Nella letteratura
La soglia dell’eccesso
di Sergio Di Benedetto | 25 marzo 2018
Entrare nella Settimana Santa rileggendo la Passione con le lenti dello spreco, guidati da alcuni versi tratti dal “Miguel Mañara” dello scrittore lituano Oscar Milosz.

Domenica della Palme, domenica di Passione. La liturgia ci prepara agli eventi centrali della nostra salvezza dandoci subito, sulla soglia, il programma dello spettacolo: si inizia con una donna che porta un vasetto di alabastro in casa di Simone il lebbroso, si conclude con un corpo deposto in un sepolcro, privo della rituale unzione.

La Settimana Santa si apre con un nardo prezioso, eccesso senza apparente motivazione, «spreco» senza senso e senza comprensione, e si chiude con un olio mancante laddove era richiesto dal rito, perché non ci sarà l’unguento per il cadavere del crocifisso.

 

Mi piacerebbe rileggere così la passione di Gesù, secondo la categoria dello “spreco”, perchè tutto è eccessivo nei giorni della Passione. Eccessivo il comportamento di Gesù, del traditore, dei discepoli, di tutti. Ma ancora, più di tutti, e il Cristo qui umiliato che eccede nel suo sprofondare.

È uno spreco, un eccesso, un inatteso che mi turba, perché scardina metri e valori umani a cui sono affezionato.

Ma questo eccesso è per la vita: viene unto un vivo, viene unta la vita.

Per il morto non servirà più l’olio, perché da lì in poi non ci sarà più morte.

La Passione è il canto dell’eccesso di vita, e solo in questo eccesso si trova un motivo di speranza, una ragione per credere, una motivazione per cambiare.

 

Di queste pagine di Vangelo fece felice sintesi Oscar Milosz, scrittore lituano convertitosi in età matura al cattolicesimo.

Nel suo capolavoro, il dramma Miguel Mañara, proprio al centro della vicenda, alla fine del terzo atto, si vede una processione di penitenti e si ascolta un distillato della Passione. Sarà quest’ascolto a trasformare Miguel in un frate santo, da dongiovanni pentito e marito veramente innamorato precipitato nell’abisso del dolore per la morte della moglie. È nell’ascolto nell’eccesso di Dio che Miguel sceglie l’eccesso della sua vita da frate. Perché solo lo spreco divino trasforma la vita.

 

Milosz scrive versi bellissimi, che meritano una lettura profonda, senza alcun commento.

A tutti un augurio per una Settimana ‘eccedente’.

 

Il sudore della morte gli cola sugli occhi.

Avanza sotto la croce senza vedere il suo ultimo giorno. E che cosa ci sarà qui da vedere di bello, dicci, Figlio dell’Uomo?

In questo paese, l’acqua è come rocchio del cieco.

In questo paese, la pietra è come un cuore di Re.

In questo paese, l’albero è un palo di tortura per te, Amore, figlio del Cielo.

Ha spezzato il pane, ha versato il vino.

Ecco la carne, ecco il sangue.

Chi ha orecchie per intendere, intenda.

Ha pregato e si è alzato: i suoi prediletti stavano sdraiati sotto l’ulivo. Simone, dormi?

Ha gridato e si è alzato: i suoi figli sognavano sotto l’ulivo. Ora potete dormire, dice il Figlio dell’Uomo.

Sono venuti con lampade e spade: «Salve, Maestro». Il fratello ha baciato il fratello sulla guancia. L’orecchio destro è stato tagliato ed è stato guarito: perché l’uomo comprenda.

Il gallo ha cantato due volte: non c’è più amore, tutto è dimenticato. Il gallo ha cantato nel tuo cuore abbandonato, Figlio dell’Uomo. Sul capo la corona, nella mano la canna, il volto cieco di sputi e di sangue.

Salve, Re dei Giudei.

Le vesti sono state spartite, i ladroni sono morti.

«Ho sete», grida il cuore della vita.

Ma la spugna è ricaduta e il fianco è trafitto e tutto è compiuto.

Ora sappiamo che egli è il Figlio del Dio vivente e che egli è con noi fino alla fine del mondo. Amen.

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Sergio Di Benedetto
Sergio Di Benedetto, classe 1983, dottore di ricerca in Letteratura Italiana all'Università della Svizzera Italiana di Lugano, è insegnante di lettere e ricercatore in materie letterarie. Da anni collaboratore in realtà ecclesiali e scolastiche, scrive drammaturgie di carattere sacro e civile per una compagnia di attori professionisti, la Compagnia Exire. Ha coordinato diversi laboratori teatrali con adolescenti, per aiutare i ragazzi a crescere attraverso il teatro.
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