Nuovo piccolo catechismo sul peccato/2
Quando nasce il peccato?
di Gilberto Borghi | 03 luglio 2018
Nel celebre racconto di Adamo ed Eva e dell'albero, narrato in Genesi 3, la coppia tenta di prendere Dio per sé, senza aspettare che sia Lui a donarsi

Dio ci ama a prescindere, a qualsiasi costo e a qualsiasi condizione, senza limiti. Dalla parte di Dio perciò, la relazione con noi si sostanzia solo ed esclusivamente di amore. Tutto ciò che Dio fa, lo fa per la felicità dell'uomo, non cerca nulla per sé stesso, non ha bisogno di nulla per sé stesso. È felice della felicità dell'uomo. E questo non è, per Dio, una costrizione interna: Dio non è obbligato ad amare l'uomo. Poteva anche scegliere di non amare l'uomo, in tal caso non lo avrebbe nemmeno creato. Ma Dio sceglie liberamente di amare l'uomo, da sempre e per sempre.

Creato ad immagine e somiglianza di Dio, l'uomo è anche lui libero e capace di amare. Perciò può rispondere a questo amore, con la stessa libertà con cui Dio sceglie di amarlo. La realtà, la storia dell'umanità e la bibbia si incaricano di ricordarci che l'uomo ha scelto anche di non rispondere all'amore di Dio, di non ri-offrire a Dio un amore riconoscente. Questo è il nocciolo più profondo e vero del peccato: rifiutare l'amore che Dio ha per noi. Nulla di più e nulla di meno. Quale è l'origine, allora, la dinamica e il senso dell'esistenza del peccato? Ricominciamo da Genesi 3.

Su cosa fa leva il serpente per sedurre la coppia primordiale e indurla al peccato? Non cerca tanto di prospettare il raggiungimento di un bene diverso o migliore rispetto a Dio, ma piuttosto appoggia la sua azione tentatrice proprio sulla possibilità di raggiungere quel bene che è Dio: diventerete "come Dio" (Gen 3,5). E il desiderio di diventare come Dio è insito nella natura umana fin dal principio, voluto da Dio stesso: "Facciamo l'uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza" (Gen 1,26), affinché divenga "partecipe della natura divina" (2 Pt 1,4). La coppia, perciò, non percepisce la tentazione del serpente come qualcosa che la fa uscire fuori dalla sua naturale inclinazione alla relazione totale con Dio. Proprio in questo viene ingannata. Il peccato, in questo senso non è, in radice, scambiare Dio per qualcos'altro, di per sé incoerente con le finalità ultime dell'essere umano. Questo, semmai, è uno degli effetti successivi del peccato.

Il peccato invece ha la sua origine nella modalità attraverso cui Dio viene ricercato. Nel piano originario, Dio vuole donarsi a noi totalmente, per far si che Egli sia tutto in tutti. Nella azione del peccato di origine, invece, la coppia tenta di prendere Dio per sé, per averlo compiutamente per sé, a partire dalle proprie sole forze, senza aspettare che sia Lui a donarsi. La peccaminosità dell'atto sta nella modalità con cui la coppia si rapporta col proprio desiderio legittimo di essere come Dio. Non si configura, perciò, come un peccato di contenuto, ma di procedura. In termini di contenuto, nello stato di natura originaria, essendo fatto a "sua immagine", l'uomo cerca sempre Dio, in ogni atto che compie.

Ma, quando pecca, lo cerca in un modo non rispettoso della natura di questo rapporto con Lui. Dio è per essenza infinitamente superiore all'uomo e qualsiasi tentativo di afferralo, per essere come lui è destinato al fallimento. Attraverso la modalità del "prendere per sé", del voler "afferrare", l'obiettivo finale che la stessa natura umana desidera, cioè essere come Dio, non può realizzarsi. Ecco perché nel Nuovo Testamento il peccato è indicato con una parola greca (amartiòn) che significa sbagliare bersaglio, non raggiungere l'obiettivo voluto.

Il peccato perciò non si configura come un atto di non amore. Non esistono atti di non amore. L'uomo si muove sempre cercando qualcosa che lui percepisce come un bene. Il non amore non lo si può volere. Il peccato è un atto d'amore perverso, in cui si continua a ricercare un bene, ma con una modalità che rende quell'atto impotente.

In che senso allora l'amore perverso è un rifiuto dell'amore di Dio? In tre precisi caratteri.

Il primo è che nel peccato si bruciano le tappe, perché non si attende che Dio faccia maturare l'uomo fino alla "piena statura di Cristo", per poter vivere un rapporto di amore con Lui nella sua pienezza: non ci si fida che i tempi di Dio siano per la nostra felicità.

Il secondo è che si cerca un amore prodotto da sé stessi, in cui il regalo che Dio vuole fare di sé stesso e della felicità, sparisce dall'orizzonte: non ci si fida che sia davvero Lui a volerci felici, ben oltre quanto noi possiamo volerci felici.

In terzo luogo si scambia la parte per il tutto, immaginando che Dio possa essere perfettamente vissuto dentro ad un solo "ente", una parte sola della creazione, che perciò diventa "idolo", autolimitandoci così ad una felicità frammentata e finita: non ci si fida che Lui ci voglia regalare una felicità infinita e assoluta.

L'origine del peccato perciò è, e resta, dentro alla dinamica dell'amore, non fuori da essa: si rinchiude al dono di amore di Dio, ma non riesce a sfuggire a quello stesso amore, che lo mantiene in vita comunque. Se il peccato sfuggisse davvero alla logica dell'amore, chi pecca dovrebbe immediatamente scomparire nel nulla, essere annientato. Dato che noi esitiamo solo perché Dio ci ama, l'esistenza del peccatore è la dimostrazione più chiara che il peccato, per quanto ci provi, non sfugge mai alla mani di Dio.

 

(2. continua)

 

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Questo articolo fa parte di una sertie di Gilberto Borghi su come raccontare oggi il mistero del male rimettendo davvero al centro la misericordia di Dio. 

Leggi qui sotto gli articoli pecedenti

1. Un nuovo piccolo catechismo sul peccato

 

 

 

05/07/2018 11:19 Sara
La mia citazione originaria (qualche post fa) era riferita al termine comprare: il linguaggio commerciale non è un'aggiunta successiva ma è usato da Paolo stesso con il senso che Penna ha spiegato.
Togliere le incrostazioni successive è un'ottima cosa basta farlo senza intaccare la vernice originaria.
Un buon restauro necessità di un'enorme sensibilità, competenza e attenzione, nei blog invece si va giù di zappa e via.



05/07/2018 07:37 Pietro Buttiglione
Lo sapete che non sopporto il gioco delle 3 carte: io cito x, tu y, lui z ed abbiamo tutti ragione!👹🤡
Ho letto il link postato da Sara, che ringrazio: condivido tutto e sottolineo la conclusione su “ l’adesione PERSONALE a Cristo”
Nessun SPIC&SPAN di massa, generazionale.
Imo Paolo non era un teologo/sistematico .. ( Penna dice che sono rintracciabili in lui almeno due teologie😭), Paolo ( dei Gentili) era un MISSIONARIO, magari anche sfegatato: ed era profondamente ebreo ( come Gesù ).
IMO se si capisce questo diventano chiari i passi del sacrificio come salvezza DEGLI EBREI in primis, usando le loro categorie.. ma se si abbandona il giochino delle tre carte e si cerca il senso ecco che appare chiaro come TU ti salvi SOLO se TU credi in Lui.
E Giovanni ed il resto c o n c o r d a n o.
È ore di pulire la nostra magnifica eccezionale unica Fede dalle incrostazioni storiche ( che la critica biblica ha aiutato ad individuare) e guardare in faccia, anzi negli occhi, meglio nel cuore. LUI

PS sulla diatriba AT/NT sono d’accordo nell’accettare e anzi partire da una lettura EBRAICA del Primo.
Ma sono loro stessi che dicono che le interpretazioni sono oltre seicento .... più una: la tua! Cioè la nostra..😇😇



04/07/2018 22:54 Sara
Non c'è un link era un piccolo testo copiato da "Parola fede e vita. Stimoli dal Nuovo Testamento" Borla 2013.

E' una raccolta di brevi saggi, molto tecnici.

Come link posso mettere questo:

http://www.30giorni.it/articoli_id_17780_l1.htm



04/07/2018 21:24 PietroB
Sara, mi dai il link di Romano Penna su Cor?
Pietro
( che di Penna ricorda bene : Paolo NON è un teologo!)



04/07/2018 14:36 gilberto borghi
Hai ragione Maria. Il peccato ha effetti reali e ontologici e per redimerlo Cristo doveva morire. Sono pienamente daccordo.


04/07/2018 14:05 Sara

"Ma stiamo scherzando veri? Ditemelo altrimenti cambio mondo. Fatemi scendere p,f,"
E' una pura e semplice citazione di Corinzi i,20 non del Deuteronomio o del catechismo tridentino. (Avevo anche riportato un'esegesi di Romano Penna giorni fa).
A volte penso che il cattolicesimo in realtà non esiste e le nostre conversazioni siano solo un'invenzione, perchè non è possibile non trovarsi mai d'accordo su nulla.




04/07/2018 13:38 PietroB
Io non riesco affatto a consolarmi se x ruscattare me Gesù sia dovuto morire.
Io non riesco a comprendere un dil (?) che ha BISOGNO. di far ammazzare ( cfr The Passion) SUO figlio x ripagare.. ripagare COSA??
Ma stiamo scherzando veri? Ditemelo altrimenti cambio mondo. Fatemi scendere p,f,



04/07/2018 09:01 Sara
Ieri sera mi sono ricordata questa cosa:

«Io credo che nei primi dodici anni accumuliamo le immagini che ci accompagneranno per tutta la vita. Io frequentavo una scuola cattolica. L’anima non è un’astrazione per un bambino. E’ molto reale. La prendi alla lettera. E l’immaginario cattolico, così come la Bibbia, è un modo straordinario di esprimere il viaggio dell’uomo, dello spirito umano. Io ritorno a quelle immagini d’istinto»



“Nell’estate in cui fui battezzato
mio padre mi teneva al suo fianco
quando mi misero nell’acqua
disse quanto piansi quel giorno
eravamo prigionieri dell’amore
un amore in catene
lui era in piedi sulla porta
io in piedi nella pioggia
con lo stesso vecchio sangue
che ci correva nelle vene
Adamo allevò un Caino

Tutte le vecchie facce
ti domandano perché sei tornato
e ti mettono nella posizione di tuo padre
con le chiavi della sua Cadillac
nel buio della tua camera
tua madre ti chiama con il tuo vero nome
tu ricordi le facce, i posti ed i nomi
sai che non è mai finita
è inesorabile come la pioggia
Adamo allevò un Caino

Nella Bibbia Caino ammazzò Abele
e fu scacciato dall’Eden
sei nato in questa vita
pagando per i peccati
che altri hanno commesso in passato
papà ha lavorato per la sua intera vita
ricavando niente oltre che dolore
ora cammina per queste stanze vuote
cercando qualcosa da incolpare
tu erediti i peccati, ed erediti le fiamme
Adamo allevò un Caino

Perso ma non dimenticato
dal cuore oscuro di un sogno
Adamo allevò un Caino”.


https://www.youtube.com/watch?v=i0xoClNtXi0



Adam raised the Caine: Adamò ha allevato Caino, in questa canzone Bruce parla del rapporto conflittuale con il padre e fa risalire al peccato di Adamo la depressione di cui il padre soffriva, "eravamo prigionieri dell’amore
un amore in catene" c'è un accenno al battesimo, ma è un battesimo che non lava e rigenera e lascia i due dentro una relazione bloccata.

E' una canzone che esprime benissimo il bisogno di redenzione, una redenzione cui Bruce arriverà solo più tardi, però quello che vuole dire Maria è questo: se non c'è peccato, se non c'è dolore, se non c'è blocco che impedisce di amare a che ci serve la redenzione? Volendo è consolante sapere che c'è stato un momento in cui "siamo stati comprati a caro prezzo"....



04/07/2018 08:55 Francesca Vittoria
Con tutto rispetto per l'argomento sapienza le ma ci si rende conto che stiamo vivendo fatti climatici che hanno a che fare con i tempi citati e cioè i danni che i stravolgimenti della natura dovuti a cattivo comportamento dell'uomo non solo verso la natura ma verso i suoi fratelli, bianchi e neri , gialli o rossi a seconda di dove vivono nelle terre del globo terrestre ? È tutto questo dopo secoli e di punizioni minacciate da Dio per tanto grave comportamento e malgrado la Misericordia elargita mandando il Figlio suo a dimostrare una altra strada e sapendo come sarebbe stato accolto! Oggi ci troviamo di fronte a conseguenze di tale comportamento eppure sembra che nessuno ci faccia caso guardando soltanto a litigare su chi approfitta di più e nessuno guarda a come realizzare una pace, imporla anziché mandare armi a rinfocolare guerre e intanto che la casa brucia noi guardiamo al passato piuttosto che al presente anzi, lo scrittore lo ha riportato a memoria proprio perché questa realtà lo rivive il peccato/peccati vecchi è sempre attuali? Uccisioni , appropriazione indebita, e tanto danno sull'umanità più debole! Sonia una della parrocchia ha diramato su Wup il resoconto sui Paesi africani e su la stampa di oggi viene confermato che a voce del Presidente Mattarella e la che si dovrebbe intervenire con appropriati intelligenti piani a ripristinare quella dignità che ogni essere umano ha diritto di vivere e prosperare nella sua terra, come anche Dio agli inizi ha stabilito e ha usato già fin dai primordi quel l'esempio di misericordia verso Caino sperando si ravvedesse? Facciamo qualcosa per aiutare gli ammonimenti del Papà che sembra una voce spersa nel l'etere , non abbandoniamo la Chiesa clericale anche se qualcuno o molti si allontanano dall'altare, dobbiamo farlo perché è Cristo che l'ha voluta!
Francesca Vittoria



04/07/2018 08:07 Pietro
Cristo cosa è venuto a fare?
Per farci conoscere Dio, ci ha detto Lui.
rivelare il dio buono?
Ma già dal primo testamento, x chi lo conosce, questo era chiaro!
E allora?
Basta dioamore x conoscere Dio?
Dio travalica parole e concetti..
Dio non può rientrare nemmeno nel PDNC..
Quindi...



03/07/2018 21:01 Ale.
Caro Borghi,
mi dispiace per i suoi problemi di salute e le porgo i miei auguri di pronta e completa ripresa.
Quanto al rispondere alle critiche... est modus in rebus...
Ovviamente vale per tutti, anche per me.



03/07/2018 20:28 Maria
Il fatto che Dio abbia castigato Adamo ed Eva per il loro peccato, se si crede alla Bibbia, e’ un fatto. E infatti noi uomini oggi non viviamo in uno stato “ edenico” , paradisiaco , di perfetta armonia e bene, di vita perfetta e libera della morte. Perche’ ? E’ la domanda che si fa un bambino di sette anni. Se tutto e’ co si’ idilliaco perche’ il male? Perche’ la morte? Questo e’ un fatto di cui noi stessi esperimentiamo la realta’ . Le teorie possono essere belle ma se non spiegano la realta’ non servono a nulla.
Il racconto biblico spiega benissimo la realta’ dell’ uomo e l’ entrata del male e della morte nel mondo : in principio Dio creo ‘ l’ uomo e lo mise nel Giardino di Eden, esente da peccato, da fatica, da sofferenza, da morte. . Ma poi ci fu una frattura, una caduta, una corruzione dell’ uomo: il male, la morte entro’ nel mondo. Come , perche’ ? Per un atto di disobbedienza a Dio.
Dio pero ’ Per. Sua infinita bonta’ ha voluto mandare suo Figlio, il Cristo, per salvare l’ umanita’ dal peccato , per “ riscattarla” dalla morte.
Che ci si creda oppure no questa narrazione tradizione ha una sua logica , interna , un suo senso.
Molto meno logiche e prive di senso c erte nuove interpretazioni: nessun peccato originale, nessun riscatto da parte del Cristo . Secondo questi modernisti Dio e’ sempre e solo perdono e misericordia, quindi che bisogno c’ era che Cristo si incarnasse per redimere l’ umanita’ ? Le incongruenze logiche cominciamo a farsi sentire: ma se Cristo non si e’ incarnato per redimere l’ umanita’ dal peccato, allora e’ solo un profeta, un maestro di morale come tanti. Non e’ il Salvatore. Ma se Cristo non e’ il Salvatore, lerche’ L’ uomo non e’ irrimedi abilmente corrotto, ma anzi buono di natura, come asseriva Rousseau, a che scopo la religione Cristiana? E cosi’ via: di incongruenza logica in incongruenza logica , se si nega il peccato riginale e la punizione susseguente, e si trasforma la religione Cristiana in una new age “ Love!Love Love” senza altri contenuti ,
allora chiedo a Gilberto Borghi Cristo cosa e’ venuto a fare? Delle lezioni di morale e di volontariato?



03/07/2018 18:28 gilberto borghi

Caro Ale.
sono motivi di salute, che perdurano tuttora, che mi hanno costretto a non poter essere in classe in tutto il secondo quadrimestre...
Rispondere ad un critica signifia non ammettere idee diverse? Da quando in qua...?




03/07/2018 17:51 Sara
"Ripresi: "Ecco l'uomo con Dio ha fatto lo stesso, ha cercato di prenderselo con la forza, senza aspettare che fosse Lui a donarsi a noi". Lo hanno capito subito."

Secondo me non si può paragonare la pedagogia divina con il sesso forzato, è più vicina all'idea della creata e del vasaio, tradizionalmente (soprattutto nella spiritualità Ignaziana) si tratta di interpretare gli eventi della nostra vita, anche quelli che ci sembrano dolorosi in questa prospettiva.

La stessa vicenda di Israele è l'emblema di questo percorso e in quell'ottica vanno interpretati gli episodi che richiamano la realtà del male.



03/07/2018 17:37 Ale.
"Lei che è insegnante...".
Già, è vero, è da un bel po' di tempo che Borghi non ci delizia più con l'anedottica delle sue classi.
Forse la nuova scuola non offre più degli spunti così interessanti, oppure il suo livello è tanto alto da suscitargli riflessioni sui massimi sistemi, che bontà sua condivide con noi.
Ma, da vero insegnante, non ammette che si abbiano opinioni diverse.
Fra ragazzi ci si darebbe del permaloso.

Nel merito, è vero che Dio ci ha creati, per amore gratuito, "a sua IMMAGINE e SOMIGLIANZA", ma l'Originale resta sempre e comunque - appunto - ORIGINALE.
E' quando ci si vuole fare UGUALI a Dio (sarete "COME" Dio), cioè eleggere noi stessi a supremo Dio, amando per primi noi stessi, che si fallisce lo scopo ( = si pecca): quello di riconoscerlo come Creatore, amandolo "con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua mente" (parole anche del Nuovo Testamento).
Parole dalle quali, tuttavia, l'uomo di oggi non si fa minimamente sfiorare.



03/07/2018 17:26 Sara
Nostra aetate scusate, è uscito un nuovo testo sull'ebraismo proprio di recente.
In ogni caso a me questa divisione netta tra Dio buono del nuovo e Dio cattivo del vecchio mi pare un po' scontata. Ci sono passi di grande tenerezza nel vecchio (Osea su tutti) ed estremamente duri nel nuovo (la parabola degli invitati a nozze ad esempio o dei vignaioli) .

Sulla pedagogia divina sempre di Wenin:

https://www.dehoniane.it/9788810206713-abramo-e-leducazione-divina

E anche per il versetto:

"Beato chi afferra i tuoi piccoli e li sbatterà contro la pietra” (Sl 137,9) " ha dedicato una lettura esegetica interessante:


http://www.settimananews.it/libri-film/i-salmi-censurati/

Giusto alcuni riferimenti velocissimi che mi sembrano doverosi.



03/07/2018 17:02 Dolvaso
Concordo. Grazie, prof.


03/07/2018 16:20 gilberto borghi
Per Sara.
Nostra Aetate non chiede una lettura meno cristocentrica dell'antico testamento. Chiede e realizza l'applicazione dell'assunto agostiniano: il nuovo nel vecchio è nascosto e il nuovo nel vecchio si manifesta". Pensi che GPII, nella mulieris dingitatem arriva a dire che quel "si manifesta" può essere inteso anche come "si manifesta come vecchio". Cioè che ci sono passi del nuovo testamento che ancora possono risentire delle logiche antico testamentarie. Il problema vero è quanto si deve dare peso alla novità di Cristo, non solo in termini di contnuto del vangelo, ma di logica di fondo nella gestione del rapporto con Dio. E' innegabile che su questo fronte ci sia una logica molto distante tra antico e nuovo, ma non è colpa di nessuno, è che Gesà Cristo fa saltare la logica dell'autosalvazione tipica del legalismo ebraico, perchè racconta un Dio che non agisce più con l'uomo secondo lo schema "do ut des".
Per Hermanin.
Non so che sperienza abbia lei di traduzione in catechesi di queste idee. A me è capitato di spiegare l'idea del peccato originale, come ho descritto nel post, ad una seconda superiore. Presi come metafora il rapporto di amore tra un ragazzo e una ragazza e dissi: se tu te la vuoi portare a letto e lo fai con la forza, pensi davvero di ottenre quello che vuoi, cioè il suo amore? E pensi davvero che dopo il tuo rapporto con lei resti uguale? Quanto sarebbe meglio invece aspettare che fosse lei a regalarsi a te per sua scelta, perchè ti ama? E lui mi disse: "Ah certo, non c'è dubbio, melgio la seconda". Ripresi: "Ecco l'uomo con Dio ha fatto lo stesso, ha cercato di prenderselo con la forza, senza aspettare che fosse Lui a donarsi a noi". Lo hanno capito subito.
Non era un critica a Maria l'essere d'accordo con Scalfari. Sono davvero interessato a capire.
Sulla pedagogia a proposito di punizioni. Nei primi anni del insegnamento davo via note e esplusioni dalla classe. Ottenevo la chiusura del canale di comunicazione e spesso poi gli studenti sceglievano di non seguire più la lezione. Non un grande risultato pedagogico, quindi. Poi ho scopero che si può anche utilizzare una metodologia pedagogica che non prevede castighi e punizioni. Esiste, si chiama patteggiamento e prevde che sia il ragazzo stesso, in anticipo a definire la sanzione che gli spetterà se infrange il patto. Funziona molto. E non ho più dato note, e saranno dieci anni almeno che non caccio fuori perosne dalla classe. Forse sono stato fortunato, può darsi. Ma io so che funziona, anche perchè mi sono fatto un lavoro enorme di ascolto e costruzione della relazione di fiducia. Metodo che non ho inventato io, capiamoci. Ora, se è possibile educare senza punizioni e castighi a livello umano, pensiamo davvero che Dio non sia capace di farlo? " Se voi che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il padre vostro celeste..." E anche qui si mostra come la vera questione è l'immagine di Dio che abbiamo in testa.



03/07/2018 15:25 Alberto Hermanin
Caro Borghi, nulla da eccepire da parte mia. Lei che è insegnante, darà però atto delle notevoli difficoltà di trasformare in catechesi i suoi condivisibili asserti. Ecco, in questo senso, e solo in questo senso, io condivido in qualche modo le preoccupazioni dei cd "conservatori" (per capirci, eh? io odio queste categorizzazioni politiche). Se è vero che le difficoltà non vanno scansate, anzi sono un banco di prova della fede, comprendo tuttavia alcune preoccupazioni. Direi che comunque è necessario un grande equilibrio, una grande calma: proprio il contrario di ciò che i ritmi frenetici del nostro tempo sembrano imporci, con l'ossessiva richiesta di semplificazione, semplificazione, semplificazione, per cui non di rado si getta via il bambino insieme con l'acqua sporca.
Escludo, peraltro, come pure leggo, che Maria voglia "attaccare l’amore di Dio e trasformarlo in un dio vindice". Che sia daccordo con Scalfari non mi sembra un elemento criticabile, non le pare?
A proposito poi di "punizione" mi piacerebbe - specificamente da lei, che è un insegnante - se potesse regalarci qualche riflessione sulla pedagogia di Dio. Se Dio è Padre, ne segue per logica che abbia un suo piano pedagogico, come ogni genitore....



03/07/2018 12:49 Sara
Un altro testo che consiglierei è del teologo spagnolo Ruiz de la Pena (che si è occupato anche di teologia della creazione).

https://www.ibs.it/l-altra-dimensione-escatologia-cristiana/mp/9788826301648

Chiaro, esaustivo ed equilibrato, davvero molto illuminante.



03/07/2018 12:37 Sara
1) La bibbia va letta a partire da Gesù Cristo. Tutto trova in lui interpretazione corretta. (Ha notato qualcosa di particolare nei testi citati da lei e dame sul Dio giudice implacabile, a proposito di questo?)

2) L’antico testamento va letto a partire dal nuovo e non viceversa (Ha notato?)



In questo modo però dimentichiamo che proprio il VATII ha incoraggiato una lettura meno cristianocentrica dell'antico testamento, (vedi Nova Aetate) il rischio è di ricadere nel vecchio antigiudaismo che considera Dio amorevole solo quello cristiano e scarica il male sul Dio ebraico.
Come fossero due divinità diverse

Detto ciò su questi argomenti ho letto belle pagine in un libro di Andrè Wenin che consiglio:

https://kairosterzomillennio.blogspot.com/2016/05/andre-wenin-saggi-di-teologia-biblica.html


Esistono da tempo esegesi dell'antico testamento di altissimo livello che possono aiutare a superare i vecchi pregiudizi.



03/07/2018 11:46 gilberto borghi
Evidentemente le sta antipatico l’amore del cuore tenero. Lei concepisce solo l’amore del cuore duro. Liberissima di farlo.
Se vuole la aiuto.
“Sterminerò dalla terra ogni essere che ho fatto” (Gen 7,4); “Dio ripaga nella loro persona coloro che lo odiano, facendoli perire; non concede una dilazione a chi lo odia, ma nella sua stessa persona lo ripaga”. (Dt 7,10); “Allora si accenderebbe contro di voi l'ira del Signore ed egli chiuderebbe i cieli” (Dt 11,17); “Mia sarà la vendetta e il castigo” (Dt 32,35); “Se per nostro castigo e correzione il Signore vivente si adira” (2 mac 7,3); “Tu mi hai castigato e io ho subito il castigo” (Ger 31,18); “Samaria espierà, perché si è ribellata al suo Dio. Periranno di spada, saranno sfracellati i bambini; le donne incinte sventrate” (Os 14,1); “Beato chi afferra i tuoi piccoli e li sbatterà contro la pietra” (Sl 137,9) “Giudicherà i popoli in mezzo a cadaveri, ne stritolerà la testa su vasta terra” (Sl 110,6); “L'angelo gettò la sua falce sulla terra, vendemmiò la vigna della terra e gettò l'uva nel grande tino dell'ira di Dio” (Ap, 14,19)
Sono felice di darle un godimento spirituale nel farle leggere questi testi, in cui lei riconoscerà certamente l’immagine centrale del dio che lei ha in testa.
Chi vuole usare la bibbia “pro domo sua” ci può leggere quelle che vuole.
Io seguo alcune regole, che la Chiesa ha codificato:
1) La bibbia va letta a partire da Gesù Cristo. Tutto trova in lui interpretazione corretta. (Ha notato qualcosa di particolare nei testi citati da lei e dame sul Dio giudice implacabile, a proposito di questo?)
2) L’antico testamento va letto a partire dal nuovo e non viceversa (Ha notato?)
3) Ogni passo va letto seguendo il genere letterario in cui è stato scritto. (genesi 3 è un racconto di genere letterario storico, ovvio!)
4) La chiave contenutistica di fondo è l’amore di Dio per gli uomini. (Ehi, qui si fa dura…)
Nel merito del suo commento, le faccio notare sommessamente che a nascondersi da Dio, per primo è l’uomo, che ha paura di Dio dopo il peccato. Faccia lei!
Un caro saluto
PS. Quindi lei è d’accordo con Scalfari! Interessante…



03/07/2018 11:06 PietroB
Mah... c’ è bisogno di guardie cherubini x attaccare l’amore di Dio e trasformarlo in un dio vindice?
Non basta il dolore innocente? Che genera una immagine ben peggiore, di un dio ingiusto e kattivo ?
Mistero.
Mistero x il cristiano
Mistero x l’ebreo
Mistero x l’islam
Allora?



03/07/2018 09:12 Maria
Interessante teoria che “ tutto e’ amore” quindi anche il peccato e’ amore e tutto si risolve all’ interno di atto d’ amore.
Resta da spiegare pero’ la conseguenza del peccato: Dio scaccia Adamo ed Eva dal Paradiso Terrestre e mette un Cherubino dalla spada fiammeggiante alle porte dell’ Eden, per i impedire ai due e ai loro discendenti di rientrare nel Giardino di Eden .
E’ il primo “ respingimento” della storia, il primo muro che separa, la prima porta chiusa. Ed e’ proprio Dio che ha creato Adamo, che caccia via Adamo dal suo cospetto.
Gilberto Borghi come interpreta questa “ punizione”? Non puo’ dire che i due progenitori si sono autoesclusi di propria volonta’ e se ne sono andati di propria volonta, ne’ arrampicarsi sugli specchi per dimostrare che Dio non c’ entra con questa punizione, perche’ Il racconto biblico e’ chiaro: sono stati scacciati, sono stati puniti da Dio .
Il peccatore non “ cade nel nulla” non viene annientato, ma viene scacciato , il che psicologicamente e’ anche oiu’ difficile da sopportare.
Qualunque peccatore preferirebbe essere annientato da Dio piuttosto che essere scacciato dal suo cospetto( Anche Scalfari in una recente intervista a Papa Francesco preferisce pensare che i malvagi siano annichiliti piuttosto che puniti) Per questo tutte le preghiere dell’ Antico Testamento pregano con vera nostalgia “ Mostrami il Tuo Volto! Non cacciarmi via dalla Tua Presenza! “
Come interpretare questo? O vogliamo censurare questa parte del racconto di Genesi, che forse per noi e’ la parte piu’ Importante?
Chi e’ il Cherubino dalla spada fiammeggiante messo a guardia di Eden? Non e’forse anche lui una Emanazione dell’ Amore di Dio che e’ anche giustizia? E la sua spada non richiama alla mente la “ spada a doppio taglio” che esce dalla bocca del Cristo nell’ apparizione a San Giovanni nell’ Apocalisse?



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Gilberto Borghi

Sono nato a Faenza all'inizio degli anni 60, ho cercato di fare il prete, ma poi ho capito che non era affar mio. E dopo ho studiato troppo, forse per capirmi e ritrovarmi. Prima Teologia, poi Filosofia, poi Psicopedagogia e poi Pedagogia Clinica... (ognuno ha i suoi demoni!). Insegno Religione, faccio il Formatore per la cooperativa educativa Kaleidos e il Pedagogista Clinico.... Lavoro per fare stare meglio le persone, finché si può... In questo sito provo a raccontare cosa succede nelle mie classi e a offrire qualche riflessione. E da qui è nato il libro pubblicato nel 2013 dal titolo: "Un Dio inutile".

 

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