ROBE DI RO.BE.
Fake news e devozionismo
di Roberto Beretta | 23 novembre 2017
Può essere solo un caso se un network specializzato nell'accalappiare creduloni sui social dà tanto spazio ai miracoli?

È interessante scoprire - lo fa in questi giorni un'inchiesta di un sito specializzato - che una delle centrali italiane da cui provengono la maggior parte della notizie inventate o gonfiate circolanti sui social, sia anche un network molto legato a siti ultracattolici e tradizionalisti.

Spieghiamoci. Com'è ormai ben noto, circolano di più in più sulla Rete le cosiddette «bufale», o più modernamente «fake news», che sono informazioni verosimili ma completamente false oppure sostanzialmente deformate, e  nonostante ciò vengono prese per veritiere e generano forte seguito di reazioni e anche conseguenze più concrete. Certo, il fenomeno è sempre esistito, sia per burla che (nei regimi totalitari) per disinformazione, ma oggi - complice l'enorme capacità di diffusione delle notizie attraverso internet - è diventato ormai «virale» e viene spesso utilizzato per orientare l'opinione pubblica.

Una di queste fonti italiane è stata appunto individuata in una serie di siti, tutti riconducibili a un'unica realtà, che accreditandosi a vicenda spargevano il virus delle «fake news» un po' dappertutto (guadagnandoci: come avvenga, però, non è qui il luogo per spiegarlo). La cosa interessante per noi è che la medesima rete rilancia volentieri anche notizie relative ad apparizioni (Medjugorie forever), miracoli, prodigi, eccetera; così come - per la verità - anche i messaggi cari a certa destra ultracattolica (oltre che a tanta destra-e-basta): no all'immigrazione, viva la famiglia "tradizionale", eccetera.

Chiaro e logico insomma che quanti mirano ad ottenere più clic e più like possibile, scelgano (e se non li trovano, li inventano) argomenti quanto più populisti possono, atti a suscitare seguito perché sollecitano facile indignazione, generica rabbia, stupore immediato; parlano «alla pancia», come si dice, e di lì non si sollevano molto, indirizzando peraltro pesantemente il comportamento delle masse: compreso quello elettorale.

Proprio sulla contiguità tra sacro e fake news sorge allora qualche domanda: possiamo mettere anche alcuni fenomeni religiosi, come quelli sopra elencati, sullo stesso piano dei contenuti accattivanti (ma non verificati) preferiti dalle «bufale»? Possiamo sostenere che dietro la rinascente popolarità del «prodigioso» (non solo cristiano) ci sia contiguità con certi ambienti interessati a catturare in qualunque modo il consenso, ben più che a diffondere la fede? E ancora: in base a quale linea di analogia culturale tanti cattolici sono disposti ad accomunare Padre Pio e certe bufale - o certe prese di posizione oltranziste? Esiste un legame tra l'educazione cattolica al soprannaturale e la propensione a cascare nelle fake news (più in generale: ad accreditare notizie o addirittura pratiche poco razionali)? Non può essere un caso se un network specializzato nell'accalappiare creduloni sui social dà tanto spazio ai miracoli... E forse nemmeno che Papa Francesco abbia dedicato proprio alle fake news la prossima Giornata delle comunicazioni sociali.

 

 

30/11/2017 17:17 Francesca Vittoria
Fake news = false notizie, far apparire vero ciò che è falso, anche fingere, simulare interesse, è la verità che sembra essere rara, è difficile capire scoprire il vero per quanto il falso lo mette in oblio. Ci stiamo avvicinando al Natale, già le vie sono addobbate per questo evento da millenni ricordato, Verità di un fatto storicamente accaduto, verità di fede per tutte le genti che credono in un Dio che si è fatto uomo per amore e a salvezza dell’umanità ha dato la vita. Il Dono venuto dall’alto e che nella circostanza della sua natività diventa emblematico scambio di affettuoso reciproco dono. Ma perché celebrare il natale se non si crede né all’evento storico, né alle verità che questo Dio ha lasciato da perpetuare di se istituendo la Chiesa la Sua Chiesa che più frammentata, contrastata come è oggi e al suo interno e al suo esterno, soltanto un Papa combattente, come si dimostra essere anche Papa Francesco, la conduce anche per impervi percorsi, con un coraggio da leone!! E’ questa la verità che brilla, ma anche la fake esiste eccome!!!Si perché il Natale sta assumendo i paramenti di un carnevale, o di altra festività come “ halloween “? Il dono di scambio a quale natività si riferisce se anche in qualche scuola non si vuole permettere venga rappresentato il ricordo di tale storica verità, - La Stampa: la crociata del presepe””Il Natale se è fake che natale è? Se il dono non è per affetto, è un dono fake . perché contraddice il DONO originale che viene ricordato.
Francesca Vittoria



27/11/2017 18:47 Maria
Le fake news le hanno sempre spacciate i giornaloni di regime e di Stato , Corriere e Repubblica e la Stampa .
Basta rileggere le prime pagine di giorni passati, la morte di Stalin per esempio spacciato sul Corriere come il laeder più amato dal popolo sovietico.
E mai nessuno gliene ha chiesto conto! Delle notizie false, volte a propagandare certe cose per far sì che le masse beote ci credessero e votassero come i lor signori , quelli che stanno dietro i giornaloni, desideravano .
oggi c'è Intenet. i poteri forti all'inizio erano fautori di Internet, ma poi si sono accorti che le notizie sul web non seguono i loro desiderata, addirittura sono CONTRO i loro benianimi,i ,loro burattini, addirittura CRITICANO i loro burattini! e allora oggi comincia strisciante una nuova censura quella contro le "fake news . naturalmente le fake news sono solo quelle che vanno contro il mainstrem , il pensiero politicamente corretto.
state attenti, dietro questa voglia di "verita'" e lotta contro la menzogna c'è una enorme dose di IPOCRISIA!



27/11/2017 17:37 Giovanni Grassi

La cosa che mi spaventa di più a dire il vero non sono le fake news ma quelle vere che provengono dalla chiesa del papa agentino. Una chiesa ridotta all'insignificanza, una chiesa che plaude a persone come la bonino, una chiesa che se ne fotte dei cristiani perseguitati ma fa proclami contro l'islamofobia. Una chiesa sempre più vuota di fedeli e sempre più piena di atei che plaudono al papa regnante.




27/11/2017 08:12 Pietro Buttiglione
Apprezzo intervento di Ale xchè sul tema: ad es quando scrive che i fake prosperano sulla ignoranza, ma anche sulle pance “faziose”, schierate a priori...😂 Come orientarsi? Squalificando a priori ogni fonte di fake al minimo segno. Senza pietà: tanto sovrabbondiamo di fonti... Se eliminiamo le gonti obbligate a mentire xchè schierate ( o pagate..) a priori non resta molto!! E aiutarci tra noi? Ad es seguire Bernardelli su Teeet x medio oriente mi risparmia di leggere cento trstate!😍


26/11/2017 19:14 Ale.
Qual è il segreto delle fake news per rendersi credibili? La verosimiglianza.
Quando, ad una analisi critica affrettata, vi sono elementi nel contesto che potrebbero rendere credibile la notizia, è facile che molti "abbocchino", anche menti non ingenue.
Un solo esempio:
Quando, qualche mese fa, è uscita la notizia (falsa) di questa frase attribuita al Papa: "Sembra che il Corano e la Bibbia siano state scritte entrambe dagli stessi Apostoli", molti vi hanno creduto, anche noti personaggi, perché non molto tempo prima il Papa aveva fatto affermazioni su Vangelo e Corano che avevano suscitato sconcerto in parecchi, quindi la frase poteva apparire verosimile.
La motivazione poi di tale frase, e cioè che sarebbe stata trovata nelle grotte vaticane un'antichissima copia di un Vangelo che sembrava sovrapponibile al Corano, era molto meno credibile, per chi avesse solo un minimo di conoscenza di storia dell'Islam e del cristianesimo. Ma quanti hanno tale conoscenza? Certo non molti, e quindi per i più la notizia poteva apparire "credibile".

Altro discorso invece è l'esercitare lo spirito critico a senso unico: quanto di noi, ad un onesto esame di coscienza, possono affermare sinceramente di guardare con il medesimo senso critico le notizia provenienti da qualunque fonte?
Non succede forse a tutti di guardare con sospetto le notizie provenienti da una fonte non affine alle nostre idee (e magari sono notizie vere), mentre si è più propensi a prestare fede (acriticamente) alle notizie provenienti da fonti a noi affini (e magari sono notizie false o deformate)?

Altro discorso ancora è l'esattezza delle notizie che leggiamo: non sono forse, quasi sempre, già "filtrate" attraverso l'occhio di chi ce le dà? Anche di questo dovremmo tenere conto, nell'esercitare il nostro "spirito critico".
"In medio stat virtus": gli antichi avevano già capito tutto.



26/11/2017 15:09 Yolanda

Torno al commento di Beretta del 23.non se la prenda Sara ma 9 commenti su 11 a me sono sembrati eccessivi. Non discuto sulla preparazione e conoscenza ma ,come già fatto notare, mi sembravano commenti a senso unico di cui non vedevo la funzionalità. Il tema posto mi sembrava la deliberata messa in rete di false notizie per la ricerca di consenso funzionale al mantenimento di un pensiero comodo e acritico .
Molto più difficile educare alla contestualizzazione, all' analisi,alla verifica. Negli ultimi decenni il pensiero unico messo in campo dai mezzi di informazione asserviti al potere hanno deliberatamente diseducato i più ad un pensiero critico. Certo alcuni più fortunati possono attingere alla propria cultura ma, non è sbandierandola che si stimolano gli altri ad un cambio di mentalità e ad una crescita per scelte non di pancia ma più consapevoli ed equilibrate. Stimolando quindi il dialogo e la circolazione delle idee personali e non monopolizzando un disponibile luogo di accesso.
detto ciò molto difficile poter distinguere ora tra notizie vere e false o le mezze verità in tutti i campi. I mezzi di informazione favoriscono in tutti i modi la velocità non la riflessione che richiede modi e tempi venduti come obsoleti ma che sono essenziali invece per interiorizzare un metodo funzionale a un pensiero critico capace di discernere. Questo e' però il tempo e il contesto in cui viviamo e in cui la parola fede sembra un azzardo. Fiducia in chi e in che cosa? Eppure occorre nutrire la speranza per consentire al mondo di andare avanti e all' uomo di non perdere i valori umani. Per nutrire la speranza occorre attingere si alla memoria dei passi fatti ma soprattutto al coraggio della creatività nei singoli segno della creatività di quello Spirito che su tutti discende e da cui proveniamo.I modi vanno adeguati alla realtà e ai tempi in cui viviamo.




26/11/2017 12:55 Alberto Hermanin
Solidarietà a Sara.


25/11/2017 17:06 Pietro Buttiglione
Nota nella polemica: dannose le derive, gli OT, gli skantonamento, il citare altri senza un vero contributo personale ...
Ma ancor di più gli “ io sto con khj” ed io con “wjy”. Perché non sono confronti di idee sul tema e soprattutto si vorrebbe trasformare VN in un campo di battaglia con tanto di firmazioni e lanci di giudizi. Semplicemente penoso.



25/11/2017 15:27 Ale.
Non preoccuparti, Sara, i tuoi interventi sono sempre ben accetti.
Per una che smette di leggerli (rosica??), ci sono molti altri che invece li leggono trovandoli competenti e stimolanti, anche se non vi danno riscontro.
E poi, la quantità di interventi farà piacere a Beretta... ;))



25/11/2017 09:08 Lorenzo Pisani
Quel tipo estroso di Admin (mi perdoni ;) ) per le sue vacanze ha scelto un hotel 5 stelle con un pacchianissimo porticato. Prendiamo una foto di Admin in costume da bagno e bibita e sotto ci scriviamo "è così che Admin entra a san Pietro".
Possiamo aprire un lungo dibattito se Admin potrebbe spingersi a tanto oltraggio verso il luogo sacro (e quindi la notizia potrebbe essere vera), possiamo aprire un lunghissimo dibattito se sia davvero importante la tenuta con cui si debba entrare a San Pietro. E tutto questo forse ricade nel famoso discorso del relativismo. Ma intanto, fuori di ogni dubbio, la famosa "foto" di Admin con la bibita ghiacciata a San Pietro è falsa, dolosamente falsa. Il relativismo (forse) avrà ampliato la platea di potenziali creduloni. Ma questo nulla toglie alla responsabilità morale, per noi che a queste cose ci teniamo, di aver prodotto un falso.



24/11/2017 19:23 admin
Per favore (e vale per tutti) non facciamo l'asilo. I commenti di tutti sono sempre bene accetti. Il nostro consiglio - da sempre - resta quello di concentrare il proprio pensiero in qualche osservazione evitando lunghi batti e ribatti che per chi li guarda da fuori appaiono un po' stucchevoli. Poi però ciascuno faccia quello che crede, senza problemi


24/11/2017 18:53 Sara
Non si preoccupi Yolanda non scrivo più, scusatemi per lo spazio occupato e il tempo che vi ho fatto perdere.


24/11/2017 17:25 Yolanda
9 interventi di Sara. Ho smesso di leggerli...


24/11/2017 09:24 Sara
Fiano scusate non Flaiano, nel senso che anche un tema così delicato come il negazionismo in rete non puoi pensare di risolverlo mettendo un semplice tappo legislativo. Bisogna invece fare un cammino molto più lungo che aiuti a riscoprire la verità storica (le camere a gas, lo sterminio programmato e metodicamente attuato).

Adesso che viene al nodo tutto questo ribollire di false verità non te ne puoi uscire dopo 30 anni a scandalizzarti per le fake news come se non si fosse fatto nulla per creare questo clima di incredulità generale.



24/11/2017 08:51 Sara
Nel senso che anche una bugia e' una mezza verità e allora io non devo guardare il dito della bugia manifesta ma la luna della verità nascosta.


24/11/2017 08:37 Sara
Ma come fai a dire che bisogna relativizzare le fake news? Se una cosa e' falsa la puoi smontare solo se conosci quella vera. Il problema quindi e' hai una verità da opporre a quella falsa? Esiste questa verità e siamo in grado di comprenderla e trasmetterla?
Altrimenti sostituiamo una fake con un'altra fake come spesso succede nelle nostre discussioni.

Se lei fosse la madre di Regeni e volesse sapere chi ha ucciso suo figlio a cosa si appellerebbe? E non sarebbe mosso dal desiderio di conoscere quella verità che evidentemente esiste da qualche parte?

Quando dico che il giochetto di smontare la "verità" altrui per imporre la propria (che questo alla fine è stato) e' sfuggito di mano mi riferisco al fatto che nelle discussioni si è persa la consapevolezza che da qualche parte la realtà esiste.

"FERRARIS Gli ultimi anni hanno insegnato, mi pare, una amara verità. E cioè che il primato delle interpretazioni sopra i fatti, il superamento del mito della oggettività, non ha avuto gli esiti di emancipazione che si immaginavano illustri filosofi postmoderni come Richard Rorty o tu stesso. Non è successo, cioè, quello che annunciavi trentacinque anni fa nelle tue bellissime lezioni su Nietzsche e il "divenir favola" del "mondo vero": la liberazione dai vincoli di una realtà troppo monolitica, compatta, perentoria, una moltiplicazione e decostruzione delle prospettive che sembrava riprodurre, nel mondo sociale, la moltiplicazione e la radicale liberalizzazione (credevamo allora) dei canali televisivi. Il mondo vero certo è diventato una favola, anzi è diventato un reality, ma il risultato è il populismo mediatico, dove (purché se ne abbia il potere) si può pretendere di far credere qualsiasi cosa. Questo, purtroppo, è un fatto, anche se entrambi vorremmo che fosse una interpretazione. O sbaglio?"


http://temi.repubblica.it/micromega-online/laddio-al-pensiero-debole-che-divide-i-filosofi/


E' una discussione di 6 anni fa accelerata oggi dai problemi legati a internet e dalla "caduta" di Heidegger su cui il postmoderno in fondo si basava dopo la pubblicazione dei quaderni neri (che mostrano il suo antisemitismo e la sua adesione al nazismo).

Detto ciò: nonostante siano ormai 30 anni che aspetto la caduta del postmoderno devo ammettere con tutta onestà che se si vuole sostituire Vattimo con Burioni e Flaiano e cioè con la "verità" nuovamente imposta per legge mi tocca subito rimpiangere Vattimo.
Perché come diceva il buon Tommaso ogni verità viene dallo spirito santo e c'è un po' di verità anche nelle fake news. Basta saperla leggere.



24/11/2017 07:37 Pietro Buttiglione
Fake news frutto del relativismo?? Sarebbe come dire che la forma determina la verificità dei contenuti.. veramente assurdo!!
Mi basta un esempio scolastico: i cosiddetti sillogismi sono una forma logica di ragionamento. OK?
Forse che quelli “cornuti” dimostrano che la forma è in se errata?? O nn piuttosto che la veridicità degli assunti vada cercata con altri mezzi?
Prendete atto p.f. che tutto è relativo come FORMA. Peccato che il buon Beretta avesse fornito un esempio chiaro e netto da Sara non inteso: Medjugorie è vera?? Padre Pio?? Solo discernendo sul relativo appare chiaro che trattasi di imbonimento / usucapione.
Così il link su Zenit: per analizzare la veridicità delle varie news bisogna “relativizzarle”. E ancora: NON è con qs procedimento che si creano così le fake!! Essusto, metto il “.”



23/11/2017 19:13 Sara
"Tutto l’articolo di Zenit fa ben vedere come proprio cambiando il “circostante” si riescono a far passare come vere fake news. "

Appunto le fake news sono frutto del relativismo, per questo si parla di post truth.



23/11/2017 16:30 Sara
Si, ma se come dice la Arendt, il potere fabbrica false verità e' la falsa verità che devo attaccare non la verità stessa. Anzi la verità in quel caso "ti rendera' libero".
In questo momento la questione della verita invece si è ridotta a: " chi la detiene?" Il popolo, lo stato gli scienziati? Per questo dicevo e' autoritaritarismo di ritorno più che vero superamento.



23/11/2017 15:06 Pietro Buttiglione
La contrapposizione è tra chi si ritiene detentore di verità punto e basta e chi invece ha capito che ogni verità va circostanziata ad un hic et nunc ( dicesi RELATIVA A..) e che, se questo cambia, quello che tu credi vero potrebbe non più esserlo.
Ero ancora ragazzo quando Bertrand Russell mi insegnava che sarebbe stato capace di capovolgere qualsiasi verità semplicemente inserendola in particolari condizioni..
Tutto l’articolo di Zenit fa ben vedere come proprio cambiando il “circostante” si riescono a far passare come vere fake news.
Ero solo un po’ più cresciuto quando capii che bisognava diffidare delle subordinate, tra parentesi o virgole, usate x farti digerire di straforo fake che tu non controlli!!
Solo più recentemente ho realizzato con Antiseri che il Cristianesimo non può che essere relativista nel senso che
SE, e sottolineo il SE, pone al centro l’Uomo nella sua reale vita quotidiana e NON , e sottolineo il NON, il dialogo sui Massimi Sistemi o filosofie o teologie varie e chi più ne ha più ne metta.. il cristiano si deve confrontare con una realtà che lo circonda sempre contradditoria, male/bene in cui DEVE applicarsi non decretando e sputando sentenze ma sporcandosi le mani, impegnandosi giorno per giorno, sbagliando?? Cerrrrto anche ma come diceva quella ragazza in Parrocchia: ma siamo umani ed anche Gesù lo era e mi accoglierà SOLO per quello di bene che ho cercato di fare.. Chissà xchè il Salmo recita “ Se fosse per.... chi si salverebbe???😊💥



23/11/2017 14:24 Sara
https://www.ibs.it/verita-politica-conquista-dello-spazio-libro-hannah-arendt/e/9788833915562?inventoryId=52494710

Il problema della verità è venuto fuori sopratutto dopo Trump e Brexit perché si è scoperto che i media non influenzano più l'opinione pubblica, non hanno più il controllo della verità, prendersela con i siti tradizionalisti è consolatorio ma inutile.

Resta un argomento interessante in ogni caso che segna la fine del postmoderno e l'avvento di qualcosa d'altro (nulla di meglio per adesso, solo un autoritarismo di ritorno)

http://ilrasoiodioccam-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it/2016/10/23/processo-al-postmoderno-tra-nuovo-realismo-e-questioni-morali/



23/11/2017 14:12 Sara
"Relativizzare una verità significa sottoporla a critica" ma se mi sfugge la mano a relativizzare tutto come faccio poi a sapere dov'è finita la verità? (perché se dico che una notizia è falsa bisogna che da qualche parte ci sia quella vera).

E' che si è usato il relativismo per comodità, cioè per smontare le opinioni altrui, poi la cosa è andata per conto suo e si è rimasti con il solito cerino in mano.

Il risultato è anche divertente, basta non lamentarsene all'improvviso.



23/11/2017 13:53 Roberto Beretta
No, Sara, sono due cose ben diverse! Fake news è un falso deliberato, allo scopo di ottenere consenso. Relativizzare una verità significa sottoporla a critica (magari per scoprire se è un fake...). Anzi, trovo che funzioni piuttosto il contrario: dietro chi crea fake c'è il tentativo di appoggiarsi all'umana tendenza a credere a una verità qualunque


23/11/2017 10:53 Sara
Aggiungo una riflessione interessante
https://it.zenit.org/articles/dal-relativismo-alla-sindrome-da-fake-news/



23/11/2017 09:48 Sara
Ma non era a favore del relativismo e della verita liquida?
Va bene che post-truth suona meglio ma è la stessa cosa sa....



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Roberto Beretta

Roberto Beretta, giornalista e saggista. Ha scritto 25 libri, quasi tutti di argomento religioso, di «destra» (Storia dei preti uccisi dai partigiani , Il lungo autunno, controstoria del Sessantotto cattolico ) e di «sinistra» (Chiesa padrona , Le bugie della Chiesa). Gli ultimi lavori sono: Fake pope. Le false notizie su papa Francesco (San Paolo), Fuori dal Comune. La politica italiana vista dal basso (Edb), Oltre l'abuso. Lo scandalo della pedofilia farà cambiare la Chiesa? (Ancora) Ha due figli e ancora una gran voglia di dire la sua.

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