Alfie e gli Elfi
di Chiara Bertoglio | 24 aprile 2018
Mi torna alla mente uno dei brani più belli che siano stati scritti, lo sconvolgente Lied Erlkönig di Schubert su testo di Goethe. Anche qui c'è un bambino gravemente malato, anche qui c'è un padre che fa di tutto per salvarlo e galoppa nella notte e nel vento per portarlo in salvo

Io sto con Alfie.
Per un gran numero di ragioni, solo pochissime delle quali sono direttamente correlate con la mia fede cristiana.

Sto con Alfie perché è un essere umano che ha diritto alla vita. Come tutti gli esseri umani. Se non affermiamo con la massima forza e senza equivoci che nessuna vita umana può essere soppressa, creiamo un pertugio attraverso il quale si può far rendere non punibile ed impunito qualsiasi assassinio, qualsiasi genocidio, qualsiasi atrocità.

Sto con Alfie perché nessuna vita umana è, come dicevano i nazisti, "una vita non degna di essere vissuta". Alla vigilia del 25 aprile, in cui si festeggia e si celebra la sconfitta di un'ideologia di morte, i Paesi più "progressisti" (quelli che contribuirono proprio a liberarci dal nazifascismo) sono apripista di un'ideologia altrettanto mortifera. Come i bambini di Auschwitz, Alfie è un innocente, condannato a morte perché la sua vita è ritenuta "futile", indegna di essere vissuta.

Sto con Alfie perché il dovere dei medici è curare, non uccidere. Perché fornire nutrimento e ventilazione ad un paziente disabile non può mai essere considerato "accanimento terapeutico". Perché con Alfie siamo tutti in pericolo, quando la fragilità, la disabilità o l'età ci renderanno deboli e dipendenti da altri, e il nostro diritto alla vita potrebbe essere scavalcato in nome di un'economia spietata e di una falsa, subdola benevolenza.

"Alfie's best interest", il migliore interesse di Alfie, secondo i medici dell'ospedale non è continuare a vivere circondato dall'eroico e commovente amore dei suoi genitori, pronti ad accogliere la sua incantevole e fragilissima vita. Il suo "miglior interesse" è essere soppresso, a dispetto di tutti coloro che gli vogliono bene.

Mi torna alla mente uno dei brani più belli che siano stati scritti, lo sconvolgente Lied Erlkönig di Schubert su testo di Goethe. Anche qui c'è un bambino gravemente malato, anche qui c'è un padre che fa di tutto per salvarlo e galoppa nella notte e nel vento per portarlo in salvo. Il bambino, nel delirio, vede e sente il "re degli elfi": che, detto così, sembra un'affascinante creatura delle favole. Ed effettivamente il re degli elfi promette con voce suadente al bambino di portarlo nel suo regno, dove verrà cullato dalle sue figlie, che danzeranno per lui. Ma il bambino, con l'acutezza e la sensibilità degli innocenti, riconosce la falsità e la perversa malvagità del re degli elfi, che non vuole il suo bene. Il padre sì, e galoppa, e continua a correre nella notte; il re degli elfi vuole solo il suo male, rivestendolo di mielosa benignità. E infatti, quando il bambino, istintivamente, rifiuta le sue avances, il re degli elfi "gli fa male": "se non vuoi, ti prenderò con la forza".

Come il re degli elfi, lo Stato vuole "prendersi cura di noi" e stabilire dov'è la nostra felicità; noi dobbiamo aggrapparci con tutte le forze a chi realmente vuole il nostro bene, e a chi difende il nostro diritto alla vita.
Il nostro, quello di Alfie, quello di tutte le persone malate e disabili. Se no, il 25 aprile 2018, avrà vinto il nazismo.

 

 

IL RE DEGLI ELFI

Chi galoppa così velocemente nella notte e nella bufera?
E' il padre col figlio;
tiene il bimbo tra le braccia,
lo stringe saldamente al petto, lo tiene al caldo.

«Figlio mio, perché così impaurito nascondi il volto?»
«O padre non vedi tu il re degli elfi?
Il re degli elfi con la corona e il mantello»
«Figlio mio è soltanto una traccia di nebbia».

«Fanciullo mio caro, vieni, vieni con me!
Bei giochi desidero fare con te;
fiori variopinti e numerosi sono sulla riva;
mia madre ha molte vesti d'oro».

«O padre, padre mio, non ascolti tu,
quanto il re degli elfi mi promette ora con voce somessa?»
«Sta tranquillo, riposa tranquillo figlio mio:
è soltanto il vento che freme tra le secche foglie».

«Vuoi venire con me caro fanciullo?
Le mie figlie già ti attendono premurose;
le mie figlie danzano un ballo notturno
e cullandoti ballano e cantano per te».

« O padre, padre mio, non vedi là lontano
le figlie del re degli elfi nel luogo più oscuro?»
«O figlio, o figlio mio, vedo benissimo dove tu dici,
sono i vecchi salici ad apparire così grigi».

« Io ti amo e sono affascinato dal tuo dolce viso,
e se tu non vieni di spontanea volontà, farò uso della forza».
«O padre, o padre mio, ecco che mi afferra con le sue mani!
Il re degli elfi mi ha fatto male ».

Il padre inorridito, galoppa veloce,
stringe tra le braccia il figlio che geme,
raggiunge con fatica ed ansia il cortile di casa;
ma tra le sue braccia il bimbo era morto.

(Traduzione di Luigi Bellingardi)

 

27/04/2018 02:42 Francesca Vittoria
----Leggo un pensiero di Papa Ratzinger che estrapolato dal suo contesto originale mi aiuta a meglio definire il mio pensiero ulteriore circa il perdurare di una drammatica situazione dolorosa che due giovani genitori stanno vivedo. A comprendere del perché tanta riluttanza da parte delle autorità di quel Paese,di restituire il figlio ai suoi genitori… “c’è il pericolo che la ragione, la cosiddetta ragione occidentale, sostenga di avere finalmente riconosciuto ciò che è giusto e avanzi così una pretesa di totalità che è nemica della libertà”- Per il caso:ci si domanda: ^, Se la medicina ha provato e dato completa risposta delle condizioni del paziente, , non si comprende perché il trasferire il caso alla Corte di Giustizia per un ulteriore parere alla domanda dei genitori di riavere il loro figlio. Invece di restituire il paziente ai loro genitori, per ogni altra ulteriore decisione essi intendano prendere in rispetto al diritto di libertà.! Speriamo che Dio sollevi a qualcuno la pietra che sigilla i sentimenti del cuore”
Francesca Vittoria



25/04/2018 19:30 Chiara Bertoglio
Grazie, Alberto! Non ci resta che sperare, pregare, e non avere mai timore di dire la verità. Un abbraccio


25/04/2018 18:56 Alberto Hermanin
Cara Chiara scusami se ci torno su, solo per chiarire. Sono totalmente daccordo anche sulla tua replica. Purtroppo il pertugio è bello che aperto: ma io la penso esattamente come te.


24/04/2018 19:35 Paolo Monti
Mai letto un articolo così bello su questo sito. Complimenti, sottoscrivo totalmente!!


24/04/2018 16:38 Chiara Bertoglio
Grazie mille a Francesca Vittoria ed Alberto.
Ad Alberto, tuttavia, vorrei dire che senz'altro trovo aberrante che un ospedale decida la morte di un bambino contro il volere dei genitori, ma comunque, secondo me, non dovrebbe essere proprio possibile a priori privare una persona malata e disabile di nutrimento e idratazione. In alcuni casi (e purtroppo ce n'è stato uno anche in Italia...) un genitore ha chiesto e ottenuto la sospensione della nutrizione per la propria figlia, mentre c'erano alcune persone che si sarebbero prese cura di lei.
La società in sé dovrebbe farsi carico della vita, sempre e comunque, e difenderla senza ambiguità; altrimenti, come scrivevo, si apre un pertugio attraverso cui tutto può passare. Grazie di cuore!



24/04/2018 15:22 Alberto Hermanin
Molto bello il Lied, e del tutto condivisibili in toto le tue parole. Per incidens, a decidere sul fine vit di un minore non dovrebbero essere i genitori? Ma che razza di follia è questa?


24/04/2018 15:22 Francesca Vittoria
Sostenere chi è nella prova come questi genitori anche con la musica, la poesia, ma che bello, che pensiero alto, da sperare che le note giungano all’Altissimo con la nostra preghiera perché ancora perché c’è Lui speriamo in un miracolo! Ma quale? Ci è impossibile dirlo certo però che io spero nella coscienza umana, sia che le persone credano sia se hanno dei sentimenti qualcosa li guidi a superare i propri per una generosità nei confronti dei sentimenti di due genitori. E’ la seconda volta che si affaccia questo problema in modo estremo. Se posso una riflessione: la ricerca è di molto avanzata anche nel campo della medicina, si dispone di adeguata strumentazione , si può opporre resistenza al progredire di malattie ancora sconosciute, e questo da speranza tanta speranza come in questo caso; per un cristiano la vita è cosa divina fin dalla nascita e chi ha il coraggio di porle fine se questo non avviene in via naturale? Si direbbe che per il fatto che si ricorre alla scienza, a usare i mezzi che questa mette a disposizione, il paziente diventa non più soltanto della famiglia naturale ma anche di quella scientifica, per cui il medico o i medici, come in questo caso, si assumono la decisione ultima in base ai risultati e secondo loro opinione anche a favore del paziente. Ma fin che vi è vita vi è speranza, la speranza è l’ultima a morire, …..ed è proprio così che un genitore non cessa di sperare, una persona che ama fa tutti i tentativi anche quelli che ad altri sembrano impossibili risultati. Il Santo Padre fa bene a ingrandire l’ospedale Bambin Gesù, perché anche questo asilo per i casi impossibili è oggi necessario – dove la scienza ha raggiunto i suoi confini è umano, è caritatevole, vi sia la possibilità al genitore di nutrire la speranza che viene dettata dall’amore. Alfi , alfiere per la vita sosteniamolo , e speriamo gli venga magnanimamente di fare ancora un viaggio verso questo Ospedale che lo accoglie
Francesca Vittoria



24/04/2018 14:01 Chiara Bertoglio
grazie mille, Pietro!


24/04/2018 11:57 PietroB
Gustato su tweeter ( VN nn funge👹)
Semplicemente meraviglioso! Gustato in modo naif il cantante!! Un incanto!
Anche a Chiara compliments x accostamento 😇😇l



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Chiara Bertoglio

Chiara Bertoglio è una giovane concertista di pianoforte, musicologa, scrittrice e docente italiana. Laureata e dottore di ricerca in musicologia, ha scritto diversi libri e numerosi saggi per riviste specialistiche italiane ed internazionali, partecipando come relatrice a convegni prestigiosi (ad Oxford, Londra, Roma etc.).

Impegnata nell'approfondimento dei rapporti fra musica e spiritualità cristiana, ha pubblicato libri sull'argomento; inoltre, scrive articoli e libri non musicali per diffondere storie positive di speranza. Svolge intensa attività didattica privatamente ed in importanti istituzioni italiane ed estere, sia come docente di pianoforte sia come musicologa.

Gli articoli che pubblichiamo su Vino Nuovo sono tratti dal suo blog. Per conoscere meglio (e anche ascoltare) la sua attività di musicista www.chiarabertoglio.com

 

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