Angelo e il quoziente di umanità
di Chiara Bertoglio | 13 settembre 2018
Non c'è amore più grande che dare la vita per i propri amici: anche quando questo "dare la vita" è un gesto semplice ma immensamente grande come abbracciare la propria mamma nel momento in cui non c'è modo di salvarla

 

Li hanno trovati morti, abbracciati. La tenerezza ha contraddistinto la loro vita, e nella tenerezza hanno spiccato il volo, Angelo e la sua mamma.

Quando il telegiornale ha mostrato la fotografia di Angelo, non ho trattenuto le lacrime. Il volto radioso e buono di un giovane uomo con la sindrome di Down che sorride al Papa; il volto di una persona che adesso non è più su questa terra, ma che non è passata invano.

Angelo e la sua mamma, un'anziana di ottantasei anni, sono rimasti vittime di un incendio che ha devastato la loro abitazione, in Veneto. Angelo avrebbe potuto fuggire e salvarsi, ma non ha voluto abbandonare la sua mamma, e così sono morti insieme. Due persone deboli, secondo molti: un'anziana e un disabile; in realtà, due esseri umani forti, grandi, coraggiosi. Grande la mamma, perché ha accolto una vita di cui molti non riconoscono il valore: l'Islanda si è vantata di essere il primo Paese Down-free del mondo, ed è facile immaginare come questa illusoria "freedom" si sia realizzata. Grande il figlio, perché ha saputo resistere a quel panico che spingerebbe molti di noi a cercare di salvare la pelle, a qualunque costo, e rimanere accanto a colei che gli ha dato la vita, fino a donare la propria vita.

Non c'è amore più grande che dare la vita per i propri amici: anche quando questo "dare la vita" è un gesto semplice ma immensamente grande come abbracciare la propria mamma nel momento in cui non c'è modo di salvarla, guidandola con il proprio abbraccio lungo la soglia più difficile da varcare, nel modo più atroce in cui la si può varcare.
"Angelo teneva insieme la famiglia e i suoi quattro fratelli", ha detto una vicina di casa all'intervistatore del telegiornale. Angelo non era un peso, non era una zavorra, non era un poveretto: era un dono, un dono grandissimo, un essere umano infinitamente prezioso.

Mi sono tornate alla mente le parole del papà di un'altra bambina con la sindrome di Down, che mi ha detto: "Forse la mia bambina non avrà il mio quoziente d'intelligenza, ma sicuramente io non avrò mai il suo quoziente di umanità, la sua capacità di amare".

Contro chi ritiene che la disabilità intellettiva renda una vita indegna di essere vissuta, o condanni all'infelicità, o costituisca un peso intollerabile per una famiglia, la vita e la morte di Angelo affermano con forza che il "quoziente d'umanità" delle persone Down può davvero essere molto superiore a quello dei cosiddetti normali; che una vita così è infinitamente degna di essere vissuta, e costituisce un dono irrinunciabile per le famiglie e per la società.
Per la sua mamma, Angelo è stato davvero un angelo, accompagnandola con il suo abbraccio vero, semplice e tenerissimo fino in cielo. Grazie, Angelo, per avermi insegnato un po' di umanità. E, dal Cielo, prega per tutti noi, affinché possiamo diventare capaci di amare come te, almeno un po'.

22/09/2018 10:20 Luca Paganucci
Grazie Chiara! Non avevo sentito questa storia, o forse solo marginalmente...
Quello che dici è vero, e spesso se ne ha riscontro sentendone parlare in televisione, oppure dalla viva voce di chi conosce persone affette dalla sindrome di Down: queste persone sono meravigliose, e sanno donare all'altro affetto infinito, ma - come dici tu - anche umanità. Sono, insomma, persone che - rispetto a noi "normali" - hanno una marcia in più, e - non solo per questo - vanno amate, e non denigrate o allontanate.
Grazie per il tuo animo sensibile.
Un abbraccio



17/09/2018 16:35 Alberto Hermanin
Ottimo!


14/09/2018 17:10 Francesca Vittoria
Come altre volte lei ha una spiccata sensibilità nel cogliere ciò che accumuna tra le persone, come in questa foto. Quanta luce emana quel viso proprio da "Angelo" è come incontra risposta l'espressione del Papà, se poi vi è una storia così, ecco perché non farla diventare una da raccontare a Natale, una storia vera , a rompere per una volta tanto il cerchio magico della fantasia. , una storia di amore e di coraggio eroico.......
Parlare così ail bambini di oggi di una realtà non virtuale, non inventata, di un voler bene tanto grande da dare il coraggio di essere eroi!Effettivamente queste persone che nascono con un quoziente di intelligenza Si dimostrano più sensibili, non sembra toccarli la cattiveria e sono molto ricchi di dare e ricevere affetto. Incoraggio davvero l'idea di u storia natalizia a illustrata , quella che qui lei ha raccontato, fa credere agli scettici che il bene esiste . Grazie anche a lei.
Francesca



13/09/2018 14:58 Chiara Bertoglio
grazie a te, carissimo


13/09/2018 12:11 gilberto borghi
Grazie Chiara!!


Commenta *






Versione stampabile
Invia ad un amico
Scrivi a Vino Nuovo





Chiara Bertoglio

Chiara Bertoglio è una giovane concertista di pianoforte, musicologa, scrittrice e docente italiana. Laureata e dottore di ricerca in musicologia, ha scritto diversi libri e numerosi saggi per riviste specialistiche italiane ed internazionali, partecipando come relatrice a convegni prestigiosi (ad Oxford, Londra, Roma etc.).

Impegnata nell'approfondimento dei rapporti fra musica e spiritualità cristiana, ha pubblicato libri sull'argomento; inoltre, scrive articoli e libri non musicali per diffondere storie positive di speranza. Svolge intensa attività didattica privatamente ed in importanti istituzioni italiane ed estere, sia come docente di pianoforte sia come musicologa.

Gli articoli che pubblichiamo su Vino Nuovo sono tratti dal suo blog. Per conoscere meglio (e anche ascoltare) la sua attività di musicista www.chiarabertoglio.com

 

leggi gli articoli »
Ogni opinione espressa in questo sito è responsabilità del singolo autore. www.vinonuovo.it è un blog in cui ci si confronta su temi e problemi dei cattolici oggi in Italia.
Come tale non rappresenta una testata giornalistica e non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001

Cookies: ai sensi della normativa sulla privacy si informano gli utenti del presente sito che, ai fini di garantire un ottimale funzionamento dello stesso, viene fatto utilizzo di cookies. I cookies sono piccoli file di dati che i siti visitati dall'utente inviano solitamente al suo browser, dove vengono memorizzati per essere poi ritrasmessi agli stessi siti alla successiva visita del medesimo utente. Alcune operazioni non potrebbero essere compiute senza l'uso dei cookies, che in alcuni casi, sono quindi tecnicamente necessari. I cookies utilizzati nel presente sito sono di tipo tecnico ed hanno lo scopo di garantire il corretto funzionamento di alcune aree del sito stesso e di ottimizzare la qualità di navigazione di ciascun utente. Non vengono utilizzati cookies di profilazione.
Web Design www.horizondesign.it