani".

In chiusura Laura Boll ha recitato la sua poesia "Quando penso a Maria sono più bella", accompagnata al pianoforte dall'infaticabile don Gambuccio. Esecuzione, aihmè, disturbata dai soliti chierichetti e dal potente russìo di don Paternò.

 

08/01/2019 16:16 Sara
Non solo basso clericale, il cardinal Biffi a suo tempo scrisse il 5 vangelo:
"il commendatore Migliavacca e' cattolico convinto. Sua moglie difatti va a messa tutte le domeniche libere e sua figlia ha studiato dalle Marcelline."



08/01/2019 16:00 Pit Bum
si è perso;
In ambito basso clericale si scherza e si ride..🤡💔💔
Fabio: ci vorrebbero in calce le corrispondenze..😭😭😭



08/01/2019 15:10 Sara
"Fabio Colagrande: un mito! :)"

Sono scenette divertenti, però onestamente sa un po' di ammazzacaffè arrivare a riderci su...



08/01/2019 14:50 Pit Bum
Pochi sanno che in certo ambito clericale (


08/01/2019 12:21 fab
Fabio Colagrande: un mito! :)


08/01/2019 11:30 Sara
"Claudio Alberto Paternò, docente di teologia della tecnica cinematografica applicata"

A proposito di teologia e cinema l'anno scorso mi è capitato questo libricino sul film blu di Kieslowski.

https://www.ibs.it/tre-colori-film-blu-di-libro-marco-cardinali/e/9788861241893

Bellissimo il film (che lo dico a fare..) e molto carino il libro, ricordo che andavamo al cinema da ragazzi a vedere il decalogo...

Un paio di ere geologiche fa.



08/01/2019 10:23 Ari
Troppo forte, bravissimo davvero!
Una voce che si leva con sana ironia sopra il coro dei "devoti adattati".



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Fabio Colagrande

Fabio Colagrande, nato a Roma a metà dei favolosi anni Sessanta, lavora da vent'anni alla Radio Vaticana come giornalista e conduttore di programmi in diretta. Collabora con L'Osservatore Romano e altre testate cattoliche. Per alcuni anni, ai microfoni di Radio Due, si è occupato di cultura e intrattenimento.

Autore, regista e attore di teatro, per diletto, nel 1995 ha fondato una compagnia tuttora sulla breccia. Felicemente sposato, ha due figli, che spera mettano su un gruppo rock e lo facciano cantare, ogni tanto. Cura un blog personale intitolato L'anticamera del cervello.

 

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