LO SCATTO
La potenza dell'amore
di Sara Cargnelutti | 23 dicembre 2018
Non avendo mai smesso di credere nel Signore, Maria ha saputo aspettare, si è offerta al Signore offrendogli il suo corpo

 

"Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo" (Lc 1,41)

Gioia, condivisione,amore e fede sono, a mio parere,i punti fondamentali di questo passo del Vangelo.

Maria si reca presso Elisabetta per condividere con lei la gioia della dolce attesa. Condividere è la chiave per la felicità. Condividere alleggerisce il peso del cuore.
Attraverso la condivisione della nostra gioia produciamo altrettanta serenità e felicità negli altri. Come Maria, che con la sua felicità e contentezza è riuscita a far esultare "di gioia il bambino nel grembo" di Elisabetta.

Attraverso questo incontro, Elisabetta "piena di spirito santo" rivolge a Maria le parole: "benedetta tu fra le donne" in quanto Maria non ha mai smesso di credere nel Signore, ha saputo aspettare, si è offerta al Signore offrendogli il suo corpo.

Questo è credere in qualcosa. È Credere nell'amore. Credere nella Fede. È Credere nella vita che continua prendendosi cura, fin da subito del "frutto nel grembo".
Le mani che accarezzano il grembo rappresentano tutto ciò. Rappresentano la potenza dell'amore e della fede. Rappresentano l'importanza della condivisione e dei suoi benefici. Rappresentano l'amore per la vita.

 

Sara Cargnelutti, 23 anni, vive a Codroipo (Ud). E' studentessa di Ingegneria gestionale e appassionata di fotografia

 

25/12/2018 06:43 Francesca Vittoria
Avere cura, prendersi cura di un bambino sia in attesa che nato. Ecco che pensando a un robot che è oggi la creatura fatta da mani d'uomo, possiamo nel fare un paragone con quella creata dalle mani di Dio, Per quanti congegni volessimo vedere dotaro un robot, imitando l'uomo, questo manca di vita, di sentimenti, non ha una coscienza un cuore capace di provare sentimenti che fuoriescano da "se stessi" verso gli altri. Provare amore e il grande miracolo della creatura fatta da Dio, la capacità di provare amore per altre creature, per un proprio figlio, provare sentimenti a condividere gioie e dolori verso i propri simili. Certo Maria , nata senza peccato originale è stata da Dio prescelta, Dio voleva degno seno materno per il Suo figlio, uno tutto amore, così generoso da sopportare il futuro enorme dolore per una madre, di vedere il proprio figlio così buono disprezzato, reietto fra gli uomini lui che non aveva nessuna colpa, crocifisso! Ma quanta sofferenza ha sopportato Maria madre più di ogni altra un dolore accettato per puro amore, anche lei offrendo se stessa a Dio Padre con il suo "Fiat secundum verbum tuum" . L'amore del Figlio che ha offerto se stesso per la salvezza della umanita, è stato anche da amore di madre , un amore che è da Dio e che è presente in ogni donna anche nata con peccato originale, un amore che è impossibile inserire in un congegno meccanico costruito da mani d'uomo. Per questo è da rifiutare tutte quelle idee che disumanizzano la persona, imposte anche per rendere l'uomo schiavo del volere di un altro, ad uso di un sentimento egoistico. L'amore vero nasce da uno spirito libero , e sentimento liberamente dato, generosamente dato, senza limiti quello della donna che è madre del Salvatore nostro è che vediamo nel presepe, che ha dato alla luce il figlio di Dio non in un ambiente confortevole, non ha preteso comfort per dire il suo "si" come capita a chi vuole bene e antepone questo alla fiducia in Dio. Infatti Dio provvede in un modo che non è da noi sapere, ma da tutto il necessario in speranza è coraggio tanto da affrontare ostacoli che si direbbero non possibili a superare . Si i personaggi del presepe sono uniti da questo sentimento di amore, che è tutto improntato al dono di se, e per questo è luce per noi dalla quale avere esempio da seguire, vera gioia da provare, perché comunque questo amore porta anche a una gioia piena, con l'inevitabile dolore che vivendo la vita noi inevitabilmente incontriamo. Si l'attesa e prepararsi ad accettare per amore e in libertà tutto quanto la vita ci riserva sicuri che camminando nella luce che irradia da quella capanna c'è la gioia promessa da quel Bambino nato per noi Cristo Gesù.
Francesca Vittoria



25/12/2018 06:40 Francesca Vittoria
Avere cura, prendersi cura di un bambino sia in attesa che nato. Ecco che pensando a un robot che è oggi la creatura fatta da mani d'uomo, possiamo nel fare un paragone con quella creata dalle mani di Dio, Per quanti congegni volessimo vedere dotaro un robot, imitando l'uomo, questo manca di vita, di sentimenti, non ha una coscienza un cuore capace di provare sentimenti che fuoriescano da "se stessi" verso gli altri. Provare amore e il grande miracolo della creatura fatta da Dio, la capacità di provare amore per altre creature, per un proprio figlio, provare sentimenti a condividere gioie e dolori verso i propri simili. Certo Maria , nata senza peccato originale è stata da Dio prescelta, Dio voleva degno seno materno per il Suo figlio, uno tutto amore, così generoso da sopportare il futuro enorme dolore per una madre, di vedere il proprio figlio così buono disprezzato, reietto fra gli uomini lui che non aveva nessuna colpa, crocifisso! Ma quanta sofferenza ha sopportato Maria madre più di ogni altra un dolore accettato per puro amore, anche lei offrendo se stessa a Dio Padre con il suo "Fiat secundum verbum tuum" . L'amore del Figlio che ha offerto se stesso per la salvezza della umanita, è stato anche da amore di madre , un amore che è da Dio e che è presente in ogni donna anche nata con peccato originale, un amore che è impossibile inserire in un congegno meccanico costruito da mani d'uomo. Per questo è da rifiutare tutte quelle idee che disumanizzano la persona, imposte anche per rendere l'uomo schiavo del volere di un altro, ad uso di un sentimento egoistico. L'amore vero nasce da uno spirito libero , e sentimento liberamente dato, generosamente dato, senza limiti quello della donna che è madre del Salvatore nostro è che vediamo nel presepe, che ha dato alla luce il figlio di Dio non in un ambiente confortevole, non ha preteso comfort per dire il suo "si" come capita a chi vuole bene e antepone questo alla fiducia in Dio. Infatti Dio provvede in un modo che non è da noi sapere, ma da tutto il necessario in speranza è coraggio tanto da affrontare ostacoli che si direbbero non possibili a superare . Si i personaggi del presepe sono uniti da questo sentimento di amore, che è tutto improntato al dono di se, e per questo è luce per noi dalla quale avere esempio da seguire, vera gioia da provare, perché comunque questo amore porta anche a una gioia piena, con l'inevitabile dolore che vivendo la vita noi inevitabilmente incontriamo. Si l'attesa e prepararsi ad accettare per amore e in libertà tutto quanto la vita ci riserva sicuri che camminando nella luce che irradia da quella capanna c'è la gioia promessa da quel Bambino nato per noi Cristo Gesù.
Francesca Vittoria



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