Il Sinodo di serie B
di Giorgio Bernardelli | 12 gennaio 2018
Siamo ancora troppo impegnati a discutere sulla nota 301 dell'Amoris Laetitia, sui relativi dubia e su tutto il repertorio del Bergogliosì/Bergogliono per fare davvero i conti con una questioncina come la sfida di trasmettere oggi ai giovani la gioia del Vangelo

In questi giorni l'hanno scritto in tanti: dal punto di vista ecclesiale il 2018 appena iniziato sarà l'anno dei giovani. O meglio: questo prevederebbe l'agenda della Chiesa cattolica, che ha deciso di porre il tema «I giovani, la fede e il discernimento vocazionale» al centro della XV assemblea ordinaria del Sinodo, in programma in ottobre in Vaticano. Eppure la mia personalissima impressione è che l'attenzione intorno a questo appuntamento fatichi molto a decollare. Detto in termini un po' più brutali: siamo ancora troppo impegnati a discutere sulla nota 301 dell'Amoris Laetitia, sui relativi dubia e su tutto il repertorio del Bergogliosì/Bergogliono per fare davvero i conti con una questioncina come la sfida di trasmettere oggi ai giovani la gioia del Vangelo.

Certo, ci sono anche le iniziative promettenti. Ad esempio il portale #velodicoio, lanciato in questi giorni dal Servizio nazionale della pastorale giovanile. In fondo va nella stessa direzione che noi di Vino Nuovo stiamo cercando da mesi di portare avanti al sabato nella nostra sezione "Sogni e visioni", dedicata appunto a questo Sinodo. E questo fiorire di iniziative on line per ascoltare i giovani non può non rallegrarci. Ma non basta. Perché il punto è che un Sinodo sui giovani non funziona se mancano gli adulti. Se chi oggi ha quaranta, cinquanta o sessant'anni e vive nelle nostre comunità guarda sostanzialmente a questo momento come a una Gmg dal format un po' più ambizioso e prolungato.

Un Sinodo sui giovani e la fede parla anche di noi che giovani non siamo più. Mette in discussione il nostro modo di essere comunità che educa alla fede. È la cartina di tornasole di quanto ci sta davvero a cuore che la generazione dei nostri figli e nipoti incontri davvero la pienezza di una vita illuminata dallo sguardo di Gesù. Sarebbe il momento ideale per scuoterci dalla pigrizia del «si è sempre fatto così» nelle nostre parrocchie. Ma nulla di tutto questo, purtroppo, sta succedendo.

Per questo - all'inizio dell'anno del Sinodo - mi permetto di lanciare una proposta, almeno per l'agguerrita comunità del cattolicesimo web. Ok, andiamo pure avanti con tutte le nostre discussioni. Ma prima di premere il tasto "invia" domandiamoci anche: ma quel ragazzo o quella ragazza di quindici o vent'anni, che incontro ancora di tanto in tanto a Messa ma per il resto in parrocchia non si vede mai, questo mio post lo leggerebbe? Vi troverebbe qualcosa che ha a che fare con la sua vita? Le parole che sto utilizzando le comprenderebbe? E il tono con cui l'ho scritto lo avvicina a me o lo allontana?

Io credo che basterebbe anche solo questo a voltare pagina nel nostro modo di comunicare nella Chiesa. E sarebbe già un gran bel frutto di questo Sinodo.

 

 

 

 

15/01/2018 09:05 Giorgio Venzano
risposta a Maria: perchè la fede mussulmana ed ebraica ortodossa sono religioni nel senso superato oprmai dal cristianesimo e cioè "costituzioni civili" con pretesa garanzia divina, il gendarme ben più efficace di qualunque videosorveglianza o CIA o KGB. Gesù ci ha donato Dio vivo in noi ed ognuno lo incontra partendo senz'altro dalla sua esperienza in famiglia e nella società, esperienze che introducono, favoriscono od ostacolano la responsdabilità personale, supremo giudice di noi stessi.


15/01/2018 07:42 Pietro Buttiglione
Animato da ottimismo ho letto la Bignardi. Che ben evidenzia sia i loro probls che il gap tra noi e loro. I.e. Incomunicabilità
Una sola domanda sui ruoli: li ascolteranno i sigg.Vescovi? Li capiranno?
E anche se fosse già sento i giovani :
“ Con che coraggio VOI ci darete altro che non fumo di parole, VOI che col VAT II DOVEVATE lasciar spazio (= potere.. altrimenti sono parole..) ai LAICI e invece....?!”
Resto pessimista, anche sulla scorta di precedenti tipo quello sulle Partocchie..



14/01/2018 18:22 Maria Teresa Pontara Pederiva
A guardare in giro tenderei ad essere più ottimista.
Teniamo conto che l'attesa dei Sinodi sulla famiglia era limitata ad una questione ben precisa che, purtroppo, è quella che tiene banco ancora oggi (e a partire dall'interno!). Le altre tematiche erano considerate altro che serie B.
Un parere sul prossimo Sinodo che condivido è quello espresso in questi giorni da Paola Bignardi, già presidente AC e curatrice del volume "Dio a modo mio" Vita e Pensiero (una ricerca sulla religiosità giovanile):
https://agensir.it/chiesa/2018/01/11/il-2018-sara-lanno-dei-giovani-una-speranza-per-la-societa-e-per-la-chiesa/
Che i giovani siano lo specchio della generazione dei loro genitori è innegabile: che mondo abbiamo costruito per loro? Forse non è ancora troppo tardi per invertire la rotta.



13/01/2018 12:57 Maria
Provate un po' a chiedervi come mai questo problema esistenziale della trasmissione della fede non c'è in altre fedi, come quella musulmana o quella ebraica ortodossa?perchè solo la fede cattolica deve avere questo iato genitori -figli?perchè per noi cattolici è diventato il problema insolubile quello di trasmettere la fede ai nostri figli? perchè i nostri ragazzi per il 90 % dopo la Cresima se ne vanno dalle parrocchie e non ci mettono più piede?
Domande scomode. Mi sa che questo Sinodo sui giovani si rivelerà un sinodo sui vecchi, mi sa che per capire i figli dobbiamo prima indagare i padri. mi sa che è sempre valido il monito antico "tale padre , tale figlio"



13/01/2018 08:37 PietroB
Forse val la pena di aggiungere:
- dal LORO pdv noi siamo un FALLIMENTO unico
- dal NS pdv abbiamo da tempo capito ( cfr: pre-evangelizzazione) che il NS tipo di seme cadrebbe su terreni aridi: target SOLO di nicchia!



12/01/2018 19:09 PietroB
Imo le differenze tra noi e loro sono abissali ed il ns msg non può essere recepito sia x forma che x ref.
Unica soluzione aiutare LORO a trovare la LORO strada/modo/senso
Imo



12/01/2018 16:25 Giuseppe Risi
Concordo con l’articolo.
Aggiungo:
- Gli spazi e le occasioni di dialogo intergenerazionale nelle comunità parrocchiali (almeno quelle che conosco io) sono quasi del tutto assenti, come se i problemi di fede fossero totalmente differenti nelle diverse età della vita. In realtà cambiano le forme e i contesti, ma i problemi di fondo sono gli stessi. Quindi si dovrebbero valorizzare di più e meglio i momenti in cui la comunità cristiana è tutta coinvolta, piuttosto che moltiplicare le occasioni di ritrovo per classi di età.
- I giovani (ho 3 figli dai 18 ai 24 anni) cercano e sono attratti giustamente dalle verità essenziali e dalle dimensioni di senso fondamentali. Come fanno a ritrovarsi in una Chiesa (e in una religione) che si perde in mille rivoli di regole, regolette e corollari dottrinali, morali, disciplinari, rituali, di cui non si comprende il senso e che si dovrebbero osservare per pura disciplina di organizzazione?
- Le verità di fede veramente importanti, quelle centrali, sono in fondo poche: Dio c’è, ci vuole bene sempre, si è rivelato nella storia della salvezza e compiutamente in Gesù che ha costituito e opera nella Chiesa, nella quale noi credenti troviamo sostegno e alimento per condurre una vita secondo il comandamento dell’amore, nella gioia del Vangelo, in vista della vita eterna nell’Aldilà. Certo, a queste verità conseguono tante altre cose, che tuttavia: a) vengono dopo, cioè si comprendono solo alla luce delle verità fondamentali, b) oppure non sono essenziali, sono secondarie ed anche eventuali (compresi, forse, alcuni dogmi o precetti storicamente datati e non propriamente necessari).

Giuseppe



12/01/2018 11:32 Lorenzo Pisani
Diamo per buono il diaframma intergenerazionale in famiglia (per cui paradossalmente potrei essere il miglior testimone per i compagni di scuola di mia figlia, ma non per lei...).
"Se mancano gli adulti" scrive Giorgio.
Talora mancano luoghi e momenti per raccontare la fede, di esperienza in esperienza, di Incontro in incontro, di generazione in generazione.
E questo fa il paio con il post precedente, quello sul silenzio.
Perché il silenzio riempito dalla Parola di Dio è grande cosa, ma il silenzio da solo...
Dunque, pur senza eccedere in verbosità, anche di luoghi di parola abbiamo bisogno.
Parole che ci raccontino, con semplicità ma anche con uno sforzo di efficacia,
come viviamo (e speriamo) da adulti credenti.



12/01/2018 11:26 Alberto Hermanin
Grazie a Bernardelli per l'ottimo contributo. Spero di poterlo trasferire anche nella mia comunità parrocchiale.


Commenta *






Versione stampabile
Invia ad un amico
Scrivi a Vino Nuovo





Giorgio Bernardelli

Giorgio Bernardelli, giornalista della rivista Mondo e Missione e del sito mondoemissione.it, ha lavorato per dieci anni alle pagine di informazione religiosa di Avvenire, quotidiano con cui tuttora collabora oltre che con il portale internazionale di informazione religiosa VaticanInsider. Porta nel cuore Gerusalemme, città a cui ha dedicato diversi libri e che racconta nella rubrica La porta di Jaffa sul sito www.terrasanta.net.

leggi gli articoli »
Ogni opinione espressa in questo sito è responsabilità del singolo autore. www.vinonuovo.it è un blog in cui ci si confronta su temi e problemi dei cattolici oggi in Italia.
Come tale non rappresenta una testata giornalistica e non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001

Cookies: ai sensi della normativa sulla privacy si informano gli utenti del presente sito che, ai fini di garantire un ottimale funzionamento dello stesso, viene fatto utilizzo di cookies. I cookies sono piccoli file di dati che i siti visitati dall'utente inviano solitamente al suo browser, dove vengono memorizzati per essere poi ritrasmessi agli stessi siti alla successiva visita del medesimo utente. Alcune operazioni non potrebbero essere compiute senza l'uso dei cookies, che in alcuni casi, sono quindi tecnicamente necessari. I cookies utilizzati nel presente sito sono di tipo tecnico ed hanno lo scopo di garantire il corretto funzionamento di alcune aree del sito stesso e di ottimizzare la qualità di navigazione di ciascun utente. Non vengono utilizzati cookies di profilazione.
Web Design www.horizondesign.it