Nell'arte
Il male invisibile sparso dal popolo di Dio
di Gian Carlo Olcuire | 29 settembre 2018
Nella comunità può succedere di essere più preoccupati di pericoli esterni irrilevanti… che del male che si fa circolare. E non si fa caso al bene che viene dagli altri.

L'UOMO NEI CEPPI

(Ernst Barlach, 1918, Amburgo, Kunsthalle)


«Chi scandalizzerà anche uno solo di questi piccoli che credono in me, è molto meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino...» (Mc 9,38-43.45.47-48)

Fra le malattie che possono attaccare una comunità, ve n'è una della vista, che fa credere di mettere a fuoco il nemico, perché diverso da noi, mentre non fa mai vedere se stessi.

Così si sta sempre in guardia da chi non è dei nostri ed è Gesù a smascherare la contraddizione: quella per cui si è capacissimi di scandalizzarsi dei comportamenti altrui e, allo stesso tempo, incapaci di accorgersi dei propri.

Chiarendo che quelli esterni sono talvolta dei falsi nemici («Chi non è contro di noi è per noi»), il Signore avverte che da costoro è possibile ricevere del bene (anche solo «un bicchiere d'acqua»); poi sposta lo sguardo sulla vera pietra d'inciampo, la malizia che abbiamo dentro...

Per coloro che hanno in mente punizioni esemplari verso chi «non ci segue» (non somigliano un po' agli odiatori seriali di Facebook, quelli che ogni giorno hanno da dir male di qualcuno?), la scultura di Barlach funziona da autoritratto. Rappresenta un uomo paralizzato dalle proprie paure, poiché un prigioniero può pure essere vittima di se stesso. E i ceppi che lo bloccano evocano la macina al collo di chi, vedendo solo il male, al male merita di restare ancorato.

Se si considera detentore della verità, ogni gruppo ecclesiale troppo pieno di sé corre il rischio di rifiutare ciò che un altro gli può offrire. E la sua chiusura scandalizza i credenti semplici e privi di malizia.

 

 

30/09/2018 09:12 antonella patrizia mazzei
Fai attenzione ai tuoi pensieri, perché diventano le tue parole. Fai attenzione alle tue parole, perché diventano le tue azioni. Fai attenzione alle tue azioni, perché diventano le tue abitudini. Fai attenzione alle tue abitudini, perché diventano il tuo carattere. Fai attenzione al tuo carattere, perché diventa il tuo destino. A.


30/09/2018 09:03 Pietro Buttiglione
Nadia Totfa, delle Jene, ha ricevuto sui “social”(?) qs commento di una donna (?) che stringe a se due figli:
“Ti auguro di morire”
( reazione a Nadia che aveva scritto che anche un tumore può darti del ‘bene’)



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Gian Carlo Olcuire

Gian Carlo Olcuire è un grafico. Che si sente realizzato quando riesce a far guardare le parole come se fossero immagini e a far leggere le immagini come se fossero parole. Lavora soprattutto per il mondo cattolico ed è appassionato di linguaggi, soprattutto dell'uso (o abuso, disuso, riuso) che se ne fa nel mondo cattolico.

 

 

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