Dinamite e malinconie
di Susanna M. De Candia | 07 aprile 2018
Non è il vuoto a far paura, quanto il suo prolungarsi o la sensazione che non ci sia nulla (o abbastanza) per cui valga la pena lottare, andare avanti, protendere al futuro, senza scoraggiamenti e delusioni

Le numerose possibilità che il tenore di vita attuale concede a tutti, ai giovani in particolare, non esime questi ultimi da paure e sofferenze. Le domande di senso a volte diventano ossessioni e tormenti e muovono quasi sempre da un bisogno di stabilità, di natura eterogenea. Vale la legge della compensazione ma non dell'esclusione: chi ha un lavoro soddisfacente può compensare la mancanza di affetti consolidati, chi ha relazioni radicate può non sentirsi realizzato a livello personale; aver ottenuto un successo in una dimensione non esclude la ricerca di pienezza per le altre ancora parziali.

Non è il vuoto a far paura, quanto il prolungarsi dello stesso o, meglio, di quella sensazione che non ci sia nulla (o abbastanza) per cui valga la pena lottare, andare avanti, protendere al futuro, senza scoraggiamenti e delusioni. Come fosse inutile continuare a credere, coltivare i sogni, mettere in pratica il Bene Comune, provare a rivoluzionare il mondo con la gentilezza e l'onestà. Perché il profitto personale, gli obiettivi individuali, i successi immediati hanno "sempre" la meglio. In quest'ottica, lo studio finisce per ritardare le scelte professionali, la cultura è contorno, la coscienza critica un motivo di sofferenza. E il tempo che passa provoca affanno: le scadenze sociali ci inducono a fare i conti con noi stessi (età in cui si concludono gli studi e ci si immette nel mondo del lavoro, bandi per finanziamenti per Under35, tappe "tradizionali": lavoro, matrimonio, figli).

La tendenza a lasciarsi andare, ad accontentarsi, a ripiegare su rotte semplificate sta orientando la vita di molti giovani. Sovente, infatti, si trovano a scegliere il meno peggio, ridimensionano le aspirazioni e barattano la felicità col senso di appagamento e benessere, che quieta l'ansia ma non l'inquietudine di chi aspira all'autentico.

La filosofia preponderante è quella del "tutto e subito", ma ogni grande traguardo merita tempo e attenzione, pazienza e dedizione, a costo di sacrifici e risultati apparentemente nulli. I social si trasformano in "sfogatoi" o "pozzi dei desideri". Quasi fosse più semplice scaricare insoddisfazioni o lanciare speranze in luoghi non tangibili, piuttosto che mettersi d'impegno e combattere per chi e cosa si ha a cuore.

Siano monito le parole di don Tonino Bello (che a sua volta cita Papini): «Non chiudetevi in voi stessi, ma sprizzate gioia da tutti i pori. Bruciate... perché quando sarete grandi, potrete scaldarvi ai carboni divampati nella vostra giovinezza. Incendiate, non immalinconitevi.» Il giovane è dinamite, ha la possibilità di mettere a soqquadro il microcosmo in cui si muove, riempire gli spazi che frequenta di energia e vitalità, di speranze, di grandi tensioni, di volontà tenaci e occasioni non considerate. In questo modo non si spreca la vita, non si perdono opportunità, si vive appieno. Anche papa Francesco ci invita ad avere coraggio: «Chiedetevi: oggi, nella situazione concreta che sto vivendo, che cosa mi angoscia, che cosa temo di più? Che cosa mi blocca e mi impedisce di andare avanti? Perché non ho il coraggio di fare le scelte importanti che dovrei fare? Non abbiate timore di guardare con onestà alle vostre paure, riconoscerle per quello che sono e fare i conti con esse.» (Messaggio Gmg 2018)

Ogni difficoltà nella vita, di un giovane soprattutto, ha una collocazione provvisoria.

 

Articolo pubblicato in "Luce e Vita"*, a. 94, n. 12, 25 marzo 2018, p.7

*settimanale d'informazione della diocesi di Molfetta Ruvo Giovinazzo Terlizzi


 

 

11/04/2018 10:07 Francesca Vittoria
Uno diventa vecchio anche se è giovane quando sta ad aspettare di ricevere, quando dice a se stesso "vorrei ma mi manca questo o quello, che fatica dover tanto studiare e sente il bisogno di distrarsi ,di sopportare la noia che lo assale con le distrazioni e magari aspettando i soldi dai famigliari che possono anche enon averne ..manca una riflessione seria a sentire prima se stessi,fare i conti con le proprie capacità e avere interesse a raggiungere degli obiettivi verso i quali si prova entusiasmo perché senza questo il sacrificio da mettere in conto pesa e anche molto. È' il sacrificio il motore , si impara molto e si acquisisce esperienza, da esso, si provano le emozioni del superare le difficoltà e anche soddisfazione e gioia per se stessi ma anche con chi ci si trova a condividere. Ogni obiettivo raggiunto anche modesto apre a un altro, uno non ha bisogno di mostrare soddisfazione sorridendo sempre come appaiono anche certi politicanti a mo di sentito ottimismo e sicurezza, uno è soddisfatto dentro e non ha bisogno di apparire "facetta" ridente . La persona matura e giovane dentro e ricca sempre di iniziative molto motivata da ideali che non vanno confusi con le ambizioni personali che non sempre portano lontano . Giovanni Paolo ll a un evento dei giovani pur non sorretto da buone condizioni di salute, l'ho sentito rispondere "ma io sono giovane" e lo credo, è stato maestronell'insegnare cosa significa essere giovane anche in età e con acciacchi,,,!!, come è con quanta vigoria decideva anche fatiche in tempi impervi per i suoi tentativi evangelici, iniziative non diplomatiche ma che riteneva tentare per un bene da raggiungere.....Sarajevo, la sua Polonia, i cari amici dei giorni difficili, il Suo Signore da servire nella Chiesa nel mondo, sempre in affanno con guerre come oggi. È comunque anche oggi ci sarebbe da non dormirci sopra come sembra il silenzio pieno di attesa aspettando che a decidere siano pochi invece di sostenere gli ideali di pace anche esprimendo un democratico parere , invece di mirare a obiettivi bassi che non sollevano le sorti di chi ha bisogno non soltanto oggi ma a salvare il domani. Dare e far lavorare menti e braccia non altro . Per questo ci sarebbe così tanto da fare altro che domandarsi a che cosa farne della vita....Forse una umile preghiera a che si faccia luce in cuore e mente a avere entusiasmo per contribuire a essere semi produttivi nel terreno fertile e non della attuale società
Francesca Vittoria



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