La fine del mondo o il fine del mondo?
di Marco Pappalardo | 04 dicembre 2018
Quello di cui Gesù parla nel Vangelo della I domenica di Avvento è sia la conclusione del mondo così come è stato e lo conosciamo, sia il motivo per cui è stato creato e noi con lui

Come inizio d'Avvento non c'è male, una pagina di Vangelo che è la fine del mondo! "Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, mentre gli uomini moriranno per la paura e per l'attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte". Ma sarebbe meglio dire 'la' fine del mondo o 'il' fine del mondo?

Gli articoli sono entrambi significativi in questo caso e non lontani tra loro come sembra. Quello di cui Gesù parla è sia la conclusione del mondo così come è stato e lo conosciamo, sia il motivo per cui è stato creato e noi con lui. Solo il Creatore può conoscere l'inizio, la fine e il perché, le creature possono al massimo partecipare facendo del proprio meglio o del proprio peggio, tutto il resto è vanità su questa Terra! Dante questo lo sapeva bene e così nel III Canto del Purgatorio fa dire a Virgilio:

Matto è chi spera che nostra ragione 
possa trascorrer la infinita via
che tiene una sustanza in tre persone.
State contenti, umana gente, al quia;
ché se potuto aveste veder tutto,
mestier non era parturir Maria;
e disiar vedeste sanza frutto
tai che sarebbe lor disio quetato,
ch'etternalmente è dato lor per lutto:
io dico d'Aristotile e di Plato
e di molt'altri»; e qui chinò la fronte,
e più non disse, e rimase turbato.

Ciò non vuol dire che gli studi, la preghiera, la liturgia, la scienza, la teologia, la dottrina siano vane, ma solo che si riempiranno del vero senso in un tempo che non ci è dato di conoscere; insomma, attesa e vigilanza per non perdersi il momento opportuno, cioè viviamo adesso con tutto l'Avvento possibile! Anche la prospettiva de 'la fine del mondo' è coinvolgente, in fondo questa locuzione la usiamo normalmente per qualcuno o qualcosa di bello e positivo, che ci stupisce, che persino amiamo: "Tu sei la fine del mondo!". Qualcuno almeno una volta ce l'avrà detto e pure noi l'avremo detto, e mai con un'accezione negativa. E se vale per l'umanità come non può valere per Gesù? Che Gesù ritorni è la fine del mondo! E ce lo conferma il profeta Geremia nella Prima Lettura:"Ecco, verranno giorni - oracolo del Signore - nei quali io realizzerò le promesse di bene che ho fatto alla casa d'Israele e alla casa di Giuda. In quei giorni e in quel tempo farò germogliare per Davide un germoglio giusto, che eserciterà il giudizio e la giustizia sulla terra. In quei giorni Giuda sarà salvato e Gerusalemme vivrà tranquilla, e sarà chiamata: Signore-nostra-giustizia".

La Parola di Dio di questo inizio di Avvento, quindi, non deve atterrire bensì far superare la paura con la speranza; e poiché gli atteggiamenti suggeriti sono "che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita", cioè in scelte che ci rendono tristi, perdonerete quest'ultima citazione 'col sorriso' tratta da una canzone interpretata a Sanremo da Gigi Sabani:

Non mi dire, non mi dire cosa ci potrà capitare
Vedo già la gente uscire come fosse ferragosto al mare
C'è chi va in macchina o col treno in direzione Vaticano
Che confusione generale
C'è Vasco Rossi e Dalla, in prima fila Celentano
E finalmente le otto, c'è una grande tensione
C'è chi piange e chi ride, siamo in mondovisione
Dal suo aereo privato
E' proprio Gesù
Io quasi quasi gli do del tu.
Me lo aspettavo un po' più biondo
è arrivata la fine del mondo.
E adesso cosa gli racconto
è arrivata la fine del mondo.
E adesso dove mi nascondo
è arrivata la fine del mondo
Allora vengo da te
oppure vieni da me
ma dove andiamo?!

 

 

 

05/12/2018 13:40 Sara
": ad esempio, il linguaggio tradizionale, usato nella predicazione o nella catechesi per annunciare questa verità di fede, può apparire oggi quasi incomprensibile e trasmette talvolta un’immagine poco positiva e “attraente” della Vita eterna."

la mia prof di Filosofia diceva sempre che la pars destruens riesce molto meglio della pars costruens.

Si continua a criticare il linguaggio "tradizionale" ma non si vedono grossi avanzamenti nelle alternative. Che siano comprensibili ai più. Forse l'unica immagine piuttosto conosciuta è quella dell'inferno sartriano (l'inferno sono gli altri) perchè evidentemente il tema della solitudine è più vicino alla sensibilità (un po' esistenzialistica) moderna rispetto alle sofferenze fisiche (dantesche). Però A porte chiuse è un libro del 1944, quasi un secolo fa, dopo di ché non è che si sia visto granché..

Ci sono immagini escatologiche nella fisica contemporanea (l'unica disciplina che si occupi apertamente della fine del mondo) o nell'ecologia (li si vedono più paure millenaristiche di ritorno).

Qualche aggancio con la cultura contemporanea devi pur trovarlo, non basta limitarsi a criticare il passato.



05/12/2018 11:52 Pit Bum
Vedo che il Papa ha scritto( da Vat.Ins.)
«la poca attenzione al tema dell’eternità, alla speranza cristiana che annuncia la risurrezione e la vita eterna in Dio e con Dio, può dipendere anche da altri fattori: ad esempio, il linguaggio tradizionale, usato nella predicazione o nella catechesi per annunciare questa verità di fede, può apparire oggi quasi incomprensibile e trasmette talvolta un’immagine poco positiva e “attraente” della Vita eterna. L’altro volto della vita può, così, essere percepito come monotono e ripetitivo, noioso, persino triste o del tutto insignificante e irrilevante per il presente».
Insignificante ed irrilevante x il presente xchè ( imo) complrtsmente slegato.



05/12/2018 11:51 Pit Bum
Vedo che il Papa ha scritto( da Vat.Ins.)
«la poca attenzione al tema dell’eternità, alla speranza cristiana che annuncia la risurrezione e la vita eterna in Dio e con Dio, può dipendere anche da altri fattori: ad esempio, il linguaggio tradizionale, usato nella predicazione o nella catechesi per annunciare questa verità di fede, può apparire oggi quasi incomprensibile e trasmette talvolta un’immagine poco positiva e “attraente” della Vita eterna. L’altro volto della vita può, così, essere percepito come monotono e ripetitivo, noioso, persino triste o del tutto insignificante e irrilevante per il presente».
Insignificante ed irrilevante x il presente xchè ( imo) complrtsmente slegato.



05/12/2018 11:41 Pit Bum
Maria non si rende conto che qualunque spiega del post-mortem
che focalizzi tutto su quello, senza neanche tentare di dare una spiega
di questa VITA ( che nn si riduca al NOSTRO Posto colà, cfr Medioevo👹)
Riesce oggi inaccettabile da parte di qualsiasi umano dotato di discernimento.
Devo spiegare xchè? Burattino basta?🤡



05/12/2018 09:07 Sara
la cosa buffa è che abbiamo un Papa anticasta e anticlericale in un momento in cui è proprio la casta ecclesiale a organizzare le cose più interessanti:

Prendi questo convegno organizzato dalla Specola vaticana

https://www.lastampa.it/2017/05/08/vaticaninsider/la-specola-vaticana-ricorda-il-monsignore-che-scopr-il-big-bang-5Mmp1SvtYgOGAeYUsn64iM/pagina.html

Tra l'altro l'attuale presidente, Guy Consolmagno è un tipo fighissimo, un gesuita che ha insegnato anche al Mit di Boston, (gli hanno intitolato un asteoride, il 4597 Consolmagno chiamato Little Guy) super simpatico e interessantissimo da leggere.


Abitassi vicino a Roma....



05/12/2018 08:54 Sara
"La Chiesa di oggi non parla piu’ dei tempi ultimi, della Seconda Venuta di Cristo, del Giudizio, della Resurrezione dei morti."

Non è vero che non c'è più interesse per l'escatologia, ho fatto più volte riferimento a Ugo Vanni, ho segnalato questo libro tempo fa e avevo letto la recensione sul Sole 24 ore.

https://www.letture.org/il-futuro-dell-universo-cosmologia-ed-escatologia-francesco-brancato/

Esistono studi interessanti in ambito accademico ma è mancata la cinghia di trasmissione tra gli educatori (e il clero) e le persone comuni, forse per un malinteso senso di semplicità e vicinanza ai fedeli.

Lo aveva ricordato anche Cacciari tempo fa.


Esiste questa collana della Cittadella sulle parole della fede (ad esempio) che è molto carina, poco ideologizzata e in grado di mettere d'accordo sia tradizionalisti che novatori.

https://www.cittadellaeditrice.com/scheda/Testimonianza-1130

Va superato anche il modello catechistico vecchio di qualche decennio che dà per scontato un qualche prerequisito di fede, cultura cristiana ecc. e cerca di spingere su una maggior consapevolezza personale e partire dal concetto (realistico) che chi hai davanti non sa nulla di nulla e devi cercare di "sminuzzare" tutto da capo.



05/12/2018 07:56 Maria
Sergio Quinzio nel suo libro Mysterium Iniquitatis immagina che l’ ultimo papa Pietro II scriva una enciclica sulla Resurrezione dei morti . Ma , non essendo ascoltato da nessuno, che finisca il suo mandato suicidandosi nel trasmetto di San Pietro.
La Chiesa di oggi non parla piu’ dei tempi ultimi, della Seconda Venuta di Cristo, del Giudizio, della Resurrezione dei morti. Il libro dell’ Apocalisse lo si sente raramente risuonare in chiesa. E per di piu’ e’ ormai interpretato solo in senso metaforico e mitico, come se non parlasse di cose che realmente accadranno.
I preti oggi si affannano solo a dare una patina superficiale di Cristianesimo alla vita sociale, senza peraltro parlare chiaramente neppure del fatto che se siamo appesantiti dalla tristezza e dall’ angoscia e’ perche’ non ci convertiamo e cambiamo vita, persistendo in una vita di piaceri carnali, ubriachezze, dissipazioni, ritenendo nostro diritto vivere come ci pare e ritenendo nostro diritto essere comunque perdonati da Dio, senza cambiamento e senza conversione.
. Avendo abolito l’ Inferno e anche il Purgatorio , come indegni di un Dio di misericordia, non si capisce neppure perche’ dovrebbe arrivare il Giudizio finale. E non si capisce perche’ ci dovrebbero essere la Resurrezione della carne e l’ avvento di nuovi cieli e terra nuova, se gia’ questa carne e questa terra non hanno bisogno di conversione e cambiamento.
Non si capisce la Seconda venuta di Cristo, il Giudizio e la fine di questo mondo , se in questo mondo siamo immersi fino al collo senza neppure presumere che c’è ne possa essere un altro. La Resurrezione della carne: i nuovi cieli e la terra nuova, c’ e’ ancora qualcuno che ci crede e credendoci li aspetta?



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Marco Pappalardo

Marco Pappalardo, classe 1976, giornalista pubblicista di Catania e docente di Lettere. Collabora con Avvenire, con il quotidiano La Sicilia per il quale cura la rubrica "Diario di Prof", per il mensile Mondo Erre, per siti che si occupano del mondo adolescenziale, giovanile e della scuola. Già membro della Consulta Nazionale per la Pastorale Giovanile della CEI, è impegnato nella diocesi etnea in vario modo e da anni nel mondo dell'educazione attraverso l'oratorio; tra le esperienze di volontariato quotidiano, condiviso con colleghi, amici, alunni ed ex-alunni, ci anche sono la cura e il servizio agli immigrati, ai senza dimora e alle famiglie disagiate. Scrive per la Libreria Editrice Vaticana, la Elledici, l'Effatà, Il pozzo di Giacobbe, per la San Paolo con cui ha pubblicato un nuovo libro dal titolo "Nelle Terre dell'Educazione".

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