E se davvero ripartissimo da Sturzo?
di Diego Ruggiero | 24 maggio 2018
Cento anni fa se un Papa chiamava all'impegno in politica, trovava laici che organizzavano partiti e sindacati. Oggi invece trova solo professori che scrivono libri

Le parole del cardinale Bassetti all'Assemblea generale della Cei sfuggono alle tentazioni del pulpito e della geremiade rispetto all'attuale contesto politico sociale dell'Italia nel 2018. Il cardinale alla facile - "non difficile" dice lui - denuncia di quello che non va, sostituisce tre domande che val la pena rilanciare:" Ma non credete, cari Confratelli, che anche nel contesto attuale ci siano ragioni fondate per dire che la partita non è persa?  Non credete che le radici siano buone e il Paese più sano di come spesso lo si dipinga? Non credete che, non solo non siamo semplicemente allo sbando o alla deriva, ma ci sia ancora tanta disponibilità per il bene comune?"

La domanda penso che dobbiamo porcela un poco tutti, soprattutto noi laici impegnati nel tessuto ecclesiale o in politica.

Così continua il Cardinale: " Gli spazi che la dottrina e il magistero papale ci hanno aperti sono enormi ma sono spazi vuoti se non li abitiamo". Ed infine, dopo aver richiamato l'imminente centenario del'appello ai Liberi e Forti di Sturzo, Bassetti indica anche una risorsa: "nessuno può negare che nelle migliaia di Comuni italiani ci sono persone che senza alcuna visibilità e senza guadagno reggono le sorti della nostra fragile democrazia"

Questa prolusione offre ancora una volta la misura di un fatto: attualmente il magistero lancia forti segnali di apertura, ma pare che il contesto italiano sia poco recettivo. Perchè?!

Il Papa invita i laici ad impegnarsi nella politica con la P maiuscola. Ma il cattolicesimo italiano pare fermo al palo.

Ripensandoci mi veniva un'amara considerazione: 100 oppure 80 anni fa, se un Papa chiamava all'impegno, trovava laici che organizzavano partiti e sindacati, oggi invece trova solo professori che scrivono libri. Eppure quanto ci sarebbe bisogno di un rinnovato impegno organizzato dei cattolici!. Ci vorrebbero in effetti partiti con la P maiuscola e non le formazioni leaderistiche e personalistiche attuali. Formazioni politiche organizzate intorno ad una robusta cultura politico-sociale che, almeno per noi cattolici, vanta 100 anni di storia e tradizione, come ci ricorda Bassetti.

Fa strano osservare questa mancanza di iniziativa, specie in un momento in cui il ritorno al proporzionalismo sta ricreando in Italia le condizioni in cui 100 anni fa don Luigi Sturzo propose il Partito Popolare.

La risposta a quel "perchè?!", me la son data: forse l'attuale classe dirigente del cattolicesimo impegnato va ri-generata e ri-formata. Ci vorrebbe una vera e propria ri-generazione del cattolicesimo politico, partendo da un approccio spirituale e concreto per ri-avvicinare i cattolici italiani alla Politica intesa come vocazione e missione. In ogni diocesi ci vorrebbero  "laboratori di indirizzo all'attività politica" (non scuole), dove chi fosse interessato possa, attraverso momenti di approfondimento ed il confronto con esperienze concrete del territorio, scoprire e coltivare in se questa alta vocazione e missione al bene comune. Non abbiamo bisogno di luoghi dove si insegna a fare politica (quella si impara facendolo con un difficile apprendistato), ma di luoghi dove i laici impegnati possano scoprire questa alta vocazione e si sentano accompagnati a coltivarla. L'impegno nella Politica con la P maiuscola non si risolve nella gratificazione di un voto alle elezioni comunali. Infatti confrontarsi tra loro e con persone che possano aiutarli a riscoprirsi: questo servirebbe a quelli che Bassetti chiama persone che senza alcuna visibilità e senza guadagno reggono le sorti della nostra fragile democrazia nelle migliaia di Comuni italiani

Accanto a questo percorso formativo e vocazionale di carattere ecclesiale, non scarterei più aprioristicamente - come ormai si fa da Loreto 1985, una discussione su un partito con la P maiuscola, una formazione laica aconfessionale di ispirazione culturale cattolico-popolare (come voleva essere il partito Popolare di Sturzo di cui a breve festeggeremo i 100 anni) che riprenda i temi attualissimi indicati anche da Papa Francesco. Ne elenco qualcuno:

1) Il Popolo come insieme di "cittadini" chiamati a costruire il Bene Comune

2) L'esperienza di sinodalità come speculare alla esperienza di partecipazione politica in cui tutti possono e debbono esprimersi e concorrere al bene di tutti;

3) L'esperienza di partito, in una accezione dossettiana, come comunità politica educante che sappia dare una coscienza al Popolo della sua vocazione

4) La centralità di idee come la lotta alle povertà e l'ecologia integrale

5) Il tema del Lavoro come luogo di crescita dell'umano e non come semplcie fonte di guadagno.

Lo so! Qualcuno leggendomi storcerà il naso, perchè mancano tanti temi e la proposta è molto discutibile o schierata. Ma mi chiedo e chiedo a chi mi legge: perchè non discuterne?!  

 

30/05/2018 05:09 Francesca Vittoria
Chiedo scusa. Ma cogliendo la buona volontà, mi domando se intanto non sia da sostenere quella persona degna di ogni rispetto e che è messa alla berlina per un stare fermo a quei principi che in questo blog si discute. Il Presidente della Repubblica e anche persona stimata senza carica e nell'esercizio del suo ruolo lo sta dimostrando avendo agito nel massimo rispetto delle regole eppure nel momento che ha fatto salvi e necessità di tutto il Paese, lo vediamo assalito da più parti in modo ingiusto. Credo che uno debba sentire il dovere morale di essere solidale ai principi i unità e solidarietà che tengono unito il nostro Paese a gli altri che tanta faticosa storia unisce, Per questo è partendo dall'oggi ognuno spontaneamente non si stia alla finestra a guardare il proprio cosa conviene, Mi sembra che questo non ha bisogno di essere partito o iscritti ma soltanto avere a cuore con la persona il bene del proprio paese.
Francesca Vittoria



25/05/2018 11:22 Dario Busolini
Per la verità già Paolo VI, ai suoi tempi, notava che c'era abbondanza di libri e scarsità di buoni esempi, quindi la triste situazione attuale ha radici e cause di lungo periodo ed ora come ora lo spazio per i cattolici è davvero ridotto al lumicino. Ma se alla crisi dei partiti che hanno fatto seguito alla DC e al PCI succedesse presto anche quella, come penso, del "governo del cambiamento", forse si verrebbero a creare di nuovo le condizioni per una presenza politica di matrice cattolica. Perché questa possa realizzarsi, però, non basta la buona volontà di qualcuno che, con tanto sacrificio e pochi mezzi, come alle ultime elezioni, qua e là riesce a creare delle liste in prossimità del voto ottenendo risultati dello zero virgola. Occorrono decisioni e scelte precise da parte dell'Episcopato, anche a rischio di divisioni, testimonial credibili e, purtroppo, l'investimento di una notevole somma di denaro, perché strutture sul territorio e campagne di comunicazione costano molto e richiedono tempi lunghi. Intanto, però, concordo con l'autore: è il caso di riparlarne e ripartire da Sturzo.


24/05/2018 09:34 Pietro anti-lega ma aiutiamola a cambiare
Quanti anni fa Martini diceva qs cose?
Imo se nn si cambia tutta la “politica” ... mission impossible!!
Circa 20 anni fa ci fu una “iniezione” di cattolici in politica. ..Buttiglione, .. è rimasto! Gli altri sono skappati tutti via lamentando l’inutilità della “missione” ( uno era anche presidente di commissione giustizia🤡)

Qui a Carrara, giunta 5S, l ‘altro gg ho visto un consiglio comunale in streaming.. Che strazio!che noia! Poi ho letto sui giornali le proteste xchè ad un consigliere di opposizione dopo NOVANTA minuti regolamentari gli è stata tolta la parola!!
Fratelli qui, da anni, siamo più che alle fake news.. alle “hate news”! Mi sovvengo di Prodi mortadella!! L”unico Presidente CEE avuto! Messo lì a ricostituire una Commissione corrotta! Ricostruire, si, ma dalle fondamenta.. quindi dopo aver usato le ruspe!



24/05/2018 07:08 Francesca Vittoria
1 il popolo chiamato........ma sarebbe oggi riferito a quello della sfilata delle donne che sostengono la 194. . .?Perché questo è una realtà di oggi , molto seguita.,Le famiglie, non la famiglia. Unioni a formare una società è contratti a formare un governo. Per fare una politica cattolica bisogna essere prima veri cristiani , e mi pare non vi sia nessun De Gasperi dopo di lui e tanto meno oggi. Sembrava che nei precedenti governi ce ne fossero, almeno ci tenevano dichiararsi tali ma se erano non hanno fatto lievitare la pasta, e a parte lo sport che calamita tutto l'entusiasmo , questo si tocca i giovani e fa il paio con le band musicali, con i risultati che parlano da soli . Il Paese e progredito nel debito pubblico, nell'esportazione di vini, in tendenza alla corruzione, e consumo di droga. I diritti sono garantiti ad ogni singola persona, nei limiti di spesa per quanto riguarda assistenza ai bisogni e questa si è fatta nel tempo via via più pressante e con l'aumento dei poveri e fonte di malcontento sociale. il Paese per tutto questo ha seri problemi da affrontare che richiederebbero non solo esattori delle tasse, ambizioni e mire al potere così marcate da provare avversione, un senso di frustrazione per quanto da questo sarà conseguente. Ooggi abbiamo molti Nicodemo, per questo a taluni manca il pane e si invoca giustizia., per questo non si vede speranza di bene comune e non sarà con l'assistenza listo che si farà tacere la povertà che tante nuove libertà hanno generato. Una nuova cultura pervade e prevale su quella cristiana Nella società, scienza e fede sembra cammininare parallele, non solo ma la prima oltre che apparire farò di genialità ha dato origine a un fiorente mercato di strumenti e cose diventate sinonimo di sviluppo e indispensabili alla vita moderna nonché fonti di ricchezza la quale aumenta per pochi e fa mancare del necessario a molti. Forse il fatto che vi siano meno nascite bilancia la mancanza di lavoro per tutti sopratutto con l'avvento della automazione e l'invenzione del software che crea tycoon e gente che ricorre a azioni illecite per vivere. Si Cristo dovrebbe venire Lui anche oggi, perché sembra che la Chiesa, i dodici apostoli, oggi non facciano proseliti, tanto il potere che discende dal l'aver denaro convince di un paradiso oggi qui, dell'altro promesso da Cristo, pochi ci credono , è venuto meno il desiderio di un mondo cristiano , quel mondo che è vita oggi, domani è sempre, quello incarnato giustamente in quel nucleo di famiglia sorretta da una anima di amore vero capace di dare vita, tramettere cultura futuro, programmare opere sociali perché frutto di una creativita che viene dai sentimenti di autentica umanità civile, e non la barbarie di comportamenti cui tutti i giorni la cronaca ci informa e invita a seria riflessione.
Francesca Vittoria



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Diego Ruggiero

Diego Ruggiero (Benevento, 1975), felicemente sposato con Ornella. Ha due figli: Marta e Giuseppe. Avvocato, da anni è impegnato nella pastorale della propria parrocchia di San Michele e nell'Azione Cattolica della diocesi di Cerreto-Telese-Sant'Agata De Goti. Ama suonare la chitarra, la politica e l'Azione Cattolica.

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