Questioni condominiali
di Stefano Camasta | 08 giugno 2018
Tutto questo gran parlare dei rapporti tra l'Italia e i Palazzi di Bruxelles non vi ricorda qualcosa?

Spett.le Amministratore,

ci dispiace disturbarla di nuovo, ma la situazione ha raggiunto un livello non più accettabile e ci vediamo costretti, noi che abitiamo qui da più tempo, a comunicarle per iscritto le nostre preoccupazioni. 

Come lei sa, non è facile vivere in un condominio, tanto più nel nostro, così grande e complicato. Certo ognuno ha i suoi difetti e possiamo sempre migliorare, ma quando è troppo è troppo! Immagino che abbia già capito: stiamo parlando dei condomini del piano rialzato. Lo so, non è la prima volta e ci scusi se insistiamo, ma lei lo sa che non è per pregiudizio che ci lamentiamo.

Non è mai stato tanto facile andare d'accordo con loro, è vero: quando cucinano gli odori arrivano fino al settimo piano (il soffritto ancora ancora, ma i broccoli, ha presente i broccoli?);  le pulizie di casa saranno affari loro, ma almeno il pianerottolo, lo vogliamo tenere pulito? E poi la differenziata: oh, ma non sarà mica tanto difficile distinguere carta plastica e umido, o no? C'è anche la faccenda del portone: lo aprono a tutti quelli che suonano, senza neanche chiedere chi sono! Va bene, qualcuno poi entra in casa loro, ma gli altri? Ti trovi degli estranei a vagare per le scale del condominio per fare non si sa bene che cosa! 

Ma lasciamo stare le questioni vecchie. Il fatto è che la situazione è precipitata da qualche anno, da quando abbiamo messo il riscaldamento condominiale centralizzato. È stata una scelta sofferta, lei lo sa bene, ma alla fine l'abbiamo sottoscritta in tanti. Anche loro! Maggiore efficienza, risparmio sui costi, sostenibilità ambientale... Tanti vantaggi.

Il patto però era: adesso che tutti paghiamo una quota comune e una quota sui consumi individuali, bisogna che ci diamo tutti una regolata. Allora: teniamo la temperatura a non più di 20 gradi di giorno; di notte la caliamo a 17; mettiamo i doppi vetri alle finestre così non disperdiamo... Insomma, lei queste cose le sa meglio di noi.

E adesso che cosa succede? Quelli del rialzato girano tutto l'anno in maglietta o canottiera (e allora che temperatura tengono dentro: 25°?); se passi sotto le finestre che danno sulla strada vedi che i doppi vetri ancora non li hanno messi e gli infissi sono quasi sempre spalancati estate e inverno (dicono che hanno bisogno di cambiare l'aria... boh?); la notte non so che temperatura abbiano messo, ma io non ho mai visto sbattere un piumino d'oca o una trapunta pesante... E poi, alle riunioni di condominio, quando lei ci presenta i conti, è tutto un piagnisteo: e la cifra è troppo alta, e le quote non sono equamente ripartite, e al rialzato il freddo si sente di più... Insomma: per loro pagare i conti è sempre una gran fatica. Allora cos'è, devono pagare gli altri anche per loro? Ma siamo matti? 

Ecco che veniamo al punto, lei ci scuserà: quelli del rialzato son sempre lì a pianger miseria! Dicono che non ne hanno, che c'è la crisi, che il condominio è troppo esoso... Ma un discorsetto sul loro stile di vita lo vogliamo fare o no?

D'accordo, poveracci, hanno debiti fino al collo: con la banca qui all'angolo della strada (dove poi, tra parentesi, abbiamo i conti correnti anche noialtri), con la grande banca del centro, perfino con gli altri condomini (non si può mica dire sempre di no a chi ti chiede...). Ma, dico io, se hai tanti debiti, cerca di vivere con un po' di sobrietà, no? E invece?

Allora, prima di tutto bisogna riconoscere che i genitori sono gran lavoratori, anche se per metà in nero (e poi si lamentano che le tasse son troppo alte...). I ragazzi studiano tutti, anche quello che ha ormai trent'anni, e di lavorare non se ne parla (dicono che non si trova: sarà vero, ma pare che di questo in casa non ne abbiano discusso quasi mai sul serio...); oh poi però tutti i fine settimana sono fuori con gli amici, già dal venerdì sera: ristoranti, macchina, motorino, aperitivi, vestiti firmati... e chi paga? Di nonni, Dio li conservi, ne hanno tre, tutti tra i settanta e gli ottant'anni: gente simpatica, cordiale, non c'è che dire, ma hanno smesso di lavorare almeno 15-20 anni fa e sono a carico! Poi naturalmente i signori del rialzato fanno la vita di tutti: tre automobili (suv compreso), iphone di ultima generazione, colf a giorni alterni, vacanze in resort... Da una settimana hanno comprato perfino un cane: sì, un bel labrador nero, che quando diventa adulto vedi quanto spendi per dargli da mangiare! Non vogliamo mica fargli i conti in tasca, per carità, ma con che soldi pagano, se hanno debiti per sette generazioni? Non si aspetteranno mica che paghiamo noi, per caso?

E veniamo alle ultime belle novità. Lei si ricorda, vero, che alle ultime riunioni condominiali mandavano lo zio, quel signore tranquillo e di buon senso (sembrava che dicesse: avete ragione, ma come faccio a farglielo capire? Datemi una mano anche voi...). Ma da qualche giorno pare abbiano cambiato idea e alla prossima assemblea vogliono mandarci un cugino, un giovanotto come quelli di oggi: "so tutto io, zitti che vi spiego come funzionano le cose!". Passando vicino all'uscio dell'appartamento ho sentito volare frasi pesanti: "Adesso ci devono ascoltare, quelli là, oppure si torna al riscaldamento autonomo! Basta con queste imposizioni! Abbiamo diritto di fare come ci pare!" e cose del genere. 

Mah, speriamo siano soltanto smanie giovanili, sfoghi passeggeri... Lei, Signor Amministratore, potrebbe fare qualcosa? Potrebbe metterci una buona parola con questi del rialzato? Sa, in fondo, pur con tutta la fatica che si fa ad andare d'accordo, il nostro condominio è costato tanti sacrifici e rispetto alle casette di prima non c'è paragone. Sarebbe un peccato sciuparlo! 

Ringraziandola come sempre per la pazienza e la disponibilità, la salutiamo cordialmente.

 

Firmato:

Signora Germana
Signora Franca
Coniugi Ben e Lux
del Condominio Europa
Via dell'Unione 27 (già 28)
1957-2018 UE

 

 

14/06/2018 02:43 Francesca Vittoria
Se c'è una cosa che è sbagliato fare quando si lamenta o si protesta di un disturbo o comportamento che reca danno a un condomino e il ricorrere a Toni impositivi Senza prima aver valutato le conseguenze, non solo, ma anche aver previsto come affrontarle. È' molto importante usare un linguaggio "polite" good manner," se si vuole raggiungere un risultato conciliante da ambe le parti. Se il riferimento è quello che riguarda gli sbarchi sulle coste più vicine di migranti, penso che tutta la materia debba essere ridiscussa insieme con tutti i "condomini europei" in quanto ciò che magari era stato regolato tempo fa non può essere più valido oggi per il mutato afflusso , per cui esperimentato quanto di impegno organizzativo oggi si conosce, l'esperienza ha insegnato a come sarebbe più riprogrammare e dettare regole nelle quali vi sia un consenso collettivo ,! Questo se si vuole tenere conto dell'importanza dell'Unione! Un semplice cittadino ritiene sia da sconsiderati da irresponsabili irrigidirsi su una dialettica verbale provocatoria, serve domandarsi se prima di rompere le relazioni si sia pensato cosa si fa da soli e anche sopratutto, dare conto del proprio operato ai cittadini che vanno doverosamente consultati prima di avventurarsi in decisioni personali in quanto le conseguenze delle guerre sono sempre i cittadini a dover patire le conseguenze. Il cittadino del 2018 non intende subire gli errori dei cittadini politici a cui ha magari dato o anche non dato il voto, e sa vedere se vi è saggezza o meno di coloro che sono deputati o meno o in quale misura, a prendere decisioni per conto di altri.
Effettivamente essere condomini in un continente ricco di culture diverse e di storia richiede tenere sempre presenti gli ideali che sono alla base dell'edificio/ Unione di Paesi ognuno dei quali deve rendere conto e tenere in conto il bene dei propri cittadini dai quali ricevere consenso.
Francesca Vittoria



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Stefano Camasta

Stefano Camasta è del 1966, è sposato, ha tre figli e non è ancora stanco di insegnare nella scuola media bolognese. Dopo un decennio d'impegno politico nel suo quartiere, ora si dedica maggiormente alla famiglia, alla scuola e alla parrocchia. Nel (poco) tempo libero legge o suona la chitarra. A scrivere ci pensa sua moglie, giornalista, lui lo fa d'impulso e molto raramente. Tranquilli.

 

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