Il tema del mese
Abuso di mangiatoia
di Maurizio Crippa | 15 dicembre 2018
Guai se il presepio (e la fede cristiana) finisce per diventare uno strumento nelle mani di chi la vuole utilizzare per altro: come un segnaposto, una marca di confine; meglio non farlo, allora. Un interessante articolo di Maurizio Crippa, ripreso da Il Foglio.

Ma il presepe è un dogma? E' un sacramento? Si parla del presepe, nel Catechismo della Chiesa cattolica? (No, si parla del Natale, al numero 525: "Il mistero del Natale"). Che cos'è allora questo benedetto presepe, cui siamo (almeno i cristiani) così affezionati e di cui Papa Francesco ha detto che richiama "il mistero dell'Incarnazione, il Figlio unigenito di Dio fattosi uomo per salvarci"? Insomma cos'è? Una tradizione? No, per niente. La tradizione sono l'albero, le renne, i segnaposto a tavola. Tutte quelle buone cose di pessimo gusto di cui in una geniale pubblicità natalizia Fiorello dice: nessuno le vuole, alla gente interessano solo i regali.

E allora, «cosa siete andati a vedere nel deserto?», strillerebbe Gesù a gente che non ha occhi per vedere, ma solo per travisare. Che cosa vedete, quando guardate un presepe? San Francesco lo fece allestire per la prima volta a Greccio nel 1223 come una forma di meditazione vivente, tangibile, della venuta nel mondo di Gesù. Non un decorativo ricordo del passato, ma una cosa che stava ri-accadendo lì, proprio in quel 1223, sotto i suoi occhi. Se non è questo, il presepe è niente. E don Luca Favarin, il prete di Padova che scandalizzando molti ha scritto «quest'anno non fare il presepio credo sia il più evangelico dei segni» ha detto una cosa cristiana e vera, perfino teologicamente.

E' possibile che don Favarin non ci abbia manco pensato, a tutto questo, e che ci sia arrivato per un caso di serendipity, il concetto laico più vicino a quello di Grazia divina che si possa immaginare. Lui ovviamente ce l'aveva con il decreto sicurezza di Matteo Salvini e con questo clima (nemmeno tanto nuovo, va detto, soprattutto dalle sue parti) rispetto ai migranti, ai profughi, agli stranieri, tanto più se di altre fedi religiose, che giungono nel nostro Paese. Sempre meno graditi, anzi è proprio ora di rimandarli a casa loro, così ormai la pensa anche una grande parte di coloro che si dichiarano cristiani. E allora: «Oggi fare il presepio è ipocrita - ha tuonato il don -. Il presepe è l'immagine di un profugo che cerca riparo e lo trova in una stalla. Esibire le statuette, facendosi magari il segno della croce davanti a Gesù bambino, quando poi nella vita di tutti i giorni si fa esattamente il contrario, ecco tutto questo lo trovo riprovevole».

Ora, emendato del fatto che la Sacra Famiglia a Betlemme non era "profuga" (ma lo sarebbe diventata assai presto) il richiamo alla coerenza evangelica («Ero straniero e mi avete accolto») non fa una piega. Ma non è questo il punto. Il punto che don Favarin azzecca, e fa nulla se è per caso, è che non fare il presepe - che non equivale a non celebrare la Messa di Natale - oggi potrebbe essere davvero il più evangelico dei segni. E non per politica spicciola, o per non darla vinta a Giorgia Meloni e a tutti gli orripilanti utilizzatori demagogici di attrezzature religiose che non sono loro.

Il problema riguarda qualcosa che sta più in profondità, ma che determina quanto mai il corso dei pensieri e degli eventi pubblici. La prima questione è appunto la tradizione. La tradizione non è una cosa buona per forza, è una cosa che piace ai tradizionalisti, o ai nostalgici. Un conto è la traditio fidei, e un conto è mantenere la posizione delle statuine come erano disposte ai tempi di sant'Alfonso Maria de' Liguori perché sennò "la magia" del Natale non arriva. Peggio ancora quando la tradizione come ripetizione di atti e forme serve soltanto a marcare un territorio, una disparità, un confine da difendere con le armi, prima o poi non solo metaforiche. Il presepe di Trump lo abbiamo già visto. Ma oggi una parte del popolo cattolico, e dell'elettorato cattolico, offre la sua tradizione religiosa come strumento per questo tipo di politiche.

Per un altro caso di serendipity, il Vangelo ambrosiano di ieri, martedì, parlava proprio della tradizione: «Alcuni farisei e alcuni scribi si avvicinarono a Gesù e gli dissero: "Perché i tuoi discepoli trasgrediscono la tradizione degli antichi?"». Parlavano del fatto che i discepoli di Gesù non si lavavano le mani prima di mangiare. «Ed egli rispose loro: "E voi, perché trasgredite il comandamento di Dio in nome della vostra tradizione?"». Ma parlava, siccome conosceva i suoi polli, del fatto che i custodi della tradizione avessero fatto una norma per evitare di aiutare economicamente i genitori vecchi. «Avete annullato la parola di Dio con la vostra tradizione».

Ma soprattutto, e qui don Favarin non c'entra più, il problema è quando la fede cristiana finisce per diventare uno strumento nelle mani di chi la vuole utilizzare per altro: come un segnaposto, una marca di confine. Ed è questo uso distorto della religione quello che non funziona, prima ancora della sua ricaduta politica, che pure è evidente. E' questo che sta dietro lo slittamento del voto dei cattolici che ormai, nonostante i desiderata dalla Conferenza episcopale, votano convinti per i partiti che vogliono uscire dall'Europa, che non vogliono essere solidali con nessuno, manco col vicino di casa, in cambio di una formale difesa della tradizione.

Il presepe, ovviamente, è da molto tempo diventato un noioso simbolo divisivo a prescindere persino da Salvini. Le statuine vengono tirate da una parte e dall'altra, indifferentemente. E' il tema anche di La prima pietra, il film in cui Corrado Guzzanti è il preside di una scuola in cui un banale incidente fa saltare la recita di Natale e smaschera quanto sia solo di facciata la retorica buonista dei diritti egualitari. (Geniale come sempre, Guzzanti del suo preside ha detto: «E' del Pd, ma non lo sa»). Ma appunto, questa è politica. E siccome il presepe non è un dogma, né un sacramento, e rischia invece di diventare una tradizione vuota a disposizione di altri discorsi, la provocazione di don Favarin ha qualcosa di vero: forse è ora di sottrarre la mistica meditazione di san Francesco a questa canea. Per chi vuole, ci sono sempre Babbo Natale e i regali, come dice Fiorello.

20/12/2018 10:52 Francesca Vittoria
E andar ragione di quanto il Presepe sia e stia in piedi malgrado le critiche astiose, feroci giudizi a obliarlo, questo presepe storia vera di più millenni, risale vittoriose nelle vetrine di vie illuminate in città, più piccolo o più grande come quello di una farmacia, tanti sono questo anno i presepi, A farsi largo e il presepe stesso, a porsi al di sopra, in luce e la sua storia vera, l somigliante a tante nostre storie e il guardare a quella in una vetrina illumina una via buia, da vita, senso in quella più camminata, quella storia da speranza in chi la guarda, non è una storia come tante che iniziano trionfali e poi finiscono perdenti, finite,v questa no al contrario vi è vittoria finale, infonde coraggio che si ci sono le difficoltà, la povertà, la persecuzione, ma questa famiglia le ha vinte, ha vinto la fede, l'amore, la costanza a perseguire ciò che vale la pena testimoniare, il sentimento del fare per amore , del credere nell'amore che solo con l'amore si vive per sempre
Francesca Vittoria



19/12/2018 23:29 Ale.
“Per chi vuole, ci sono sempre Babbo Natale e i regali, come dice Fiorello”.
Perfetto… Con buona pace del significato stesso della parola “Natale”, che ormai nessuno ricorda più. O anche della parola “Christmas”, dalla radice evidente ma ormai ignorata.

Fino a un paio di anni fa, nel mercatino di Natale della mia parrocchia non mancava mai un banchetto con libri per ricordare, specialmente ai bambini, qual è il vero motivo della festa di “Natale”: perché in nessuna libreria (a parte le poche di area cristiana) si sarebbe potuto trovare materiale su tale argomento.
E dovremmo essere proprio noi ad assecondare questo vuoto? Dovremmo davvero impedirci l’opportunità di quel “secondo annuncio” contenuta nel presepio, solo perché alcuni ignoranti (in senso etimologico) lo negano o lo strumentalizzano? Davvero dovremmo farci condizionare? Allora smettiamo pure di leggere il Vangelo o di recitare il Rosario, solo perché anche questi vengono strumentalizzati?

Anche il Papa oggi ci ha suggerito di “stare in silenzio davanti al presepe”, per meditare e rientrare in noi stessi, riscoprendo il vero senso del Natale.
Dunque, che “non fare il presepio sia il più evangelico dei segni” è proprio una solenne sciocchezza, perché impedisce una opportunità di riflessione appunto sul messaggio evangelico.
Che poi fare il presepio sia ipocrita, mi sembra che calzi a pennello al don in questione, che si erge aspramente a giudice del suo prossimo facendo di ogni erba un fascio, capace solo di rimarcare i lati negativi ma incapace di percepire tutto l’amore che suscita fare o anche solo guardare il presepio con i bambini, condividere il loro stupore, scavare in sé per rispondere alle loro domande: e da qui – perché no? – potrebbe nascere anche l’occasione per un ripensamento sul proprio modo di essere cristiani davvero.



17/12/2018 18:59 g. g.
Mettiamo nel presepe i profughi, gli immigrati... quello di strasburgo che sparava nel mercatino da natale o il somalo che incitava a mettere le bombe nelle chiese (cosa che i musulmani fanno regolarmente nei loro paesi) e poi mettiamoci anche un martello così tutti don Favarin potranno piccharselo sui coglioni... o sulla testa, che tanto è uguale.


15/12/2018 14:32 Pit Bum
Che stufio....
Dove trovo qualcuno che spieghi a Maria le differenze che passano tra le Vangeli
E i racconti apocrifi??👹👹👹



15/12/2018 14:19 Sara
Dimenticano La vita è meravigliosa di FranK Capra uno dei film più bello nella storia del cinema:

https://www.youtube.com/watch?v=vk09cb2uwUs

1946, c'era appena stata una carneficina nel mondo e quell'immigrato italiano si appella proprio alla generosità del Natale per guardare in avanti.

"Quando suona la campana un angelo mette le ali"...



15/12/2018 13:55 Sara
Al netto delle dispute migranti si migranti no e delle tirate per la giacchetta a seconda degli schieramenti o meno, il Natale è sempre stato legato alla "carità" e all'apertura al prossimo.

Qualcuno si ricorda di Dickens?


https://www.wired.it/play/cinema/2017/12/23/versioni-canto-di-natale-dickens/?refresh_ce=

Si litiga solo per il gusto di litigare e ha ragione Crippa, meglio non farlo sto presepe meglio non andare nemmeno in Chiesa la notte di Natale che tanto è tutta una finzione se qualcuno può fare un gesto di generosità verso gli altri lo faccia altrimenti tanti saluti e via.

Vivrà benissimo lo stesso.



15/12/2018 13:35 Maria
Qui l’ unico abuso che ultimamente certi preti fanno e’ quello sull’ intelligenza e la logica . Ma non ci avevano detto gli “ esperti” , gli esegeti biblici della nuova scuola “ scientifica” che i racconti della nascita e dell’ infanzia di Gesu’ erano solo “ miti” e leggende buone per i cristiani bambini e non per i veri cristiani “ adulti” ? Dunque la grotta, gli angioletti, il bue e l’ asinello, L’adorazione dei Magi, la Stella Cometa , ci avevano spiegato gli “ scientifici” sono solo pie leggende .
Ma allora perche’ dire che Gesu’ era migrante e fare il Presepe coi barconi?
Se e’ una leggenda il racconto evangelico della Natività, perche’ allora ’ accogliere come dogma simboli sociali e politici?
C’ e’ della logica in questo? O forse vogliono sostituire la fede in Gesu’ E nei Vangeli con la fede nelle loro PERSONALI OPINIONI SOCIALI E POLITICHE? A me sembra che oggi molti preti stiano facendo proprio questo.
Chiedono ai fedeli di abbandonare il Presepe Tradizionale per credere nel loro Presepe fatto sulle loro opinioni politiche.
Ridicolo: l’ unico abuso ripeto e’ quello della logica e del,a coerenza
Cari miei cattolici liberal e anti-identitari, sempre pronti e gioiosi a buttar via ogni nsimbolo cristiano, dal crocifisso al Presepe è sempre pronti ad accogliere ogni simbolo anti-cristiano, dall’ arcobaleno LGBT ai simboli onusiani e massoni, invece che degli abusi di mangiatoia dovreste preoccuparvi di ben altri abusi..invece della pagliuzza dovreste togliere la trave dal vostro occhio, se non foste ciechi che guidano altri ciechi.



15/12/2018 13:02 Pit Bum
X favore qualcuno dica:
A Francesca Vittoria che la CC non ha fatto affatto una bella figura con la Dichiarazione dei diritti
e a Sara che Gesù, che la ns bocca ne alzi la lode ora e sempre, era tutto e profondamente
EBREO



15/12/2018 10:35 Francesca Vittoria
Permettete che aggiunga, che proprio la corona, il presepe, e altri segni riferentesi alla storia sacra, da taluni sembrano essere ritenuti ammennicoli, usati per altri scopi che non quelli veri come lo sono le chiese dissacrate, bene anche così viene sottolineata la loro importanza da chi non crede, come, guarda caso, fa il Papà, che raccomanda là corona, che onora il presepe, che va per il mondo a riproporli come strumenti utili e collegare l'uomo a Dio, a non rompere questo contatto, perché l'uomo solo muore, come il chicco di grano. Lo stesso si suppone di un Paese che voglia fare quello che gli pare senza essere soggetto ad altri pareri. Ma allora deve non avere debiti, non chiedere concessioni perché questo significa che da solo non sa stare in piedi. Senza osservanza dei dieci comandamenti, come sta andando oggi, i risultati anche A non essere credenti li vediamo, se rubo faccio bene .? Il divario che si è andato creando nel mondo tra pochi ricchissimi e moltissimi poveri non significa che qualcosa c'è che manca per essere coerente con quanto è stato scritto sui "diritti dell'uomo? Se l'evidente cambiamento climatico che dà origine a uno sconvolgimento planetario dannoso alla salute dell'uomo, anche questo persistere a interventi utili non sembra una forma di egoismo cieco, contro il bene comune? E poiché avviene questo per mano di eventuali cattolici, io dovrei predicare di non fare il presepe perché mancano di rispetto ai principi stessi della religione. No, invece, il presepe va messo sopra il moggio perché tutti lo vedano e perché è a lui che viene fatto torto e anche questa bugia venga alla luce. E là si veda. Il presepe e verità che diventa tradizione per chi la vive ed è bene mantenere viva a parlare di buoni sentimenti, di un Dio che è venuto per la Pace e non altro.
Francesca Vittoria



15/12/2018 10:18 Sara
" ( la CC che vorrei..😭) abolirei il Natale così, x reazione! x farmi capire..😇
Tanto basta e avanza la Pasqua.."

Ma anche la Pasqua, se ci pensa bene caro Pietro, ha ancora un fastidioso richiamo agli ebrei e alle loro usanze così materiali e cofonformiste non sarebbe il caso di abolire anche quella?



15/12/2018 10:03 Pit Bum
x Francesca Vittoria : Amen!
x Crippa : ma il Foglio nn era tradizionalista?🤡
Ma anche: complimenti! e’ raro oggi leggere un pezzo così ben costruito e argomentato!!
Se io fossi Cecco.. ( la CC che vorrei..😭) abolirei il Natale così, x reazione! x farmi capire..😇
Tanto basta e avanza la Pasqua..

Ma, ma .. ma! Dove sta IL problema?
Sta nella zappa sui piedi o...🤡
CHI ha costruito tutto questo??
CHI ha dato di Lui una immagine falsa ed incongruente?
Forse ci vorrebbe un .
a capo
Una Chiesa NUOVA....



15/12/2018 06:51 Francesca Vittoria
Presepe-tradizione? Me lo domando. È' stato così certo altrimenti non si comprende come mai se arrivò in un paese, la prima cosa che me lo segnala è' il campanile, non bastano le migliaia di cappelle erette ad ogni crocevia, nell'alto dei monti, in fondo al mare, statu, addirittura ci sono paesi in Piemonte con più chiese perché ogni "signoria" ne aveva più di una senza contare i monasteri, i cimiteri, le pinacoteche, Roma la capitale, così come Parigi e in tutta Europa i segni della tradizione cristiana sono evidenti e vivi anche fedelmente cercati. Quindi si il cristianesimo essendo vivo e storia e tradizione di un popolo anche se oggi volutamente sembra aver preso le distanze. Quando certi politici hanno deciso che non fosse più tradizione di Stato, anzi quando è stato deciso che certe feste come l'epifania non fossero nei giorni feriali, quel 6 gennaio era una tradizione viva, vissuta facente parte della mia storia, era il giorno che si ricevevano i doni, Natale era una festa della famiglia, era Natale con il presepe!, Questa tradizione e viva ancora, sentita anche, vissuta oggi molto meno che nel passato in quanto nuovo libero pensiero ha fatto breccia , altri idoli o nessuno , ognuno ha fatto scelte di vita è anche molte chiese e altri edifici religiosi sono adibite a musei d'arte o altro, Anche nelle scuole stessa cosa, e quanto questa mancanza di vivere questa religione del Dio crocifisso abbia inciso anche a un cambiamento della società, lo vediamo, lo constatiamo, l'uomo è diventato merce che vale per quanto può dare, ne esce impoverito da una diversa cultura nella quale appunto sono prioritari certi valori come potere e denaro, dove intelligenza e capacità sono al servizio e finalizzati a raggiungere questi beni per lo più. Gesù Cristo, pur relegato fuori dalla vita della nuova società, mantiene intatto un potere, è un segno di distinzione perché i valori contenuti nella sua dottrina sono imperituri, non diventano ruderi pietrificati, ogni persona ha un cuore, quel cuore nel quale il Dio Creatore ha posto i suoi semi, uno fondamentale è il sentire materno, la maternità! È molto altro. Quante persone si sono distinte dedicando la propria vita al prossimo anche ai nostri giorni sappiamo che sono fondatori di opere sociali grandi, e se sono cristiane sono doni, aiuto ai più poveri ed emarginati. Sulla Carta si scrivono tante belle dichiarazioni si stampano dettati costituzionali ma in quanto a osservarli e tutt'altra cosa è non ci sono pene a correggere o arginare il male che tutti i giorni viene compiuto e la cronaca ci informa..Perciò andiamo piano a obiettare come il presepe venga soltanto apprezzato per tradizione, perché anche se la politica dopo tanto freddo, scopre di trarne un proprio vantaggio e questo comunque e un riconoscere l'onore della Famiglia di Nazareth, quanto grande e il Dio di Gesù Cristo, i valori che raccomanda di osservare se si vivono sono di molto bene per l'umanità intera. Gesù Cristo è nato al freddo, in una povera dimora, una capanna già allora rifiutato, eppure è stato un dono di amore del Padre a ogni uomo si sono spalancati i cieli, noi contiamo indipendentemente da qualsiasi pensare, noi siamo valori meritevoli di vita eterna, "ogni lagrima sarà asciugata" gioia assicurata, proprio anche soltanto che crediamo in quel presepe che intanto per un Giorno il mondo guarda a quel Santo neonato è già i sapienti, sono andati a inchinarsi a onorarlo con doni preziosi, e nella Sua storia in terra ha continuato a esistere in ogni persona che abbia gli stessi sentimenti da Lui dimostrati. Questa tradizione e bene torni ad essere apprezzata, non importa da chi perché anche nelle parabola agli apostoli che dicevano di qualcuno che operava miracoli ma non era dei loro, Gesù ha detto che comunque lasciar fare perché non era contro di lui. Del resto ogni cittadino ha diritto a conoscere la radice della propria cultura che del resto è stata già scritta nelle opere d'arti, nella letteratura e che è fonte di cose buone cui aspirare e costruire il futuro quali la Pace tra i popoli e le nazioni del mondo e siamo spettatori di quanto ve ne sia bisogno
Francesca Vittoria



15/12/2018 00:46 Sara
"Il punto che don Favarin azzecca, e fa nulla se è per caso, è che non fare il presepe - che non equivale a non celebrare la Messa di Natale - oggi potrebbe essere davvero il più evangelico dei segni."
non so , io ho 47 anni e sono almeno 40 anni che sento queste cose: eliminare gli orpelli che sono solo ipocrisia per arrivare alla fede vera.

Ma questa nuova destra alla fine che cosa ha di tradizionale? Salvini e la isoardi si sono lasciati con una foto post-coitale su twitter, segno anche tra loro i rapporti durano quanto un gatto in tangenziale.

E' la modernità bellezza....



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