Nella letteratura
Un anno nuovo per la ricerca di una santità nuova
di Sergio Di Benedetto | 01 gennaio 2019
Dentro il 2019 rileggendo le parole di Simone Weil: «Oggi essere santi non basta, occorre la santità che il momento presente esige, una santità nuova, anch’essa senza precedenti»

 

L'anno che si apre è posto sotto il segno della novità di Dio: il Vangelo ci ricorda che il Figlio nasce in una situazione che nulla aveva di previsto e atteso: un bambino «che giaceva in una mangiatoia», attorniato da pastori, gli ultimi ed emarginati dalla società dell'epoca, i quali tuttavia «andarono senz'indugio» presso la strana ‘culla'.
È sempre così la novità di Dio, che scardina il consueto e apre sentieri nuovi di vita e di santità, richiedendo però, come condizione prima, l'atteggiamento di Maria, che «serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore». La Madre è offerta come esempio per cogliere la novità di Dio: «serbare», cioè custodire, presuppone il vigilare e il raccogliere; e poi il «meditare», per riconoscere l'azione di Dio dove non ci si aspetterebbe di trovarlo.

È un giorno propizio, secondo il calendario solare, per riflettere su quanto di nuovo Dio porta alla vita di ciascuno di noi. Ed è indubbio che di novità, oggi, abbiamo bisogno. Abbiamo chiuso un anno, abbiamo fatto il nostro personale bilancio, ma per guardare con fiducia e fede ai prossimi dodici mesi dobbiamo essere animati non solo dalla consapevolezza che i fili del tempo sono nelle mani di Dio, ma che qualcosa di inatteso si prepara e ci viene incontro. Qualcosa che, tuttavia, richiede la nostra collaborazione, il nostro assenso.
Questo 2019 ha sete di novità, noi abbiamo sete di novità: non nuove scoperte, non nuove invenzioni, o forse non solo quelle. Ma relazioni nuove e rinnovate, nuovi sguardi, nuove tregue, se non nuove paci. Nuove parole, anche. E, più di tutto, abbiamo bisogno di una santità nuova: sentiamo la necessità, per i giorni che iniziano a scorrere nel nuovo anno, di trovare e imitare un nuovo modello di santità, un rinnovato criterio di vita cristiana per un nuovo incontro con il Dio della storia.

Lo scriveva, già nel 1942, la grande filosofa e mistica Simone Weil (1909-1943) a padre Perrin, il domenicano a cui aveva affidato molte sue tensioni spirituali, raccolte in sei lettere oggi racchiuse in Attesa di Dio.

Viviamo in un'epoca che non ha precedenti, e nell'attuale situazione l'universalità, che un tempo poteva essere implicita, deve essere pienamente esplicita. Deve impregnare il linguaggio e tutto il modo di essere.
Oggi essere santi non basta, occorre la santità che il momento presente esige, una santità nuova, anch'essa senza precedenti.

Dio fa nascere in ogni epoca santi e santità adatti a quel tempo. Oggi abbiamo urgenza di tutto ciò: abbiamo sete di nuovi santi e nuovi profeti, abbiamo sete di nuovi modelli che sappiano indicarci un modo di leggere il nostro mondo e soprattutto che sappiano suggerirci come abitarlo da cristiani.
Ed è un compito arduo:

Un nuovo tipo di santità è qualcosa di dirompente, è un'invenzione. Fatte le debite proporzioni, mantenendo ogni cosa al proprio rango, è pressappoco analoga a una nuova rivelazione dell'universo e del destino umano. Significa portare alla luce una larga porzione di verità e di bellezza fin qui dissimulate da uno spesso strato di polvere. Occorre maggior genio di quanto ne sia servito a Archimede per inventare la meccanica e la fisica. Una santità nuova è un'invenzione più prodigiosa.
Soltanto una sorta di empietà può obbligare gli amici di Dio a rinunciare a ottenere del genio, dal momento che per riceverne in sovrabbondanza è sufficiente lo richiedano al proprio Padre in nome del Cristo.
È una richiesta legittima, almeno oggi, perché necessaria. Credo che in questa forma o in un'altra equivalente sia la prima richiesta da farsi adesso, da farsi ogni giorno e ogni ora, così come un bambino affamato chiede incessantemente un po' di pane. Il mondo ha bisogno di santi dotati di genio come una città appestata ha bisogno di medici. Dove c'è bisogno, c'è obbligo.

Credo che dovremmo riprendere in mano uno dei testi più belli di Papa Francesco, uscito nel marzo del 2018 e passato velocemente nel silenzio, proprio per la sua straordinaria ordinarietà: è l'esortazione apostolica Gaudete et exultate, dedicata proprio alla «chiamata alla santità nel mondo contemporaneo». È una lettura che richiede meditazione e dona perle, come la rielaborazione che il Papa fa delle beatitudini per il mondo di oggi, o l'elogio dell'umorismo, o le riflessione sullo Spirito e le strutture.

Abbiamo sete di santi, abbiamo sete di nuova santità, a partire da noi stessi: «Non avere paura della santità. Non ti toglierà forze, vita e gioia. Tutto il contrario, perché arriverai ad essere quello che il Padre ha pensato quando ti ha creato e sarai fedele al tuo stesso essere» [32].

Buon anno, e buon cammino (di santità)!

 

08/01/2019 11:49 Umberto Castagna
Amici, credo che siate tutti molto giovani, almeno rispetto a me che ho compiuto ottantotto anni. Anno nuovo santità nuova? E' giusto che pensiate a un progetto nuovo perché è "in novità di vita" che si sviluppa il sogno, ma è anche nell'accettazione di un lungo inesausto percorso che si riconosce quanto la Provvidenza ti ha donato e il poco - lungo uno sguardo che si perde in anni lontani e belli e travagliati e ricchi di preghiera e di errori e allontanamenti e coraggiose riprese - che trovi nella tua bisaccia di pellegrino. Un rifugio per la "santità nuova"? La lettura avida e consolante dei "sapienziali" delle grandi vite dei santi moderni e antichi (Agostino, ma anche Pascal e sant'Ignazio di Antiochia e...) e i piccoli grandi gesti di amore e di pazienza nel quotidiano. Santità antica?


07/01/2019 12:21 Francesca Vittoria
Aspirare a santità mi sembra come pretendere di avere l'albero di Natale così verde e luminoso di luci tutto l'anno davanti, tanto è bello quanto lo sono i sogni, che sono desideri. Abitiamo in un mondo che sembra ti dica che tutto all'uomo e oggi possibile tant'è sono le conoscenze raggiunte, estrarre gas e altro nel bel mezzo del mare, andare sulla luna addirittura nella sua parte oscura, planare su un asteroide e portarsi materiale da studiare sul pianeta terra, confezionarli un uomo meccanico in grado di obbedire a certe funzioni,,. Ma si scoprono insetti formicolanti in un un ambiente che dovrebbe essere antisettico, le piante assalite da insetti sconosciuti con malattie tutte da studiare, le stagioni con il clima alterato, upsidedown nel territorio, e Citta assalite da uno smog da inquinamento per fumi di ciminiere e gas di scarico. C,è un immigrato giovane, prestante che si sistema inginocchiato nel bel mezzo del marciapiede che chiede vigorosamente denaro, il vitto lo trova abbondantemente così il vestiario. Invece un anziano ben vestito canta, al contrario un altro si trascina testa bassa vuole essere invisibile, svolti l'angolo e tra due pilastri, sempre sul marciapiede sotto i portici un ammasso di coperte, a volte non presenti seduti con telefonino, in lettura o dormienti, con cartello o senza, . Altri. Numerosi agli angoli, stesse richieste. Sui bus poi c'è più passeggeri che gente che si reca al lavoro, le vie sono più presenti bar, tavole calde che negozi dove comperare ago,filo o calzolai. Non si vede chi va al lavoro, non in città.e la gente se anche è giovane hanno spesso fili pendenti dalle orecchie, rari i sorrisi, da stare attenti a non essere oggetto di scippo. Eppure si reclamizzano sempre strepitosi farmaci che guariscono ricorrente insorgere di infezioni, che ormai è bene vaccinarsi per evitare gravi conseguenze.Chi lavora affronta un clima abbastanza rigido riferito a un buon rapporto tra componenti lo staff, diverso dal passato, dove cattiverie sono più presenti che la collaborativa simpatia. Gli slogan dei media ,sia vocali che titoli stampati sono : aumentare la produzione, accorpamenti e diminuzione di personale, avvicendare la produzione, ammodernando il sistema con quanto di tecnologico viene proposto, essere già pronti a dare quello che ci si aspetta significhi aumento- prodotto migliorato ,guadagno superiore alle aspettative, miracolo economico, subito poi è tutto misterioso se si pensa a futuro, a quanto durerà . Ecco solo un picture per dire dove la parola "santità" può trovare riverbero. Molto più scandalo, orrore, paura, shock, accadimenti inspiegabili e foschi, irrisolutamente lasciati al si vedrà .....E' una guerra su tanti fronti, per quanti sono gli esseri che camminano, e le situazioni improvvise che si vengono a creare da chi governa , da chi ha potere sul prossimo, dipende quali idoli questi che gestiscono il potere per conto di popoli sono intenzionati a servire, perché è proprio da essi, dall'assenza di ideali che siano, amicizia, pace, libertà e bene comune assicurati, non soltanto proclamati, scritti e dimenticati, che potrebbe derivare un certo bene, dove a tutti sia garantita quel diritto a giustizia per cui un Cristo è sceso , si è fatto servo per tutta questa umanità che ci circonda ancora negletta, ancora composta da moltissimi servi umiliati,offesi, privati di onorabilità umana, quella che il Dio Creatore non ha tolto neppure all'assassino. Senza pretesa di santità, ma certamente è il momento di accorgersi di quanto vi sia di sbagliato in questo andare come orbi verso un precipizio. In nome di leggi scritte per interessi sconosciuti ai più, a pretendere che la vita sia un diritto di ogni essere umano in qualsiasi momento abbia inizio e in qualunque stato si manifesti, salvaguardarla senza differenze esterne perché non è creatore
di essa nessuna intelligenza umana, e tutti indistintamente siamo responsabili del suo decadimento anche se tollerato emodo passivo subito, perché è il debole che va difeso, la vita con quanto è necessario coltivare per mantenerla che va difesa. Forse ci vogliono doti di coraggio anche per uscire dalla indifferenza, dal disconnetterci con gli altri per un isolamento che ci proietta in un mondo do ombre, senza senso, senza vita, senza personalità, simili ad animali che hanno un tempo e non lasciano traccia di se. Soltanto l'amore cristiano nobilita l'uomo, fa giuste le leggi, lo rende immortale per santità di intenti, bellezza, onorabilità data ad ogni vita, sopratutto anche quando è debole ed eroicamente sopportata e capita anche donata
Francesca Vittoria



02/01/2019 06:13 Pit Bum
MAC dici il vero:
Il secondo, =essere, non vive senza il primo, =fare...
Questo è il dramma del cristiano ( cfr il giovane ricco)..
Quello x cui spesso ci si riduce a concionare 👹😭😭



01/01/2019 11:49 Mauro Antonio Calo'
Una non esclude l’altra. Ci vogliono tutte e due. Donare con gioia. Abbiamo ricevuto e riceviamo così tanto!


01/01/2019 07:57 Pit Bum
Vista da fuori(mio solito pdv) la parola “santità “ allontana preclude anche umilia...😭
Preferisco profezia che però nn rende quello che tu intendi..
Mi/ti/vi chiedo quale di qs 2 frame rende/attira :
1) sai quel tizio? Fa un sacco di beneficienza e nessuno lo sa!
2) hai visto che luce le brillava negli occhi?! E quel sorriso!



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