ROBE DI RO.BE.
La porta (cattolica) chiusa
di Roberto Beretta | 15 giugno 2018
Un piccolo episodio durante un cammino su una delle strade spiritual-turistiche oggi sempre più frequentate. Insieme a un tema oggi quanto mai di attualità...

Siamo un gruppo di pellegrini-camminatori, su una delle strade spiritual-turistiche che oggi sono sempre più frequentate, e - facendo il conto delle forze - abbiamo programmato una sosta meridiana presso un santuarietto mariano: luogo dove, di prassi, c'è sempre un po' d'ombra per ristorarsi.

Non è questo il caso, purtroppo. Il complesso è piuttosto vasto, ma non comprende zone alberate e il sole di mezzogiorno dardeggia in modo impietoso. Tutto deserto. Una di noi, più ardita, decide di suonare al campanello, per chiedere se per caso non ci sia una sala per accoglierci nell'oretta di pranzo al sacco.

«Ave Maria!», risponde all'apparecchio una giovane voce di suora o di novizia. Ma è l'unica parte positiva del dialogo. Il resto comporta invece una serie di dinieghi, giustificati dal fatto che quello «non è un ospizio ma una casa di formazione», che «la regola non lo permette», che «non ci sono locali disponibili», e così via senza mai aprire la porta. Beninteso: tutte motivazioni legittime e certamente vere, senza contare che non esiste nessun obbligo ad aprire le porte di una proprietà a chicchessia, pellegrini compresi (benché il fatto che il santuario si trovi su un «Cammino» di rilevanza nazionale qualche attenzione in più la dovrebbe suscitare...). E in ogni caso avremmo dovuto essere noi ad assumere informazioni prima della partenza sulle reali possibilità di ospitalità in loco.

I miei compagni però la prendono male. Sono tutti, o quasi, persone di lunga formazione cattolica, tuttora impegnati in opere di volontariato cristiano in parrocchie e associazioni cattoliche, e faticano a digerire la mancata accoglienza. Mentre proseguiamo il cammino in cerca di una zona d'ombra, cerco di stemperare raccontando l'apologo della «perfetta letizia» dai Fioretti francescani («Quando saremo a Santa Maria degli Angeli, bagnati per la pioggia e infangati e affamati, e busseremo e il portinaio verrà adirato e dirà: "Andate via"; e non ci aprirà... Frate Leone, scrivi che qui è perfetta letizia"), ma con scarso risultato: ciò che infastidisce infatti è essere stati respinti da religiosi, stride cioè la distanza tra il saluto iniziale e l'assenza - a nostro parere! - di comportamento cristiano conseguente (Tra l'altro, compulsando poi su Internet notizie sul santuario, scopriremo che è gestito da una congregazione religiosa devotissima ma discussa, al punto da essere stata commissariata da papa Francesco...).

L'episodio è certo piccolissimo, però mi sembra significativo narrarlo per due motivi. Il primo è far eco al "tema del mese": quanti di noi siamo "praticanti", magari osservanti scrupolosissimi delle varie "regole" e difensori accaniti della più stretta ortodossia, ma poi di fatto lontani dallo spirito evangelico (anzi, magari ci facciamo scudo proprio della tradizione o della "regola" più rigorosa per difendere la nostra tranquillità, di spirito e di beni).

Il secondo motivo è collegato ed è oggi di forte attualità: l'accoglienza. Il cardinale Ravasi nei giorni scorsi ha postato un tweet di nuda citazione del Vangelo ed è stato sommerso di improperi da altri credenti, mentre lo stesso ministro Salvini ha precisato che ritiene la chiusura dei porti ai migranti in perfetta coerenza col fatto di «avere sempre il rosario in tasca»... Non è obbligatorio essere cattolici. Ma, senza entrare in politica, credo che una domanda sulle conseguenze dell'esserlo davvero dovremmo farcela tutti.

 

 

20/06/2018 12:51 Giorgio Gatta
A me è successo qualcosa di simile pochissimo tempo fa.
Dall'inizio del 2017 sono un collaboratore di una congregazione religiosa tra le più note e importanti in Emilia Romagna e per una strana coincidenza del destino mi è venuta l'idea di chiedere se era possibile un'ospitalità in un convento che geograficamente sarebbe stato strategico per il mantenimento dei miei interessi in quella zona.
All'entusiastica prima risposta del Frate al quale avevo chiesto consiglio, è stato un susseguirsi di chiarimenti da parte mia nel tentativo di riportare le mie reali motivazioni.
Quel frate presso cui avevo confessato l'idea non riusciva a capacitarsi del perché insistessi nel chiedere una cosa simile.
Facendomi sponda al Frate Guardiano di quel convento, ne è sorto un colloquio telefonico alquanto sgradevole nel quale il mio interlocutore era trincerato su una sorta di linea difensiva ultrabarricata a cui non accennava il minimo avvicinamento, stando come unica intenzione quello di liberarsi di quella - per lui - fastidiosissima telefonata.
Ovviamente il tipo di risposte erano tutte dello stesso tenore come riportato dall'articolo di Roberto Beretta.
Non c'è stato modo di spiegare che io non ricercavo solo un mio interesse ma agivo esclusivamente in un ottica di condivisione, delle risorse che io potevo dare e a cui, nell'eventualità, poter attingere.
E non sto parlando di risorse economiche ma di risorse umane che attraverso le mie competenze professionali potevo dare a quel convento GRATIS, oltre ovviamente a una manovalanza generica!



15/06/2018 16:04 Francesca Vittoria
La porta cattolica chiusa. A parte il caso citato, io me sono sempre trovata bene nei pilori m in Terrasanta, anche quando c'erano soldati sui tetti e non c'era turista in giro. Ho dialogato benissimo con il personale arabo e mi sono trovata altrettanto bene con l'israeliano, ospitante. Andrei anche domani, tanto la Terrasanta e affascinante Gerusalemme da considerare Città di Dio e del mondo intero dovrebbe diventare per questo segno di Questa libertà, religiosa che invita alla friendness di quelli che la abitano e di quelle genti che sono interessati ai luoghi santi. Però qui si parla Ma se parliamo di casa nostra, mi viene di pensare che cosa sarebbe Rolando senza il Territorio del Vaticano! Le vestigia romane sono cose morte , di vivo gravitano i senza tetto i quali forse sono sostenuti per lo più da volontari di cuore e dalla Caritas questa presente in tutto il Paese. Quindi per quanto si tenda a voler di più, a vedere i santi che effettivamente ci sono proprio come sottolineato dal Papà in tutte quelle povertà portate avanti dalla fede dei semplici, da quelle persone che non stadi erano la croce ma la portano sulle spalle ogni giorno della loro vita, queste sono le persone che fanno luce a chi sta loro intorno . Uno si domanda ma vi è anche la risposta che effettivamente per essere così capaci uno Spirito Santo davvero esiste perché li sostiene una forza che è evidente quanto evidente e l'opposto ad essa tanto da annientare anche quel che resta di umanità. Per questo mi sento di aggiungere che malgrado quanto di meglio si vorrebbe ciononostante solo la Chiesa ha effettivamente la porta aperta, anche se là si trova chiusa in certe ore, certo naviga in una marea che che la blocca, ma c'è pur da confidare che Cristo compaia di nuovo a camminare su queste acque infide e non la faccia affondare. Grazie per questo extra


15/06/2018 11:31 Giuliano Sambusiti
Solo una riflessione con cognizione di causa essendo - nella circostanza - uno dei pellegrini-camminatori; l'episodio citato faceva seguito ad uno analogo dove invece l'abate che ci ha accolti ed accompagnati in visita all'abbazia, ci ha offerto una stanza peraltro antica e preziosa dove fermarci a consumare il pranzo e a fare la nostra quotidiana riflessione su uno dei punti della regola benedettina.
Mi viene solo da pensare che per uno che respinge ce n'è un'altro che accoglie e forse più d'uno; non so in questi tempi quale sia il saldo ma sono propenso a credere che nessuna forma di governo per quanto discriminante possa essere, può reprimere la natura benevola dell'animo umano dove, io immagino, possa manifestarsi la 'perfetta letizia' del cuore.



15/06/2018 10:00 Francesca Vittoria
Il Il card.Ravasi ha citato parola di Gesù Cristo e non è stata accolta, come venire S se da un altro mondo, infatti le cose di questo sono la nuda realtà che rispecchia la tendenza a difendere la propria tranquillità magari appunto come il tenere la porta chiusa anche per negare un posto all'ombra a pellegrini. Ma ci sono attenuanti? Siamo sinceri, si con i tempi che corrono poteva il gruppo essere ben altro visto la cronaca di tutti i giorni!,! questa realtà rende la gente più guardinga e anche più attenta a proteggersi da questi rischi. Il messo comunale che se portava un avviso per firmarlo si teneva la porta aperta,oggi si presentano alla porta con la stessa divisa, ma è meglio non sognarsi di aprire (sono fatti del giorno)..Il cittadino è lasciato solo, senza alcuna protezione, questa manca perché ormai sembra prevalga solo l'arraffare, la mira al denaro, da impossessarsi a qualunque costo anche con maniere forti, questo si sta verificando ad ogni livello e ambito! Si pensi all'insegnante picchiato a sangue come assalito da "belva" non uomo, per la bocciatura del figlio alunno che non ha studiato abbastanza! È ancora e di stamattina il titolo "Il Governo lo faccio io" Noi ci siamo fidati delle regole democraticamente adottate per un sembiante di rispetto (alle regole), pensante come cosa rispettosa del volere di certo numero di cittadini! Ma ci si domanda se questo Portone aperto a presunte degne persone, non sia stato un rischio fatto correre a tutti i cittadini in ossequio a norme di legge non più rispondenti ad assicurare la protezione dai rischi che oggi sembrano verificarsi, dove chi comanda e l'incompetenza e viene per questo pagata la competenza la quale si serve delle norme per attuare idee solo all'apparenza buone per tutti. Non era meglio guardare a scegliere prima le persone deputate con i requisiti utili ? Ad assicurare i buoni risultati piuttosto che obbedire a una legge rischiosa? Le suore non avrebbero dovuto prima di negare asilo magari vedere le persone? Gli sbarcati , come si fa a tenerli rinchiusi in serragli se è vero che per ognuno di loro la CEE versa un tantum! E come si fa a ignorare chi viene assorbito dal malaffare? E questo non è nascosto, e ignorato! È' questo moralità civile? Sono corone di misfatti che si pensa di trasformare in ave maria pretendendo che sia Lei con Gesù Cristo a sistemare, invece di sentirci noi responsabili per non voler affrontare i problemi, anche alzando la voce come queste dei blog, come la citazione del cardinal, come il lavoro rischioso di certi giornalisti che fanno aprire gli occhi ai tanti che inconsapevoli corrono il rischio di venire distrutti non solo depredati, Perché non c'è l'onesta' a difesa, e quest'altre virtù che albergano nella coscienza cristiana
Francesca Vittoria



15/06/2018 08:05 Pietro Buttiglione
Eziandio ancora una volta la”struttura” nn è nè all’altezza, nè coerente col Msg, nè utile alla Missio..
Asfaltiamole tutte, rase al suolo, ripartiamo da Lui...
Magari scopriremo che il Suo annuncio non è socio-manco immigrativo bensì umano/individuale/personale.. e, aprendo gli occhi su qs mondo e i suoi probl... vedremo come esso -nella sua liquidità sparpagliata- vuole solo Lui, aspetta solo il Suo msg, quello autentico.. singolarmente, Persona x Persoba, io ... Tu



15/06/2018 08:03 Sergio Di Benedetto
ho vissuto diversi episodi simili facendo Cammini. Fino alla risposta di un monaco di un noto e stimato monastero dei tempi nostri, il quale, a una richiesta di poter aver un poco di acqua fresca, rispose:'C'é la fontana in strada'... ho sperimentato la massima accoglienza ma anche il rifiuto da parte di religiosi... come sempre il 'prossimo' è colui che mi sta 'più vicino'


15/06/2018 01:13 Ale.
Mi soffermo un attimo sul solo titolo e sull'episodio che gli ha dato origine, e mi stupisco per lo stupore del gruppo e per le successive considerazioni infastidite, anche se posso capire lo stato d'animo.
Il fatto è che episodi simili capitano di frequente, e non solo in Italia né solo sulle vie di pellegrinaggio italiane.

Qualche anno fa, in gita parrocchiale a Vienna, nel primo pomeriggio il nostro gruppo suonò il campanello di un Istituto di suore, che via mail ci avevano confermato la disponibilità a "prestarci" per un'ora la loro cappella affinché il nostro parroco potesse celebrarvi la Messa. Dopo varie scampanellate, si attivò il citofono e una voce femminile piuttosto seccata rinnegò la mail dicendo che loro non facevano entrare nessuno, tanto meno gruppi.
E chi abbia percorso il Cammino di Santiago non può non ricordare le frequenti delusioni provate nel trovare chiuse le porte di quasi tutte le chiese nelle ore post-meridiane: aperte solo la mattina e in serata. E anche l'ombra, accanto a molte di queste, rimane un pio desiderio...
Capisco che per un "pellegrino-turista" non sia sempre facile informarsi preventivamente, ma purtroppo sono delusioni da mettere in conto, senza troppe dietrologie.



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Roberto Beretta

Roberto Beretta, giornalista e saggista. Ha scritto 25 libri, quasi tutti di argomento religioso, di «destra» (Storia dei preti uccisi dai partigiani , Il lungo autunno, controstoria del Sessantotto cattolico ) e di «sinistra» (Chiesa padrona , Le bugie della Chiesa). Gli ultimi lavori sono: Fake pope. Le false notizie su papa Francesco (San Paolo), Fuori dal Comune. La politica italiana vista dal basso (Edb), Oltre l'abuso. Lo scandalo della pedofilia farà cambiare la Chiesa? (Ancora) Ha due figli e ancora una gran voglia di dire la sua.

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