ROBE DI RO.BE.
I sofisti cattolici n.5 (e ultimo)
di Roberto Beretta | 17 febbraio 2011
Se i cristiani partecipano alla vita civile attestandosi su posizioni «da tifoso» qual è la nostra responsabilità? A che tipo di autonomia di giudizio abbiamo educato?

Anche se avrei parecchi altri casi di «sofisti cattolici» da esaminare, preferisco chiudere qui la mini-serie, anche per non annoiare; credo che il senso dell'iniziativa ­- ovvero «smontare» in modo rigoroso e magari impietoso tante delle sicurezze teologiche e morali sparse in questi giorni a nome cattolico sui più vari mass media - sia ormai sufficientemente chiaro. Ognuno, se ne ha voglia, potrà applicare il metodo da sé.

Vorrei tuttavia tirare qualche conclusione dall'esperienza, e anche dai commenti che ha suscitato. La prima osservazione è la spaccatura del mondo cattolico su questi temi politici: parecchi i commenti a favore e parecchi anche quelli contro, in misura più o meno equivalente. Non è certo una novità: anche il sociologo Franco Garelli, analizzando alcuni sondaggi su «Famiglia cristiana» della scorsa settimana, evidenzia il «fifty-fifty» tra i cattolici praticanti che tuttora sono indulgenti con Berlusconi o addirittura continuano ad ammirarlo e quanti invece sono critici o indignati. Anzi: più vanno in chiesa, e più i cattolici sono disposti a chiudere un occhio...

La seconda nota riguarda l'incomunicabilità tra i due mondi; i toni personalistici assunti da alcuni commenti dimostrano che su questi temi politici i cattolici italiani si comportano ancora come «tifosi»: non accettano cioè critiche al loro «campione» e anzi tendono a giustificarlo ad ogni costo, non sono disposti a cambiare «squadra» nemmeno di fronte a risultati negativi, basano insomma la propria moralità e coerenza sulla base di una fedeltà al passato (alla propria storia, alla tradizione, eccetera) piuttosto che su altre qualità ­- per esempio la capacità di analisi, la voglia di pensare con la propria testa, il coraggio di cambiare, eccetera.

Queste due elementari osservazioni (altre se ne potrebbero fare, ma le lascio volentieri ad eventuali lettori) mi sembrano altrettante spie rosse per il cristianesimo italiano. Posto infatti che la misericordia e il rispetto del passato - ovvero due dei valori che sembrano più cari al mondo cattolico italiano - il perdono e la tradizione, sono senz'altro fondamentali, credo che la Chiesa si dovrebbe interrogare sull'altro lato delle rispettive medaglie.

Ovvero: se i fedeli che affollano le nostre chiese sono così indulgenti col «bunga bunga» (e dunque manifestano una meritoria propensione alla tolleranza e al perdono), qual è però il loro senso della giustizia? O della legalità? O del rispetto della dignità delle persone? O la loro idea dello Stato? Ancora: se tendono a partecipare alla vita civile attestandosi su posizioni «da tifoso», fedeli ma anche emotive, qual è la nostra responsabilità in merito? Non discende tutto ciò -­ anche ­- da un tipo di religiosità devozionale e clericale, gregaria? Che tipo di autonomia di giudizio abbiamo educato? E così via.

Beninteso: queste sono e restano domande «aperte», ovvero non hanno risposte univoche -­ nella fattispecie, risposte solo «di sinistra» e accusatorie verso il «conservatorismo» della Chiesa. Ma credo sia giusto porsele, se non altro perché -­ quando ci vantiamo, giustamente, delle nostre solide (almeno così dice il cardinal Ruini...) radici cristiane ­- dovremmo essere in grado di vederne anche i lati negativi, i difetti. E in Italia, dove nel bene e nel male la Chiesa è sempre stata ed è tuttora un importantissimo elemento anche politico e sociale, se politicamente siamo a questo punto è certo anche colpa sua. Ovvero nostra, di noi cristiani: di destra e di sinistra, dei laici e della gerarchia. Ma l'autocritica, rigorosa e magari impietosa, è un altro dei difetti «cattolici» dell'Italia: non siamo indulgenti solo con Berlusconi, lo siamo anche con noi stessi.

 

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Roberto Beretta

Roberto Beretta, giornalista e saggista. Ha scritto 25 libri, quasi tutti di argomento religioso, di «destra» (Storia dei preti uccisi dai partigiani , Il lungo autunno, controstoria del Sessantotto cattolico ) e di «sinistra» (Chiesa padrona , Le bugie della Chiesa). Gli ultimi lavori sono: Fake pope. Le false notizie su papa Francesco (San Paolo), Fuori dal Comune. La politica italiana vista dal basso (Edb), Oltre l'abuso. Lo scandalo della pedofilia farà cambiare la Chiesa? (Ancora) Ha due figli e ancora una gran voglia di dire la sua.

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