Il dibattito
Ma il digiuno no no no
di Roberto Beretta | 18 ottobre 2018
Papa Francesco ha invitato tutti i cristiani a pregare e fare penitenza, ma finora non risulta che alcuna Chiesa l'abbia fatto pubblicamente... Paura di considerare la pedofilia anche come male "spirituale", che intacca cioè la nostra fede?

Preghiera e digiuno, digiuno e preghiera. Papa Francesco li richiede più volte a tutti i credenti, nella Lettera al Popolo di Dio inviata nel caldo di fine agosto. Ripete l'invito più volte, con insistenza; eppure non mi sembra che sia stato ascoltato...

A due mesi dall'appello di Bergoglio molto poche, se non nessuna, sono le Chiese locali che hanno messo in agenda iniziative pubbliche per i loro fedeli, appunto incontri di preghiera o giornate di digiuno rituale. Sembra che la richiesta del Papa a intervenire sullo scandalo con mezzi spirituali sia caduta nel vuoto: assai più, ad esempio, dell'esortazione del medesimo pontefice un paio d'anni fa affinché ogni parrocchia e convento accogliesse una famiglia di migranti; ma lì si trattava di carità visibile, seppur complessa da praticare, qui invece siamo di fronte a fede pura.

Eppure gli abusi sessuali dei preti (e in genere dei cattolici) non sono soltanto - e già è molto complicato! - un "affare" da risolvere materialmente con ascolto e risarcimento delle vittime, individuazione e punizione dei colpevoli, prevenzione e controlli del clero, coinvolgimento e collaborazione con la giustizia civile, riconoscimento e pentimento per la colpa, e via dicendo. In quanto commessa nella Chiesa, la pedofilia ha forzatamente (e teologicamente) effetti anche spirituali e dunque richiede anche rimedi collocati sullo stesso piano.

Evidentemente però la Chiesa, compresa quella italiana, ha paura di mettere sul tavolo il tema delle violenze sessuali degli ecclesiastici in modo esplicito: meglio tacere aspettando che passi la buriana. Tanto meno vuol farlo prendendone spunto per una sincera revisione interiore, per una conversione: eppure è proprio quanto il Papa domanda.

Don Alessandro Manenti, psicologo specializzato nelle crisi dei confratelli (compresi gli abusi sessuali), ha scritto: «Se la Chiesa si ritrova appesantita da scandali al suo interno, significa che la Chiesa (e non solo i suoi membri scandalosi) non ha compreso la sua fede in modo sufficientemente approfondito o che la sua comprensione attuale non è più sufficiente. È la dottrina stessa (cioè il contenuto, ciò in cui la Chiesa crede) e non la sua forma espressiva che ha bisogno di essere approfondita, assimilata».

Preghiera e digiuno. Papa Francesco nella sua Lettera chiede di muoversi proprio a questo livello: ma qualcuno lo ascolterà?

 

 

22/10/2018 03:00 Maria Teresa Pontara Pederiva
E' vero, ma questo mostra ancora una volta la differenza tutta italiana di intendere la fede (sempre più nella direzione di un'identità).
Qui siamo lontani dalla Pennsylvania (3h di fuso) eppure non si parla d'altro o quasi in parrocchia. Il motivo l'ha spiegato molto semplicemente il parroco in un'omelia qualche domenica fa: la Chiesa è corpo di Cristo e se un membro sbaglia, hanno sbagliato tutti, se un membro gioisce siamo felici tutti. Come in una famiglia: nessuno pensa solo a se stesso.
Così, mentre in agosto a distanza di chilometri da qui si era pregato per le vittime di Genova, per i profughi siriani ecc. adesso in tutta la Nazione si prega e si chiede perdono per le vittime degli abusi. Ed è altrettanto normale (senza che si levino lamentele dai soliti cattolici al cubo così attivi, e ascoltati, da noi) che si preghi perché il governo non dimentichi la dignità umana di tutte quelle persone che stanno arrivando dal Nicaragua o perché si ricordi che il cambiamento climatico è un qualcosa che ci riguarda tutti, e sta già colpendo soprattutto i più poveri.
Forse, da noi, si è dimenticato il senso della Chiesa corpo di Cristo e pure quello di un'unica famiglia umana ....



20/10/2018 12:02 Francesca Vittoria
Chiedo scusa della inesattezza precedente poiché in visita al. Santo Padre è stato il primo ministro del Giappone , signor Shinzo Abe.


20/10/2018 10:03 Rancesca Vittoria
Significa che la Chiesa non ha compreso la sua fede in modo approfondito ,...e la dottrina stessa Il suo contenuto la sua forma espressiva ha bisogno di essere approfondita? ....Da adulti se si legge qualche pagina di San Paolo, al fedele sembra che l'apostolo abbia enumerato molto chiaramente i comportamenti dell'uomo che offendono Dio e l'uomo stesso. Noi, e forse è sempre stato così, se già se ne è scritto per i posteri, oggi viviamo anche di virtù ma di questi crimini,nefandezze umane, i fatti sono quasi quotidiani senza tener conto di quello che accade dove sono in atto conflitti! Allora si comprende non solo gli antichi gesti di penitenza del popolo ebraico per impetrare il perdono da Dio ma che anche il Papà oggi di fronte a tanto malcostume abbia invitato la Chiesa a pregare lo stesso Dio .In ogni messa si prega per la Chiesa, tutto il clero, ma forse per un richiamo più sentito dai fedeli si dovrebbe stabilire un giorno, una ora in cui in tutta la Chiesa si faccia cenno alla colpa o colpe dell'umanità verso il Dio Creatore ! Può darsi che la preghiera sia quotidiana se si tiene conto dei monasteri e dei fedeli singoli che certamente lo fanno ma se si vuole far sentire al mondo ciò che è male, che produce male e fa male all'uomo stesso, allora forse servirebbe dire apertamente chiamando con il loro nome tutto quanto offende la persona credente o non credente, come la tubercolosi e la tubercolosi. E soltanto un modo di rendere comprensibile a tutti è conosciuto da tutti anche il rimedio al danno, e questo con piena coscienza e deliberata volontà, in piena libertà di intento e di volere, visto che si è raggiunto un certo grado di conoscenze e una visione globale di quanto succede nel mondo. La Chiesa sta camminando ma ai fedeli bisogna ammettere che c'è una sola voce che viene trasmessa in mondovisione , è seguita , quella della domenica, se perfino il ministro cinese, con la finezza che distingue la loro cultura lo ha sottolineato a Sua Santità Papà Francesco di quanta considerazione e rispetto la Sua persona goda. , Si vede che Dio vede e provvede.
Francesca Vittoria



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