Nell'arte
La sguardo di Maria, pieno di domande
di Gian Carlo Olcuire | 01 gennaio 2018
Anziché guardare davanti a sé Maria non ha occhi che per il Figlio. Occhi pieni di domande, a cui Gesù bambino, per quanto senza parole, sembra già dare delle risposte rassicuranti.

 

LA MADONNA DEL RICAMO

(Vitale da Bologna, 1330-40, Bologna, chiesa di S. Francesco, ora nel Museo di Palazzo Pepoli)

 

«Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore». Lc 2,16-21


Fra le tante Marie dell’arte, questa è dura da classificare. Non fa parte delle “odigitrie”, che, indicando il bambino, dicono qual è la strada da seguire. E nemmeno viene compresa tra le “oranti”, le “avvocate” e le Madonne “del rosario”, che intercedono tra i fedeli e il Figlio. Non si caratterizza per una particolare “tenerezza” con cui si rapporta a Gesù: infatti non lo allatta né lo bacia e tanto meno lo coccola o lo stringe a sé. Non rientra tra le Madonne “della misericordia”, che mettono i devoti sotto un manto protettivo, né tra le “dolorose” o “addolorate”. Per di più non si può neppure annoverare tra le Marie “in trono” e le “incoronate”.

È una Madonna definita “operosa”: al lavoro, poco regale e molto materna, pur senza sfiorare Gesù. D’altra parte, con un ago in mano, è indaffarata a cucire un tessuto prezioso… Attività che richiama tante nostre madri, zie e nonne, specialiste – in epoche in cui non si poteva buttare nulla – nell’arte del rammendo, capaci di lasciare in eredità un numero sterminato di calzini restaurati (che sarebbero da incorniciare, se li avessimo conservati).

La scelta di questa Maria non è solo dovuta a ciò che sta facendo, anche se – nella giornata dedicata alla pace – potrebbe darci lo spunto per provare a ricucire un mondo diviso (come quello che, ultimamente, qualcuno ha disegnato sulle spalle di papa Francesco). Ci piace perché, anziché guardare davanti a sé, non ha occhi che per il Figlio. Occhi pieni di domande, a cui Gesù bambino, per quanto senza parole, sembra già dare – con la mano e con gli occhi – delle risposte rassicuranti. A conferma di ciò che si è ascoltato nel Vangelo di ieri: «Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era su di lui».

Finora Gesù è dipeso dai suoi genitori ed «è proprio passando attraverso questo amore accolto su di sé che egli diverrà una persona capace di relazioni e di amore» (Enzo Bianchi). Il suo non essere in braccio alla mamma dà l’idea di un bambino che, per quanto affettuoso, comincia a poco a poco a essere indipendente. E Maria pare ritrarsi, di fronte alla personalità del Figlio: si sa, però, che non ne è impaurita, ma che, come per due volte scrive Luca (2,19.51), sta custodendo «tutte queste cose, meditandole nel suo cuore».

03/01/2018 07:58 Pietro Buttiglione
Se guardo ai piccoli che mi circondano (3) o che incontro per strada sono TUTTI bellissimi e unici tanto da chiedersi... ma solo noi eravamo brutti?😰
Se rivedo le Madonne sui dipinti, ne ho presente una qui vicino a Castelleone, ma anche questa... mi pare che il Bambino non emerga mentre la Madonna, quella sì, rifulga : starei ore a guardarle... non so.. che sia tarato dalla mia enorme ammirazione, da maschio, verso il “femminile”?



02/01/2018 10:36 Antonella Patrizia Mazzei
Mi sono interrogata su quanto di più bello per me e per i miei cari vorrei ricevere nel tempo che ci è dato, e la cosa più desiderabile mi è sembrata la "sapienza del cuore" che abbraccia ragione e sentimento, vibrando al mistero che ci avvolge come Maria, figlia del Suo figlio! Buona crescita, allora, in sapienza e grazia nel 2018 e sempre. Grazie a Giancarlo per le splendide immagini e i profondi commenti


02/01/2018 08:55 Lorenzo Pisani
"Dio disponga opere e giorni nella sua pace"
Con il richiamo ad Esiodo, c'è stato un tocco di classicità nella benedizione di inizio anno.
Con un'interessante distinzione.
I giorni non potremo che accoglierli così come verranno, speriamo che siano buoni.
Le opere invece sono nelle nostre mani, non solo nelle nostre, ma anche nelle nostre.
Le useremo per coltivare, accarezzare e, ove serve, per ricucire?
E, giorno dopo giorno, saremo capaci di ritrarci per fare spazio?
Buon anno

PS
Buon anno a tutti quelli che condividono questo spazio virtuale.
Buon anno, con un supplemento di gratitudine. a quelli che lo gestiscono.
Buon anno a quelli che ci donano spunti di riflessione, nei post e nei commenti;
con un supplemento di rimpianto per qualche voce che manca da tempo.
All'inizio di questo nuovo anno, se scuse servono,
per qualche parola che si poteva prestare ad essere mal interpretata,
le mie ci sono.



02/01/2018 07:11 Francesca Vittoria
Si direbbe che l'autore de l dipinto abbia voluto rendere già evidente il bambino-dio, quell'uomo Dio salvezza del mondo. la madre , la creatura umana che sia pur "la piena di grazia" qui appare essere creatura a lui inferiore, un po' anticipando l'episodio di Gesù in discussione con i dottori della legge. Effettivamente l'autore del dipinto sembra aver voluto dipingere anche un dialogo dove se fosse oggi lei sta manifestando una realtà di cose e pensieri come chi non conosce, non vede più in là del presente mentre il bambino sembra rincuorarla, più grande della donna-madre che a lui provvede con il lavoro delle sue mani, donna di casa, genitrice amorosa, Forse che non accade che fra persone che si vogliono bene sia pure in situazione diversa anche un bambino mosso da sentimento accarezzi una persona che piange? O da chi è meno fortunato non capita di ricevere parole più consolanti, dettate da una maggiore generosità esensibilità di cuore rispetto a chi invece conta su proprie esclusive capacità forza e potere personale a chi si trova in difficoltà ? Certamente avere Dio per amico o anche solo pensare che esista un Qualcuno su cui confidare e di grande supporto al nostro vivere quotidiano, incide moltissimo anche nelle proprie decisioni a quanto di coscienza morale esse rispondono. Con Dio come nostro riferimento cui confrontare la nostra parola alla SuaParola, la vita cambia, il mondo cambia in meglio, Il pittore sembra voler esprimere questa idea, Maria ci rappresenta nella nostra umanità che ha necessità di essere illuminata incoraggiata da un Dio vicino, dal suo amore.
FrancescaVittoria



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Gian Carlo Olcuire

Gian Carlo Olcuire è un grafico. Che si sente realizzato quando riesce a far guardare le parole come se fossero immagini e a far leggere le immagini come se fossero parole. Lavora soprattutto per il mondo cattolico ed è appassionato di linguaggi, soprattutto dell'uso (o abuso, disuso, riuso) che se ne fa nel mondo cattolico.

 

 

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