Nella poesia
Un «fiat» per ri-creare la vita
di Sergio Di Benedetto | 08 dicembre 2017
È bello l'invito di Turoldo alla Chiesa affinchè ripeta ogni giorno la disponibilità di Maria: è la strada della vera obbedienza, che lascia spazio e tempo a Dio, facendo fare un passo indietro all'uomo

Nella riscrittura che padre Turoldo compie degli Inni liturgici, questo dedicato a Maria è particolarmente adatto per la festa di oggi. Maria è «la terra obbediente» che accoglie il seme divino, il quale discende tra gli uomini per il «fiat» di una ragazza sconosciuta, in un angolo nascosto del mondo:

 

«Eccomi, sono l'ancella di Dio,

secondo quanto hai detto si compia».

Tu sei la terra obbediente, Maria,

la creazione che ama e adora.

 

Tu sei la figlia fedele di Sion,

radice santa che genera il fiore

da tutti atteso invocato sperato,

fiore di luce nel nostro deserto.

 

Così la chiesa ogni giorno ripeta

queste parole dell'umile serva,

e tornerà tutto come all'origine

quando Iddio camminava nell'Eden.

 

Sia gloria al Padre al Figlio allo Spirito,

che dal principio ha rifatto le cose:

ci hanno dato una Vergine Madre,

bellezza intatta di tutto il creato.

 

È bello l'invito alla Chiesa affinchè ripeta ogni giorno la disponibilità di Maria: questa è la strada della vera obbedienza, che lascia spazio e tempo a Dio, facendo fare un passo indietro all'uomo: così «tornerà tutto come all'origine», quando la presenza di Dio era amica, come un compagno di cammino nella terra della felicità. È un compito per ogni comunità cristiana, che talvolta cade nella tentazione dell'obbedienza a se stessa, prima che al Padre.

La strada della vita cristiana è un'altra: con quel «fiat» di Maria ritorna la potenza della creazione, arriva un 'rifacimento' dal principio della vita: «e tornerà tutto come all'origine / quando Iddio camminava nell'Eden».

Dovremmo ricordarcelo, quando lo smarrimento bussa alle nostre porte: è nel «fiat» che ritorna la vita, riprende il cammino della creazione, il seme porta frutto. Come all'origine del mondo, e come due millenni fa, grazie a un'ignota e «umile serva».

 

 

Commenta *






Versione stampabile
Invia ad un amico
Scrivi a Vino Nuovo





Sergio Di Benedetto
Sergio Di Benedetto, classe 1983, dottore di ricerca in Letteratura Italiana all'Università della Svizzera Italiana di Lugano, è insegnante di lettere e ricercatore in materie letterarie. Da anni collaboratore in realtà ecclesiali e scolastiche, scrive drammaturgie di carattere sacro e civile per una compagnia di attori professionisti, la Compagnia Exire. Ha coordinato diversi laboratori teatrali con adolescenti, per aiutare i ragazzi a crescere attraverso il teatro.
leggi gli articoli »
Ogni opinione espressa in questo sito è responsabilità del singolo autore. www.vinonuovo.it è un blog in cui ci si confronta su temi e problemi dei cattolici oggi in Italia.
Come tale non rappresenta una testata giornalistica e non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001

Cookies: ai sensi della normativa sulla privacy si informano gli utenti del presente sito che, ai fini di garantire un ottimale funzionamento dello stesso, viene fatto utilizzo di cookies. I cookies sono piccoli file di dati che i siti visitati dall'utente inviano solitamente al suo browser, dove vengono memorizzati per essere poi ritrasmessi agli stessi siti alla successiva visita del medesimo utente. Alcune operazioni non potrebbero essere compiute senza l'uso dei cookies, che in alcuni casi, sono quindi tecnicamente necessari. I cookies utilizzati nel presente sito sono di tipo tecnico ed hanno lo scopo di garantire il corretto funzionamento di alcune aree del sito stesso e di ottimizzare la qualità di navigazione di ciascun utente. Non vengono utilizzati cookies di profilazione.
Web Design www.horizondesign.it