Dare il timone ai giovani: in Francia succede
di Sergio Di Benedetto | 10 marzo 2018
La responsabilità dei 1500 giovani transalpini che andranno alla Gmg di Panama è stata affidata a una ragazza di 24 anni. E in Italia?

 

La notizia è un poco datata, ma merita di essere nota, soprattutto per farci capire quanta strada la Chiesa italiana deve ancora percorrere: dal settembre 2017 Anne Thibout è la coordinatrice, per quanto riguarda la Francia, delle attività relative alla Giornata Mondiale della Gioventù.

Già il fatto che quel ruolo venga assegnato a una donna merita attenzione: una posizione di così ampia responsabilità data a una donna! Ma l'interesse è doppio: perché Anne ha 24 anni. Sì, avete letto bene: 24 anni. Il che non sembrerebbe strano se usassimo il buon senso: chi meglio di una giovane può organizzare una Giornata Mondiale della Gioventù?

Anne, dunque, ha 24 anni, una laurea in filosofia, un lavoro, un'esperienza in parrocchia e negli scout, un'esperienza come volontaria nel comitato organizzatore della GMG di Cracovia. E vive con altre 6 ragazze in un appartamento a Parigi. Insomma, una ragazza come tante, come tantissime che vivono nelle nostre città e collaborano con le nostre comunità. Con una differenza: che molto spesso noi, italiani ancorati al deposito della tradizione, fatichiamo solo a pensare a una vita comunitaria che dia spazio ai giovani, mentre Anne a 24 anni (mi piace scriverlo ancora e ricordare l'età) ha la responsabilità di 1500 (per il momento) pellegrini francesi.

Ovviamente Anne è laica, non è una mistica disincarnata, e quando le è stato chiesto di assumere un compito così gravoso, ha detto: «Ho sentito una chiamata, avevo molte ragioni per avere paura. Ma era necessario andare». Il coraggio 'incosciente' dei 24 anni...

Ecco, mi piacerebbe in questi giorni, che ci conducono al presinodo sui giovani, che almeno ci chiedessimo: noi, noi italiani 'cattolicissimi', noi adulti o anziani, noi religiosi o laici, avremmo avuto il coraggio di scegliere una ragazza di 24 anni per un ruolo simile?

Perché credo che il punto sia questo: fino a quando continueremo a parlare di giovani senza far parlare i giovani, fino a quando studieremo come dare spazi ai giovani senza rischiare di ritirarci un po' nell'ombra e darli davvero questi benedetti spazi, bene, fino ad allora, faremo solo maquillage, dichiarazioni d'intenti e piagnistei.

Ammettiamolo: ci piace mostrare come guidare la nave, ma il timone rimane saldamente in mano agli adulti (dove per adulti intendo chi ha i capelli bianchi: vedere una Messa domenicale per credere).

A volte penso che l'Italia debba arrivare alla situazione francese, scristianizzata e secolarizzata in profondità, per far cambiare qualcosa, perché non siamo in grado di anticipare i fenomeni, leggere la realtà, usare coraggio. Solo quando la situazione ce lo imporrà dovremo cambiare. E mi viene lo sconforto.

Ma poi penso che c'è Qualcuno che agisce. Anche pungolandoci attraverso esempi che vengono da luoghi che non raramente noi, itaiani 'cattolicissimi', guardiamo con un poco di sufficienza. E invece avremmo solo da imparare.

Ah, quanti anni ha il coordinatore italiano? Confesso che non l'ho trovato. Ho compulsato Internet per un paio di ore, e non ho trovato alcuna indicazione, così come non ho scovato chi sia il responsabile organizzativo dell'incontro di agosto tra i giovani italiani e il Papa (nominato X mille strade: un'iniziaitva che ha valorizza l'esperienza del cammino a piedi, dopo il vero e proprio risveglio di questa modalità di pellegrinaggio).

Sono pronto a fare ammenda, ma temo che il nostro coordinatore sia un consacrato, maschio, di mezza età (over 45?).

Forse sbaglio. E lo ripeto, sono pronto a chiedere perdono. Ma per ora il sospetto mi rimane...

 

 

10/03/2018 11:40 Sergio Di Benedetto
É vero Pietro, é la malattia dell'autoreferenzialità...


10/03/2018 10:53 PietroB
Fa senso e contrasto il caso di uno che pure lamenta di non essere stato ascoltato, pure lui, per l’imputazione di aver distolto 1000€ dai fondi del Vescovado, oboli ricevuti, e averli passati a don Euro!! Fa senso per la replica secca del procuratore Giubilaro:
“Se voleva bastava che lo avesse chiesto lui, di essere ascoltato, dopo aver ricevuto il capo di imputazione!” 👹 (ennesima figuraccia!)
Ma prima di tutti dovrebbe giustificarsi davanti al Popolo di Dio.. invece domani si presenterà qui nella mia Parrocchia a celebrare x i 100 anni..!!
A proposito: xchè come x i preti non si tagliano anche i Vescovadi??👹👹B



10/03/2018 09:27 PietroB
Davvero qui si respira aria nuova ( meglio del Novello, che nn apprezzo affatto🤡🤡)
:”
Credo che il punto sia questo: fino a quando continueremo a parlare dei giovani senza lasciar parlare loro...”
Declinato in:
Fino a quando a parlare dei divorziati senza ascoltare loro ?
Degli immigrati senza parlare con loro?
Ecc



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Sergio Di Benedetto
Sergio Di Benedetto, classe 1983, insegnante di Lettere, è ora assistente di Letteratura Italiana all'Università della Svizzera Italiana di Lugano. Da anni collaboratore in realtà ecclesiali e scolastiche, scrive drammaturgie di carattere sacro e civile per una compagnia di attori professionisti, la Compagnia Exire. Ha coordinato diversi laboratori teatrali con adolescenti, per aiutare i ragazzi a crescere attraverso il teatro.

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