Nell'arte
Un Figlio (e un tempo) nelle mani di Dio
di Gian Carlo Olcuire | 31 dicembre 2017
Il Nunc dimittis, il cantico di commiato dalla vita e di apertura a una vita nuova nel segno di Gesù, oggi per felice coincidenza si intreccia col Te Deum

presentazione

 

LA PRESENTAZIONE DI GESÙ AL TEMPIO

(Bonanno Pisano, 1180-81, Pisa, Cattedrale di S. Maria Assunta, porta di San Ranieri,
ora nel Museo dell'opera del Duomo)

 

«Portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore» (Lc 2,22.39-40)

All'infuori dei giorni della Natività, succede raramente di vedere ferma la Santa famiglia. E, anche se non sembra, pure qui è arrivata dopo un viaggio, richiesto da una prescrizione. A cui Giuseppe e Maria sottostanno volentieri, avendo la legge nel cuore: sentono infatti di dover confessare a Dio che il bimbo che portano è un dono del cielo.

È forse lo stesso impulso che un tempo, nel nostro Paese, spingeva a far battezzare i figli nell'arco delle prime 24 ore, a volte senza che la madre potesse essere presente: era la necessità del fedele di rendere grazie e di rendere merito al più presto.

A Gerusalemme, però, Gesù non viene condotto per il Battesimo (che riceverà in età adulta): la sua è una consacrazione al Signore, segnalata dalla profetessa Anna con la mano alzata (un gesto ribadito, in altre opere, dallo stesso Gesù bambino).

È come un'offerta simbolica del figlio da parte dei genitori (accompagnata da quella, reale, delle due tortore tenute in mano da Giuseppe). Ed è fondamentale che, dall'altra parte, ci sia un sacerdote a ricevere il bambino (come indicano le parole scolpite «Accepit Simeon puerum»), anzi a stringerlo in un abbraccio.

Simeone e Anna, entrambi in età molto avanzata, capiscono che è giunta al termine la lunga attesa di un Salvatore. Raggiante per essere riuscito a vederlo, Simeone non riesce a trattenere il Nunc dimittis, il cantico di commiato dalla vita e di apertura a una vita nuova nel segno di Gesù (anche se sarà un segno di contraddizione). Noi pure, oggi, per felice coincidenza, eleviamo col Te Deum un inno di lode al Signore per i suoi doni passati, presenti e futuri. 

 

 

Commenta *






Versione stampabile
Scrivi a Vino Nuovo





Gian Carlo Olcuire

Gian Carlo Olcuire è un grafico. Che si sente realizzato quando riesce a far guardare le parole come se fossero immagini e a far leggere le immagini come se fossero parole. Lavora soprattutto per il mondo cattolico ed è appassionato di linguaggi, soprattutto dell'uso (o abuso, disuso, riuso) che se ne fa nel mondo cattolico.

 

 

leggi gli articoli »
Ogni opinione espressa in questo sito è responsabilità del singolo autore. www.vinonuovo.it è un blog in cui ci si confronta su temi e problemi dei cattolici oggi in Italia.
Come tale non rappresenta una testata giornalistica e non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001

Cookies: ai sensi della normativa sulla privacy si informano gli utenti del presente sito che, ai fini di garantire un ottimale funzionamento dello stesso, viene fatto utilizzo di cookies. I cookies sono piccoli file di dati che i siti visitati dall'utente inviano solitamente al suo browser, dove vengono memorizzati per essere poi ritrasmessi agli stessi siti alla successiva visita del medesimo utente. Alcune operazioni non potrebbero essere compiute senza l'uso dei cookies, che in alcuni casi, sono quindi tecnicamente necessari. I cookies utilizzati nel presente sito sono di tipo tecnico ed hanno lo scopo di garantire il corretto funzionamento di alcune aree del sito stesso e di ottimizzare la qualità di navigazione di ciascun utente. Non vengono utilizzati cookies di profilazione.
Web Design www.horizondesign.it