Nell'arte
Di energia e di scioltezza
di Gian Carlo Olcuire | 20 maggio 2018
Di queste “specialità” dello Spirito abbiamo bisogno per relazionarci agli altri, in modo da sollevarne i pesi e condividere il gusto delle altezze

 

IL DONO DELLO SPIRITO SANTO

(vetrata di fratel Éric de Saussure, 1962, Taizé, chiesa della Riconciliazione)

 

«[Lo Spirito] mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà» (Gv 15,26-27; 16,12-15)

Il cielo, in cui gli apostoli - nel giorno dell'Ascensione - perdono gli occhi (ma non la speranza), nel giorno di Pentecoste s'intravede appena. E il suo colore celeste, considerato freddo dai parametri scientifici, viene illuminato e scaldato dal rosso di un uccello di fuoco.

A compensare la momentanea uscita di scena di Gesù, è confortante che arrivi dall'alto questa mescolanza di vento, di fiamma e di colomba, ovvero di energia e di scioltezza, capace - coi suoi doni - di tenere più uniti cielo e terra, aprendo nuove strade verso Dio e verso i fratelli.

Benché sembri occupare tutto lo spazio, non è invadente, lo Spirito. È, semmai, pervasivo: come un profumo impregna l'ambiente, infiltrandosi dove non sappiamo e donandosi indiscriminatamente, al punto da non lasciarci vedere su chi discende. Se l'artista evita di mostrare Maria e gli apostoli, è a significare che il dono è tuttora in azione e si posa, oggi come allora, «anche sui pagani» (At 10,45).

Il fatto di saperlo presente negli altri, ci facilita nel dare e nel chiedere perdono. Lo Spirito infatti - come un preparatore atletico - ci fa capire che ogni sforzo è vano se manca lo slancio verso i fratelli. E se manca la voglia, che ha lui, di non far pesare i peccati: in altre parole, la voglia d'essere leggeri e di far sentire leggeri. Sa bene, lo Spirito, che il perdono non è una leggerezza, ma sa che bisogna cercarlo a ogni costo, puntando a divenire creature nuove. Ricorda la colomba di Noè, quella che gli aveva fatto la soffiata che il diluvio era finito e che la vita poteva ricominciare.

 

 

21/05/2018 13:19 Francesca Vittoria
Per la precisione , questa celebrazione con altare infiorato, cosa inusuale e che mi ha stupito, , ha avuto luogo nella mia parrocchia. Chiedo scusa per lo scritto che quasi mai rileggo, e aggiungo che naturalmente è una questione di fede, non importa , una precisazione perché non si confonda con le fattucchierie, che tanto imperversano e che trovano buon terreno nella credulità semplice. Dalla Chiesa ci si aspetta una cultura adulta, approfondita. Sempre a voler chiarire quanto precede, per quanto si riferisce la conoscenza del Padre, l'antico Testamento e Sofia fondamentale alla quale fa seguito il Nuovo. Questo è importante per conoscere e creare quel dialogo che tra Chiese diverse sembra indispensabile sopratutto in quanto a costruire la Pace che altrimenti rimane un sogno se non costruita nel dialogo. Quello che è il lavorio diplomatico laico-politico arriva non tanto lontano e richiede tempi lunghi che vanno oltre le necessità le quali sono immediate. Per cui se le Chiese sono ben ispirate da un comune spirito di fratellancpza, possono anche influire in modo benefico a vantaggio dei popoli tutti. ' E la realtà che viviamo che va considerata in modo reale, non presentata per come conviene, non frutto di fantasia, impressioni, suggestioni interessi di parte ma verità

Francesca Vittoria



21/05/2018 10:20 FranceaVittoria
Lo Spirito è una delle tre personedella Santissima Trinità , la più vicina a noi ma anche la più lontana nell'immaginario, dipende da quanto è avanzata la nostra conoscenza in religione, per questo mi sembra che la chiesa quotidiana dovrebbe far avanzare la conoscenza perché il fedele se ne possa avvalere nel bisogno. Ieri Pentecoste mi pare di aver assistito a una solennizazione di questa Persona che di solito viene nominata nella funzione della cresima, ieri lo Spirito è stato invocato per l'Unzione dei malati, qualcosa di nuovo per stringere un rapporto ravvicinato con la vita umana fatta di tanti più bassi ch alti. Da questa iniziativa a viene di pensarne altre,. Se lo Spirito Santo non viene molto ricordato, almeno umanamente parlando, Gesù Cristo sembra più concreto, Il Padre appare un po' più in alto ma come Padre esiste, lo Spirito invece pur essendo disceso e agisce, e motore nella nostra vita e forse il meno ricordato dal fedel, quindi se a parte la cresima, l'Unzione forse oggi ci sarebbe bisogno di invocarl o per tante altre circostanze . Guardiamo per esempio a quanto la gente oggi ha bisogno di essere incoraggiata, ad aver speranza, quanto difficile e anche la vita di chi lavora per incomprensioni, invidie, lotta acida di sentimenti che sono all'origine delle tragedie quotidiane ormai, che anche il benessere non argina, le povertà inaridiscono gli animi, non c'è una visione ottimistica del futuro che la moderna concezione di libertà ha accresciuto e addirittura demolito quelle certezze che in passato ancorate a fede sono state pilastri della società . Oggi lA società privata della cellula fondamentale che è la famiglia secondo Cristo, è fatta di tanti individui soli, che si sentono privi di sostegno, tranquillanti che la medicina offre in aiuto, non curano l'animo e se una persona va alla deriva, o è disperata non è sempre per cose materiali ma molto di solitudine morale. Ecco dunque che La Chiesa potrebbe chiedere l'aiuto dello Spirito Santo un po' più spesso, in circostanze vicine a chi vive . eE'Gesu Cristo che ha detto "è meglio che vada perché venga il Paraclito" In effetti questo fuoco può raggiungere ogni essere che cammina sulla terra come è stato nel Cenacolo , traduce ogni lingua , ascolta ogni uomo dovunque, pregarlo più spesso forse incide a far sentire la divinità più reale è presente cui ricorrere nel bisogno. E siccome di questo il bicchiere tutti l abbiamo colmo è dappertutto, in ogni angolo della terra, forse è giunto il momento di avvalercene e la Chiesa di proporlo.
Francesca Vittoria



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Gian Carlo Olcuire

Gian Carlo Olcuire è un grafico. Che si sente realizzato quando riesce a far guardare le parole come se fossero immagini e a far leggere le immagini come se fossero parole. Lavora soprattutto per il mondo cattolico ed è appassionato di linguaggi, soprattutto dell'uso (o abuso, disuso, riuso) che se ne fa nel mondo cattolico.

 

 

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