Il tema del mese
Ma era una pillola oppure un placebo?
di Roberto Beretta | 09 luglio 2018
E' in atto un tentativo di dimostrare la continuità tra Humanae vitae e Amoris laetitia facendo passare l'idea che la contraccezione non era poi così "proibita" dalla Chiesa... Ma è corretto?

Dunque dell'Humanae vitae non abbiamo capito nulla. Siamo al 50° della contestata enciclica e confesso di essere assai perplesso di fronte al tentativo di presentare Paolo VI come, tutto sommato, non proprio contrario alla pillola.

Cosa cosa? Il papa che avocò a sé la scelta di seguire la relazione di minoranza, prodotta dalla Commissione pontificia che studiava la questione, anziché quella di maggioranza favorevole ai metodi artificiali, il papa che firmò il documento con cui si consigliavano alle coppie credenti i metodi naturali, sarebbe stato invece proclive alla contraccezione?!?

Così almeno sostiene Gianni Gennari, teologo e giornalista nonché ex sacerdote, in un'intervista a un collega che firma un volume anniversario sull'enciclica. «Pesò molto il fatto - dichiara infatti Gennari - che un gruppo ristretto di cardinali di Curia espressero di persona e con durezza (a Paolo VI) la loro catastrofica convinzione: toccare questo punto di dottrina e di disciplina voleva dire rovesciare del tutto la credibilità del magistero papale e della tradizione cattolica. E lui, delicato e rispettoso come sempre, decise per l'Humanae vitae»; però - spiega ancora il teologo ­- raccomandando di presentarla come «non garantita dal carisma della cosiddetta infallibilità»...

Da cristiano, da marito, da giornalista, da storico non posso che trasecolare: dunque sono vissuto per 50 anni senza capire che la Chiesa - in tutti i preti, professori e confessori che ho conosciuto - mi chiedeva esplicitamente un certo comportamento, ma in realtà che Paolo VI ne avrebbe voluto un altro! Sono veramente un fesso... Però mi consolo di essere in buona compagnia, perché l'Humanae vitae venne ferocemente attaccata da milioni di persone proprio sulla pillola: evidentemente non avevano capito nulla nemmeno loro.

Per carità, Gennari è padronissimo di ritenere - come poi effettivamente dichiara - di non essere «mai riuscito a farsi convincere che nella morale cattolica la differenza tra metodi cosiddetti naturali e metodi cosiddetti contraccettivi sia una scelta tra bene e male»; ma difficilmente riuscirà a convincere un qualunque cristiano medio che non sia stato proprio quello l'insegnamento della Chiesa in materia. Almeno finora.

E poi forse il teologo non si rende conto che la sua versione dei fatti comporta alcune conseguenze che forse forse per la Chiesa sarebbero peggio della semplice, umile ammissione di aver (eventualmente) cambiato idea, e cioè:

  1. Paolo VI apparirebbe come uno che cede alla paura di fronte alla possibile reazione «catastrofica» di una parte della Chiesa (peraltro fu proprio quello che avvenne, ma facendo ciò che chiedeva la Curia...)

  2. Ancora Paolo VI sembrerebbe disponibile a tacere una "verità" - o almeno quella che personalmente credeva fosse tale - per difendere la «tradizione»: accusa teologica pesantissima per un prossimo santo

  3. Paolo VI - sempre per "salvare" «la credibilità del magistero» - avrebbe imposto per anni a milioni di coniugi credenti una disciplina morale dura e difficile da capire e praticare: bell'esempio di crudeltà clericale

  4. Infine, per quanto riguarda noi cattolici sposati che magari ci siamo sforzati di osservare ciò che l'Humanae Vitae chiedeva (o credevamo chiedesse...), resta l'impressione di aver penato per nulla. Avremmo fatto meglio a prendere la pillola: in realtà la tollerava anche Paolo VI.

 

 

Questo articolo fa parte della serie dedicata a questo tema:

50 dell'Humanae Vitae: quale bilancio?

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12/07/2018 09:38 fab
Ricordo che molti dicevano all'inizio di questo pontificato che sarebbe cambiata "la pastorale" e il "linguaggio" e non la dottrina. Manco per niente. Oggi nessuno sembra ricordare queste posizioni ma è ormai chiaro che è proprio la dottrina, anche sacramentale (matrimonio, eucarestia, confessione manca solo in battesimo).

Io penso che il successore di papa Francesco avrà un difficilissimo lavoro da fare. Se si continua di questo passo dovrà essere presto convocato un nuovo Concilio Ecumenico e questo non sarà affatto "pastorale" come lo fu, pare, il Vaticano II. Ma un vero concilio dottrinale, come tutti lo furono nella storia, perchè oggi e a tutti i livelli, di dottrina si parla, di sacramenti, e di cose molto serie che sono al cuore del cattolicesimo.

Credo che l'intento finale di papa Francesco sia proprio questo: provocare l'esigenza di un nuovo Concilio. Ma non sarà indetto certo da lui.

Ma non sarà un concilio come tutti gli altri perchè non si occuperà di questioni nuove, ma dovrà contraddire, eventualmente, il passato: se ribadirà quello che il cattolicesimo ha sempre detto, papa Francesco sarà contraddetto, e questo non sarebbe tanto una novità; altrimenti avremo un vulnus assolutamente nuovo nella storia dell'intera Chiesa con conseguenze che nessuno può prevedere.



10/07/2018 18:06 Dario Busolini
(ANSA) - CITTA' DEL VATICANO, 10 LUG - Lasciare alle coppie la possibilità di una genitorialità "responsabile" attraverso l'uso dei contraccettivi, a partire dalla pillola: è quanto prevedeva un documento vaticano, 'De nascendae prolis', una enciclica mai pubblicata. Paolo VI pose il veto alla conclusione proposta da un gruppo di teologi e specialisti, chiamati a tradurre le istanze che erano arrivate dal Concilio Vaticano II.
Montini nel 1968 pubblicò dunque l'Humanae Vitae che ribadiva invece la dottrina dei predecessori e la liceità dei soli metodi naturali ai fini della contraccezione. E' quanto spunta dagli Archivi della Santa Sede, come scrive mons. Gilfredo Marengo nel suo libro di prossima pubblicazione, "La nascita di un'enciclica", edito dalla Lev. Marengo è docente al Pontificio Istituto Giovanni Paolo II e coordinatore della Commissione sulla Humane Vitae.



09/07/2018 15:50 Maria
Il tentativo di dimostrare la continuita' fra Humanae Vitae e Amoris Laetitia e' tanto corretto quanto lo fu il tentativo di mons.Vigano'di far passare il teologo Ratzinger come un estimatore dei teologi modernisti che avevano scritto i sette volumetti su papa Francesco.
A mons. Vigano'l'audace falsificazione ando'male, ma puo'darsi che a Gianni Gennari l'operazione vada bene.
Tanto Paolo VI e'morto e non puo'smentire c ome fece Ratzinger.



09/07/2018 12:12 Sara
Il problema è che l'HV non è solo un enciclica morale ma ha risvolti sociali notevoli: Sganciare il sesso dalla procreazione (sesso senza figli, figli senza sesso) ha aperto la vita anche alle biotecnologie fino all'utero in affitto, che non è questione morale ma etica: è giusto ordinare un altro essere umano? Comprarlo letteralmente.

Senza dimenticare il malthusianesimo verso i poveri ecc, Paolo VI è lo stesso della Populorum progressio, non capisco perché i progressisti si siano fissati solo con la storia delle lenzuola in camera da letto. E' una visione piccolo borghese.



09/07/2018 11:19 Paolo Basso
Articolo del tutto condivisibile.
Ritengo che la Chiesa, piuttosto che arrampicarsi sugli specchi sostenendo una continuità che non c'è, dovrebbe semplicemente ammettere di aver, negli ultimi 50 anni, sbagliato bersaglio: invece di legiferare sui dettagli di ciò che succede nel letto nuziale, si sarebbe dovuta concentrare sul significato di maternità e paternità responsabile e sulla scelta di apertura alla vita ( a 360°, non solo sui figli) dei coniugi cristiani.
P.B.



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