ROBE DI RO.BE.
Il ministero laicale della critica
di Roberto Beretta | 06 novembre 2017
Non si deve anche al fatto che la voce dei laici è stata sinora così flebile e poco ascoltata, se certe realtà della Chiesa ci sembrano lontane dalla vita e appunto «fuori dal mondo»?

Andiamo avanti nel discorso. Un altro elemento (è il quarto) di utilità ecclesiale della «critica dall'interno» sta nel fatto che si tratta di un tipico carisma laicale, ovvero del «dono» («carisma» significa appunto questo) che soprattutto noi laici possiamo fare alla Chiesa - magari persino ispirati dallo Spirito, ma per carità non voglio scomodare realtà così alte: mi basta pensare che si tratti di personale attitudine verso la materia.

Di fatto lo sguardo critico appartiene sotto vari aspetti al ministero laicale; anzitutto perché il clero, in quanto deputato soprattutto a ruoli sacramental-pastorali e sottoposto a disciplina gerarchica, si trova oggettivamente meno libero nell'emettere giudizi; non solo: un suo intervento potrebbe anche creare in misura maggiore quel famoso «sconcerto» o «disorientamento» che - a torto o a ragione - si è lamentato nel popolo cristiano.

Ma è poi la maggior facilità ad astrarre dal contesto ecclesiale, dovuto proprio al fatto di vivere «nel mondo», a rendere più facile e naturale al credente laico un'osservazione esterna della Chiesa, così da restituire in modo forse più obiettivo e neutrale la realtà ­- o almeno alcune sue parti. Non si deve anche al fatto che la voce dei laici è stata sinora così flebile e poco ascoltata, se certe realtà della Chiesa ci sembrano ora tanto astruse, lontane dalla vita e appunto «fuori dal mondo»? A mio parere sì: finora, infatti, il clericalismo ha amputato il «corpo mistico» della possibilità di guardare a se stesso con un'attitudine meno settoriale, e dunque di correggere i difetti derivanti - per esempio - da una mentalità che tende a sacralizzare ogni settore della vita o che si allontana a volte dal realismo.

Non intendo con ciò escludere i rappresentanti del clero - dai preti ai vescovi, al papa - dalla possibilità, talvolta persino dal dovere, di esprimere le loro critiche ecclesiali «interne»; tutt'altro: le storie di decine di sacerdoti giudicati prima «disobbedienti» e poi «profeti» stanno a dimostrare il contrario. Credo però che, parlando di analisi spassionata e giudizio imparziale del modo in cui la fede viene incarnata nella comunità e poi più largamente nella società, si tratti di caratteristiche eminentemente laicali e perciò andrebbero trattate come uno specifico del ministero di noi «cristiani semplici» all'interno della Chiesa, accolte come dono e non quale fastidio inopportuno...

Come dice san Paolo: «A uno infatti, per mezzo dello Spirito, viene dato il linguaggio di sapienza; a un altro il dono delle guarigioni; a uno il potere dei miracoli; a un altro il dono della profezia; a un altro la varietà delle lingue»; a un altro - si potrebbe aggiungere - il dono della critica... La quale, a dispetto di ciò che credono in molti e se non si limita al consueto sterile borbottamento, è tutt'altro che facile da esercitare: perché richiede acutezza e imparzialità, impone una fatica di analisi e - dulcis in fundo - non rende mai simpatici. Eppure è un servizio utile, anzi necessario.

 

15/11/2017 05:04 Francesca vittoria

Chiesa proprio perchè il pensiero espresso deriva da esperienza non dovrebbe offendere proprio perche ci sono persone che la conoscono dal di dentro,o i quesviene incarnata nella società trattata e nella iti dettati proprio rispondenti a altre esperienze-tutto comunque si chiama Vino Nuovo,o no ,,,",Analisi spassionata e giudizio imparziale e del modo in cui la fede viene incarnata nella società, si tratti di carateristiche eminentemente laicali e perciò andrebbero trattate come specifico del ministero di noi cristiani" all'interno della Chiesa ....accolte come dono e non quale fastidio inopportuno,,,,,"!! Ma forse alla Chiesa crede di avere più di una ragione e a non dover render conto se non in rispetto del Servizio che solo Lei sa di dover prima a quel Cristo che ancora al suo interno è presente e si pensa influisca servendosi in essa di apostoli come Lui ha fatto allora, Oggi se a taluni appare incomprensibile , disapprovazione per come sta andando,a sua volta impoverita cammina tra i poveri, eppure il gregge certo gregge la segue e le imimporta di quanto gregge si è disperso, lo ricerca con iniziative che non da tutti vengono apprezzati, Non parla soltanto ai bisognosi di misericordi ma alza la voce affinche venga udita dai grandi della terra, perche la guerra esiste, e tuti ne vediamo le conseguenze, neppure vengono ascoltati gli esperti studiosi del clima e di tutto quanto vi e del pianeta che sta cambiando, Il Santo Padre è l'unica voce, Peronalità, che chiama le cose per quello che sono senza ricorrere a lungaggini perchè il pericolo non sembra interessi molti e cioè di soccombere alle armi atomiche, e ne abbiamo giacenti sul nostro territorio e si fabbrica armi allo scopo, Lavora e richiama all'importanza e al rispetto di ogni essere umano, e di fronte a certo pericolo morte e distruzioni non lascerebbero neppure da piangere i morti ,




12/11/2017 21:39 Francesca Vittoria

Il giornalismo sarà pure una passione , nei giorni scorsi è stato ricordato dai media e TV Enzo Biagi,il quale Quasi con rammarico ha dettto che una delle cose che gli dispiaceva era non essere stato per tutti simpatico e non aver intervistato il Papà. Ieri sera Lili Gruber tra gli ospiti ha presentato e ha discusso di un libro che lAutore sig.Nuzzi desideroso di riportare fatti vaticani, che tutti devono sapere. Io non credo che così raccontando si scalfisca la Chiesa perché già da piccola ho sentito chiacchiere di qualche don, incoerente con l'abito che portava o che il parroco avesse in considerazione i ricchi ma ha lasciato segno con opere di utilità sociale Credo che non essendo la Chiesa un partito bisognoso di voto questa malgrado gli scandali non perde consenso perché è personale il rapporto con il clero, non può sfuggire il Vangelo e quando ciò avviene molti altri la fanno vivere con la fedeltà a questo. Certo se una Eminenza scandalizza basta farlo presente e il suo tribunale funziona,,ma è sempre Dio in definitiva meglio conosce la verità . Non mi pare che oggi dove tanto di fatti neri e colorati impegnano i reporters quasi come missione non stupisce che anche la chiesa abbia detectives a scoprire se davvero merita fidarsi degli abiti che indossano .ma oggi la libertà consente perfino di sbeffeggiarla come qua do i video si è presentati uno che la abitava a come insegnante filosofo, mi pare, il quale per amore di verità ha dato addio all'abito presentando addirittura il suo compagno. . Si nella sua storia ci saranno storie anche persone che hanno tradito il mandato cristiano ma il fedele fa anche delle scelte si allontana o avvicina a secondo di quello che la coscienza detta.C 'è il rischio che volendo sbandierare le verità si induca altre persone a diffidare facendo di ogni erba un fascio. Anche senza storie piccanti una libertà quale quella in cui viviamo se ne parla molto fino ai dettagli tanto ad essere vaccinati, diventati tolleranti insensibili , ma non vedo che lanciare fango influisca a impoverirla perché il suo positivo e non toglie fiducia perché è l'unica Istituzione che ha per comandamento "Ama il prossimo tuo come te stesso"Esiste per indicare e aiutare ai suoi fedeli che è l'unica strada che ci fa esistere con dignità ed è Rimandato a Cristo il giudizio, farlo da uomini è diverso perché ogni giudizio a seconda a quali valori si ispiri perché il Padre si dice misericordioso ma nella liturgia di oggi si parla di aver chiuso la porta alle "Vergini stolte" questo conferma che la Chiesa è fatta da umani, Dio le e ispiratore
Francesca VIttoria




06/11/2017 17:40 Pietro Buttiglione
A proposito di critiche “interne”.. ricordate quelle di Muller alla AL?
Dalla prefazione all’ultimo libro del mio omonimo:
—E’ il caso del fedele che “può ritrovarsi senza sua colpa nella dura crisi dell’essere abbandonato e del non riuscire a trovare nessun’altra via di uscita che l’affidarsi a una persona di buon cuore e il risultato sono le relazioni simil-matrimoniali”. Ed è anche il caso di chi per scarsa formazione cristiana ha contratto senza piena consapevolezza il primo matrimonio e poi – spiega Müller – convertitosi realmente alla fede in età matura consideri il “suo legame simil-matrimoniale, allietato da figli e con una convivenza maturata nel tempo con il suo partner attuale (…) un autentico matrimonio davanti a Dio”.—



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Roberto Beretta

Roberto Beretta, giornalista e saggista. Ha scritto una ventina di libri, tutti di argomento religioso, di «destra» (Storia dei preti uccisi dai partigiani , Il lungo autunno, controstoria del Sessantotto cattolico ) e di «sinistra» (Chiesa padrona , Le bugie della Chiesa ). L'ultimo è appena uscito e si intitola La santa puttana. È assessore alla trasparenza e alla sicurezza della sua città, Lissone, per una lista civica. Ha due figli e ancora una gran voglia di dire la sua.

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