ROBE DI RO.BE.
La «discesa in campo» della Chiesa italiana
di Roberto Beretta | 28 agosto 2018
Nel caso della Diciotti i vescovi hanno preso posizione non con un'affermazione di principio, ma con un gesto puramente evangelico

 

Al di là delle (molte) considerazioni - umanitarie, evangeliche, giuridiche, sociali, politiche... - che solleva, la scelta di accogliere i migranti da parte della Chiesa italiana, pur non essendo certamente una novità per i cattolici (come giustamente Paola Springhetti ha già rivendicato qui), crea secondo me un precedente in qualche modo ecclesialmente "storico". Cerco di dire in che senso con i classici tre punti.

1)   Prima di tutto la gerarchia si è schierata. Tacitamente, implicitamente se volete: ma si è "schierata". E non tanto contro un governo o un partito importante - questo l'aveva già fatto molte volte, per esempio nei casi dell'aborto o assai più recentemente della bioetica; ma "contro" una parte consistente della sua stessa base, se è vero - come è vero - che tantissimi cattolici praticanti sono con Salvini. Nonostante tale dato di fatto, dunque, i vescovi hanno osato rompere la loro proverbiale prudenza e mediazione (qualcuno malignamente parlava di cerchiobottismo democristiano...) per esporsi; ed è difficile credere che sarebbe successo un simile "sbandamento" senza Papa Francesco e senza la nuova gerarchia italiana da lui nominata.

2)   Secondo: stavolta la "discesa in campo" (ribadisco: parlo della linea politica Cei, non tanto delle schiere di ottimo clero e generoso laicato che ci sono sempre state e hanno sempre praticato la carità) non è fatta su un principio ­- magari sacrosanto ma comunque astratto -, una "verità" cattedratica o dei casi magari molto concreti (cfr. aborto, fine vita, eccetera) e tuttavia riconducibili a una posizione "ideologica" - o come tale considerata dall'opinione pubblica. Stavolta lo spunto umanitario ed evangelico è evidente, palmare: nessuno può rinfacciare ai vescovi, come tante volte è successo, di aver sconfinato nel "politico", o di voler orientare in qualche modo le scelte civili. Stavolta hanno fatto puramente "il loro mestiere" di cristiani, punto e basta.

3)   L'ultima osservazione è che comunque, come purtroppo spesso in Italia, ancora una volta la mossa ecclesiale è venuta dall'alto. In tanti anni di crisi migratoria, infatti, non possiamo onestamente dire che diocesi e parrocchie e fedeli ne abbiano tratto spunto per un cambiamento di mentalità, di prassi pastorale; nemmeno l'invito del papa a prendersi una famiglia in canonica - al di là delle belle, meritorie eccezioni - ha avuto l'esito numerico che da una società cristiana ci si poteva aspettare. Se dunque Saviano lamenta che gli intellettuali dovrebbero schierarsi di più contro Salvini, da credenti dobbiamo ammettere che nemmeno il mondo cattolico italiano, il suo laicato, sono stati efficaci nelle prese di posizione e nelle scelte sul tema.

Ora comunque una novità esiste: la Cei ha compiuto un passo forse piccolo (100 migranti per 225 diocesi sono numericamente nulla) ma coraggioso, significativo, meritorio; sinceramente spero sia irreversibile. Se e come poi farà scuola tra i cristiani lo vedremo presto: nelle reazioni dei social, nella prassi pastorale spicciola, nel gettito dell'otto per mille.

 

Foto: Flickr / Noborder Network

30/08/2018 14:44 Pietro Buttiglione
SIamo del tutto dis.orientati, senza bussola alcuna!
Non ci sono più stelle nel ns cielo, che è buio e appestato..
Alzo gli occhi verso i monti: da dove mi verrà l'aiuto?
Si specula perfino sui morti! Fonte di guadagno..
... figurati sui derelitti!!
Si può solo puntare il dito e sicuramente posso farlo contro tutto e ( quasi) tutti quelli che mi circondano!
Se non bastasse, pur di giustificare.. ecco: la colpa è del Diavolo!!
E’ colpa di Satana se si chiudono occhi orecchi naso e gola su crimini orrendi perpetrati “diuturni, lustri/decenniturni” da chi si poneva come riferimento, e questo lo ha fatto chi si faceva appellare Sua Santità, adfirittura Vicario di CRISTO!!
Siamo in uno stato davvero comatoso, senza speranza,,, ma..
....il mio aiuto viene dal Signore, che ha fatto cielo e terra e non lascerà vacillare il tuo piede
piede, non si addormenterà il tuo custode
Non si addormenterà, non prenderà sonno,
il custode d'Israele.
Il Signore è il tuo custode,
il Signore è come ombra che ti copre,
e sta alla tua destra.
Di giorno non ti colpirà il sole,
né la luna di notte.
Il Signore ti proteggerà da ogni male,
egli proteggerà la tua vita.
Il Signore veglierà su di te, quando esci e quando entri,
da ora e per sempre.

Lui e quegli Eroi invisibili che pure sono intorno a noi.
Rari nantes in gurgite vasto.
Vere zattere di salvataggio per la nostra Fede.
Loro.
Tra cui Francesco.



30/08/2018 13:39 Alberto Hermanin
Breve: sull'accoglienza dei vescovi, hanno fatto benissimo; sul numero delle diocesi disponibili, mi dispiace, ma anche chissenefrega: non sarebbe la prima volta che i vescovi si bevono il cervello; sui deliziosi attivisti di casapound a Rocca di Papa: come dicono i loro apprezzati colleghi di governo 5stelle, ma andate aff....; sul problema generale della immigrazione: è un problema politico, enorme, e va affrontato con strumenti adeguati; in sintesi, direi come base di partenza, nè Salvini nè Saviano, partiamo dal buonsenso;
Olocausto: si abusa un po' di questo termine, Salvini non è Himmler nè Heydrich, ma più semplicemente quello che ha sinteticamente detto tale Miccichè, che lo ha efficacemente descritto. Che non sia olocausto non significa che non sia un problema drammatico che coinvolge la vita e la morte di milioni di persone, e che non si debba occuparsene: possibilmente con equilibrio, prudenza e moderazione, non con le prediche utopistche e meno che mai con buffonate quali quelle cui ci ha abituato il "governo del cambiamento".
Ma mi rendo conto della inutilità delle mie osservazioni, tutti sono convinti di avere la soluzione in mano: o la rozza e oscena "fine della pacchia" oppure "accogliamoli tutti, senza se e senza ma". Si, ciao...



30/08/2018 13:36 Francesca Vittoria
Per quanto di maggiori possibilità di offrire ospitalità a immigrati si setacci il Paese tutto, ad essere onesti bisogna ammettere che non lo si potrebbe fare come si sta facendo se si trattasse di svuotare i campi profughi di Libia, Siria e tutti i Paesi che, come in suprima pagina di oggi, intendono continuare a bombardarsi per eliminarsi a vicenda e vince chi supera l'altro in mezzi bellici(vedere la Siria con chi è insieme!!!) Altra riflessione,il beneficio offerto a questi pochi non fa torto a tutti quelli rimasti a patire e morire perchè non hann abbastanza denaro da pagarsi il trasporto??? Non è atroce quello che ci hanno fatto vedere di sevizie alle quali un essere umano viene sottoposto? Eppure come lo abbiamo visto noi tanti altri hanno visto, e tutte quelle carte di Diritti dell'Uomo firmati in modo plateale perchè fossero osservati o fatti osservare:::come mai di fronte a questi accadimenti di oggi nessuno parla?, forse le fabbriche di armi lavorano a pieno ritmo , un affare piuttosto se è giusto in questo modo allontanare l'idea di un mondo pacifico,: Ritorno al punto di partenza e cioè se come popolo non si possa far sentire la nostra pretesa di volere "bASTA GUERRE" UN DIRITTO da perseguire è soltanto quello di prtendere di vivere in pace, e questa da ottenersi con il dialogo e la rinuncia al ricorso delle armi, questo va detto a chi ci governa , è questo il bene superiore ad ogni altro di mercato, la vita è più importante della ricchezza, la salute è un bene da perseguire e riguarda tutti. Ma non siamo ipocriti a mettere tante c orone di fiori sui morti del passato quando non si fa niente per quelli del presente? E' l'oggi che richiede ogni nostro supporto di idee alternative a quelle già praticate. E' insano per il pianeta tutto questo inquinamento originato anche dalle guerre, i mari dove pesci ingoiano carne umana e plastica, i fondi marini che tra impianti di esytrazione di combustibile e trasporto dello stesso non ispirano ad essere balneabili! l'acqua è un elmento libero)- Ricercatori, scienziati alzano il tono per dire che tutto sta cambiando anche velocemente e noi restiamo, come stelle, a guardare . La stampa è parola libera ancora, parliamo e facciamo sentire il nostro parere di cittadini senza delegare altri che ne farebbero un uso diverso. Abbiamo anche dei buoni e attendibili reporter, traiamo conoscenza anche dal loro lavoro e meditiamo secondo e per il bene di tutta la collettività-


30/08/2018 10:41 yolanda
Aggiungo anche la vergogna e il senso di impotenza di fronte ai discorsi mediatici così condivisi di un ministro degli interni e di chi l'ha preceduto sul fatto che paghiamo quegli aguzzini perché così si sono diminuiti gli sbarchi dell' 80 per cento,sul fatto che gli regaliamo le navi perché li riportino indietro,sul fatto di aver bloccato le navi per il salvataggio in mare e pure le NOSTRE navi militari. Quei poveri disgraziati sono tra i pochi fortunati sopravvissuti al moderno olocausto .Certo ora il re e'nudo .
Ma le responsabilità vanno equamente condivise tra i politicanti,chi li sostiene e chi tace per quieto vivere o per insano interesse. Insano perché se e' questo il mondo e il modo in cui vogliamo vivere non possiamo ignorare che se ora tocca a loro domani in un modo o nell'altro può toccare a ciascuno di noi.



30/08/2018 09:18 Yolanda
Sconcertante.solo 20-30 diocesi su 225. E tante discussioni tra i laici. Si è perso il senso della misura .
Dopo la prima raccolta di racconti dei profughi e da cosa provengono l'orrore lascia sgomenti. Neppure l' umana pietà o la parabola del buon samaritano scuote le coscienze dei tanti laici che si oppongono per salvaguardare chissà cosa. E Federico tira in ballo anche l'autorità dei vescovi e il ruolo dei laici. Era ora che la Cei facesse un gesto che non lascia dubbi sul ruolo dei cristiani in questa società oltre l' annebbiamento mediatico generale. Fare nel silenzio senza clamori ha contribuito forse all'annebbiamento generale. Certo che sul ruolo dei laici c'è molto da fare . Ma anche sulle coscienze dei cristiani a tutti i livelli.



30/08/2018 06:46 Federico B
Ieri sentivi per radio (un'emittente cattolica entusiasta, come Berretta di questa iniziativa) che 20-30 diocesi, su 225, hanno dato disponibilità ad accogliere questi migranti: non è poco?
La mia diocesi lo ha fatto, l'arcivescovo ha comunicato urbi era orbi che non vede l'ora di dare il "suo"contributo. Eppure la gente non è d'accordo, sono piovute critiche feroci da praticanti e non praticanti,alcune istintive, altre circostanziate e motivate. È stata una scelta divisiva che produrrà un conflitto simile a quello che sta accadendo per le strade di Rocca di Papa. Mi domando: la diocesi è proprietà/feudo del vescovo? Nel pontificato di Bergoglio non era emersa una sensibilità diversa rispetto ad un maggiore coinvolgimento dei laici? Non poteva essere questa l'occasione?



29/08/2018 04:23 Francesca Vittoria
La Chiesa di Roma così offrendo una soluzione al problema ha additato a tutti i governi europei la piaga che non è soltanto dei "cento" uomini in mare che nessuno vuole ma di tutti quelli tenuti a marcire o anche morire da schiavi nelle tendopoli, prigioni, recinti, accampamenti sparsi in molti paesi, per deliberata decisione di altrettanti governi , magari aventi causa da annosi conflitti di cui non si cerca di entrare nel merito. Sono questi conflitti che chi si ritiene di godere di libertà democratica dovrebbe discutere a come entrare per la necessità di porvi fine, naturalmente diplomaticamente. Per questo è un agire retro' quello che un nostro ministro intende esplicitare come unico mezzo per raggiungere i propri fini, una ingenuità, la coercizione, non più adatta neppure nel campo educativo. È' storia già vista e sperimentata così come la sua evoluzione ha prodotto quei risultati di tanti cimiteri, e di odio latente nel tempo. La Chiesa, ha agito con un gesto "pastorale" ma è l'unico suggerimento all'arma bianca, "liberare i prigionieri, dar da bere agli assetati di giustizia....tutto questo è possibile e sarebbe necessario se si vuole cambiare radicalmente la storia, la convivenza in pace riconoscendo di fatto il diritto umano, tante pagine scritte, ma non per tutti o da tutti. Sarebbe una bella iniziativa europea degna di una storia che si evolve in positivo, una tavola rotonda dove si decidesse di parlare del diritto dei popoli a vivere in pace, Mi pare che vi sia chi dimostra di perseguire questo obiettivo, creare ponti, un progetto firmato da tanti popoli
Francesca Vittoria



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Roberto Beretta

Roberto Beretta, giornalista e saggista. Ha scritto 25 libri, quasi tutti di argomento religioso, di «destra» (Storia dei preti uccisi dai partigiani , Il lungo autunno, controstoria del Sessantotto cattolico ) e di «sinistra» (Chiesa padrona , Le bugie della Chiesa). Gli ultimi lavori sono: Fake pope. Le false notizie su papa Francesco (San Paolo), Fuori dal Comune. La politica italiana vista dal basso (Edb), Oltre l'abuso. Lo scandalo della pedofilia farà cambiare la Chiesa? (Ancora) Ha due figli e ancora una gran voglia di dire la sua.

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