Il tema del mese
Andate! L'imperativo è categorico
di Roberto Beretta | 06 novembre 2018
La questione dei numeri è importante, anche preoccupante, ma non essenziale: qui si spiega perché, se anche ci fossero soltanto due preti in Italia, sarebbe bene che almeno uno andasse in missione.

Quando si parla di missione, confesso di avere sempre un pregiudizio che non mi lascia completamente libero il pensiero: quello dell'amico padre Piero Gheddo, che non c'è più da quasi un anno e che mille volte mi ha spiegato con entusiasmo e convinzione che la missione è essenziale alla vita della Chiesa; e intendeva prima di tutto quella ad gentes e a vita.

Oggi che proprio questa categoria appare in così drammatico calo, non so dunque posizione prendere. E' vero, infatti, che la missione tradizionalmente intesa ha probabilmente finito un ciclo, iniziato in maniera massiccia - guarda caso - con l'espansione colonialista dell'Ottocento; e forse si tratta di "morte naturale". E' vero che nelle giovani Chiese, anche per merito di generazioni di missionari "bianchi", c'è ormai una consapevolezza autonoma che relativizza l'apporto di clero occidentale. E' vero che pure qui da noi siamo in situazione di missione permanente e che forse la vera giungla da esplorare, dal punto di vista spirituale, ormai si trova più nelle nostre secolarizzate città che nell'ex terzo mondo. E' vero che il volontariato di ong ed enti internazionali laici copre ora almeno in parte le istanze di sviluppo dei poveri che una volta soltanto i missionari potevano affrontare. E' vero tutto questo, e altro ancora che si può aggiungere.

Tuttavia resta il fatto che padre Gheddo aveva ragione: nella missione ad gentes e a vita risiede qualcosa di radicalmente diverso, che non solo le nostre Chiese ma anche tutto il cristianesimo non può permettersi di perdere, a pena della scomparsa di alcune sue caratteristiche essenziali. La prima delle quali è il comando di Cristo stesso: andate! Foss'anche, per assurdo, tutto il pianeta già evangelizzato, l'imperativo resterebbe valido: andate! Perché è questione di fede: andate anche se non capite del tutto perché (una volta era per la "civilizzazione" e i "battesimi", oggi magari per la condivisione e il dialogo); andate pur se non sapete bene dove (cfr. Abramo); andate anche se c'è tanto bisogno pure a casa vostra...

Certo: le stesse cose, in termini di catechesi, pastorale, carità si possono e si devono fare anche qui. Ma senza missionari a vita e ad gentes le nostre Chiese sarebbero molto più ripiegate su se stesse, il credo risulterebbe amputato della sua necessaria e apostolica cattolicità, il senso di fraternità universale insito in ogni comunità cristiana - locale o mondiale che sia - verrebbe fatalmente parcellizzato in settori (per razza, cultura, religione...), la stessa testimonianza ecclesiale perderebbe almeno parte della radice di gratuità e di speranza che la rende preziosa per credenti e no.

Alla fine, insomma, la questione dei numeri è importante, anche preoccupante, ma relativa: non è detto infatti che la Chiesa italiana che spediva 24.000 sacerdoti e suore nel globo fosse più generosa, migliore e con fede più forte di quella che ora riesce a malapena a garantirne 8.000 (peraltro non è detto nemmeno il contrario...). E anche se la bilancia tra il clero italiano inviato all'estero e quello straniero che viene invece a casa nostra pendesse verso quest'ultimo, la cosa avrebbe certo peso sociologico ma di per sé non diminuirebbe l'assoluto valore evangelico del segno. Ci fossero soltanto due preti in Italia, perciò, sarebbe bene che almeno uno andasse in missione.

 

 

07/11/2018 15:20 Francesca Vittoria
Chi do scusa per gli intermezzi i quali hanno lo scopo di rafforzare il tema "missione" , il fatto che se la Chiesa esiste e per essere missione, una missione che può portare lontano, come fedeli da raggiungere, ma anche essere missione nel luogo o paese di residenza, purché sia attiva a evangelizzare i cittadini residenti i quali possono non comportarsi affatto da cattolici malgrado il battesimo e i corsi per accedere a comunione e cresima , cioè far parte di gruppi e associazioni. Missione per fare cristiani missionari, agire da cristiani fare una società più umana, più sorella di altre. Questo è secondo me il significato di missione, ch preveda l'andare , contattare genti di altri luoghi ma come offre il modello erasmus, arricchirsi di una esperienza che porti alla condizione scienza gli uni degli altri a rompere un isolamento che oggi non avrebbe più ragione di essere proficuo per una società multietnica. Ritengo però prioritario anche rendersi conto che oggi anche il nostro Paese ha bisogno di missionari, aggiungo che se un sacerdote viene ospitato anche da noi, porta una nota di interesse per un parlare diverso, oserei dire più caldo, più ricco di inflessioni cristiane, veramente omelie che si fanno ascoltare.
Francesca



07/11/2018 13:42 Beretta Roberto
scusate se mi intrometto: vorrei solo ricordare che il tema del mese è la missione, non altro... grazie


07/11/2018 11:22 Francesca Vittoria
La società è cambiata e più esigente in quanto ad apprendere la dottrina che rimanendo sempre la stessa perché altrimenti tradirebbe il Vangelo, ha bisogno di essere insegnata con un approfondimento che tenga conto appunto di quale è il Vangelo imperante nella società di oggi......Il "ma io vi dico..." Forse va usato anche oggi per la necessità di trovarsi a un confronto giornaliero con problemi che interrogano la persona chiamata a fare delle scelte. E da questo noi vediamo quanto popolo di Dio è presente e quanto sembra essere stato superato da un altro schieramento che vuoi dalla scienza la quale dà risposte tramite i suoi sacerdoti dediti allo studio e alla scoperta del corpo umano facendo proprio le leggi che lo fanno vivo, creano a loro volta corpi meccanici simili suscitando meraviglia.. Ecco che Dio non appare più tanto superiore, Gesu Cristo buono nel passato che aveva bisogno di più spiegazioni, oggi possediamo una conoscenza che ci dà risposte in molti campi e ci procura cose, tante cose , MA tutto devi pagare, dare qualcosa in cambio, e qui sta la differenza, il confronto. Da un Cristo noi riceviamo per grazia, è molto di bene veniamo a beneficiare se viviamo della sua Parola; chi e stata incaricata a trasmetterla e la Chiesa, quelli che si sono fatti missionari di Lei, testimoni della Parola, e non altri. Per questo dobbiamo discernere quali Sony i veri e ignorare gli altri . Anche la Chiesa può essere divisa, quindi, come il governo di oggi è che pretendono di gestirne il potere nel senso che anche così una popolazione resta unità, obbediente, , ma questo non accade, non regge una casa divisa in se stessa.....parola vera. Noi sappiamo tutti leggere, o quasi, quindi non abbiamo scuse a vedere quali sono i pastori buoni di cui fidarci, da seguire, il Vangelo ha una preziosità, e insondabile, si adegua ad ogni livello di intelligenza, senza forzatura, interpella il cuore e raggiunge la mente ad ogni livello questa sia aperta al desiderio di comprendere di voler interpellare Dio. Non domandiamoci tanto del perché esiste il percorso cieco, dipende da un pastore cieco ma anche da una scelta di seguirlo.
La messa in latino non ha creato influito sulla lfede di mia mamma, le parabole, quelle di, hanno fatto dire a mia nonna che....Gesù andava scalzo
Quando un pastore era evidente , preferiva trattare con il ricco, anche se costruiva opere grandi, che facevano grande la Chiesa, opere utili nella società, eppure ciononostante questo rimaneva distante daGesu Cristo. Allora Papà Francesco e Parola oggi per tantissimi?...SI. Con lui oggi la Chiesa cammina anche scalza
Francesca Vittoria



07/11/2018 08:42 Sara
"Basterebbe x smetterla di lamentarsi su "niente è cambiato!". "

Infatti le cose sono cambiate e anche tanto.

Questa primavera Sky ha trasmesso i Trois couleurs di Kieślowski: nella scena finale si vede la protagonista che scrive l'inno per l'unificazione dell'Europa (su parole di San Paolo, inno alla carità)


https://www.youtube.com/watch?v=3Ep9e1rSER0


L'anno del mio diploma (1990) ricordo che andavo a vedere il Decalogo al cinema con qualche amico dell'Ac e il clima era quello. GPII si era tanto speso sia per la riunificazione dell'Europa che per per l'eliminazione del debito per il terzo mondo, qualcuno ricorda Bono e il live aid?


http://espresso.repubblica.it/plus/articoli/2018/10/11/news/varsavia-dimentica-wojtyla-1.327754?preview=tru


Allora erano tempi buoi invece adesso c'è la primavera, il sole splende e gli uccellini cinguettano.



07/11/2018 06:14 Francesca Vittoria
Andate ...effettivamente Gesù ha dato questo incarico missionario ai suoi allora è si capisce dal fatto che Lui non è venuto per soldi il suo popolo ma il Vangelo che portava, come le Tavole date da Dio a Mose, era per tutta l'umanità a far strada a Lui fintanto che Egli ritorna. Rileggendo del risposte date ai giornalisti durante il viaggio del Santo Padre Francesco, in Corea, e di quanto ha fatto seguito quando in Irlanda gli è stato comunicato di bella notizia dalla Casa na, si può dire che la Chiesa non smette mai di essere in missione, non ha mai smesso di andare!, Anche solo uno, oggi può operare , se vogliamo riconoscerlo che questo Uno di oggi ha davvero fatto missionaria la Chiesa, come lo hanno fatto i predecessori ognuno a suo modo.. Se essa è lievito, sono bastati quei missionari di lontana memoria a lasciare un deposito di Vangelo che da solo produce frutto come si è visto, dai risultati recenti che l'insperabile è accaduto!. Certo che tanto merito oggi l viene alla Chiesa dal Vangelo di una Parola che arriva anche dai media superando ogni frontiera è raggiungendo ogni viandante che si trovi sia in un deserto c che nella foresta equatoriale e se questa è anche una voce calda di sentimenti buoni come si è rivelata quella di Papà Bergoglio, le iniziative di disponibilità ad andare incontro all'altro veramente con un coraggio da "rischia tutto", beh, non si pio dire che questa missionari età non superiore a meno grande che nel passato. È' da riconoscere che tanto successo deriva da un esternare cuore e intelligenza Genoa, mettersi a nudo per essere coerente con un Vangelo difficile da capire e esigente la sua opera. Cosa dire poi di chi opera nel sud d'Italia, anche qui nel nostro Paese vi sono territori di missione e, mi domando se non sia pari a quella oltremare, anche poi sembra meno riconosciuta da certa cittadinanza. Infatti, dobbiamo ammettere una triste realtà, tante legge "civili, non sono certo cristiane e quindi anche qui è ormai terra di missione. L'altra sera in un programma serale alla domanda in quale giorno cade Ognissanti, la risposta è stata sbagliata , era solo il giorno prima, forse se si fosse chiesto di Halloween più conosciuta come "festa" ......Qui il lievito sembra aver perso forza. Addirittura , malgrado ci sia tanta presenza clericale, c'è chi lamenta che la Chiesa si sia "ritirata", rispetto a un tempo, lasciando un vuoto che i fedeli hanno lasciato seguendo altro/i Questa è una risposta che io ho sentito,. La Chiesa si trova qui a gomito con chi la combatte, critica o altri? Per un potere che comunque possiede, ed è potente perché viene dall'alto, dal Suo Fondatore Primo che è più forte di ogni uomo è che certamente, ciononostante, la difende facendosi vitino al timoniere della Barca. Perciò stiamo uniti e non facciamoci prendere da sfiducia per vedere il nostro Paese che sembra una barca fare acqua da tutte le parti. Speriamo che vi siano cittadini ancora fedeli malgrado le eventuali intemperanze da demandare al giudizio di un Dio che in tempi lontani si è pronunciato che anche per poche stimi fedeli sarebbe non avrebbe negato il soccorso.
Francesca Vittoria



06/11/2018 18:29 pietro buttiglione
In qs gg mi sto rileggendo VN.
Basterebbe x smetterla di lamentarsi su "niente è cambiato!".
Certo la "sapienza" non è diffusa, ma c'è e si vede!
Limitandoci a noi ( la riforma ha anch'essa grossi probls) centrerei su qs domanda:
La CC cambia x PUSH o x PULL?
io vedo una CC aggrappata alle sue strutture che da secoli cerca disperatamente di CONSERVARSI.
Non gestisce lei il cambiamento, ne è costretta.. ( cfr VAT II)

Francesco sa benissimo come essa DEVE cambiare ma sa anche che è una mission impossible.
Allora cosa fa? Da persona preparata ed intelligente ( gesuita..) individua cosa può riuscire a cambiare e quanto.
E lì si muove.
Solo un cieco non sa individuare le sue DIREZIONI.
E una delle cose che sa benissimo è che il cambiamento non può essere imposto
ma scelto, voluto, cercato, amato.
Perciò evita di condannare e spinge alla maturazione di coscienza.
Quanto Francesco sia saggio lo potete misurare dalle varie reazioni. Anche su VN.
Che ho deciso di cercare di abbandonare x qualche tempo lasciandovi qs. msg come accompagnamento.
Buona conversione a tutti noi.
Pietro



06/11/2018 12:34 Sara
"Non è cambiata la teologia, non è cambiata la pastorale, sostanzialmente (nonostante la messa in latino) nemmeno la liturgia è cambiata, non è affatto cambiato il rapporto chiesa-mondo, non è cambiata la coscienza che la chiesa ha di sé stessa. "

Allora che hanno fatto a fare il concilio? C'era il latino e non andava bene, c'è l'italiano e non va bene uguale, l'organo si l'organo no, chitarre si chitarre no, tanto cantano sempre in 5.

Saranno tutte cavolate alla fine?






"Quali sono gli elementi distintivi?
«In primo luogo la cosiddetta “areligiosità”, che costituisce l’evoluzione e insieme il superamento della secolarizzazione. La mentalità secolare, infatti, contrastava il cristianesimo, ma si muoveva in un orizzonte di senso nel quale era ancora riconoscibile l’impianto biblico, riassumibile in una visione della storia intesa come evoluzione da un passato peggiore del presente a un futuro addirittura migliore. L’uomo areligioso, invece, trova insensata la stessa nozione di senso. Si considera del tutto liberato da ogni ipoteca spirituale e di Dio, ormai, non percepisce più neppure l’ombra». Non è così per tutti, però. «Certo, e per questo va tenuto in conto un altro paradigma, che è quello della società postsecolare. Qui il dibattito è vastissimo, come sappiamo. Si va dalla “spiritualità senza Dio” alle nostalgie d’Oriente e al New Age, in una temperie alla quale non sono estranee, almeno in parte, le vicende dei movimenti nella Chiesa cattolica e l’ascesa delle congregazioni carismatico- evangelicali, che configurano sempre di più una quarta famiglia ecclesiale all’interno del cristianesimo».

In che senso?
«Nel senso di un nuovo tipo di Chiesa accanto alle tradizioni, molto più forti sul piano storico, rappresentate da cattolici, ortodossi e protestanti. I quali ultimi, nel quadro attuale, partono da una condizione indubbiamente svantaggiata».

Perché?
«Perché da un punto di vista areligioso un protestante è pur sempre troppo religioso, mentre in ambito post-secolare passa per essere troppo razionale, troppo illuminista»."


Sto leggendo questo libro di Ferrario ed è interessante, non che cambi molto però magari per uscire dai soliti schemi...

https://www.avvenire.it/agora/pagine/riforma-1



06/11/2018 12:17 salvo coco
Scrive Sara: "Sono diminuiti i numeri senza che sia aumentata più di tanto la qualità dei fedeli" ... E mica aumenta la qualità per magia ! Non è cambiata la teologia, non è cambiata la pastorale, sostanzialmente (nonostante la messa in latino) nemmeno la liturgia è cambiata, non è affatto cambiato il rapporo chiesa-mondo, non è cambiata la coscienza che la chiesa ha di sè stessa. Secoli e secoli di dottrinalismo, di clericalismo, di "regime di cristianità", ... (e mi fermo quì) non potevano essere superati in 5 anni di Francesco e nemmeno in 50 anni di concilio ...tenuto anche conto che il rinnovamento conciliare è stato boicottato e poco recepito in larghi strati delle nostre comunità ... Se non si riparte da Vangelo, se non si disincrosta il Vangelo da secoli di dottrine e di canoni giuridici, se non si incarna la fede nell'oggi della storia ponendola veramente in uscita ed a confronto con l'umanità, non migliorerà mica la qualità della fede, non avremo uomini e donne con una maggiore consapevolezza del loro battesimo ed una più appassionata testimonianza di carità e di giustizia. ... Ma cosa significa incarnare la fede nella storia ? Siamo tutti d'accordo a compiere questo radicale cambio di paradigma teologico ? Abbiamo veramente recepito con entusiasmo e convinzione che se non ci spogliamo di noi stessi (le nostre abitudini religiose in primo luogo) non riusciremo a farci carne nel mondo ? La logica dell'Incarnazione non l'abbiamo imparata. Continuiamo a considerare un tesoro geloso la nostra identità cattolica (i nostri riti, le nostre dottrine, le nostre strutture ecclesiali, ...) e non facciamo più memoria di cosa è (oggi, quì ed ora !!!) la nostra identità battesimale. Siamo cattolici (e come lo sventoliamo talvolta !) ma siamo autenticamente cristiani ? Un presbitero prima di essere presbitero è un battezzato. Ne è consapevole ? NOn appaia provocatoria la domanda. Ma se non si riscopre l'uguaglianza fondamentale e la dignità di essere tutti figli di Dio in Cristo (e quindi tutti re, sacerdoti e profeti), continueremo a fregiarci dei nostri ministeri con il rischio (tutt'altro che ipotetico) di abuso di potere. Nella recente Lettera al Popolo di Dio, papa Francesco, punta il dito dritto sul problema: il clericalismo. Ecco le sue parole: ""abbiamo costruito comunità, programmi, scelte teologiche, spiritualità e strutture senza radici, senza memoria, senza volto, senza corpo, in definitiva senza vita. Ciò si manifesta con chiarezza in un modo anomalo di intendere l’autorità nella Chiesa – molto comune in numerose comunità nelle quali si sono verificati comportamenti di abuso sessuale, di potere e di coscienza – quale è il clericalismo, quell’atteggiamento che «non solo annulla la personalità dei cristiani, ma tende anche a sminuire e a sottovalutare la grazia battesimale che lo Spirito Santo ha posto nel cuore della nostra gente». Il clericalismo, favorito sia dagli stessi sacerdoti sia dai laici, genera una . Dire no all’abuso significa dire con forza no a qualsiasi forma di clericalismo" ... Le abbiamo lette queste parole, le abbiamo accolte, nelle nostre comunità ci siamo confrontati con queste parole, abbiamo iniziato a fare "mea culpa" ? .... Perchè, vede cara Sara, le cose non cambieranno nella chiesa se continuiamo a costruire "comunità, programmi, scelte teologiche, spirituaità e strutture senza radici, senza memoria, senza volto, senza corpo, in definitiva senza vita". Ed il grande male del clericalismo è proprio ciò che ha prodotto queste "comunità, programmi, scelte teologiche, spirituaità e strutture senza radici, senza memoria, senza volto, senza corpo, in definitiva senza vita". Se non abbiamo chiara e netta la diagnosi, mai potremo somministrare la terapia. Ritornare a Gesù Cristo, procedere ad una nuova evangelizzazione laddove crediamo di avere comunità cattoliche che osservano i comandamenti ed i precetti sacramentali. E' quello il terreno più duro da seminare. La sicurezza di essere arrivati, di essere nel giusto, già con il biglietto per il paradiso in tasca. Ed invece "comunità ...senza radici, senza memoria, senza volto, senza corpo, in definitiva senza vita".


06/11/2018 11:17 Sara
"eppure ciò non ha impedito una religione mediocre, devozionale, individualistica, superficiale, non ha impedito che i cristiani andati in politica commettessero le peggiori malefatte, non ha impedito che i cristiani che dirigevano industrie compissero anche loro reati, non ha impedito che i preti ed i vescovi si macchiasassero di abuso di potere e spadroneggiassero sui laici e sulle donne"

Oggi che siamo molto molto meno di 100 anni fa a conti fatti siamo sempre con gli stessi problemi, a leggere i giornali.

Sono diminuiti i numeri senza che sia aumentata più di tanto la qualità dei fedeli, e in ogni caso il pontificato era iniziato con la Chiesa in uscita, la teologia del popolo, le periferie, con l'idea che il pochi ma buoni (le minoranze creative di Ratzinger) avessero vita breve.

Tireremo le somme tra 100 anni di questa nostra stagione e speriamo che in futuro siano più clementi di quello che siamo noi oggi.



06/11/2018 10:47 salvo coco
La fede non è per nulla questione di numeri. Nel passato c'erano le chese piene, interi stati cristiani, legislazioni cristiane, università cristiane, ospedali cristiani, tasse cristiane, tutto era cristiano al 100 per cento ... eppure ciò non ha impedito una religione mediocre, devozionale, individualistica, superficiale, non ha impedito che i cristiani andati in politica commettessero le peggiori malefatte, non ha impedito che i cristiani che dirigevano industrie compissero anche loro reati, non ha impedito che i preti ed i vescovi si macchiasassero di abuso di potere e spadroneggiassero sui laici e sulle donne ... insomma non è la quantità che conta. Ciò che conta è la fede, la fede capace di farsi carità ... "Da questo vi riconosceranno, se vi amate gli uni e gli altri". Ci riconosceranno se sappiamo essere testimoni di misericordia ed invece rifiutiamo di accogliere i migranti ed appoggiamo il razzismo al potere. Ci riconosceranno se in nome di Cristo ci schieriamo a favore dei poveri e della giustizia sociale, ed invece appoggiamo i condoni edilizi, le sanatorie fiscali, non muviamo un dito contro la mafia e contro la corruzione, i poveri ci danno quasi fastidio mentre andiamo ad onorare il precetto domenicale. Ci riconosceranno quando saremo liberi e forti nelle nostre coscienze mature ed invece il clericalismo e l'ipocrisia macchaino ancora le nostre comunità e non ce ne rendiamo nemmeno conto !


06/11/2018 09:10 PietroB
Invece di andare tanto per, trovo bello il “fidei donum” di MI, come com-unione scambio tra Chiese.
Tante volte andare è skappare. E magari c’è più Abissinia a Quarto Oggiaro che là😭
Imo



06/11/2018 08:34 Maria
Non e'una questione di numeri ma di gorza della testimonianza:in questi momenti c e'in Pakistan una sola grande missionaria Asia Bibi.
Sulla cui vicenda noto con tristezza che Vino Nuovo non spende neppure una parola.
Asia Bibi e si musdionaria a vita perche'la sua vita oggi appesa a un filo per NOVE ANNI e'trascorsa a marcire in una prigione per rifiutarsi di convertirsi all Islam e continuare a procl amare la sua fede in Cristo.
Quali dei nostri preti e dei nostri laici avrebbero resistito nove anni in una prigione del P akistan con ka prospettiva di essere impiccati?
La missione non e'questione di numeti ma di fede:se i numeri calano e perche'la fede cala.
Basterebbero pochi ma intensamente e appassionatamente innamorati di Cristo, che intere strutture di tiepidi e relativisti intruppati in un crustiabesimo all'acqua di rose.
E chido a voi tutti di pregare per Asia Bibi.



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