La Via Crucis della settimana / V
di Diego Andreatta e Chiara Bonvicini | 16 marzo 2018
Il presidente cinese Xi e l'astrofisico Hawking, i giovani cirenei e il migrante morto di fame sul barcone i volti di oggi della Passione di Gesù

La Via Crucis è meditazione e preghiera sulla Passione di Gesù ma anche cammino di conversione per ciascuno di noi e per il mondo. Per questo vogliamo viverla facendo dialogare la Sua salita al Calvario con alcune storie che la cronaca in questi giorni ci ha posto davanti agli occhi.

 

 

I STAZIONE

GESU' CONDANNATO A MORTE

 

 

Ti adoriamo o Cristo e Ti benediciamo
Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo


Di nuovo il sommo sacerdote lo interrogò dicendogli: "Sei tu il Cristo, il Figlio di Dio benedetto?". Gesù rispose: "Io lo sono! E vedrete il Figlio dell'uomo seduto alla destra della Potenza e venire con le nubi del cielo". Allora il sommo sacerdote, stracciandosi le vesti, disse: "Che bisogno abbiamo ancora di testimoni? Avete udito la bestemmia: che ve ne pare?". Tutti sentenziarono che era reo di morte.

(Dal Vangelo di Marco: 14, 61-64)

 

E' una condanna al silenzio di tante voci di protesta quella che le autorità cinesi hanno imposto cancellando dal loro Twitter  i cinguettii  di dissenso rispetto all'investitura a vita del presidente cinese Xi Jimping. Domenica 11 marzo egli ha messo ai voti l'abolizione del vincolo dei due mandati presidenziali, incoronandosi  ben oltre il 2013, sommando il ruolo di presidente a segretario del partito e capo dell'esercito. Ha ottenuto 2958 voti a favore, due soli contrari e tre astenuti nelle urne dei delegati all'assemblea nazionale che hanno votato le proposte volute ufficialmente dal Partito, in sostanza da lui stesso. "I dissidenti sarebbero stati arrestati", fanno sapere gli attivisti di un'opposizione condannata ad un silenzio purtroppo lungo.

 

Il coraggio, dacci coraggio, Signore! Di scegliere ciò che è buono, bello e giusto, di parlare anche quando ci costa, di vivere l'impegno politico a servizio dei cittadini, non a nostro servizio.

 

Padre Nostro

 

 

II STAZIONE

GESU' CARICATO DELLA CROCE

 

 

Ti adoriamo o Cristo e Ti benediciamo
Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo

 

Egli si è caricato delle nostre sofferenze,
si è addossato i nostri dolori;
e noi lo giudicavamo castigato,
percosso da Dio e umiliato.

(Is 53, 4)

Nel giorno in cui  fa notizia l'ospedale di Treviso dove 7 coppie su 10 decidono per l'aborto davanti a diagnosi di disabilità, arriva su Facebook l'annuncio gioioso di Anna Chiara e Gigi De Palo alla nascita del loro quinto figlio, con la sindrome di Down. "E ti sembra di vivere in un sogno - scrivono in un post delle 6.33  - Non capisci bene cosa sia successo, ma vedi la dolcezza negli occhi di tuo marito e di tua moglie come non l'avevi mai vista prima.
Giorgio Maria ha già cambiato le nostre vite. Non è solo un figlio con la sindrome di Down, è un terremoto per le nostre certezze. La ciliegina sulla torta per la nostra famiglia.
Perchè è facile raccontare la bellezza della famiglia quando va tutto bene. Adesso viene il bello..."

Il giorno dopo il presidente del Forum delle Famiglie e la moglie aggiungono: "Un figlio disabile non è un trofeo. Abbiamo voluto e continueremo a raccontare la nostra felicità perchè è la verità e non potevamo nasconderla. E avevamo premura di comunicarla a tutti i nostri conoscenti prima che potessero chiedersi "Poverini... come l'avranno presa?!". Tuttavia, lo sappiamo, non mancheranno le difficoltà. Sin dall'inizio abbiamo cercato di non spettacolarizzare un evento, quanto provare a raccontare una bellezza che ha sorpreso anche noi. La teoria che diventa concretezza. Noi non siamo né i primi né gli ultimi che dicono sì ad una vita più fragile. Migliaia di uomini e donne, di mamme e di papà, ogni santo giorno si fanno in quattro, senza clamori e nel silenzio più assoluto per un figlio in difficoltà. Noi non siamo i primi della classe, anzi siamo alunni al primo giorno di questa scuola. Detto questo - che ci sembrava importante chiarire -, vi chiediamo di non farci mancare il vostro affetto e le vostre preghiere".


Quando tutto sembra compromesso o perduto, Tu Signore ci apri gli occhi e ci mostri la tua bontà. Donaci un cuore nuovo, per amare di un amore grande, perché siamo amati da te così come siamo.

 

Padre Nostro


III STAZIONE

GESU' CADE PER LA PRIMA VOLTA

 

 

Ti adoriamo o Cristo e Ti benediciamo
Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo


Disprezzato e reietto dagli uomini, 
uomo dei dolori che ben conosce il patire, 
come uno davanti al quale ci si copre la faccia; 
era disprezzato e non ne avevamo alcuna stima.

(Is 53, 3)

Era successo troppe volte che la corriera di linea non si fermasse alla loro fermata, tirando dritto, e lasciandoli sulla strada. Per questo motivo alcuni richiedenti asilo accolti da qualche mese nel campo di Marco di Rovereto hanno segnalato il disservizio che è stato documentato da alcuni video inequivocabili: il pullman che arriva, i passeggeri che segnalano l'intenzione di salire, ma il mezzo non si ferma e le porte non si aprono.

Ora l'autista è indagato con l'ipotesi di interruzione di pubblico servizio e l'aggravante di discriminazione razziale, mentre anche la Provincia autonoma di Trento sta valutando insieme alla società dei trasporti pubblici un procedimento disciplinare. Un caso arrivato sui giornali nazionali anche per qualche stonata solidarietà do partito: all'autista, non ai passeggeri.

 

Il nostro Dio, fatto uomo, soffre le umiliazioni di ogni maltrattato.
Il perseguitato, il disprezzato, l'umiliato è Cristo.

Salvaci, Signore, dalla nostra presunzione.

 

Padre Nostro

 


IV STAZIONE

GESU' AIUTATO DAL CIRENEO

 

 

Ti adoriamo o Cristo e Ti benediciamo
Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo


Mentre lo conducevano via, fermarono un certo Simone di Cirene, che tornava dai campi, e gli misero addosso la croce, da portare dietro a Gesù.

(Dal Vangelo di Luca: 23, 26)

 

Non vengono da Cirene, ma dalle periferie italiane i soccorritori saliti lunedì al Quirinale e alla ribalta delle cronache. Non hanno il fisico del contadino muscoloso, ma le mani pulite e il viso ingenuo dei 29 ragazzini premiati come "Alfieri della Repubblica" per il loro coraggio e la loro disponibilità: il "famoso" Ciro che nei giorni del terremoto da Casamicciola ha incoraggiato il fratellino di 7 anni sotto le macerie, Valerio che ha salvato dalle onde una bimba più piccola, Iulia che ha insegnato a una vallata il linguaggio dei segni..."Tanti giovani come voi - li ha ringraziati Sergio Mattarella -manifestano corresponsabilità per le sorti del Paese e s'impegnano a costruire il futuro senza chiudersi nella propria dimensione, magari con egoismo, per il bene di tutti".

               

Fratelli uno dell'altro, abbiamo in Te, Cristo, l'esempio della fatica della vita, di chi ha bisogno di aiuto.
Rendici fratelli nell'amore, Signore!

 

Padre Nostro

 

 

 

V STAZIONE

GESU' INCHIODATO ALLA CROCE

 

 

Ti adoriamo o Cristo e Ti benediciamo
Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo


Ho presentato il mio dorso ai flagellatori,
le mie guance a coloro che mi strappavano la barba;
non ho sottratto la faccia agli insulti e agli sputi.
Il Signore Dio mi assiste,
per questo non resto svergognato,
per questo rendo la mia faccia dura come pietra,
sapendo di non restare confuso.

(Is 50, 6-7)

 

Aveva solo 21 anni  Stephen Hawking, "padre" della moderna cosmologia, quando scoprirono la sua sclerosi laterale amiotrofica e gli diagnosticarono appena due anni di vita.

Ora che se ne è andato a 76 anni il 14 marzo (nel giorno del compleanno di Einstein) ci sarà il tempo di riprendere in mano la sua immensa eredità scientifica e la sua visione della vita, già anticipata in racconti e film autobiografici.

Non credente e "consulente" apprezzato da almeno tre Papi, Stephen è rimasto con le sue smorfie e il suo sorriso "inchiodato" alla carrozzina per una vita, offrendo a molti una testimonianza di coraggio e di attenzione generosa al prossimo e al mondo. Un riferimento incoraggiante per tante persone e famiglie provate da malattie invalidanti, un esempio di come la debolezza di una disabilità anche grave possa farsi dono di fortezza per gli altri. 

 

Ti ringraziamo Signore per le persone che ci hai messo al fianco, ma anche per tanti seminatori di speranza e di fiducia nell'uomo. Aiutaci ad affrontare le prove della vita, attingendo all'esempio di chi riesce a lottare contro ogni speranza.

 

Padre Nostro

 

 

 

VI STAZIONE

GESU' IN CROCE, LA MADRE E IL FIGLIO

 

 

Ti adoriamo o Cristo e Ti benediciamo
Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo

 

Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco il tuo figlio!».  Poi disse al discepolo: «Ecco la tua madre!». E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa.

(Dal Vangelo di Giovanni 19, 25-27)

 

E' uno sguardo di protezione e di fiducia quello che Gesù morente rivolge alla madre e al discepolo con lei sotto la croce. 

Una parabola sportiva di questo affidamento è raccontata alle Paralimpiadi dagli atleti sciatori ipovedenti che vanno al cancelletto  di partenza e sfidano i paletti assieme alle loro guide, in una sincronia che è fisica ma soprattutto psicologica, quasi spirituale. Ed i trentini Giacomo Bertagnolli e Fabrizio Casal, che mercoledì a Pyeongchang hanno conquistato l'ultimo dei tre metalli - dopo il bronzo e l'argento, anche l'oro - sono un'icona vivente di questo affidamento. Fin dai lunghi allenamenti insieme Giacomo si affida in ogni momento alla sicurezza dell'amico Fabrizio, a sua volta, fedele a questa "chiamata" all'accompagnamento, fino sul podio più alto.

 

Aiutaci, Signore, a rispondere con generosità agli inviti che ci vengono rivolti a  prenderci cura degli altri. Anche nelle piccole chiamate di ogni giorno scorgiamo la tua mano tesa, così da diventare strumenti della tua bontà.

 

Padre Nostro

 

 

 

 

VII STAZIONE

GESU' È RICONOSCIUTO COME GIUSTO DAL CENTURIONE

 

 

Ti adoriamo o Cristo e Ti benediciamo
Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo

Era già verso mezzogiorno e si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio, perché il sole si era eclissato. Il velo del tempio si squarciò a metà. Gesù, gridando a gran voce, disse: "Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito". Detto questo, spirò. Visto ciò che era accaduto, il centurione dava gloria a Dio dicendo: "Veramente quest'uomo era giusto". Così pure tutta la folla che era venuta a vedere questo spettacolo, ripensando a quanto era accaduto, se ne tornava battendosi il petto. Tutti i suoi conoscenti, e le donne che lo avevano seguito fin dalla Galilea, stavano da lontano a guardare tutto questo.

(Dal Vangelo di Luca: 23, 44-49)

 

Martedì 13 marzo. Il quinto anniversario dell'elezione di Papa Francesco è stato accompagnato dal forse inevitabile (per tanti aspetti stucchevole) bilancio del suo pontificato. Ha "bucato" le prime pagine dei giornali però la clamorosa e dirimente presa di posizione di Benedetto XVI, inserita in una breve lettera a mons. Dario Viganò, che stigmatizza "lo stolto pregiudizio per cui Papa Francesco sarebbe solo un uomo pratico privo di particolare formazione teologica e filosofica, mentre io sarei stato unicamente un teorico della teologia che poco avrebbe capito della vita concreta di un cristiano di oggi".

Una dichiarazione netta, papale papale verrebbe da dire, che rieccheggia lontanamente quella testimonianza del centurione a favore di Gesù: "Quest'uomo era veramente giusto".

 

Insegnaci, Signore, ad assumerci le nostre responsabilità. A saper dire parole pensate e pesanti, affermazioni impegnative e sincere. Anche nelle situazioni complesse, facci il dono del discernimento, e insegnaci ad invocarlo.


Padre Nostro

 

 


VIII STAZIONE

GESU' DEPOSTO NEL SEPOLCRO

 

 

Ti adoriamo o Cristo e Ti benediciamo
Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo


Gli si diede sepoltura con gli empi,
con il ricco fu il suo tumulo,
sebbene non avesse commesso violenza
né vi fosse inganno nella sua bocca. 

(Is 53, 9)

 

Le deposizioni più tristi e drammatiche sono quelle che soltanto intuiamo, nascoste ai nostri occhi: negli abissi del Mediterraneo, tra le dune del deserto, sotto i cassoni dei Tir alle frontiere o dentro i vagoni merci.

Oppure all'ospedale, come quello di Modica, dove nei giorni scorsi è morto dopo poche ore un ragazzo eritreo scheletrico,  tirato a bordo dalla Ong spagnola Proactive Open Arms attraccata a Pozzallo:  «Come lui molti altri profughi sulla nave erano pelle e ossa, sembravano usciti dai campi di concentramento nazisti», ha detto attonito il sindaco di Pozzallo.

"Chissà da dove - scrive Marina Corradi su Avvenire - , da quale angolo dimenticato d'inferno al di là del mare provenivano quel migrante e i suoi compagni. Chissà che cos'hanno subìto. Chissà con che fervore pregavano Dio, mentre, ormai a bordo della grande nave, vedevano le coste della Sicilia prima annunciarsi come un'ombra lontana, e poi pian piano delinearsi con il suo profilo: terra, Italia, salvezza. Ma non per lui, per lo sconosciuto che, appena deposto in un letto d'ospedale, ha chiuso gli occhi, credendo di potersi finalmente abbandonare al sonno. E proprio in quell'attimo di pace la sua tempra ha ceduto.

 

Il dolore degli innocenti grida al cielo e invoca. L'uomo abbraccia l'altro uomo, altrimenti come chiamarci uomini? Tu, Signore, trasformi il nostro cuore di pietra in un cuore di carne. Salvaci, Signore!

 

Padre Nostro

 

Per i meriti della Sua Passione e Croce
il Signore ci benedica e ci custodica.
Amen

 

 

 

 

16/03/2018 12:49 massimo
Stupenda! Non ci sono altre parole


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Chiara Bonvicini Diego Andreatta

Chiara Bonvicini, insegnante di lettere, è caposcout e formatrice Agesci. Diego Andreatta, sociologo e giornalista, è direttore del settimanale diocesano Vita Trentina e dal 1996 corrispondente di Avvenire.

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