Nell'arte
Pescatori di uomini
di Gian Carlo Olcuire | 21 gennaio 2018
Non serve contare quanti finiscono in rete: conta, invece, sapersi mettere in gioco per il Signore

 

LA CHIAMATA DEI PRIMI APOSTOLI

(Giusto de' Menabuoi, 1375-78, Padova, Battistero)

 

«E subito lasciarono le reti e lo seguirono» (Mc 1,14-20)

 

Rispetto all'inquadratura di domenica scorsa, questa è una zoomata all'indietro, per allargare la scena e tornare a vedere chi e che cosa si lascia per seguire Gesù: anzitutto gli affetti - qui rappresentati da Zebedeo, in barca coi figli Giacomo e Giovanni -, ma pure «le reti», cioè un mestiere praticato da tempo e mezzo di sostentamento per la famiglia.

Non è quindi un distacco indolore e ad esso si aggiunge l'incertezza di un lavoro diverso, tanto più conoscendo i propri limiti. Di cui non pare si tenga conto, se è vero che «Dio non sceglie persone capaci, ma rende capaci quelle che sceglie» (lo sostiene un messaggio intercettato su Facebook, in calce a un elenco di personaggi biblici che riporta il peggio di ciascuno: Giacobbe era imbroglione, Pietro impulsivo, Tommaso diffidente, ecc.).

Nel brano di Marco, Gesù dà l'impressione di voler rassicurare i suoi: se da pescatori di pesci si trasformano in pescatori di uomini, è per fare qualcosa di più significativo (come già è divenuto il nome di Simone, mutato in Pietro). E, soprattutto, per rendere più significativa la vita degli uomini.

Non serve contare quanti finiscono in rete: conta, invece, sapersi mettere in gioco per il Signore. Scrive don Gennaro Matino: «Semineranno, semineranno, semineranno ancora, sapendo che la mietitura non spetta a loro. Ed è per questo che Pietro, Giacomo, Giovanni, io, tu, chiunque voglia annodare reti di compassione non può che essere luminoso del suo lavoro, contento: non ti si chiedono risultati, ma impegno. Non ti si chiede di scrivere numeri e fare conti. L'unica richiesta è ancora quella di allora: "Seguimi!"».

 

 

 

23/01/2018 04:55 Francesca Vittoria
Che cosa si lascia a seguire Gesù?Quando Egli ha invitato dei pescatori a seguirlo viene di pensare che aveva un disegno in mente e cioè "apostoli significa Chiesa per le generazioni a venire, Chiesa per attirare tutti a se, Chiesa perché il suo Vangelo diventasse vita per un uomo nuovo, Chiesa per distribuire il pane necessario a dare quel nutrimento che da al l'essere umano il coraggio nelle avversità e la speranza di futuro. Una Chiesa sempre coerente con i l Suo Fondatore ma anche che cammina parlando tutte le lingue in ogni tempo addirittura quella compresa da ogni essere umano diverso in ogni latitudine come abbiamo potuto constatare nei viaggi apostolici, quello recente di Papà Francesco . Tutte quelle genti, quelle popolazioni accorse a ricevere "l'uomo di Dio" secondo un indigeno, ed effettivamente lo è, appare quanto è stato seminato dai missionari, quanta dura fatica, viaggi perigliosi hanno affrontato per portare la Parola salvifica è tutto quel l'aiuto necessario a salvare letteralmente vite umane anche materialmente. I fatti parlano da soli di quale era e consisteva il piano di Dio che in Gesù Cristo e la scelta di Uomini Pescatori fatta da Lui ha significato per noi fino ai nostri giorni. Si , a questi uomini Dio chiede di lasciare davvero tutto , chiede di dedicare la loro vita agli altri, e che questo abbia un costo è indubbio , far conoscere che Dio e amore significa un grande "dare" generoso ma anche difficile perché come esseri umani costa anche sacrificio. Però il bene che ne consegue e cosa grande , è un bene diverso da quello che si compra con denaro, , e si può dire che Cristo e un costruttore, ma anche l'uomo vuole esserlo co n una sua propria idea . Il Santo Padre si è speso molto per convincere della bontà del messaggio evangelico, veramente hard work, una fatica da operaio che costa sudore ma quanta gente che gli vuol bene e quanta speranza ha seminato !,,!.
Francesca Vittoria



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Gian Carlo Olcuire

Gian Carlo Olcuire è un grafico. Che si sente realizzato quando riesce a far guardare le parole come se fossero immagini e a far leggere le immagini come se fossero parole. Lavora soprattutto per il mondo cattolico ed è appassionato di linguaggi, soprattutto dell'uso (o abuso, disuso, riuso) che se ne fa nel mondo cattolico.

 

 

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