ROBE DI RO.BE.
«Vado a prepararvi un posto»
di Roberto Beretta | 17 aprile 2018
Quanto è più sobrio e indeterminato il Vangelo nel descrivere l'aldilà, rispetto all'immaginario elaborato da artisti e teologi nella storia della Chiesa. E questo oggi dovrebbe dirci qualcosa

«Vado a prepararvi un posto». Riflettevo domenica sotto le volte di un ottocentesco chiesone lombardo ed avendo nelle orecchie l'eco suddetta del Vangelo festivo: la cupola affrescata riproduceva la solita «gloria» celeste, con tripudio di angeli e nuvole corrusche, e io mi chiedevo se davvero questo è il paradiso.

«Vado a prepararvi un posto»: quanto è più sobrio, e indeterminato, il Vangelo nel descrivere l'aldilà, rispetto all'immaginario elaborato da artisti e teologi nella storia della Chiesa! Un immaginario che però tuttora condiziona - consciamente e (soprattutto) no - il nostro modo di pensare per esempio i novissimi (tra cui appunto il paradiso), ma in fondo tutti o quasi i contenuti della fede, inducendoci a teorizzarli in maniera chissà quanto rispondente davvero al messaggio cristiano.

Per fare un caso che non riguarda l'ambito visivo: che cosa vuol dire, oggi, «salvarsi l'anima»? Ha ancora senso, nell'attuale cultura che ha recuperato in moltissimi modi (biologico, psichico, antropologico, psicanalitico...) l'unitarietà della persona, insistere su tale espressione - eppure è proprio quella che continua ad essere usata correntemente se non esclusivamente nella pastorale? E quanto tale visione "dualistica", secondo me superata, condiziona la concezione stessa del cristianesimo in tantissimi di noi, nella maggioranza dei credenti?

Ancora: io mi sento a disagio nel sentire ancora affermare, come pure era comunissimo fino a non molti anni fa, che lo scopo della nostra vita sarebbe «dar gloria a Dio»... Certo, tutto si può spiegare nel giusto contesto e anche questa tradizionale espressione, ben illustrata e circoscritta, potrebbe tuttora conservare la sua verità di fondo; ma perché complicarsi la vita in spiegazioni di secondo e terzo livello, a quale scopo obbligarsi a usare immagini che necessitano comunque di complesse e forse poco convincenti precisazioni, anziché cercare di bel nuovo altre simboliche, diverse modalità più rispondenti alle forme culturali odierne?

La mia tesi è che il cristianesimo "di base" si nutra tuttora, a oltre mezzo secolo dal Concilio, di un immaginario non solo datato, ma fuorviante per le categorie di pensiero attuali, in tal modo perpetuando una fede ormai molto lontana non soltanto dalle acquisizioni della scienza teologica, ma pure da un'effettiva rispondenza alle esigenze, alle domande degli uomini d'oggi.

Non si tratta di demolire la "tradizione", e nemmeno di rendersi acquiescenti ai diktat della modernità (come spesso accusano di fare alcuni ambienti cattolici conservatori), bensì di aver voglia di affrontare senza fideismi e con metodo aggiornato le questioni della fede, in modo cioè serio così come si conviene a esseri pensanti e viventi nel loro tempo. Senza pararsi pigramente (e comodamente) dietro alle nuvolette che scorrono sul cielo di una cupola dell'Ottocento, col pretesto che siano l'unico modo possibile di dipingersi la salvezza annunciata dal Vangelo.

 

 

22/04/2018 19:25 Francesca Vittoria
….Vado a prepararvi un posto»: quanto è più sobrio, e indeterminato. Già quanto è più sobrio e indeterminato che la visione di tanti cieli, angeli e tutto quanto l’immaginifico del poeta, del pittore ha dipinto di bellezza la sua immaginifica interpretazione delle scritture, per quelli che guardano in alto, pregando per la loro cultura, ma perche si ritengono fuorvianti per il pensiero attuale, datato per l’up to date concezione della religione? Ha ragione c’è così tanta ignoranza non colpevole in fatto di religione che perfino negli innocenti talk show emerge , infatti si sapeva molto delle sacre scritture al livello di cresima qualche decennio fa, oggi Abramo Mosè la famiglia di Gesù Cristo, Egli stesso è meno conosciuto e non per colpa della Chiesa. Ho assistito a una lezione di catechismo oggi e devo ammettere quanta fatica richiede parlare a dei bambini che non per colpa loro o perché si dicono diversi da ieri, ma se non hanno nessun riferimento alle spalle che avvalori ciò che viene loro insegnato e proposto a credere, può essere o apparire “leggenda”. I cieli sopra i cieli, angeli e santi osannanti effettivamente fantasia artistica che appare distante oggi con tutta una realtà che prima non si sapeva e oggi la cronaca ci riporta di cattiveria, una dissoluzione individuale e sociale in nome di un diritto a libertà dove la coscienza non trova posto, contratti che durano quello che durano , perché quell’amore predicato da Gesù Cristo , la sacralità della vita, sembra impossibile ad essere rispondente per quello che è l’uomo di oggi che va sulla luna ma ancora muore di fame , infatti gli impegni sono signature, che impegnano presto si possono sciogliere . Quell’”andrò a prepararvi un posto “ non può che corrispondere a quei cieli e nuova terra nuova delle antiche scritture, parole non dubitabili!.e ognuno se li può immaginare come vuole.. lo è stato sia per l’uomo di generazioni fa che per quelli che credono oggi, semmai saranno quelli che sono incapaci di ammetterne la verita , inquinata da sentimenti opposti, . Lourdes si è reso visibile, abbiamo visto miracoli da uomini di Cristo, non solo Papi, ma don Bosco, ma Teresa di Calcutta, San Francesco ma quelli che sono oggi tra la gente dove si muore sotto le bombe Quelli che si battono contro le ingiustizie sono anche sacerdoti e perché mai vengono nominati eppure sono quelli che con altri si fanno a fianco di chi subisce ingiustizia , pur attivi in ogni campo della società più bisognosa, La Chiesa esiste non per le funzioni, ma Cristo. si presenta nell’uomo di oggi ancora in tanta umiltà non “fa colpo” non se ne parla, non si esalta in tutto quanto uomini di Chiesa e non fanno, e se lo fanno è in nome di Cristo che per questo esiste e va esaltato, si è giusto venga detto quel “danno gloria a Dio” perché lo stesso Gesù Cristo ha detto le stesse parole “glorificami o Padre perché il tuo nome venga glorificato”. Certo è molto concreta quella parola, il verbo”gloriare “ non è certo incensare, cerimonie liturgiche, non credo lo vorrebbe, ma dargli gloria secondo i suoi comandamenti, semplicemente e questo costa per un semplice uomo, deve tradurre quello che vorrebbe in qualche cosa di diverso, anche se difficile, anche se sacrificante ma è il fare non soltanto a se stessi ma secondo un amore che anche viene dall’alto, . Nella famiglia, nella politica e nella società. Lo vediamo noi questo oggi?.....Le domande dell’uomo di oggi? ma sono le risposte disattese, che amareggiano che non sono convincenti, incomprensibile è come mai nella scuola si stanno verificando casi di comportamento tanto shoccanti da ambe le parti, minaccioso da parte di studenti nei confronti di la violenza entra dove si dovrebbe imparare rispetto, lealtà, ideali Sono domande che sembra nessuno si ponga eppure più che preoccuparsi dei cieli di Gesù Cristo dipinti da pittori che non avevano colori bastanti a significarli. ai poveri cristi che subiscono una realtà tanto distruttiva, sottoposti a una presunto interesse verso una politica che è talmente vuota di speranze da parte di cittadini che almeno alzando gli occhi possano sperare che il bello esiste e esisterà così come anche ognuno se lo può immaginare .
E quanto tale visione "dualistica", secondo me superata, condiziona la concezione stessa del cristianesimo in tantissimi di noi, nella maggioranza dei credenti?Ogni uomo è stata con la vita l’ anima, e si dobbiamo salvarcela , come? dipenderà dalle nostre scelte, farla diventare persona, la nostra originale, perché Cristo è vivo in anima e corpo.
Francesca Vittoria



18/04/2018 16:24 Maria

“Non si tratta di demolire la Tradizione” .
Tranquilli anche con tutti i vostri sorsi non riuscirete a demolire la Tradizione ( che e’ diversa dal tradizionalismo) perche’ la Tradizione viene da Dio e non puo’ essere demolita da forze umane. Ci hanno provato nelle varie epoche storiche le filosofie atee e le eresie, l’ illuminismo e il comunismo,
i luterani e i modernisti. Niente da fare: tutte queste forze sono tramontate e la Tradizione esiste ancora.
Per questo mi fanno ridere quelli che oggi credono di fare la “ rivoluzione” della Chiesa come se fosse cosa loro. Poveri illusi, la Chiesa non es’ vostra da poterla rimodellare a vostro piacimento! Vi scontrerete anche voi con un potere che e’ SOPRA di voi e allora direte “ E’ terribile cadere nelle mani del Dio vivente!




18/04/2018 14:28 Andrea
Gentile Pietro
Per timore di Dio non mi riferivo alle rappresentazioni che i cristiani hanno dato di Dio.
Bensì come affrontare le questioni che i giorni di oggi ci presentano.
Forse nella Tradizione possiamo trovare metodo e risposte.



18/04/2018 10:06 Pietro Buttiglione
Il mio suggerimento x capire cosa significhi “Timor di Dio” è di riferirsi a cosa significasse x Gesù ebreo..
Neanche nominarlo ! o raffigurarlo! Il peggior peccato era il sostituirsi a Lui!
OK. Dio si è fatto Uomo. Quindi possiamo raffigurarlo ( anche se certe idealizzazioni alla Kowalska fanno pena..).
Ma possiamo inventarci rappresentazioni che Lui nn ci ha dato? Questo sarebbe il suo “Timor di Dio”??
No. Se ben riflette il Beretta invoca proorio maggior Timor di Dio.



18/04/2018 10:05 Sara
Discorso che torna nell'ultima sfilata di Gucci:

"L’atmosfera da sala operatoria riflette il lavoro dello stilista che desidera tagliare e ricostruire materiali e tessuti per creare una nuova personalità. Una scelta, quella di Gucci, per raccontare che «noi stessi siamo i dottor Frankenstein delle nostre vite». Cosa significa tutto ciò? Che sia una metafora del taglia e cuci del lavoro dello stilista? Oppure del taglia e incolla che ognuno di noi compie ogni giorno (anche e spero) su se stesso? «Ho voluto riprodurre l’effetto Dottor Frankenstein. Ormai, tendiamo a cambiare il nostro corpo per adeguarlo al profilo che vorremmo. Il mio stesso lavoro è chirurgico come tutte le professioni creative. Per non parlare della chirurgia estetica. Ma da qui all’ipotesi di cambiare parti del corpo come fossero borsette, il passo è ancora un po’ lungo», ha dichiarato Alessandro Michele che per questa sfilata si è ispirato al Manifesto Cyborg scritto da D.J. Haraway nel 1984."

https://www.maioranomagazine.com/2018/03/01/gucci-by-gucci-sala-operatoria/

Il corpo come una borsetta da cambiare o una materia da plasmare a piacimento.

Un po' di dualismo c'è...



18/04/2018 10:01 Sara
A proposito di anima; prendo da Ravasi e Avvenire (e Avvenire è il giornale del cattolicesimo di base):

"«Il concetto di anima, quale è stato usato nella liturgia e nella teologia fino al Vaticano II, ha in comune con l’antichità altrettanto poco quanto il concetto di risurrezione. Esso è un concetto specificamente cristiano» e, proprio per questo, non può facilmente essere abbandonato o espunto dalla riflessione teologica. Tirando, allora, le fila del lungo itinerario teologico sull’oltrevita cristiano, riconoscendo le difficoltà di una sintesi che riesca a far combaciare prospettive differenti, potremmo tentare un bilancio molto essenziale. L’anima, nella tradizione cristiana, è stata sempre concepita come una realtà personale distinta, ma intimamente vincolata alla corporeità con la quale dà origine alla creatura umana. Neanche nella morte si assiste a una totale cancellazione di questo rapporto con la materia corporale, ma a una sua trasformazione, di difficile determinazione e descrizione. Il nesso è, infatti, trasferito su un nuovo piano ove cadono spazio e tempo e ci si inoltra nell’oltrevita, nell’eternità e nell’infinito, ove non c’è più né "prima" né "poi"."


https://www.avvenire.it/agora/pagine/aldila-fra-immortalita-e-risurrezione

Secondo me non è particolarmente vero invece che il pensiero laico attuale abbia completamente superato la visione dualistica tra anima e corpo. Riaffiora in molte questioni bioetiche (ricordate il "finalmente libero" per DjFabo che rimanda ad una concezione platonica per cui l'anima è prigioniera di un corpo che non riconosce).
Anche negli studi di genere con l'insistente svalutazione della compenente biologica della persona a scapito di quella emotivo-intellettiva.

Gira e rigira sono sempre gli stessi concetti che ritornano (magari sotto nuovo forme).



18/04/2018 09:12 ANDREA
Gentile Roberto,
Le propongo un suggerimento: Il Timor di Dio
Una volta si parlava del Dono del Timore di Dio….. come erano saggi un tempo! Questo dono ci richiamerebbe alla realtà dei nostri limiti. Ci aiuterebbe a richiedere con umiltà gli altri doni che lo Spirito Santo è pronto a infonderci. La Misericordia per esempio. Il Timor di Dio ci aiuterebbe a capire che quando si ama Dio non solo si supererebbero le ansie dell’oggi e del domani ma ci aiuterebbe ad amare il nostro prossimo.



17/04/2018 16:51 Alberto Hermanin
Sono sconvolto: io da sempre con i miei poveri futuri sposi non parlo altro che di nuvolette sulle quali cantare il gloria. Non avrei mai pensato che potesse essere una prospettiva noiosa. Non è questo il paradiso? Ma dai, davvero?
Il popolo bue invece è tutt'ora convinto che di questo si tratti, naturalmente. Ciao, eh?

PS Comunque da un bel pezzo le cupole con gli angioletti sono passate di moda....spesso sostituite da opere d'arte ahimè persino più brutte...per quanto possa sembrare difficile. Però, non disperiamo perchè è giusto dire che qualche buona parola l'architettura moderna ha saputo anche dirla.



17/04/2018 11:26 Sara
A proposito oggi America (la snobbissima rivista dei gesuiti americani) scrive:


Did Benedict XVI predict the rise of Trump and fake news?


More than 13 years ago, in a homily given at the conclave that would later elect him Pope Benedict XVI, Cardinal Joseph Ratzinger spoke of a growing “dictatorship of relativism that does not recognize anything as definitive and whose ultimate goal consists solely of one’s own ego and desires.” The urgent call for a return to truth-based religion, far from repelling the cardinals, distinguished Ratzinger as the frontrunner for papal office.

Ratzinger’s papal platform did not prove broadly appealing. The secular pundits of the last decade often ignored his warning as the scare tactic of a dogmatist unable to adjust to the benign pluralism of a world that had, in keeping with Kant’s rallying cry, “dared to think.” I doubt the pope emeritus has much energy nowadays to follow the many instructive ironies of the Trump era; but if he did, he might take just the tiniest bit of satisfaction in seeing not just the religious right but also the secular left denouncing a growing “dictatorship of relativism.” Ratzinger’s distinctive emphasis on freedom’s need for truth, in other words, may have come not too late but too early to find a bipartisan hearing in the United States."

https://www.americamagazine.org/faith/2018/04/16/did-benedict-xvi-predict-rise-trump-and-fake-news



17/04/2018 10:34 Sara
Il tradizionalismo non è cristianesimo di base ma un fenomeno tipicamente postmoderno che esprime una reazione e un rifiuto al cristianesimo di base (quello si secolarizzato, in grado di offrire solo una pappetta insapore come direbbe Cacciari https://www.google.it/amp/s/m.huffingtonpost.it/amp/2017/12/25/i-cristiani-sono-i-primi-ad-aver-dimenticato-il-natale_a_23316262/)
Se il tradizionalismo (vicino al fenomeno dei born.again) e' una reazione alla secolarizzazione che gli offri a fare uteriore secolarizzazione dato che è da li che fuggono?
Per risolvere un problema devi capire da dove viene.



17/04/2018 09:34 Sara
https://www.queriniana.it/libro/il-mistero-della-trasformazione-61

Oppure questo. Prima di criticare l'escatologia (stupenda) bisognerebbe conoscerla..



17/04/2018 09:32 Roberto Beretta
Grazie del consiglio, Sara. Ma se legge più attentamente, qui si parla del livello popolare, dell'immaginario vulgato. E appunto di quanto sia distante dai portati della teologia attuale. Buona giornata!3


17/04/2018 09:08 Sara
E leggere qualche testo di escatologia più recente prima di scrivere??

https://www.letture.org/il-futuro-dell-universo-cosmologia-ed-escatologia-francesco-brancato/



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Roberto Beretta

Roberto Beretta, giornalista e saggista. Ha scritto una ventina di libri, tutti di argomento religioso, di «destra» (Storia dei preti uccisi dai partigiani , Il lungo autunno, controstoria del Sessantotto cattolico ) e di «sinistra» (Chiesa padrona , Le bugie della Chiesa ). L'ultimo è appena uscito e si intitola La santa puttana. È assessore alla trasparenza e alla sicurezza della sua città, Lissone, per una lista civica. Ha due figli e ancora una gran voglia di dire la sua.

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