Il tema del mese
La vera politica del presepio
di Gabriele Cossovich | 17 dicembre 2018
Un leghista, un grillino e un piddino bussarono alla capanna come i tre re magi. E quello che accadde dopo non lo raccontarono mai a nessuno: tanto meno ai loro elettori...

La notte era fredda ma bellissima. In cielo le stelle sembravano un coro di luci inneggianti di splendore. E tra di esse la grande stella, luminosa più che mai, che si era finalmente posata su una piccola capanna diroccata di un paesino dimenticato. Erano arrivati. I magi si guardarono l'un l'altro, stanchi per il viaggio. Facevano di tutto per non darlo a vedere, ma erano colmi di gioia.

Ne avevano fatta di strada. Era ormai un ricordo lontano quel giorno, a Roma, quando l'imperatore Sergio li aveva convocati. Loro tre, un leghista, un grillino e un piddino, e aveva chiesto loro di intraprendere quel viaggio dietro la stella, verso una sperduta provincia dell'impero, per accogliere il Messia. Non era stato facile spiegarlo ai loro elettori. "Andiamo ad aiutarli a casa loro!" si era giustificato il leghista, con la consueta sicurezza di chi non ammette repliche. "Andiamo a supportare i No TAS (Terme-Acquedotti-Strade, che i romani si ostinavano a voler costruire ovunque)" aveva risposto il grillino, ancora incredulo nel constatare che a Roma a quell'epoca sapevano costruire strade. Quelli del PD avevano risposto in quindici modi diversi, ma in fondo per loro il motivo era evidente: si andava a cercare voti per il prossimo congresso!

Non era stato facile nemmeno mettersi d'accordo su come andarci. Il grillino aveva tuonato: "Basta! Non se ne può più dei politici che se ne vanno in giro coi cammelli blu!" e per dimostrare a tutti di essere un semplice cittadino aveva deciso di andarci su un asino. Il piddino per decidere aveva indetto le primarie e, senza capire il perché, aveva vinto il partito di quelli che volevano ci andasse a cavallo. Solo il leghista, scandalizzato dall'idea che si fosse arrivati al punto di voler perfino togliere i cammelli dal presepe, optò per un bel cammello padano, cresciuto nelle praterie di Pontida bevendo l'acqua del Po.

Ne avevano fatta di strada per arrivare fin lì e ora che si trovavano di fronte a quella capanna fatiscente temevano quasi di essersi sbagliati. Non si aspettavano certo di trovare il Messia in un posto del genere. Gli era sembrato molto più plausibile trovarlo in un palazzo o in una bella villa. Tipo quella su cui a un certo punto si era posata la stella... nei pressi di Arcore. Il re Erode li aveva accolti con tutti gli onori. Era apparso loro simpatico - tanto che al piddino era venuta voglia di invitarlo al Nazareno - gli aveva raccontato barzellette, avevano guardato insieme la partita del Milan. Ma quando gli avevano chiesto del Messia era sbiancato. Si era consultato in fretta e furia con Confalonieri, Galliani e Gianni Letta e li aveva congedati dicendo "Quando l'avrete trovato fatemelo sapere, perché anch'io venga ad adorarlo".

Dopo un momento di esitazione di fronte alla capanna i tre magi si fecero coraggio, bussarono alla porta ed entrarono. Quello che accadde dopo, capirono immediatamente, non avrebbero mai potuto raccontarlo ai loro elettori. Lo sguardo innocente e puro di un bambino li investì e li avvolse. Uno sguardo che mette a nudo e svela tutti i limiti e le contraddizioni. Ma non era uno sguardo che giudica, non era uno sguardo che condanna. Era uno sguardo d'amore. E ciascuno di loro, il grillino, il leghista e il piddino, in quell'istante si sentì amato. Loro, abituati a essere attaccati tutti i giorni da social, giornali e televisioni, loro, assuefatti dall'essere acclamati non per ciò che erano, ma per ciò che riuscivano a far credere di loro alla gente, loro, proprio loro, percepirono in quell'istante che quel bambino li amava. E non li amava solo singolarmente, ma tutti e tre assieme. E quell'amore chiedeva a loro qualcos'altro, qualcosa di diverso, qualcosa di nuovo. Lo sguardo di un bambino chiedeva loro di prendersene cura. Prendersene cura insieme. Curarsi di lui, anche a discapito di tutto il resto. Perché il suo futuro è più importante di tutto il resto. È nelle loro mani. Ed è l'unica cosa che conta.

Fu un istante, poi tornarono in sé. E, evitando accuratamente di guardarsi negli occhi, tirarono fuori dalle loro borse i doni che avevano portato. Il piddino donò la tessera onoraria del partito. Il grillino l'ultima versione del reddito di cittadinanza. Il leghista aveva preparato un decreto di espulsione, ma mosso a compassione ripiegò su una partita iva al 15%. Avvertiti poi dai sondaggi di non tornare da Erode, con nel cuore qualcosa di nuovo, per un'altra strada fecero ritorno al loro paese.

18/12/2018 09:03 Francesca Vittoria
Il presepe è una sorgente se si vuole "vivere" si deve tutti i giorni abbeverarsi di quella acqua perché, fuori dalla grotta c'è tutto un mondo altro che ti attira con le buone o con le cattive, vuole il tuo voto, essere legittimato a stare in sella al potere, e tu ignaro come un bambino ti illudi di essere nelle sue cure, ,credi alle promesse, salvo poi accorgerti dei loro limiti Quel Bambino invece, nato e disceso dall'alto, ti lascia libero guarda al tuo cuore perché Lui davvero ti ha portato un dono grande, si offre al mondo vittima regale per dare a chi lo ama la vita per sempre e ti insegnerà per questo la via, la via della Pace, da percorrere certi che porta a una meta sicura dove Lui pure vive e assicura gioia piena e amore eterno . Basta credergli, , se non che non è così facile a credere in un altro mondo così diverso da quello in cui ci troviamo. Ci siamo inventati giocattoli-macchine che per l'uso che ne facciamo portano anche a morte collettiva, più persone in uno scontro d'auto; tanto di quello cui siamo arrivati a costruire per nostro piacere e uso produce positivo e negativo, come un farmaco che cura una malattia ma anche ha effetti collaterali che nuocciono , tutto dipende dall'uso buono o cattivo che ne facciamo, se si sceglie di usare le cose con amore, in amicizia, in condivisione dei benefici o se pensiamo soltanto a trarne profitto e vantaggi personali. Cristo , neonato induce all'amore, alla tenerezza verso gli inermi, i fiduciosi, ad essere generosi verso il prossimo, a prenderci cura gli uni verso gli altri, ma cresciuto ha visto come qui si vive e si muore e ha cominciato a insegnare a indicarci dove sbagliamo, a farci vedere i nostri limiti e a quali sentieri ciechi noi con le nostre passioni andiamo a finire vanificando la cosa preziosa che abbiamo, la nostra vita. Noi ci dibattiamo tra questi due mondi, il Suo è il Nostro quello che ci siamo costruiti a nostro supposto bene. Per questo il Natale e sorgente cui il nostro spirito dovrebbe rinnovarsi per ripartire per altra via quella nella scia di luce che dalla grotta si irradia in tutto il mondo, e camminare per quella luce. Siamo frastornati da ninnoli che tintinnano colorati, musicali che però hanno un costo in denaro e se non ne hai sei povero , e se non fosse che per quel Bambino disceso dall'alto che ha il potere di muovere ai sentimenti del cuore si muore di fame, di stenti di solitudine di bombe micidiali là dove l'odio e non l'amore ne è causa. Non si dovrebbe fare soldi a Natale, ma soltanto condividere quello che si ha dato senza chiedere nulla in cambio, simile a quel l'affetto che si impara da quel Dio neonato, Gesù Cristo unico Signore della storia cui guardare per fare la nostra.


17/12/2018 15:05 Giacomo
“ ...per un’ altra strada fecero ritorno al loro paese. Dove trovarono che in loro assenza era nato un nuovo Partito, il partito dei preti anzi dei vescovi. Che non avevano perso tempo ad andare a Betlemme a trovare il bambinetto, tanto loro SAPEVANO GIA’ TUTTO su di lui, avendo studiato alla Universita’ Gregoriana. I preti dunque non avevano perso tempo ad andare a riverire una LEGGENDA, che tutti i piu’ autorevoli studiosi biblici dicevano essere apocrifa.. non credendo piu’ ne’ nella stella Cometa e tanto meno nei Re Magi, e ben sapendo che si trattava del vecchio mito della divinita’ solare che nasce, Osiride o Adone , in corrispondenza del solstizio d’ inverno, i preti erano ben piu’ realisticamente affaccendati a questioni socio-politiche e alla costruzione del nuovo partito. Il grillino , il piedino e il leghista dovettero ammettere che come al solito erano stati battuti dall’ astuzia clericale. Si sentirono dei dilettanti della politica di fronte a tanta millenaria e spregiudicata capacita’ di gestire il potere. Lasciarono i loro posti e il grillino si fece Monaco carmelitano scalzo, il leghista emigro’ in una isoletta del Pacifico e il piddino cambio’ sesso diventando una ammirata artista dello strip-tease.


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