Nell'arte
Gesù non guarda in faccia a nessuno?
di Gian Carlo Olcuire | 22 ottobre 2017
Rispetto al tributo verso l’autorità, che spesso non conosce per nome e non guarda in faccia nessuno, il tributo che dobbiamo al Padre è ben più caldo e impegnativo.

IL TRIBUTO

(Antoon Van Dick, 1625 ca., Genova, Palazzo Rosso)

 

«Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio». Mt 22,15-21

  

Se Gesù non prova soggezione nei riguardi dell’imperatore, da una parte conferma chi gli dice «Tu non guardi in faccia a nessuno». Dall’altra, lo smentisce: perché, sia pure in un’immagine e in una scritta, il Signore guarda il volto di Tiberio. E lo riconosce, dal momento che ne pronuncia il titolo di “Cesare”. Nello stesso tempo, però, Gesù fa presente l’esistenza di un valore più grande e più alto, chiamandolo per nome. E indicandolo col dito a chi – come il personaggio a destra – pare ipnotizzato dalla moneta.

Il rapporto con l’autorità non viene, dunque, eluso da Gesù. Che, anzi, invita a relazionarsi con lei, rendendo la moneta a chi l’ha emessa. E accettando d’essere cittadini di uno Stato regolato da leggi.

 

Ma alzare lo sguardo verso Dio significa chiamare per nome colui che ci ha messi al mondo, ci riconosce come figli – fatti a sua immagine – ed è così orgoglioso di noi da avere i nostri nomi «scritti nei cieli». Alzare lo sguardo a Dio – come ci invita a fare il pittore, che si è certamente ispirato a un quadro di Tiziano di sessant’anni prima – significa fare la sua volontà. Rispetto al tributo verso l’autorità, che spesso non conosce per nome e non guarda in faccia nessuno, il tributo che dobbiamo al Padre è ben più caldo e impegnativo.

23/10/2017 14:28 Gian Carlo Olcuire
Devo fare ammenda di un’interpretazione errata, dovuta alle dimensioni minime dell’opera a disposizione. Il personaggio a destra, più che contemplare una moneta, sta inforcando un paio di occhiali! Per guardare meglio colui che invita a dare indietro a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio.


23/10/2017 11:10 Lorenzo Pisani
In realtà i due interlocutori si guardano negli occhi... e lì c'è la vera domanda: tu a chi appartieni?


23/10/2017 10:42 m p
"Da notare che il pagamento del tributo a Cesare era segno della soggezione dei giudei a Roma; i farisei odiavano questa imposizione, anche se poi pagavano il tributo, mentre gli zeloti consideravano il rifiuto del pagamento un vero dovere religioso"


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Gian Carlo Olcuire

Gian Carlo Olcuire è un grafico. Che si sente realizzato quando riesce a far guardare le parole come se fossero immagini e a far leggere le immagini come se fossero parole. Lavora soprattutto per il mondo cattolico ed è appassionato di linguaggi, soprattutto dell'uso (o abuso, disuso, riuso) che se ne fa nel mondo cattolico.

 

 

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