ROBE DI RO.BE.
Accettare una Chiesa che cambia
di Roberto Beretta | 01 dicembre 2017
Siamo stati abituati a ritenere "sicura" e immutabile ogni affermazione fatta dalle gerarchie, e ora ci vuole un certo allenamento per passare da un atteggiamento rigido all'elasticità richiesta da una diversa ecclesiologia

Quinta e (forse) ultima puntata sui cristiani disorientati. Per dire che alla «critica interna» alla Chiesa meglio è farci un certo callo, in quanto... essa spesso diventa la versione ortodossa del credo.

La mia comprensione per i fratelli di fede che si dicono sconcertati dalle "uscite francescane" si è ultimamente accresciuta osservando che - in effetti - non hanno tutti i torti a trovarsi spiazzati; penso ad alcune recenti sortite di esponenti cattolici sul luteranesimo (completa riabilitazione dell'ex eretico, oggi giudicato migliore di alcuni papi suoi contemporanei), sull'Humanae vitae (prodromo a un'ormai prossima riforma del divieto di contraccezione), sulla comunione ai divorziati conviventi. Non entro neppure nel merito di queste singole questioni - si può essere lieti o rattristati, a favore o contro, non c'è problema - però una cosa mi appare assolutamente certa: non si può far passare questa «rivoluzione copernicana» come se nulla fosse successo.

Perché io c'ero, 50 anni fa: e ho visto, sentito, assimilato, quella che fu la dottrina divulgata tra i fedeli in ciascuna di queste materie; ed era esattamente il contrario di quanto oggi va per la maggiore. Non posso dunque non pensare con affetto a tutte le coppie che hanno vissuto con fatica e persino drammaticamente la dottrina cattolica sulla prevenzione delle nascite, e se ne vedranno decisamente cambiato il verso. O quelli che si sono virtuosamente (così almeno pensavano) tenuti lontani da qualunque manifestazione di protestantesimo, e oggi sentono lodare il suo iniziatore...

Tutto ciò né mi esalta né mi scandalizza: lo considero normale nell'evoluzione che sempre (sottolineo: sempre!) la Chiesa - come qualunque altra umana realtà - ha sviluppato nella sua storia; ma capisco che alcuni restino interdetti e sinceramente soffrano. Siamo infatti stati abituati a ritenere "sicura" e immutabile ogni affermazione fatta dalle gerarchie, e ora ci vuole un certo allenamento per passare da un atteggiamento rigido all'elasticità richiesta da una diversa ecclesiologia; ma sopra e prima di tutto bisogna riconoscere che esiste un cambiamento in atto. Che, senza per questo diventare eterodossa, la Chiesa può (anzi, probabilmente deve) "cambiare".

Per evitare certi dolorosi sconcerti servirebbe insomma che nella catechesi e nella pastorale, cioè nella minuta divulgazione cattolica, si cominciasse a cambiare registro. Per esempio insegnando come nelle cose religiose si debba essere quanto mai cauti a dare per "dogma" ciò che non lo è affatto, sotto pena di clamorose retromarce successive e soprattutto di delusioni per chi ci ha creduto. Oppure accettando pacificamente anche nel cattolicesimo i principi di un "relativismo sano" secondo il quale - fatti salvi alcuni, pochi capisaldi (e sapendo che anche su questi la comprensione si accresce nel tempo) - esiste una continua evoluzione della dottrina.

Accade infatti non di rado che quanto un giorno era teoria malvista dal corpo ecclesiale, diventi poi tesi di maggioranza; e in tal senso la critica «dall'interno», quella che nasce sovente dalla riflessione delle coscienze libere e sa sopportare anche il temporaneo contrasto con la tendenza prevalente, si riveli apripista di strade che poi saranno effettivamente percorse. E' l'ennesimo effetto positivo dell'opera di quanti - come lo stesso papa Francesco, a parere di tanti credenti - propongono novità apparentemente sconcertanti e si esprimono con parole severe nei confronti di alcuni atteggiamenti dei cattolici. Ma perché il «disorientamento» stesso venga vissuto come valore positivo, bisogna accettare di vivere in una fede «liquida»; altrimenti ogni cambiamento sarà considerato come una deviazione, una perdita, un errore.

 

 

31/01/2018 12:53 ignorantia legis non excusat
LETTERA ENCICLICA
PASCENDI DOMINICI GREGIS
DEL SOMMO PONTEFICE
PIO X

AI VENERABILI FRATELLI PATRIARCHI
PRIMATI ARCIVESCOVI, VESCOVI
E AGLI ALTRI ORDINARI
AVENTI CON L’APOSTOLICA SEDE
PACE E COMUNIONE.

Sugli errori del Modernismo

http://w2.vatican.va/content/pius-x/it/encyclicals/documents/hf_p-x_enc_19070908_pascendi-dominici-gregis.html

PIO PP. XII
SERVO DEI SERVI DI DIO

LETTERA ENCICLICA

HUMANI GENERIS

AI VENERABILI FRATELLI PATRIARCHI
PRIMATI ARCIVESCOVI VESCOVI
E AGLI ALTRI ORDINARI
AVENTI CON L’APOSTOLICA SEDE
PACE E COMUNIONE.

"CIRCA ALCUNE FALSE OPINIONI CHE MINACCIANO
DI SOVVERTIRE I FONDAMENTI DELLA DOTTRINA CATTOLICA"

http://w2.vatican.va/content/pius-xii/it/encyclicals/documents/hf_p-xii_enc_12081950_humani-generis.html



24/01/2018 16:53 giuseppe martignano
Gentile Roberto Beretta,

Lei sicuramente non se ne sorprenderà ma sono stato profondamente turbato dalla semplicità e banalità, mi permetta il termine, con cui lei ha trattato la Tradizione ed il Magistero nel suo articolo “ Accettare una Chiesa che cambia”
Qui lei ha fatto apparire le Verità della Chiesa, che sono le Verità di Cristo come delle affermazioni legate al tempo ed al mutare delle sue componenti.
Lei dice “non posso dunque non pensare con affetto a tutte le coppie che hanno vissuto con fatica e persino drammaticamente la dottrina cattolica sulla prevenzione delle nascite, e se ne vedranno decisamente cambiato il verso”.
Veramente? Non sapevo che lei possedesse il dono della predizione e avesse la sfera magica per sapere cosa avverrà in tal senso nella Chiesa cattolica. E poi, perché drammaticamente? Se quello scritto sull’Humanae Vitae da Paolo VI fosse un’aberrazione lo capirei, ma visto che in essa risplende il diritto razionale e naturale dell’uomo oltre che il disegno di Dio, perché dovremmo crucciarci?
Inoltre Lei dice che è normale una evoluzione, che questa è sempre avvenuta nella Chiesa… “Siamo infatti abituati a ritenere sicura e immutabile ogni affermazione fatta dalle gerarchie, e ora ci vuole un certo allenamento per passare da un atteggiamento rigido all’elasticità richiesta da una diversa ecclesiologia, ma soprattutto bisogna riconoscere che esiste un cambiamento in atto”. Forse la drammaticità di cui parlava prima era riferita proprio a lei, che non aspetta altro nella vita che un atteggiamento di apertura alla cosiddetta “mentalità di questo mondo”.
Lei è ovviamente libero di sperare in quello che vuole ma le devo dire, da semplice fedele della Chiesa cattolica, che ogni cosa decisa, affermata, da quella che lei chiama grossolanamente “gerarchia” è un approfondimento (questo sì, può avvenire col tempo) della stessa ed immutabile Verità. E quella che lei chiama “evoluzione” della Dottrina non è nient’altro che un perfezionamento ed un chiarimento della stessa.
Ma io non sono un teologo ed allora prendo come riferimento (perdoni l’ingenuità) il Catechismo della Chiesa Cattolica e vedo scritto:
• “ La Chiesa, nella sua dottrina, nella sua vita e nel suo culto, perpetua e trasmette a tutte le generazioni, ciò che ESSA E’, tutto ciò che ESSA CREDE”
• “ Dio, il quale ha parlato in passato, non cessa di parlare con la sua Sposa del suo Figlio prediletto e lo Spirito Santo, per mezzo del quale la viva voce del Vangelo rinnova nella Chiesa, e per mezzo di questa nel mondo, introducendo i credenti A TUTTA INTERA LA VERITA’ e fa risiedere in essi abbondantemente la Parola di Cristo”
• “Grazie all’assistenza dello Spirito Santo, l’intelligenza tanto delle realtà, quanto delle parole del Deposito della fede può progredire (che è diverso dal mutare, nda) nella vita della Chiesa con la riflessione e lo studio dei credenti, i quali meditano in cuor loro, in particolare la ricerca teologica prosegue nella conoscenza profonda DELLA VERITA’ RIVELATA”
Quindi non si tratta di applicare un “relativismo sano”, né di una ipotetica evoluzione della Dottrina ma di un approfondimento dell’unica Verità rivelata.
Lei con quest’articolo ha voluto inserirsi, secondo me in maniera maldestra, all’interno del dibattito sull’Amoris Laetitia e sulle critiche rivolte al Papa sulla questione della Comunione ai divorziati risposati.
Io a questo punto taccio, perché non sono un teologo e nemmeno un Pastore ma so che all’interno della Chiesa c’è un vivo e salutare confronto (vedi i Dubia dei quattro cardinali) che porterà sicuramente dei frutti positivi. Ma lei ha visto il capitolo ottavo dell’Esortazione Apostolica come uno stravolgimento della dottrina cristiana ed in questo le rammento che è stato lo stesso Pontefice ad affermare “Per evitare qualsiasi interpretazione deviata, ricordo che in nessun modo la Chiesa deve rinunciare a proporre l’ideale pieno del matrimonio, il progetto di Dio in tutta la sua grandezza…..la tiepidezza, qualsiasi forma di relativismo, o un eccessivo rispetto al momento di proporlo, sarebbero una mancanza di FEDELTA’ al Vangelo e anche di amore della Chiesa verso i giovani stessi”
Mi permetta un’ultima considerazione, lei ha proposto di vivere una fede “liquida”, prendendo in prestito un’affermazione di Zygmut Bauman (la “società liquida”) non considerando però che il sociologo polacco aveva per essa una pessima considerazione.
Il cristianesimo non è acqua, ma fuoco, fuoco dello Spirito e la nostra fede (la mia, la sua) non merita di essere annacquata ma viva.
Con spirito fraterno,

Giuseppe Martignano



19/12/2017 17:35 ANDREA B.
Arrivo in ritardo di un paio di settimane...
E' un tema quello affrontato dal dr. Beretta che mi "scandalizza" in particolare la chiosa finale sulla fede liquida.
Parto da un esempio pratico che mi colpisce da vicino e oramai è generalizzato in tante famiglie:
la scelta dei miei cognati/e di non sposarsi, una non scelta in realtà. Condividiamo (con mia moglie) il percorso della vita, tra ansie e gioie, successi e insuccessi... Però sempre più i sentieri si differenziano e le scelte (o non scelte) presentano il conto, per alcuni drammaticamente salato.
... il figlio è arrivato senza che in verità l'avessimo cercato.... io il lavoro stabile non l'ho ancora trovato... ma comunque ci vogliamo bene e un domani vogliamo sposarci... però il matrimonio alla fine è un contratto... adesso non mi conviene sposarmi sai quanto dovrei pagare di nido?....
Fino ad arrivare alla tragedia di una cognata: "Sono incinta ma ho scoperto di avere la toxo e mi hanno detto che il feto potrebbe avere subito dei danni, e che fino ai 3 anni di vita non si è sicuri che sia sano, lui vorrebbe andare avanti ma è un uomo che ne sa! Io non riesco a stare in ansia tutto questo tempo.
Sono passati solo alcuni mesi da quando è accaduto, abbiamo offerto massima disponibilità e aiuto. Non abbiamo avuto il coraggio di chiederle l'adozione, perchè non volevamo forzarla moralmente (e di ciò mi sento in colpa). All'apparenza tutto è scivolato via, nessuno ne parla più. Ma quel bambino/a non nato è il risultato di scelte liquide, contingenti che per lui hanno precluso la VITA.
Ritengo che la Chiesa non possa nascondere la verità e adattarsi (peraltro sempre in ritardo) alla modernità che mira a sconfiggere l'uomo.
Tutte queste aperture sì mi sembrano liquide e illusorie. Alla fine la strada da prendere è sempre quella stretta e per costruire una casa bisogna rimboccarsi le maniche e scavare nella roccia.



07/12/2017 10:04 Francesca Vittoria
...è salito sul monte, lì si fermò. Attorno a lui si raduno molta folla, recando con se zoppi, storpi, ciechi, sordi e molti altri malati, li deposero ai suoi piedi ed egli li guarì.?..la folla era piena di stupore nel vedere i muti che parlavano, gli storpi guariti, gli zoppi che camminavano e i ciechi che vedevano. E lodavano il Dio d'Israele. Il Pastore oggi non è Gesù Cristo ma Papà Frances co, che visita terre e popoli tormentati da ogni sorta di disagi eppure quella gente corre a dargli il benvenuto, ad ascoltare la Parola che il cuore gli suggerisce , anche i non cristiani lo sento no amico per che dice parole eterne come fratellanza, pace, perdono, dignità umana, e questo è il Vangelo non un altro che invita a vivere, che ogni persona nella propria situazione è cielo diverso e via da seguire che ci fa genti della nuova Gerusalemme.
Francesca Vittoria



05/12/2017 09:35 Alberto Hermanin
Molto buoni Lorenzo Pratesi e la seconda di Ale. condivisibili entrambi, sono contento di aver aperto stamattina Vino Nuovo. Insisto se posso sull'ultimo passaggio di Ale. Chiedo solo un po' più di misericordia e comprensione per quelli che non capiscono. La chiedo non solo e non tanto al Papa, quanto ai suoi scatenati supporters un po' troppo pronti a disprezzare il prossimo... che poi dall'altra parte ci siano estremisti idioti è anche vero: ma due opposti errori non fanno una verità.


05/12/2017 02:00 Ale.
Apprezzo l'onesto intervento di Pratesi.
Già da molti è stato rilevato che la visione di Papa Francesco è tipicamente sudamericana, e lui non è certo tipo da cambiare di una virgola il proprio modo di essere, per sua stessa ammissione.
Una dimensione più immanente che trascendente.
Entrambe tuttavia necessarie.

Anzi, è proprio dall'incontro con Cristo e dalla fede in Lui (fede su cui Gesù stesso ha insistito più volte) che ne deriva la dimensione terrena, nella propria vita e nell'operoso amore fraterno.
Tutti gli ultimi Papi hanno posto in luce questo, "richiamandosi" tutti al Vangelo. Chi con maggiore chi con minore capacità di approfondimento, di ampliamento degli orizzonti. O meglio, con accentuazioni diverse a seconda delle diverse sensibilità e momenti storici.

Tutti ci hanno lasciato documenti di magistero chiaramente esplicativi, validi punti di orientamento per il popolo di Dio. Cosa direi doverosa, visto il ruolo che Gesù stesso ha affidato a Pietro.
La "rigidità" spesso stava negli occhi di chi non intendeva metterli in pratica, ma non vi si trovavano anatemi. Sempre era presente l'amore di Dio, e il conseguente amore per i fratelli.
E le leggi umane, non sono forse "rigide"? Ma quanti non le osservano comunque?

Se Gesù ha dato agli apostoli il potere di "legare" e di "sciogliere", non può essere che ciò che era "legato" ieri venga "sciolto" oggi per poi magari tornare "legato" domani, o viceversa, senza un'espressa motivazione.
Può certamente essere che il mutare dei tempi porti a riflessioni e conclusioni diverse, ma non si può pretendere dal popolo di Dio un'accettazione supina senza averlo reso chiaramente partecipe del come e del perché di tali diverse conclusioni.
Anche Gesù "spiegava" i suoi insegnamenti: con parabole o anche, a volte, con durezza. Anch'Egli talvolta suscitava sconcerto. Ma si faceva capire chiaramente, senza timore.

Ora, anche Pratesi nota che "qualche passaggio comunicativo e dottrinale è mancato": lo stesso concetto che esprimevo io e come me tante altre persone.
Quindi, non è questione di maggiore o minore elasticità, o di ritenere "immutabile" ogni affermazione ("sicura" sì, sarebbe auspicabile, per la fiducia che il ruolo dovrebbe ispirare).
E' questione di comunicazione assente o nebulosa, che dà per scontata la diversa visione senza curarsi di spiegarne le ragioni, anzi accusando gli altri: non c'è quindi da stupirsi se quella parte di popolo di Dio che esercita il proprio raziocinio, si senta "disorientata" e direi a volte "smarrita".
Se davvero si amano anche i propri fratelli di fede, basterebbe venisse esercitata anche verso di loro quella
comprensione, quella "misericordia" che si predicano: oppure si pensa che non ne siano degni?



04/12/2017 21:27 PietroB
@GG
Vergogna? Chi? Vergogna chi sa piangere con l’Uomo che piange, senza se e senza ma?? A scusante se non conosci, guarda qs video di mia figlia:

https://www.rsi.ch/play/tv/popupvideoplayer?id=9637441&startTime=23.278



04/12/2017 19:14 Pietro Buttiglione
Abbraccio Renzo!!
Contraccezione: come mai la Humanae vitae era ignorata in confessionale?
Imo: la CC DEVE dire quale è il meglio ( no rapporti pre/no condom ) MA deve tenere conto della REALTÀ in cui ogni Persona deve scegliere sempre con conseguenze +|- . Davvero la CC crede che l’agire umano possa essere ridotto ad un .xls’? Siamo mica robot. !!
Supponenza atroce il voler normare TUTTI! Sicuramente ben poco evangelico!

SE si capisse tutto questo... aash, come sarebbe facile capire il Papa.. ma lo si VUOKE capire??



04/12/2017 19:04 g. g.
Elasticità? Cos'è un eufemismo per dire che quello che viene affermato oggi sarà negato domani e riaffermato dopodomani. La nave è senza nocchiero o meglio il nocchiero pensa al gregge islamico inviece che hai fratelli nella fede. In un paese come il Bangladesh dove i cristiani sono minoranza oppressa non trova di meglio da fare che piangere sui musulamni profughi dalla Birmania. VERGOGNA!


04/12/2017 17:32 Lorenzo Pratesi
E' indubitabile che la sensibilità di Papa Francesco sia molto meno paolina dei suoi predecessori e molto più incentrata alla costruzione del Regno di Dio. Il recente viaggio in Asia, secondo me, ha chiarito una volta più, se mai ce ne fosse stato bisogno, proprio questo aspetto. Ciò che conta non è tanto l'annuncio del Kerygma paolino della passione, morte e resurrezione di Nostro Signore Gesù Cristo, ma il lavorìo strenuo per l'anticipazione del Regno di Dio su questa terra come riscatto dei popoli. Di qui, ad esempio, a mio avviso, l'insistenza sul popolo Rohyingia, preso a paradigma di "un" popolo sofferente come il Servo di JHWH.
Se non si capisce questa dimensione teologica propriamente "sudamericana" - come ho scritto in un recente altro mio intervento - si rischia di travisare completamente l'opera di Francesco, facendogli sostenere tesi da lui mai pensate. Solo così, invece, si comprendono le ragioni della prevalenza delle opere sull'annuncio, della Laudato sì, dell'investitura di poteri dottrinali delle Conferenze Episcopali, di un ecumenismo portato avanti pur in presenza di forti controversie dottrinali, di una Chiesa povera per i poveri, delle perplessità sulla frattura certificata tra la Humanae Vitae e la prassi popolare, dell'insistenza sulla sinodalità.
Se poi l'agire del Papa sia intrinsecamente ed estrinsecamente organico lo dirà la storia: certo qualche passaggio comunicativo e dottrinale è mancato (su tutti, mi colpisce l'investitura addirittura del potere dottrinale alle Conferenze Episcopali che non trova fondamento nel magistero precedente, nemmeno in quello conciliare della Lumen Gentium, che mi pare nemmeno le rammenti).

Mettiamola così: a Benedetto XVI i grandi Padri della Chiesa; a Francesco le "genti" pagane dei primi secoli. Chiunque voglia vedere queste due sensibilità come tra loro contrapposte, secondo me sbaglia gravemente.



04/12/2017 17:30 Francesca Vittoria
----. la Chiesa può (anzi, probabilmente deve) "cambiare"….Quando ero bambino, parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo da bambino. Divenuto uomo, ho eliminato ciò che è da bambino. Verita, se penso ai miei genitori oggi, che non ci sono più li vedo con più chiarezza come persone e da adulta provata da esperienze personali sono loro grata per la fede che è diventata anche mia scelta, e sono molto perdonante su altro. Mi domando se anche in riferimento alla Chiesa ai suoi cambiamenti, quella misericordia tanto invocata da Papa Francesco non sia anche la cosa giusta per il nostro tempo- C’è mai stato un tempo in cui la Chiesa non ha dovuto cambiare? Nei tempi de La prima e seconda guerra e che dire Sarajevo? che il messaggio cristiano non è riuscito a fermare le armate, eppure allora Cristo era conosciuto, nelle scuole, nel territorio Europeo! Croci sterminate segnano i nomi di caduti! Come non dire Cristo Misericordia per tanto scempio di vite umane! Oggi sembra ci sia meno cultura religiosa, anzi molto vuoto di questa , in famiglia, nelle scuole, perfino nei talk show giovani restano muti a domande la cui risposta è data quasi per scontata, Hanno personale colpa di tanta ignoranza?, NO, penso invece che non una fede liquida sia causa di disorientamento, ma che viviamo in una società così di valori negletta, che vive fluida in molti altri che si è creata,, non esiste più un sentire comune neppure nei luoghi di lavoro, le tradizioni rimandano al passato ma trovano tiepido ricordo e neppure curiosità tenute vive per un mercato più che sentite Questa società moderna sembra essersi reinventata un suo modo di stare al mondo , essere diritto a se stessa, sembra aver liquidato con il passato Cristo, in conflitto di idee circa libertà, la verità? la sua. Papa Francesco può fare domande , si presenta Pastore Buono perché è così come si è presentato Cristo , deve dare a chi ha fame e sete di affetto, di amore, di giustizia non può far altro che dire come Lui ha detto a suo tempo,. Certo che il principio cristiano circa la famiglia, ieri e anche oggi, non è cambiato, …..da( il posto di Dio nel mondo” )“< la famiglia non è semplicemente una coppia. E’ una coppia aperta alla vita (e quindi origine della società), è una coppia complementare e quindi accogliente (origine quindi della socialità) ed è una coppia che assume delle responsabilità pubbliche tramite il matrimonio. “ Se si spegne la disponibilità ad accogliere la vita nascente e ad accompagnare la vita morente tutte le relazioni umane, dalla famiglia al lavoro, diventeranno più aride……. °..la società non la si costituisce – semmai la si costruisce -, essa viene costituita o, meglio: noi siamo costituiti in essa…sempre Benedetto XVI° che mi sono permessa citare per meglio esprimere la mia risposta al” cambiamento della Chiesa che sembra destare sconcerto. E la società che Papa Francesco ha oggi davanti è quella secondo l’idea originale di Dio e della Sua Chiesa o non piuttosto una tutta nuova, da creata per una società tutta diversa ! Eppure anche Cristo quando è venuto si è trovato a insegnare un modo diverso di essere, ha voluto far conoscere se stesso perché imparassimo a essere e fare secondo quello desiderava il Padre Suo diventassimo, suoi figli per sempre…” La Chiesa non è il mondo anche se essa è nel mondo. La Chiesa è per il mondo, ma rimanendo Chiesa e non diluendosi nel mondo. Benedetto XVI°” Papa Francesco non lavora per la pianta che è salda, non diluisce la dottrina evangelica, ma si trova una realtà già sciolta che cerca di riunire , rinsaldare, parla, ammonisce persegue gli stessi obiettivi non diversamente dai suoi Predecessori, ma la Chiesa è oggi nel mondo come i Rohingya , ha bisogno davvero almeno del nostro sostegno, e fa piacere quanto la fama della Sua Persona ha raggiunto ogni parte della Terra.
Francesca Vittoria



04/12/2017 14:57 Alberto Hermanin
"Il Papa richiama il Vangelo. Non basta? Non è sufficiente? Perché? Per chi?" Concordo. I suoi predecessori invece richiamavano altro? Non capisco, ma mi aspetto che ci si spieghi.


04/12/2017 14:25 Ale.
Le cose non sono solo bianche o nere, totalmente vere o totalmente false.
L'intelletto ci è stato dato proprio perché possiamo ragionare e non accettare supinamente ciò che in un dato momento va per la maggiore.
Esistono molti colori, basta volerli vedere.
È il solo bianco o nero ad essere "vecchio".



04/12/2017 13:59 Renzo

Sono nato nel 1949, dunque ho ricevuto una educazione religiosa preconciliare: catechismo a memoria, cosa fare e cosa non fare in ogni situazione per non andare all'inferno ecc. ecc. Bene: ora sto facendo un lavoro su me stesso, lento e faticoso, per accettare che la Chiesa cambi in relazione alla società alla quale tocca in quel momento parlare. Ciò obbliga a riscoprire il nucleo della Fede, quello che resta integro nel mutare dei tempi, il vero tesoro. Personalmente sono stato "obbediente" agli insegnamenti che mi hanno impartito, e a volte mi ribello quando vedo che cose tenute per assolute ora sono dimenticate. E mi chiedo se non sono come il fratello maggiore che è sì stato obbediente, e anche vicino al Padre, ma che alla fin fine non lo ha conosciuto.




04/12/2017 12:24 Yolanda
O forse l'interpretazione che ne ha dato la dottrina a cui siamo abituati scambiandola per vangelo.


04/12/2017 09:47 Ale
Beh, su Lutero, contraccezione, divorzio (argomenti citati da Beretta) non mi sembra che venga proprio richiamato il Vangelo...


04/12/2017 08:38 Yolanda
Il percorso mentale o dottrinale sconosciuto che motiva il cambiamento . Ce n'è bisogno? Il Papa richiama il Vangelo. Non basta? Non è sufficiente? Perché? Per chi?


04/12/2017 01:48 Ale.
Premesso che siamo tutti commossi dalla "comprensione" di Beretta, ha ragione PietroB nel suo primo intervento: una fede "liquida", che Fede è? In che cosa?
In un Dio sempre più sincretistico?
In Gesù Cristo, non si sa più se anche Dio oltre che uomo, che il Papa per primo si guarda bene dal nominare quando parla in ambiente laico (cfr. università)?
Alla faccia del "confermare i fratelli nella fede".
E' poi normale che sempre si trovi chi è più lealista del re, e cavalcando l'onda si spinge ancora più al largo.
Manca, come al re, la capacità o la volontà di approfondire, di guardare "dentro" alla realtà delle cose in ogni loro aspetto.

Lutero? Certo, all'inizio le sue intenzioni potevano anche essere lodevoli, ma poi si è lasciato prendere la mano dalla superbia.
I papi "cattivi"? Forse talvolta lo Spirito Santo si distrae, oppure l'elemento umano (superbia, carattere...) prevale e fa imporre il proprio "potere" (succede, succede...).
I papi non erano stinchi di santo neanche all'epoca di San Francesco, ma lui non sentì il bisogno di fare uno scisma e rivoluzionare la dottrina. Con umiltà si "limitò" a proporre l'esempio della propria vita.

La Humanae Vitae? Papa Paolo VI ci rifletté lungamente, dolorosamente, e poi chiarì la sua responsabile conclusione di Capo della Chiesa in una intera enciclica. Riflessione e chiarimento che sarebbero altrettanto necessari qualora si volesse modificare tale posizione, affinché i fedeli possano comprenderne le ragioni.

E così per ogni altro aspetto. Ma Beretta fa finta di non capire che il "disorientamento" non è dato tanto dai cambiamenti, quanto dal fatto che essi vengono imposti senza far conoscere il percorso mentale, o dottrinale (parola tanto odiata), che li motiva, e pretendendo pure che vengano accettati ad occhi chiusi.

Un vero approfondimento invece richiede di mettersi in gioco con onestà e apertura mentale, presuppone umiltà e riflessione e dà luogo ad analoga onesta riflessione, per cui non sarebbe impossibile incontrarsi.
Ma è molto più facile lanciare accuse di inflessibilità per far sentire in colpa chi magari vorrebbe solo "capire".

Ed è naturale che senza spiegazione non vi sia adesione, proprio per non "dare per dogma ciò che non lo è affatto": non sono dogmi neanche i cambiamenti, anche se li si vorrebbe far passare per tali. La "riflessione delle coscienze libere", se considerata positiva per taluni, deve essere considerata positiva anche per gli altri.



03/12/2017 16:05 Yolanda
Ma la chiesa è composta dagli esseri umani e fatta per essi . E Cristo era un uomo oltre che figlio di Dio.E gli umani,come la chiesa si evolvono a piccoli o grandi passi,avanti ma anche indietro.Tra difficoltà e anche errori. Ma nulla e' inutile. E' dagli apparenti errori che nascono a volte enormi passi in avanti.


03/12/2017 15:19 Pietro Buttiglioner
E se manca la relazione con Lui e la Sua Parola... tutto il resto è fuffa, CC o CCC o link checchessia!!


03/12/2017 14:23 Chiara
Il problema sta proprio nel dare per scontato, come in questo articolo, che la Chiesa sia una realtà umana. Per San Paolo essa è corpo il cui capo è Cristo


01/12/2017 15:16 Maria
Esiste una continua evoluzione della dottrina. Per esempio fra trecento anni il Credo niceno potrebbe essere del tutto dimenticato e sorpassato e magari si potrebbe credere nel guru Jesua simil buddista e/o hippy. che ti insegna love and peace ffratello, e fatti pure di roba, ma solo buona mi raccomando.Credo nello sballo e nel piacere cosmico. Scopare e' il senso della vita.
Inutile diire che i preti fra trecento anni non saranno più' celibi e anzi multisessuali e dediti alle sacre orge, La Messa diventera' un culto multimediatico con canti balli e rapporti sessuali fra sacerdoti e chierichetti. Qualcuno si domandera' ma quale era in origine il culto cristiano? Mah, chi se ne ricorda piu' ? Roba d' altri tempi, del resto L' evoluzione della dottrina e' un dogma che non ammette critiche. I vecchi chi culti sono sorpassati.



01/12/2017 07:42 PietroB
“...bisogna accettare di vivere in una fede «liquida»;”
fede????
ma se Fede=.....



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Roberto Beretta

Roberto Beretta, giornalista e saggista. Ha scritto 25 libri, quasi tutti di argomento religioso, di «destra» (Storia dei preti uccisi dai partigiani , Il lungo autunno, controstoria del Sessantotto cattolico ) e di «sinistra» (Chiesa padrona , Le bugie della Chiesa). Gli ultimi lavori sono: Fake pope. Le false notizie su papa Francesco (San Paolo), Fuori dal Comune. La politica italiana vista dal basso (Edb), Oltre l'abuso. Lo scandalo della pedofilia farà cambiare la Chiesa? (Ancora) Ha due figli e ancora una gran voglia di dire la sua.

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